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I trucchi del CP/M:
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Indice degli inserzionisti
Fatti e non teoria
Paolo Nutì
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News
Recensioni libri
MC intclligiochi
10 e ... le Regine
Corrado Giustozzi
MCgiochirrecensioni
PC: IBM o compatibile?
Marco Marinacci
Compatibili c compatibilità
Corrado Giustozzi
Le prove e i risultati
Francesco Peironi
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Micro Peripheral,
floppy per il Sinclair QL
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Quick Data Drive
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Tommaso Paniuso
Remat Elettronica GMZ-708
Scheda grafica per Sharp MZ-700
Fabio Marzocco
La computer grafica
e lo standard PC-IBM
Francesco Peironi
Grafica: considerazioni sulla
funzione ZOOM
MCmicrofacile:
generalità dei circuiti logici
Tommaso Pantuso
Byte nell'etere:
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Fabio Marzocco
La Simulazione
Valter Di Dio
Vie da zero + 64:
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Tommaso Pantuso
TultoSpcclrum:
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Fabio Schiailarella
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Software Commodore 64
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169 Software Vie 20
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173 Software Spcctrum
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180 Software Sharp PC'l 500
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191
195
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giudicare dal fatto che è una delle più vendute in
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Fatti e non teoria
sforzare per capire lo, più sempiicemente, n
ragione sìa proprio
•rocomputer esce guesio
9 grosso non solo in lermini
inare a termine il confronto Ira 24
wrcato" attorno al quale in questo
commerciali e di quelli scientifici.
■ costruttori del mondo e dei più
'i chi si occupa di comput.
o per curiosità iiitellelluale.
pre più disturbi chi, non volendosi
essendo in grado di capire) pretende
0 dalla parte di chi non capisce. Di questi anii-Ferrini. teorici
del "non capisco, non mi adeguo e quindi ho ragione: lo dice il ragionamento stesso",
ne spuntano da tutte le parti, pronti a dichiarare che se può anche essere vero che i
posti di lavoro perduti con l'automazione industriale o quella degli uffici sono in
realtà integrati da quelli creati nell'industria post-industriale del software, bisogna
frenare questo fenomeno della diffusione a macchia d'olio de! computer perché non
possiamo trasformare tutti gli operai in esperti di computer. Tesi, questa, che
nasconde una bella miscela di miopia e mala fede.
L'ipotesi che l'operaio o l'impiegato medio non siano in grado, per intelligenza o
cultura, di integrar.si in una società informatizzata, è. do un lato, ampiamente
superata dai fatti, dall'altro implica (anche se lo si nega a parale) Tauspicio che si
continui a produrre con il massimo di fatica e sofferenza.
Non pensiamo all'utopia di trasformarci tutti in ricercatori sui temi di punta
dell'informatica, o anche in semplici produttori di software applicativo, ma
.semplicemente ad una .società, tutt'aliro che utopistica, nella quale l'Office
Aulomalion e la Factory Automation migliorano sostanzialmente la qualità della vita
dando spazio ad attività più creative e responsabili.
Ma per arrivare il più celermente possibile a questo risultato occorre che la cultura
informatica spicciola, quella del superamento della paura della macchina, quella de!
cosa si può fare e cosa no, ovvero della reale utilità della macchina, si diffonda il più
rapidamente possibile.
Su questo fronte ci .siamo battuti in prima persona sin dalla nascila di
MCmicrocomputer. su questo fronte continuiamo a batterci con sempre maggior
convinzione, sempre in prima persona: non lavoriamo per sentilo dire, ma
sperimentiamo direttamente.
Fatti e non teoria, questo è il nostro segreto.
Paola Nati
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Capacità
Capacità formattata
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Velocità Load e Save
Interfacce:
Interfaccia seriale
Interfaccia parallela
Interfaccia joystick
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Connettore passante
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800 KBytes
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250 KBit X sec.
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Sono un vostiv affezionato lettore, ed è
per questa ohe mi rivolgo a voi nell ‘esporre
questa mia Idea.
Fossero un dimmodore&igiàda tempo,
ed uso come monitor un vecchio televisore
portatile b/n, ohe purtroppo però non ha
mal offerto xm'iramaginB molto nitida. L'i-
dea ohe vi vorrei esporre mi è venuta tempo
fa mentre leceva un articola su questi nuo-
vi televisori con presa SCART, i quali, saltan-
do i passaggi attraverso il commutatore del-
l'antenna gajantisoono un seg n ale meno di-
sturbato e quindi migliore
Quello che vorrei sapere è se è possibile
creare questo ponte anche sul mio vecchio
video. L'espediente, almeno per quanto mi
riguarda, risulterebbe valido anche ee com-
portasse l'Impossibilità di vedere i normali
canali televisivi, dato ohe ormai è da tempo
che non uso più quei televisore per questo
Cordiali 0^71 rti
Marco Calvo. Roma
E) possibile, ancbe se presumibilmente lei
con potrà eseguire la modifica da solo. Non
si tratta comunque di "saltare 1 paesaggi
attraverso il commutatore dell’antenna'', né
di garantire un segnale meno disturbato.
Vediamo di spiegare in maniera più sempli-
ce possibile come stanno le cose.
I televisori sono costruiti per noevere,
all’ingresso antenna, 1 segnali trasmessi
nell'etere dalle emittenti televisive. Questi
segnali sono organizsati In un certo modo,
che non ha Importanza per U nostro discor-
so. per esigenze di trasmissione. E, d'altra
parte, 11 televisore deve essere anche capace
di "sintonlsarsl" su una data emittente, se-
lezionando 11 segnale di quset'ulUma dalla
moltitudine che viene applicata contempo-
raneamente all’Ingresso antenna.
Ma se si vuole vlsuall^are qualcosa su un
video, di per sé è sufficiente utilizzare segna-
li diversi, per cosi dire “meno elaborati”, che
però non possono essere trasmessi
Quando si vuole collegare un computer al
televisore tramite l'ingresso antenna, biso-
gna In pratica simulare la trasmlsaions. E
allora U segnale originarlo prodotto dai cir-
cuiti video del computer viene trattato come
se lo si dovesse Irradiare neU'etere, som-
mandogli una "portante" che viene modula-
ta secondo le Informazioni da trasmettere. A
compiere questa operazione neU'intemo del
suo 64 è il cosiddetto "modulatore”, che può
facilmente riconoscere perchè In genere in-
serito In un contenitore cromato poco più
grande di una scatola di fiammUérl
Nel televisore c'è... 11 contrarlo del modula-
tore, ossia 11 “demodulatore". Ma se il segna-
le none stato modulato. U demodulatore non
serve; quindi, se si prende 11 segnale del com-
puter non dall'uscita per l'antenna del tele-
visore, ma dalla cosiddetta uscita ‘Video",
questo non va applicato all'antenna, ma di-
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rettamente a valle óel demodulatore interno
del tv
La differenza fia un monitor eun televiso-
re e praticamente questa, ossia 11 monitor
non è capace di sintonizzarst su un'emitten-
te ne di demodulare un segnale televisivo.
Ma questo significa che 11 monitor è In un
certo senso un televisore con qualcosa in
meno, e quindi che un televisore può essere
trasformato In monitor se si toglie quello
che c’è di troppo: o, 11 che equivale, se cl si
colica non aJl'lngresso antenna, ma in
quello che in molti apparecchi c'è e si chia-
ma ingresso video (è il caso appunto della
presa SCAB.T da lei citata): 11 segnale non
passa nel demodulatore.
Allora, riepilogando, e necessario dotare il
televisore di un Ingresso tramite 11 quale sia
possibile applicare, nel punto appropriato,
un segnale a "videoffeguenza" anziché uno a
“radiofrequenza" come quello dall'ingresso
antenna D punto è: qual e U punto giusto? Cl
vuole un tecnico e lo schema del televisore.
Non e un’operazione complicata ma e co-
munque al di fuori della portata di una per-
sona che non abbia mal "sinanettato" con
circuiti elettrici e roba del genere. E non
bisogna dimenticare che nel televisore vi
sono tensioni elevatissime In grado di pro-
vocare pertcoloae “scosse" elettriche ad un
operatore inesperto o disattento; a causa
della presenza di alcuni condensatori, tra
l'altro. 0 pencolo non è del tutto eliminato
neanche a televisore spento.
Il miglioramento che si ottiene applican-
do il segnale direttamente tnvldeofrequenza
e generalmente notevole, perchè si saltano
non solo 1 circuiti di demodulazione del tele-
visore ma, quel che è forse più Importante, 11
modulatore video de! computer, la cui quali-
tà lascia spesso a desiderare.
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PIRATI DEI. SOFTWARE
llPrelore di Varese, in data l3luglio 1985.
in un ricorso ex art. 7(K) c.p.c.. presentalo
dalia Maslerironic sas. ha pronunciato or-
dinanza nei confrunli di una sucieiò edito-
riale di Cremona, con la quale inibisce alla
stessa di produrre e commercializzare sul
territorio della Repubblica Italiana "vi-
deogiochi" che ciisitiuiscano imitazione
servile, rispetto ai prndolti di provenienza
della società inglese Masicrtronic. II prov-
vedimento cmes.so dal giudice di Varese
costituisce una vittoria imporianic nei
confronti della piraieria dilagante nel-
l'ambilo del software.
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bre. allo stand E23,'29F la Toshiba presenta tut-
te le novità del settore Home-MSX.
Oltre ai produlli presenti sul mercato dallo
scorso maggio, tra le novità l’HX-22 di cui vo-
gliamo sottolineare qualche caratteristica.
L'HX-22 si alTlanca al già conosciuto HX IO
MSX da 64 - - offrendo prestazioni superiori.
Intanto, ricordiamo la presenza di uscita video
RGB su connettore ttpo Scart. che permette di
ottenere una migliore risoluzione cromatica.
Naturalmente è sempre presente un'uscita mo-
nitor standard cd una a radiofrequen/.a per il
collegamento ad un normale televisore. Di par-
ticolare rilievo è la presenza di un'interfaccia
standard RS-232C con cui è pos.sibile collegare il
computer ad una qualsiasi periferica che sfrutti
questo tipo di protocollo, quale un Modem per
la trasmissione di dati sulla linea telefonica.
L'interfaccia usufruisce inoltre di un'estensione
del Basic MSX di cui édotato l'HX-22 la quale
permette di gestire la trasmissione da program-
ma tramile comandi specializzati che non tolgo-
no spazio alta Ram-utcnie la quale rimane sem-
pre di 64K. di CUI 28815 disponibili per i pro-
grammi in Basic.
Come ulteriori potenzialità di questo compu-
ter, ricordiamo la presenza di uno Slot di con-
nessione per il collegamento di periferiche posto
sul retro della macchina e quella di una Rom di
64K. 32 in più rispcito a quelli concessi dallo
standard: l'HX-22 c dolalo infatti di un polente
elaboratore di testi incorporalo, selc/ionubìlc
all'accen.sionc. che sfrutta al massimo le caraiic-
nstichc dell'HX-22.
Sempre al SIM. ci saranno il mierolloppy c la
scheda di imerfaeda RS-232 per qualunque
MSX. tramite la quale sarà mostrato il collega-
mento con le Pagine Gialle Elettroniche della
Seat: vi sarà infine un dispositivo di memoria.
ROM e EPROM. lip<i carta di credito, con ca-
pacità da 16 a 128 K: è presumibile che si tratti
della Boe Card della Hudson della quale vi ab-
biamo parlalo nel reportage dal Microcompuier
Show di Tokyo, nel numero di giugno: e, a pro-
posito. ci sarà anche m anteprima un MSX-2.
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Far da sé
per imparare meglio
La TEC'MONT ha realizzano un “computer
costruitelo da soli" rivolto a chi vuole inserirsi
nel mondo della microelcitronica e deH'infor-
inatica in modo serio ed originale.
L'obiettivo é la realizzazione, da parte dell'u-
tente. con semplici c corrette indicazioni, del
computer Y 100 in lune le singole parli. La cer-
tezza del risultato è fornita dal supporto TEC-
MONT che segue la realizzazione fino al funzio-
namento avvenuto.
L'iniziativa consente di dotarsi di un sislemu
di sviluppo per lavorare nel campii della elettro-
nica a microprocessore ed è pertanto anche a-
diilla a piccoli c medi laboratori di elettronica.
La TEC'MONT si rivolge anche alle scuole
pubbliche c privale di elettronica ed informati-
ca. con lo scopo di migliorare la qualità dello
studio e delle escrciUiz.ioni elettroniche.
Per mettersi al passo con lo stato dell'ane
nelle aiiuali tecnologie elettroniche, l'YlOO é
realizzalo a componenti discreti (singoli integra-
li invece di circuiti che cumulano ed integrano
molte, particolari e comples.se funzioni) "apcr-
U>". che consente la comprensione piena del fun-
zionamento delle singole parti c del computer
L'Y 100 c realizzalo in schede con connettori
ad inserzione per la sempliricazione del collaudo
e della ricerca guasti. È composto di una scheda
madre-tastiera con connettori per l'insenmenio
delle quattro schede in cui c diviso il computer.
La tastiera è di tipo professionale Qwerly inter-
nazionale con 63 tasti c pad di funzione da 12
usti. Le schede sono la CPU. la .scheda interfac-
ce. controller video cd uscite, la scheda delle
Icmporizzazioni e dcll'uscila video. la scheda
delle espansioni Ram a 28K. I collcgamenli
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verdi composito o non. positivo o negativo, per
il registratore di tipo comune, per la stampante
80 col. parallela, per l'alimentazione a SV circa
I A, per l'espansione dei bus.
Il computer è realizzato in struttura metallica
portutasti e copertura verniciata a fuoco.
I linguaggi sono; un editore per facilitare la
scrittura ed il debug dei programmi, il linguag-
gio macchina, un assembler a due passi, un BA-
SIC da 8K con correzione, inserimento e cancel-
lazione di caratteri.
II clock del sistema è 1MHz circa. Il video 80
col. X 25righeconcaratiere5x7di500nSedot
70 nS. La memoria c mostrata in 16 locazioni
per riga. Il formalo video è 20. 40 o 80 colonne a
richiesta da tastiera. H = 61pS, V= 19.5 mS. At-
tivazione attributi: video inverso, mezza lumi-
nosità. sottolineatura.
I comandi sono per la scrittura in linguaggio
macchina, in ambiente editore, disasscmbler.
Icllunt c scrittura della memoria, di controllo
del cursore, di scroll. di clear dello schermo, di
cursor home. di controllo degli attributi, del
formato video, del registratore, della stampante,
per l'assemblaggio, del BASIC eoe.
1 componenti fondamentali sono il micropro-
cessore 6502 a 8 bit. il controller video 6845. le
interfacce 6532, 6522, le EPROM 2532 I2K in
lìrmware. la EPROM assembler, le EPROM
2532 8K BASIC, generatore di caratteri 2516.
RAM 2016 4K sulla CPU c 24K sulla scheda
espansione Ram. Inlcgrali di tipo LS decodifi-
che. D latch. FF JK. Iransceiver. mulliplc.scr.
shifi register. monosiabill. timer, contatori, ga-
te. inverler. amp operazionale ecc. Quarzo, con-
densatori ceramici, rcsitenze integrate a film
spesso, diodi, transistori, zencr. soppressori ccc.
Mille cmq. di circuiti doppia faccia, zoccoli,
connettori jack, morsetti, tasti, parti meccani-
che. ccc.
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con la documentazione d'assistenza. Sono inol-
tre disponibili nella stessa forma costruiscilo da
te o già funzionanti, il video display fosfori verdi
20 MHz, il programmatore di EPROM. l'espan-
sione Ram. l'alimentatore, i circuiti di protezio-
ne con soppressori, i cavi di collegamento, la
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può essere scomposto in una serie di attività
elementari, ciascuna delle quali richiederà un
certo tempo; alcune possono essere conlempo-
runcc, altre devono essere svolte l'una prima
dell'altra. Ad esempio é possibile disegnare gli
infìssi mentre si progetta la casa, ma non c possi-
bile montarli lino a che non si costruiscono i
muri. Pertmaster è un programma, disponibile
per macchine CP. M o MS-DOS. che può gestire
fino a 2500 attività (olino a 1000 nella versione
semplificala) con 29 risorse per attività, indivi-
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compatibili con lo standard MSX di cui antici-
piamo brevemente qualche caratteristica.
La prima é la Gemini lOX. una stampante di
scrittura ad impatto a matrice di punti con testi-
na di scrittura a 9 clementi la quale stampa
bidirezionalmente con percorso ottimizzato alla
velocità di 120 caratteri per secondo. Il numero
di caratteri per pollice può essere scelto tra i
seguenti valori: S.6.8.S.IÒ.12e I7. È inoltre pos-
sibile la stampa su 80. 96 o 1 36 colonne oppure
su 40. 48 c 68 colonne utilizzando caratteri in
doppia larghezza. La macchina possiede un buf-
fer di una linea che può essere accresciuto fino a
4K 0 8K. Come ultima prestazione sottolineia-
mo la possibilità di sottolineatura continua, la
labulazuione verticale cd orizzontale, la possibi-
lità di selezionare il formalo della pagina via
hardwaree la possibilità di trascinare rulli conti-
nui. moduli continui o fogli singoli.
La seconda stampante proposta è la STX 80
- termica a matrice di punti — con testina di
scrittura a 9 clementi e velocità di stampa di 60
cps ottimizzata su di un percorso bidirezionale.
La velocità di avanzamento della carta è di 9
linee al minuto su una spaziatura di 1/6": il
buffer disponibile é ridotto ad una linea mentre
il numero di caratteri per pollice é 3.6 o 1 1. Il
lesto può essere stampato su 80 colonne o su 40
se si usano caraitcri clongaii. La stampante scrì-
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e commerciale è nato il PCbit, un
personal col marchio Bit Com-
puters. Il PCbIt è totalmente
compatibile con I programmi e le
periferiche del PC IBM, ha una
notevole accuratezza nella co-
struzione, un prezzo fortemente
competitivo e una reale affidabi-
lità, confermata dalla durata di
un anno della garanzia. Il PCbit
ha quindi tutte le caratteristiche
per essere affiancato ai personal
delle migliori marche già da noi
distribuiti»
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CARATTERISTICHE DEL SISTEMA BASE
• microprocessore Intel 80S8 a 4.77 MHz
• memoria RAM 256 Kb espandibile a 640 Kb
• memoria ROM 8 Kb (BIOS) espandibile a 64 Kb
• 4 canati DMA -6 livelli Interrupts
• scheda madre con 6 slois d’espansione
• scheda gralica monocromatica ad alta
risoluzione (720x348 punti)
• porta parallela per collegamento stampante
• video monocromatico professionale
• tastiera ASCII con 84 tasti
• un drive slim 5"% da 360 Kb
• alimentatore 130W-220Voit
• dimensioni: 500x4t0xt42mm
• peso; 1 1 kg
• sistema operativo MS-DOS
UNITÀ PERIFERICHE COLLEGABILI
• dischi fissi
• dischi rimovibili
• unità a nastro di back-up
• monitor a colori
• stampanti ad aghi, a margherita, a laser
• mouse
• plotters
• dlgltlzers ecc.
SCHEDE DI ESPANSIONE OPZIONALI
• scheda grafica colore
• scheda espansione memoria
• scheda espansione mullifunzione
• schede per comunicazioni
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“heavy duty” della Fuji
Grazie a numeroso innovazioni tecniche i
numi Hiippj disk della F'uji nesconoa garimlire
una elevala amdibililà anche in condizioni dì
lavoro particolarmente gravose.
La principale novità è costituita dal cosiddet-
to Binder System, un procedimento sviluppalo
dalia Fuji che lega pi àcrTicacememc le particelle
magnetiche alla base del disco, in modo da ga-
rantire una maggiore durala del mezzo magneti-
co. Un'altra interessante caratteristica è rappre-
sentata da! nuovo anello di rinforzo intorno al
l'oro centrale.
PC 555 Sanyo
Uopo il successo ottenuto negli Stali Unii! la
Sanyo si appresta a lanciare sul mercato euro-
peo il suo personal computer siglato PC 555
certa di conquistare, eniru il 1986. una buona
letta di mercato.
Il PC in questione c dotato di sislcma operati-
vo MS-nOS, analogo a quello impiegalo su PC
IBM. che gli permette di usufruire di buona
parte della biblioteca software disponibile per
quest'ultimo computer. Il 555 possiede una me-
moria Ramdu I28K che può essere espansa lino
a 256K. La casa tiene a puntuulizzurc l'estrema
.ilTìdibilità e le potenzialità della macchina la
quale offre caratteristiche che la pungono al di
sopra del computer della stessa fascia. Tra que-
ste. la possibilità di usufruire dei monitor Sanyo,
tra i più avanzati del settore, dolali di capacità
grafiche esclusive che consentono al PC di essere
impiegalo come vero e proprio CAD con un
prezzo inferiore del 20% rispetto a prodotti ana-
loghi.
Altri punti di forza del PC 555 sono, al di la
delle sue caraneristiche tecnologiche: il .servizio,
l'assistenza cd il software. Infatti un buon livello
tecnologico non è il solo fullorc u cui un compu-
ter può impuntare il proprio successo priichc la
lecnulogia è un mezzo, rimanendo il line ultimo
la conquista del mercato. A tal proposito, gli
ulcnli llnali sono stati individuali nella fascia dei
professionisti: medici, avvocati, ingegneri, ar-
chilclli ecc., ptitendo questi ultimi avvalersi del-
le alle qualità gralìclie del PC 555.
Oltre all'impegno rivolto al software, la Sa-
nyo si accinge a completare una eflìcicnie rete di
dislribuzionc e di assistenza che Ira breve
coprirà finieru territorio nazionale articolala
su tre livelli: direzione centrale, agenti c conces-
sionari tramite i quali instaurare un buon rap-
porto di collaborazione con gli utenti llnali.
’O/’V MUmo
Sassari: novità con la Golden
Computers
La Golden Computers di Sassari avvicina la
Sardegna alla capitale, rendendo disponibili nel
suo computer shop periferiche ed espansioni al-
trimenti irreperibili nell'i.sola.
Tra gli ultimi arrivi vi sono le schededi espan-
sione Xebec: inoltre interfacce per Apple. IBM.
Sirius. Apricol c tanto software di lutti i tipi.
Per ullenuri mimmazùmi:
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per video games da sala giochi.
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Modemphone 303, un sistema
integrato telefono/modem
Dai prìmi giorni di questo mese la Magnete
Plast di Verona inirJcrà la distribuzione del Mo-
demphonc 303. un sistema telematico integralo.
uliliz7.abile sia in fonia che per la trasmissione di
dati, che comprende un telefono elettronico a IO
memorie ed un modem a 300 baud dotalo di
risposta automatica. Il modem c compatibile
con entrambi gli standard BELL 103 c CCITT
V.21; il collegamento al computer viene elTet-
tualo via RS 232. Tra breve sarà disponibile
anche un modello a .300/1200 baud.
Doodle,
per disegnare in MS-DOS
È disponibile in Italia il pacchetto grafico
Doodle. dellnilo dalla casa produttrice Trilcx
International Marketing come un sistema di
Piclure Processing. Permette di creare facilmen-
le disegni di notevole comples.siià. che possono
essere inseriti in un testo scritto con il Wordstar
se. ovviamente, si utilizza una .stampante grafi-
ca. Il Doodle consente di impiegare oltre dieci
modelli di stampanti grafiche o. in allemativa,
plottcf {HP. Roland. Graphlceccc.) con. ovvia-
mente. risultali migliori m termini di dcfinizio-
II programma può essere usato anche per di-
segno tecnico (meccanico, architcllonico. elcl-
irotecnieoecc.l.datoil notevole numero di fun-
zioni di cui dispone. In particolare il di.segno
può essere ruotalo, ingrandito, spostato c defor-
mato; la funzione più importante è forse la pos-
sibilità di creare dei macro. cioè dei simboli da
definire una volta per tulle cd inserire poi in una
libreria; a loro volta, questi simboli possono
essere manipolali ed inseriti in un disegno. Infi-
ne. il Doodle può essere u.saio per creare disegni
animati da usare, ad esempio, per una presenta-
zione audiovisiva o nell'autoistruzione. E dispo-
nibile per PC IBM. IIP ISO, Apricol e Victor.
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Una memoria da elefante
per il vostro computer
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per l'Iuiliii la gamma di minio microfloppy della
Lloptiiiiil Momor> Sy.sicmv un marchio dcll.i
dilla americana Dcnmson.
Si iralla di dischetti concepiti per un uso par-
ticolarmente intensivo, in grado di mantenere
inalterata la loro qualità dopo ben 1 2.000.000 di
passaggi.
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Joystick professionali
dalia Mastertronic
La Mastertronic. ben nota ai lettori di MC per
il suo vasto catalogo di giochi economici, ha
inizialo la distribuzione in Italia dei joystick
professionali della dilla olandese Suzo.
La Suzo ha alle spalle una lunga esperienza
nella costruzione di joystick per giochi da sala,
esperienza che le ha permesso di ercarc una linea
di joystick per home computer con eccezionali
doli di precisione e robu-stezza. Per dimostrare
la validità del prodotto i joystick Suzo sono
accompagnali da una garanzia della durala di
I modelli disponibili per il momento sono tre;
The Arcade, con un pulsante di fuoco. The Ar-
cade Turbo, con due pulsanti, c Super Stick, il
modello top della gamma, che è dotalo di tre
pulsanti c ^ una larga base d'appoggio.
I prezzi, comprensivi di IVA. sono rispeltiva-
menie di 49.(KX). 69.(KX) c 99.000 lire.
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Rgl i associati è garantito poter usufruire gralvì-
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Perchè dischetti ed elaboratore lavorino in perfetta armonia:
Nuovi FlexyPisK Science BASF.
Il non plus ultra dei dischetti
per qualunque sistema.
Ogni elaboratore pone ai dischetti
specifiche richieste.
La costruzione dei meccanismi e
dei comandi di memorizzazione
varia da un costruttore all'altro.
La BASF ha sviluppato in modo
ideale la nuova linea di FlexyOisk
Science per il vostro computer,
affinchè non siate costretti a
rinunciare ai non plus ultra dei
dischetti.
I RexyDisk Science vi
garantiscono la massima
affidabilità.
li settore ricerca della BASF ha
studiato con la nuova linea
Science un dischetto speciale da
impiegare in campo scientifico e
tecnico: testato per garantire la
completa sicurezza dei dati
memorizzati e la costante
affidabilità nel tempo, anche nelle
condizioni d'impiego più severe.
Inoltre l'intenso lavoro di ricerca
condotto dalla BASF nel campo
dei supporti magnetici per le
informazioni porta ad una
continua ottimizzazione delia sua
gamma di dischetti.
Nuova linea di FlexyDisk BASF:
Affidabilità dei dati grazie ad una
tecnologia d’élite.
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e BASF
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Tel. (02) 40 303 Telex 31 52 06
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PC 2500 Sharp:
n computer per il manager
La Sharp prcscnia, insieme ai pocket PC 1421
e 14?0, il nuovo PC ’51H), uncompuier poriaiile
studialo appositamente per il manager. In esso c
infatti incorporato un Business Software com-
merciale e finanziario di facile uso che va incon-
tro a chi non ha molta famiUarilà di program-
mazione. Potranno cosi essere stimali agevol-
mente gli andainenlj delle vendile e il controllo
degli stock calcolando ad esempio i totali mensi-
li per ciascuna voce insieme alle medie e. per
rendere più evidenti le informazioni ricavate —
sfruttando il plottcr a quattro colorì incorpora-
lo — si avrà la possiÙliià di generare grafici
sotto forma di linee spezzate, diagrammi a ba-
stoni. a torta o a bande.
Ricordiamo ancora la presenza di un pro-
gramma di analisi budgetaria e di valutazione
delle presla/ioni individuali con cui è possibile
una regisira/ionc delle vendile realizzate da ogni
singolo individuo. Non è inoltre da sottovaluta-
re la possibilità di avere a disposizione il soft-
ware "Guida Telefonica" un'agenda compute-
I 5K di memoria in conlìgurazlone standard
possono essere estesi fino a 2t servendosi di
schede opzionali da 8 o I6K. dotate tra l'altro di
batterie incorporate che pcrroellono di mante-
nere I dati in memoria costante per anni, anche
quando la scheda viene estratta dalla macchina.
Per quanto riguarda la visualizzazione imme-
diata. i dati compaiono su di un display di 4
righe da 24 caraiierì ciascuna; lo stesso display,
può essere utilizzalo per grafici con risoluzione
dì 130 K 32 pumi. Infine, una porta 1.0 seriale
permcitedi collegareil computer ad un'apposita
interfaccia per il collegamento con computer di
livello superiore.
11 PC 1421 esempre orientato al settore finan-
ziario. ma in formato pixikel: ha 4,2 K di RAM.
18 indirizzi programma, 26 memorie ed una se-
rie dì funzioni finanziarie prcprogrammale. Il
14.30. con 2 K byledi RAM. c invece di imposta-
zione scientifica, come il fratello maggiore 1 .130.
con 40 K. di ROM Basic e 3 K dì RAM che può
essere espansa fino a 21 con moduli sottili (tipo
carta di credito) dotati di pile al litio, che posso-
no quindi c.ssere asportali senza perdere i dati
eonicnuli nella memoria.
tzitn no *
Et E] tiD tu li] 1^
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Questo libro è urta guida per
arrivare a una corretta
[nxigramrtiazione iti SuperBasic.
I/i tratiazioiie è divisa in due pani:
nella prima si focalizza l'attenzione
sulle idee/oiidaineiuali, esemplificale
da semplicissime manipolazioni di
numeri e parole; nella seconda pane
si affronlano argomerui più
complessi come le istruzioni DATA,
RFAD, INPUT, PRINT e problemi di
grafica
Al termine di ogni capitolo un
questiortario e una serie di
esercizi di programmazione
risolti aiutano il lettore a
valutare il proprio livello di
apprendimento.
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• ora nella nuova versione ADV86 - è il risultato di
due anni di continui miglioramenti derivati dall'e-
sperienza di migliaia dì installazioni.
Non solo. In occasione della 2® serie l’ADV86 offre
caratteristiche e possibilità completamente nuove;
fra queste la monoscheda, floppy da 360 e 720 K,
hard disk fino a 33MB, possibilità di multiposto di la-
voro. pacchetti di elaborazione testi, di tabellone
elettronico e di data base.
Inoltre la disponibilità di manuali opzionali e manuali
per l'operatore e per l’addestramento scritti in italia-
no. E infine l’inedito materiale doppio strato {metal-
lo/plastica) con cui è realizzato.
Nessun compatibile ha finora annunciato una vera
seconda serie con simili caratteristiche. Questo vuol
dire che l’ADV86 ha ancora un bel vantaggio.
ALTRE CARATTERISTICHE
comprese nel prezzo
• schede colore e grafica • interfaccia RS232 e parallela
• espandibile a 640K sulla scheda madre • alimentatore
da 130 WATT
non comprese nel orezzo
la gamma di schede e di software Condor disponibile per
l’IBMPC
PREZZI DELLE CONFIGURAZIONI BASE
(gli add-on sono sempre inclusi)
• configurazione con 128K, 2 floppy da 360K e monitor
3.600.000 lire+ iva
• idem ma con hard disk da 10MB e 1 floppy da 360K
5.950.000 lire - iva
• configurazione biutente con 640K e disco da 10MB
9.250.000 lire - iva
La Condor si riserva la possibilità di modificare caratteri-
stiche e prezzi anche senza preavviso _
Ifortunati quei rivenditori di PC
- CHE VOGLIONO SAPERNE DI PIÙ
I E SPEDISCONO QUESTO TAGLIANDOA^pJjJji^Le
I — ^
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I I SOCIE7;
ParddVIac
Programma di contabilità generale per Apple Macintosh™
Realizzato da Alias, Easy Byte, SydneCo.
PardoMac?
Macintosh è una macchina innovativa e merita quindi dei programmi innovativi. Ma come
può essere innovativa una contabilità generale, le cui regole sostanziali sono le stesse da
centinaia di anni ?
Questa è la sfida che abbiamo accettato, e PardoMac ne è il risultato .
Prendendo le mosse da una procedura che negli anni passati ha dimostrato la sua affidabilità
e semplicità di impostazione ( Pardo // ) e con il conforto della solidità dimostrata,
PardoMac raggiunge una immediatezza operativa incredibile in un programma gestionale,
grazie alla ben nota facilità d'uso di Macintosh e ad una eccezionale integrazione delle
funzioni e del modo di usarle.
PardoMac riporta la contabilità generale alta naturalezza dei registri contabili senza
rinunciare alla velocità del computer.
A chi serve
Pochi potranno sentirsi esclusi dai vantaggi di PardoMac: commercialisti, professionisti,
responsabili di aziende sono invitati a Provare Per Credere. E non lasciatevi trarre in
inganno dalla apparenza 'innocua' di Mac; se ne avete bisogno, in men che non si dica può
mettere al vostro servizio mezzo megabyte di memoria centrale e dischi rigidi di decine di
milioni di byte...
Che cosa fa
Lo spazio è tiranno, e un sterile elenco di prestazioni non potrà mai sostituire una prova,
per cui diamo per scontato che il programma faccia quello per cui è stato progettato, e cioè
ia produzione di documenti contabili e fiscali che soddisfano le vigenti (e future) leggi.
Ciò detto, qualche dettaglio:
l'immissione delle registrazioni di prima nota avviene con controllo immediato della
quadratura, e generazione automatica dei movimenti contabili dalle registrazioni IVA; in
qualsiasi momento è possibile l'interrogazione a video della situazione dei conti, sottoconti,
clienti e fornitori contemporaneamente ad altre operazioni, Tutto questo grazie all'apertura
di 'finestre' sulle informazioni desiderate. Tutte le operazioni eseguibili sono raggiungibili
immediatamente da qualsiasi fase, e le scelte non applicabili sono automaticamente
disabilitate 'a vista': in questo modo il programma vi invita sempre all'esecuzione delle
operazioni corrette nella giusta sequenza. E comunque è sempre disponibile una funzione di
aiuto che spiega i comandi disponibili in ogni fase e il loro effetto sui dati già memorizzati,
e in qualche caso fornisce consigli anche di natura contabile.
Chi ha già usato Macintosh sa già usare almeno il cinquanta per cento di PardoMac.
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Chimica con il
pocket computer
di Salvatore Marseglia
Il piacere del computer
Franco Muzzio & C. ediiore
Via Bonporti 36. 35I4Ì Padova
Edizione 1985
112 pagine, lire 14.000
Con questo volume salgono a tremolio i lesti
edili da Franco Muzzio & Co., nell’ambito della
collana "li piacere del computer".
Stavolta, però, si tratta di qualcosa di diverso
e più specifico: il testo "Chimica con il pocket
computer", di Salvatore Marseglia. vuole rap-
presentare un "link" Tra il mondo della chimica e
quello dell’informatica tascabile.
Chi ha pratica con un pokei computer, cono-
sce già i grandi vaniiiggi che questo offre nei
settori di applicazioni scìcmiflche c tecniche: la
lavolclla di silicio con i pulsanlini ed il display a
cristallo liquido ha preso il posto del regolo di
plastica nel taschino della giacca degli ingegneri
dcH'uliima generazione.
L’autore è un insegnante, e questo fatto può
essere anche intuito dalla struttura estremamen-
te orientata alla didattica che caratterizza il vo-
lume: in ogni passo il lettore viene guidala con
pcriria attraverso le reazioni chimiche e le istru-
ii prof. Marseglia. come espone nella prefa-
zione. ambisce a contribuire alla diffusione nella
scuola media dell'uso delle calcolatrici program-
mabili e del personal computer ed il libro che
propone vuole proprio dimostrare come sia
semplice la programmazione e quanto arricchi-
sca il bagaglio di nozioni ma tematiche c logiche.
Il primo capìtolo è dedicato ai calcoli ricor-
renti che saranno incontrati nei corso del libro,
ed in particolare vengono presi in esameil calco-
lo di un integrale definito, e le radici di un’equa-
Successivamenle si inizia a parlare propria-
mente di chimica, ed il volume spazia dalla ste-
chiometria alle litolazioni. dalla cinetica chimi-
ca allo spettro di assorbimento infrarosso del-
l’ossido di carbonio.
Ogni capitolo ha una struttura ben definita e
ricorrente: inizialmente viene discusso il proble-
ma chimico nei suoi particolari, con ricchezza di
equazioni e dimostrazioni analitiche del proces-
so: di seguito è presentata una bozza di algorit-
mo per la soluzione del problema, in una versio-
ne diversa dal diagramma di flusso, ma altret-
tanto efficace e comprensibile: in conclusione di
capitolo, il listato del programma che risolve il
dato problema discusso nelle pagine precedenti.
I programmi sono tulli scritti net Basic dei
portatiti Casio della serie FX-702. ma la conver-
sione per gli altri pocket è immediata. È suffi-
ciente notare che PRT sta per PRINT. INP per
INPUT. GSB per GOSUB. e cosi via.
Fahio Marzol l a
MS-DOS Passo dopo passo
di Alain Pinaud
Edizioni E.P.S.I.
Di.\iribuzione: ETM!
Via Basilicata
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Edizione 1985
122 pagine. 15.000 Lire
Dopo il "CP M passo dopti passo" li buon
Pinaud ci riprova con l’MS-DOS. e sempre per i
tipi della EPSI oramai spccialbzata in traduzio-
ni dui francese. Il libro si propone come una
guida per neofiti o quasi, seguendo la quale
"passo dopo passo" si dovrebbe riuscire a ma.sii-
care quel tanto che basta di MS-DOS da potere
operare aulonomamente effettuando le normali
operazioni di servizio e magari anche leggere,
capendolo, qualche libro più approfondilo.
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Approvati ufficialmente dalla Sinclair
La Micropheripheral L!d. ha ideato, appositamente per
gli utenti del Sinclair Q.L., Questo sistema per
ampliare la memoria di massa. I Drives, che
funzionano con floppy da 3.5”, sviluppano una
capacità* di 720K per dischetto formattato. L’interfaccia
data in dotazione può controllare fino a 4 Drives
contemporaneamente, per un totale di 2.68 Mbyte.
Molti comandi per gestire le operazioni random sono
residenti. Oltre alla facilità di installazione, questo
sistema offre piena compatibilità con il software di
base e consente di sfruttare al massimo tutta la
potenza del microprocessore M68008,
Per Informazioni chiedete al Vostro Rivenditore
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Il lesto è quindi sirullurato come libro per
non addetti ai lavori, di stampo essenzialmente
pratico. Quello che si impura Ut si impura facen-
dolo. e quindi é necessario possedea- un PC-
IBM per poter seguire veramente il testo. L'e-
sposizione c semplice c piuttosto chiara, la tra-
duzione gcnenilmenlc buona anche se non ci
troviamo d'accordo sull'uso di termini quali
'■reperliirio'' (directory), "diroltamonto" (redi-
reclion) c "segnale d'invito" (prompl).
L'espo.sizionc comincia con r comandi di base
del sistema operativo nella versione 1.(1 e ne
mostra l'uso e lo scopo. Viene poi descritto l'edi-
tor di sistema EDLIN. per passare poi ad illu-
strare le caraneristiche della versione 3.0 del-
l'MS-DOS. Di questa vengono spiegali i risvolti
conceiluulmcnle diversi dalla versione prece-
derne. quali le directory ad albero, e vengono
poi mostrali i comandi nuovi c le eventuali di-
vcrsilii rispetto a quelli vecchi. Il lutto accompa-
gnato da una descrizione che raramenle .scende
in profondità, da un quadro riassuntivo delle
caraneristiche del comando o deU'aspetio di-
scusso c da un giusto numero di esempi. Questi
ultimi sono lutti riprodotti fotograficamente dai
li.stali originali, ollenuli con un DOS in versione
In definitiva il leslo è ciò che dice di essere;
una guida per non esperti, un'introduzione piut-
tosto semplice. ma ben fatta all'MS-DOS. Utile
a chi vuole conoscere meglio il suo PC-IBM che
su solo usare con programmi già l'atli. meno
alile a chi c già più esperto c vuole conoscere i
trucchi più reconditi del .suo sistema operativo.
Corrado (ìiuslozzi
MCmicfOCompuier n. 44 • seiiembre 1985
j unii ■
Supergiochi
per il Commodore 64
di Jean-Francois Sehan
Edizioni E.P.S.I.
Distribuzione: ETM!
I la BasiUcata
2mm S. Giuliano Milanese i MI)
ISBN iS8-76HS-60l-X-Edizione I- I9HS
24 X n
IS4 paf!ine
lire Ì9.(m
[)o|X> im nionc di libri a scopo didallico sui
primi nidimcmi d'uso del computer, non poteva
mancare un altro lipodileucralura aura verso la
quale vengono proposti dei programmi da bat-
tere personalmente e far girare, che introducono
in un campo abbastanza interessante c stimolan-
te. Con i programmi in macchina, se l'utente é
abbastanza stimolalo, può infatti cominciare le
sue prime modinchc ed entrare un po' più du
vicino neiraffascinanie mondo della program-
Quesia volta sono di scena i giochi che la
RPSI ci propone in un testo abbastanza valido
dal punto di vista didattico per la sua struttura
intrinseca. Il libro è una traduzione deU'opcra
francese di Sehan dal titolo originale "A raffi-
che le Commodore M" che in italiano diventa
"Supergiixihi per il Commodore 64". Come si
intuisce dal titolo, nel testo viene presentato un
certo numero di programmi attraverso i quali,
oltre a prendere dimestichezza con un certo tipo
di programmazione, é possibile anche divertirsi
un po' servendosi delle proposte dcH'autore.
L'opera è divisa sostanzialmente in quattro
blocchi. Nel primo vengono illustrati alcuni gio-
chi di abilità, quattro per la precisione, attraver-
.siv i quali é possibile sondare i riflessi del gioca-
tore. La seconda parte c invece dedicata ad un
certo numero 114) di giochi di riflessione, meno
movimentali dei precedenti, che inducono alla
concentrazione e alcuni dei quali potrebbero
essere validi come test per sondare la qualità del
ragionamento de! giocatore. Nella terza parte
invece vengono proposti tre giochi d'azzardo,
che in un libro di giochi non guastano mai.
Infine l'ultima sezione del testo non nguardadci
giochi veri e propri, cioè un punto dì vista pret-
tamente ludico (ha infatti come molo "Pro-
grammi di abilità"). Tanto per rendere l'idea, in
qucsl'ultìma parte troviamo un editore di sprilc.
un programma di calendario, uno che permeile
di disegnare sullo schermo ecc.
1 programmi proposti non sono mollo lunghi
(la maggior pane non occupa più di una pagina
di libro) e quindi la loro battitura non dovrebbe
nsultarc eccessivamente noiosa. Dopo alcune
righe introduttive, perciascunodies-si viene pro-
posta l'hard copy dello schermo la quale ripro-
duce ciò che dovrebbe comparire dopo il
<run> se non sono stati commessi errori di
battitura. Di seguito viene riporlatu il diagram-
ma di flusso del programma c quindi il listalo
vero e proprio. A questo punto il programma
viene segmentato e ciascun segmento, compren-
dente un certo numero di linee, viene discusso in
maniera abbastanza soddisfacente.
Un'ultima nota di riguardo merita una sche-
da conclusiva nella quale vengono riassunte le
variabili utilizzale ed ì nomi che esse assumono
neU'ambilo del programma. Con questo ulterio-
re acecssorio, diventa abbastanza facile entrare
nella logica di funzionamento dei vari segmenti
e provare cvcniualgienie a modificarli secondo
le proprie necessità.
T'imniam Pimiuso
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La polvere, il lumo, ie conlominazioi
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TUTTO
PER LA PULIZIA
DEL COMPUTER
MCmicrocomputer n 44 - seilemDre 1985
41
Grafica e animazione
con gli Apple II
di Phil Cohen
Edizione MeGraw-Hill Hook Co OnihH
Disirìhuilo ila: Messaggerie Libri s.p.a.
Via Giulio Cari ano, 32
20141 .Milano
ISBN HS.7700.0IS.5
162 pagine — Lire 17.000
La grafica è una delle espressioni più inieres-
sanli dell'arlc programmatoria. L'Appio poi
possiede molte istruzioni apposilumcnte dedica-
te alla grafica ed alcune poi specifiche per l'ani-
mazionc. Ma in che modo usare queste istruzio-
ni a volte mollo strane, e quali sono i problemi
che bisogna risolvere prima di affrontare un
programma di grafica? A queste domande ri-
sponde il volume di P. Cohen. Risponde con
esempi delle istruzioni grafiche, con mappe di
memoria, con spiegazioni dctlagUate e disegni
illusiralivi. Spiega con chiarezza tulle le formule
di geometria utilizzale c il calcolo vettoriale,
strumenti indispensabili della grafica tridimcn-
.sionale. Tanti I programmi completi, molli di
gioco, altri di utility; ma tutti esaurientemente
commentati ed illustrali.
Un libro sopraiiuito da studiare, magari con
il computer a fianco per qualche prova, scritto in
italiano semplice c chiaro, e per maggiore chia-
rezza sono state tradotte in italiano anche le
scritte dentro i programmi e le REM.
In appendice il sistema di numerazione bina-
rio. l’uso della stampante, i comandi di grafica c
una serie di tabelle tra cui la mappa della memo-
ria grafica, i codici ASCII e i codici delle parole
LIn lesto utile in conclusione per chi vuole
affronlare una volta per tutte il problema della
grafica su un computer come l’Apple 11.
l aber Di Dio
La pratica dell'Apple I1 + , Ile
1. periferiche e gestìone dei file
di Nicole Bréaud-Pouliqucn
116 pagine Lire 12.000
2 . linguaggio macchina
e Assembler del 6502
di N. Bréaud-Pouliqucn e D. - J. David
216 pagine Lire 22.000
Edizione: E.P.S.I. (imi
Disirìhuilo da: ETM/
Via Basilieaia
2009H S.GiuHano Milanese I Mlj
ISBN B8.76SH.2H.I
ISBN HH.76HH.2I6.2
Nel primo volume viene trattata tutta la parte
relativa al sistema operativo DOS 3.3 deH’Applc
II: accesso ai file, strutlurc dati, liste conca lena-
tee lutti i 'trucchi’ del DOS; come sono registra-
ti i dall sul disco, ia RWTS e lutti i comandi
spiegali uno per uno. La parte relativa alle peri-
feriche è invece centrata sulla stampante; quindi
earallcri di controllo, tipo di stampe e grafica,
Un secondo capitolo sulle periferiche spiega il
funzionamento della scheda orologio originale
Apple, un accessorio utile, ma poco diffuso ira
gli utenti. Con la scheda orologio-calendario
sono. stali rilevali i tempi di ordinamento di 1024
elementi fatti con ben sei tipi diversi di ordina-
menti compreso i! velocissimo Quick Sort. In
appendice l'uso del comando EXfcC che per-
mette di creare una sequenza automatica di co-
mandi dal disco e una lista, piuttosto scarna, di
programmi per Apple.
Molto più interessante, per i programmatori
in linguaggio macchina, il secondo volume, che
al di là del semplice manuale del 6SU2 c una vera
e propria miniera di informazioni sull'Apple Ile,
informazioni ehc erano fomite con il manuale
del vecchio Applee quindi mancanti delle nuove
possibilità operative dcU'Apple Ile. La parte più
importante di questo volume si trova quindi
nelle ricche appendici che riportano anche i
principali punti di entrata delle routine del Basic
Applesoft, delle nuove ROM Ile e dei program-
mi di utility della scheda SO colonne più RAM.
Tutto I! testo è invece destinato all'apprendi-
mento del linguaggio macchina del 6502. si co-
mincia dall’algebra binaria fino ai complessi tipi
di indirizzamento del microprocessore 6502. Sin
dalle prime pagine si cominciano a scrivere pro-
grammi in linguaggio macchina, alcuni dei quali
mollo utili, ad esempio uno dei primi esempi
presenta un Subbie Sort in Assembler. A propti-
silD dell' Assembler un intero capitolo è dedicalo
al LISA.
Al termine di ciascun capitolo una serie di
domunde-csercizjo. le cui risposte sono in fondo
al volume, permettono di verificare passo passo
il proprio apprendimento. L’esposizione è delle
più chiare e la traduzione perfetta. Un libro
quindi indispensabile a chi voglia sviluppare ap-
plicazioni semiprofessionali sul proprio Apple
Ile. i'alier Di Dio
42
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
COMINCIA ADESSO
Corri in edicola, il vero gioco comincia solo adesso
e se sei davvero bravo partecipa alla “sfida al campione”,
utilizzando il tagliando che troverai sull'ultima pagina
di copertina di ogni numero.
^niD^ni]^
IT
NOVITÀ
mn m
18.0700 I
Autori V Crandis. J
Pagine 224 Form:
Brossura cucita 15
Ut. 23.000 E.P.S.I.
Spesso II buon padre di famiglia è lormen
(aio dal dubbio se convenga acquistare un
Home compuler, dato che quasi sicura-
mente verrà usalo soliamo per i giochi Ec-
co Invece che questo volume propone una
sene di programmi assai unii per luna la
famiglia Innanziluiio gli aulori riportano
alcuni listali per la gesiione delle finanze
familiari, poi altri per insegnare la musi
ca, la geografia. l'arUmeilca, ecc. quindi
programmi di ricelle. m seguilo alcuni li
siali di curiosila (albero genealogico, astro
logia, agenda, ecc ). poi consigli per tenersi
in forma, infine alcuni programmi per il
faldate’ e per gestire la rubrica lelefonica.
la biblioteca e altro
Un libro mleressanle dunque l’ambito la
miliare anche per coinvolgere (uni I niem
bri nell'uso del computer, dato che ogni
programma viene analizzalo nella sua
Chiavi per U Commodore 64
Autore’ Damel Jean David
Pagine: 126 Formalo I7«24
Legatura ad anelli ISBN 88.76B8 osci X
Ut. 15.000 E.P.S.I.
Il volume contiene lune le nozioni indi
spensabili a un ulllizzaiore esperio del
Commodore 64 sintassi dei comandi, co
dici dei caratteri, messaggi di errore, lin-
guaggio macchina, indirizzi utili al prò
grammaiore. Tulle le informazioni sono ri
portate senza dettagli eccessivi pecche lo
scopo e di fornire un prontuario mnemo
mco e non un iraitalo sul vari argomenti
SI traila dunque di un'opera destinala a sia
ce permanentemente sul tavolo accanto al
compuler, per essere rapidamente consul
(ala durante l'uso della macchina Molto
utili sono le numerose tabelle, alcune del
le quali danno informazioni (per esemplo
sul cullegamenti) difflcilmenie reperioill
altrove
Voi 2 Perfezionamento e pratica
Autore Michel Koutchouk
Pagine 174 Formalo 17>i24
Brossura cucila ISBN 88 2I4.0S7S 3
Ut. 17.000 MASSON ITALIA
Il Cobol e un linguaggio di programmaztu
ne concepita e utilizzalo sopraiiuiio a fini
geslionali Per questo suo carallere. esso e
studiato soprallullo nelle scuole con indi
rizzo amministraiivo aziendale e nelle fa
colla universilarie di economia e
commercio II volume si rivolge a un pub
bhco esperio, e Imposiaio come testo di siu
dio e non come un manuale e richiede.
E erianlo, un impegno alterno Ogni capito
) infatti e denso ai notizie sparse in una
iratiazione condotta con rigore e compie
tezza. corredala da numerosi programmi
realmente eseguibili, relativi a esempi ap
plicailvl di contabilita generale
Il volume consente di approfondire loslu
dio di una versione del linguaggio noia per
la sua completezza (ANSI 1974). di aopren
dere un metodo di soluzione dei problemi,
verificandone la validila su casi concreii
Iniziaiione a llNIX
Autore Peler Brown
Pagine 248 Formalo: 17x24
Brossura cucita ISBN 68 214 0577 X
Ut. 24.000 MASSON/ADDISON WESI.EY
Il volume SI propone di spiegare al princi
piarne cosa sia e come funzioni UNIX, an-
che se la sua preparazione e del tulio
eiemeniare. naiuralmenle il volume e as-
sai utile anche per (ulli coloro che già co-
noscono a fondo altri sistemi operaiivi-
unica condizione posta per la lettura e di
accanlunare lune le precedeml cognizioni
e affrontare il libro con mente fresca. UNIX
ha una sua particolare filosofia e non am
mene preconcetti Le nozioni sono Intra-
dotte m modo piano e graduale, evitando
il ricorso a lerminologie e formalismi spe-
cialistici. Molli, Inoltre, sono gli esempi, i
suggerimenii pratici, le indicazioni per su-
perare le possibili difficolta e consenlire al
principianie di apprendere efficacemente
Le reti di Petri; teoria e_pralica
Voi 1 Teoria e analisi
Autore. G W Brams
Pagine. 160 Formato. 17x24
Brossura cucita ISBN 88 214 0582 6
Lil. 24.000 MASSON ITALIA
Le reii di Peni sono utilizzale per descrive
re e analizzare sistemi Si (rana di una leo
ria relaiivamenie recente (e siala formulata
agli inizi degli anni sessanta) che può es
sere inquadrala neU'ambllo della ciberne
iica Essa SI trova per lo piu Illustrala in tesi
di laurea, memorie di convegni, arlicoli
L'opera qui presentata rappresenta un fe-
lice leniailvo di portare un po' d'ordine tra
o del SI
il punto sullo s
Ne! volume è mirodoito dapprima il con-
cetto di rete, quindi sono discusse le prò
prielà malemaliche delle reti stesse e,
successivamente, i vari procedimenti che
consenlono di stabilire la validità o meno
delle suddette proprietà, dalla cui analisi
è possibile derivare informazioni su!
comporiamenlo del sistema che la rete
modella
L'so e messa a punto di aistemi
68000
Autore JW Coffron
Pagine 224 Formalo. 17x24
Brossura cucita ISBN 882140SBI 6
Ut. 25.000 MASSON ITALIA
Il volume di Coffron si rivolge ai tecnici
dell'hardivare. fornendo loro informazioni
deiiagliate sull'organizzazione inierna di
un tipico sistema 68(XX). su come II micro
processore controlli II sistema stesso e su
come sia possibile melierlo a punto con
una quantità minima di software Per fare
ciò II volume entra nei dettagli tecnici de
S ii schemi eleiirici e del vari livelli logici
i tensione presenti nei vari punti di con
ttollo Risulta evidente da quanto detto che
Il volume e diretto a tecnici eleitromci
esperii di hardware, anche se necessaria-
mente preparati ne! software, i quali si
propongano di applicare, e non solo al
compuler, un microprocessore della serie
«D mo IMO mi «5^ IH) HI
r^nn^m^niD^iiiD^niD^niD
Apple I le H Ile per tul li
Iniziazione + programmi
Autore. Jacques Boisgontier
Pagine 176 Formato: 17x24
Brossura cucita - ISBN 88.7688 602.8
Li). 19.000 E.P.S.I.
Per I principiami che si accostano al loro
primo computer e certamente indispensa
bile battere materialmente sui tasti, se
S uendo una guida pratica che insegni
appnma le nozioni più elementari per noi
addentrarsi pian piano In quelle più et
della macchina accesa per esplorarn
possibillià operative. Cosi facendo, anche
il più impreparato dei lettori potrà assiml
lare rapidamente le nozioni rondameniall
della programmazione, olire che Imparare
a sfruttare sia li computer sia il software
eventualmente acquistalo per risolvere
problemi specifici.
Autore. Roy E. Myers
Pagine 288 Formalo 17x24
Brossura cucila ISBN 88.214.0S7S.B
Ul. 26.000 MASSON/ADDISON-WESLEY
Con la diffusione assunta oggi dal perso-
nal computer, sempre più potente, e con I
costi sempre minori dei "pacchetti appli
calivi” disponibili, la grafica con 11 compu-
ter conosce via via nuovi successi: aziende,
scuole, professionisti la impiegano diffusa-
mente per I propri scopi. Il presente volu
me vuole insegnare le tecniche materna-
liche e di programmazione che sono alla
base della grafica applicata al microcom-
puier. evidentemente 1 concetti esposti so-
no validi per qualsiasi sistema, qualunque
sia la sua potenzialità. Si presume però,
soppratlutto nella pane esemplificativa,
che il lettore disponga di un Apple il con
disk drive e che sappia usarlo per program
mare. Il linguaggio usato è il Basic, ma i
programmi sonoiacllmente convertibili in
altri linguaggi: essi sono Infatti riportati co-
me esempio di tecniche grafiche e non di
programmazione.
Autore: Claude Nowakowski
Pagine: 136 Formato 15x21
Brossura cucita • ISBN 88.7688 217.0
Ut. 15.000 E.P.S.I.
li C è un linguaggio di programmazione ad
allo livello che richiede un compilatore di
dimensioni compatibili con la memoria dei
microcalcolatori e che è facile da adattare
inoltre e considerato portabile, vale a dire
che I programmi scritti in C possono "gira
re " su computer diversi
Nato e utilizzalo, anni fa, soprattutto in am
bienle universitario, il C sta conoscendo
una rapida diffusione sia a scopi gesiiona
li, sia sui microcompuier grazie sopraiiul
to all'impiego del sistema operativo Unix,
ampiamente pubblicizzato e scritto per
l'appunto In C.
Lo scopo de! volume è di insegnare al lei
tote in modo progressivo come si program
ma in C mediante esempi carattensticl e
sottolineando le parlicolariià del linguag
gio stesso Tutti l programmi riportati nel
volume sono stali provati mediante il com
pilatore Microsoft C, destinato all’IBM PC
e compatibili.
Database. Introduzione
Autore: CJ Date
Pagine: 268 Formato 17x24
Brossura cucita ISBN 88.214.0579.6
Lit. 27.000 MASSON/ADDI.SON-WESLEY
Negli ultimi anni si sono moltipllcali I si-
stemi database offerti ai possessori di com
puier di tulle le dimensioni e In particolare
dei personal computer I programmi di
questo genere consentono, costruita la ba-
se secondo schemi predefinili, di estrarre
eventualmente riordinali a piacimento t
dati, cioè le Informazioni, necessari in un
certo momento. Il volume si propone di il-
lustrare i programmi di gestione delle ba-
si dì dati, dicendo cosa sono, come
funzionano e come si devono impiegare:
numerosi esempi ed esercizi con le relaii
ve risposte aiutano a capire come si crea,
se di dall. Vengono inoltre descritti alcuni
programmi reperibili in commercio (dBa-
se II, Nomad, QBE e SQL) e come si utilizza-
no per produrre documenti.
Fortran 77 ed estensioni
Autore. Pairice Lignelel
Pagine 206 Formato: 17x24
Brossura cucita (SBN SS.2I4. 0371. 0
Lil. IB.OOO MASSON ITALIA
Questo libro è una guida dettagliala al For
tran V ed è corredata da numerosi esempi
che consentono anche al lettore meno
esperto di apprenderne a fondo le caralte
rlstiche; per questo essa si rivolge sia a chi
già conosce il Fortran, sia a chi vi si avvici
na per la prima volta. Lina visione ancora
più compieta si avrà leggendo il corrispon
dente volume di esercizi. Contenuti: eie
memi di base del linguaggio. I dati. I primi
passi: leggere, scrivere, calcolare Istruzio
ni condizionali I cicli. Le procedure: sotto-
programmi e funzioni Le tabelle Gli
archivi sequenziali e ad accesso direno. In
puifouiput formattati
La pra tica del Fortran 77
77 esercizi svolti con il Fortran 77
Autore Pairice Lignelel
Pagine: 264 Formato. 17x24
Brossura cucita • ISBN 88.214 0573 7
Lit. 24.000 MASSON ITALIA
Nel volume che presentiamo si affronta il
linguaggio non dal punto di vista teorico
(questo é stato fallo con la precedente ope
ra dello stesso autore "Fortran 77 edesten
slonl"), ma da quello emlnememenle
pratico, in base soprattutto alla considera
zione che non si può acquisire la padre
nanza di un linguaggio di programmazione
senza adeguali e assidui esercizi In esso
dunque si mira proprio a completare lo slu
dio teorico e ad assimilarlo mediante l'ap
E licazione melodica alla soluzione di prò
leml. Gli esercizi di una certa complessi
tà algoritmica sono risolti a grandi linee,
conducendo un'analisi commentata del
problema, della soluzione e dell'algoritmo
relativo. Tutti i programmi sono accompa
gnati da un esemplo di esecuzione col me-
todo dell'elaborazione a lotti, la più usata
per 1 programmi di grandi dimensioni, o In
modo imeraiiivo, meiodo più consono agii
utenti di personal computer.
w m «D m mo «0 ^ liD
mB m
m
miì
mB
mB
mB
I Introduzione al Basic
Autore: Daniel Jean David
Pagine' 180 Formalo: I5«21
Brossura cucita ISBN 88.7688.200.6
Lit. 16.000 E.P.S.I.
II Commodore 64 è un computer che per-
mette applicazioni professionali e giochi al
tempo stesso. Questo libro di Introduzione
copre entrambi gli aspetti e non richiede
conoscenze già acQuisiie
Dopo un'tniroduzlone costituita da richia-
mi generali sull'Informatica viene presen
tato il Basic in modo semplice e progres-
sivo La scoperta del linguaggio è condotta
costruendo dei programmi per approfondi
menti successivi e introducendo i concelli
nuovi con naturalezza Sono irallali m par
licolare i punti foni del Commodore 64 e
cioè la grafica, il suono, il colore, l’alta ri
soluzione e gli spriie
2 Periferiche e gestione dei file
Autore: Daniel-Jean David
Pagine: 170 Formalo, 15x21
Brossura cucila ISBN 88 7668.201 4
Ut. 15.000 E.P.S.I.
Dalla casseiia al floppy-disk, dalla slam
pante al joysiick e alla matita luminosa,
questo libro vi dark tutto quello che si de-
ve sapere per ulillzzare al meglio le perife
riche del vosiro Commodore 64 Idealo
nello spirilo del volume “La scoperta del
Commodore 64" dello slesso autore, que
st'opera contiene numerosi programmi
scritti per applicazioni sia personali sia
professionali
Un capitolo é dedicato alle nozioni sulle ba-
si di clali e sul sistema operativo del drive
Viene anche descrllla la programmazione
deirimerfacda FS232.
La pratica del Commodore 64
3 Linguaggio macchina e assembler del
6302
Autore: Daniel-Jean David
Pagine. 204 Formato: 15x21
Brossura cucita ISBN 88.7688 212 X
Lit. 20.000 E.P.S.I.
Questo libro si rivolge a due fasce di per
sona Una prima è formala dagli utenti del
Commodore 64 che vogliono saperne di
più sul funzionamento della macchina e
a uindi imparare il linguaggio Assembler
libro sarà per essi una guida utilissima
che li condurrà fino a programmi di un cer-
io respiro scrini in linguaggio macchina La
seconda fascia è formata da coloro che, pur
conoscendo l'Assembler del Commodore
64. voeliono approfondire le loro conoscen
ze sulT’mierazione tra Basic, sistema ope
ranvo e linguaggio macchina
^ HB im 1» yio «D ^ m
Dmonarlo del Bagic
Enciclopedia del linguaggio Basic
Aulore David A. Llen
Pagine: 456 - Formalo; 17x24
Brossura cucila • ISBN 88.7688.001.1
Ut. 40.000 E.P.S.I.
L’aulore di questo volume si propone di
riunire la più completa raccolta di parole
Basic e di descrivere la strategia che i pro-
grammatori possono usare per passare da
un "dialetto " all'altro. Il risultato é un ma-
nuale di lavoro che aumenterà moltissimo
la vostra capacità di programmare, poiché
contiene quasi cinquecento parole in pra-
tica ogni parola significativa usata dal cal-
colatori che lavorano in Basic in lutto il
mondo. Ma l'autore va oltre e attacca il pro-
blema della Incompatibilità, indicando le
strategie per convenire i pro-
grammi da un calcolatore all'altro. Sta che
abbiate un computer tascabile sia un siste-
ma mollo polente questo libro sarà per voi
un aiuto prezioso.
1 Periferiche e gestione dei file
Aulore: Nicole Breaud Pouliquen
Pagine: 116 - Formato: 15x21
Brossura cucila - ISBN 88 7688.211.1
Lit. 12.000 E.P.S.I.
Questo libro Si rivolge a lutti gli appassio-
nali dell'Apple ed é stato scritto soprattut-
lo alla luce oelle potenzialità dell'Apple Ile.
Vi si affronta lo studio dell'unità a dischi
sìa dal punto di vista hardware sia da quel-
lo software. Diversi capitoli sono dedicati
al sistema operativo DOS e alta gestione del
file. Vengono illustrati i diversi modelli di
stampati e le diverse modalità di stampa
L'ultimo capitolo é dedicato alla scheda
Apple-Clock.
1. a pratica dell'Apple II. Ilpius^IIe
2. Linguaggio macchina e assembler del
Autori: N. Bréaud-PouUquen. D.J. David
Pagine: 216 - Formalo: 15x21
Brossura cucita - ISBN 38.7688.216.2
Ut. 22.000 E.P.S.I.
La conoscenza della programmazione in
linguaggio macchina diventa una necessi
la per i lettori che, avendo già maturato
una profonda esperienza di programmazio-
ne con i cosiddetti linguaggi evoluti, desi-
derano poter ottenere dal proprio compu-
ter prestazioni particolari oppure raggiun-
gere fini specifici, non altrimenti consegui
bill. Ecco dunque a disposizione di questi
utenti dell'Apple II un'opera che permette
loro di interagire direttamente con il micro-
processore 6502. cuore del computer. I mo-
delli per 1 quali la trattazione è adatta sono
il II, il IIplus e 11 He. cioè quelli certamente
più diffusi e a disposizione dei programma-
tori più esperti.
Il Basic Illustralo
Un linguaggio semplice di program
mazione
Autore: Donald Alcock
Pagine: 144 • Formato 13x21
Legatura ad anelli - ISBN 88.214.0S63 X
Lit. 13 000 MASSON ITALIA
Una caratteristica singolare di questo libro
e il modo in cui si presenta: è interamente
scrino a mano e illustrato come un fumet-
to. Tale aspetto e un'Informazione puntua-
le fanno di questo piccolo manuale un
libro vincente, dal punto di vista didattico,
per coloro che posseggono un piccolo
licolare
sibtie dalla macchina.
A tale scopo sono state accuratamente stu-
diate undici diverse versioni del linguag-
La pratica dello ZX Spectrmn
Voi. 1 - Basic approfondito e introduzione
al linguaggio macchina
Autore: Xavier Llnant de Bellefonds
Pagine: 160 - Formato: 15x21
Brossura cucita • ISBN 88.7688.202.2
Lit. 15.000 E.P.S.I.
Destinato a completare la documentazione
di base dello ZX Spectrum, ouesto manua-
le sfrutta tutte le possibilità del Sinclair nel-
l'ambito della programmazione avanzata
L'autore vi espone in maniera accurata-
mente graduata: la definizione di caratteri
e le funzioni di stringa (archivi, alfabeti,
trattamento di lesti]: l'alta definizione gra-
fica e la potenza ai calcolo (regressione,
grafici a tre dimensioni); il colore e il suo-
no (svariali giochi): le tecniche di accesso
diretto alla memoria e di utilizzo del lin-
guaggio macchina.
I possessori dello ZX-61 troveranno in que-
sto manuale numerosi programmi trasfe-
ribili che possono essere introdotti tali e
quali sul loro calcolatore.
Aulore: Marcel Henrol
Pagine: 164 - Formalo. 15x21
Brossura cucila - ISBN 88 7686.203 0
Lit. 15.000 E.P.S.I.
Quest'opera, dedicala alla programmazio-
ne in linguaggio macchina, é accessibile a
tutti coloro che abbiano assimilato la pro-
grammazione in Basic avanzalo.
Là correlazione tra i comandi Basic ed I co-
dici macchina è stala la preoccupazione
principale deH'auiore, che porta progressi-
vamente il lettore alla comprensione di
routine sempre più complesse.
getto di numerosi programmi in tutti i ca-
A poco a poco si analizzano le operazioni
logiche, il trattamento delle iterazioni, l’as-
segnazione particolare dello Spectrum e l’a-
nlmazione sullo schermo.
Ne! numero scorso vi avevamo accennalo che nella rubrica MCgiochi, o più esatlamenie nell'articolo di due o
ire pagine che agni mese la apre, ci sarebbe sialo qualche camhiamenlo. Non radicale, come vedrete:
semplicemente, visto che da parecchi mesi ci stiamo occupando di "giochi intelligenti'' abbiamo preferito dare
a questa rubrica una collocazione più precisa, più a sé stante, piuttosto che lasciarla come .semplice
introduzione alle recensioni di programmi di giochi in commercio.
Avevamo detto che avremmo avuto piacere che questo spazio diventasse anche un luogo di scambio di
esperienze fra i lettori che amano divertirsi con il calcolatore in modo creativo e intelligente. Tanto per
stimolarvi, questo me.se. cominciamo con... un bel raccontino, mentre aspettiamo i vostri contributi.
Ovviamente, non raccontateci .solo ca.sa avete fatto ma. nei limili del possibile, anche come.
Io C ••• le Regine
di Corrado Giustozzi
Se credete che sia facile mettere otto regine
.su una scacchiera in modo che non si mangino,
significa che non ci avete mai provato...
1 problema
dolle mio regine e un argomen-
10 amico che però ogni lanlo
nloma alia ribalta. Spesso pe-
rò ehi lo cita non lo conosce
bene o ne ignora Torigine, e lo
riporta in modo errato o in-
completo. specie per quanto
concerne numero e tipo delle
soluzioni. Peccato, perché il
problema in sé non è privo di
interesse, come vedremo: inol-
tre è ricco di generalizzazioni c
presenta risvolti informatici
piuttosto significativi.
Come forse sarà noto a mol-
li di voi.il problema si situa a
metà strada fra la matematica
e gli scacchi: la sua storia é
piuttosto lunga, e nasce pro-
prio su di una rivista scacchi-
stica che si pubblicava a Berli-
no verso la metà del secolo
scorso. Sul numero di settem-
bre 1848 della Scbachzeitung.
un tale Max BezzeI proponeva
come rompicapo di disporre
sulla scacchiera otto regine in
modo che non ve ne fosse nes-
suna sotto attacco da parte di
qualcun altra.
Ciò in pratica equivale a ri-
chiedere di collocarle in modo
che non ve nc siano mai più di
due sulla stessa riga o colonna
0 diagonale.
A costo di rovinarvi la sorpre-
sa vi dico subito che il proble-
ma ummcllc dodici soluzioni
distinte, senza contare le rota-
zioni c le riflessioni. Volendo
contare anche queste ultime
(cosa che però di solilo non si
fa) il loro numero sale a no-
vaniadue. (Non a novanlasei.
come qualcuno avrebbe potu-
to pensare, in quanto una solu-
zione base é simmetrica e non
genera altre selle soluzioni, ma
solo altre tre). Ad ogni modo il
quesito proposto da BezzeI.
subito denominalo problema
delle olio regine, ottenne pre-
sto una grande fama: fu tra
l’altro affrontalo nonché risol-
to anche da Gauss, il quale co-
me si sa non perdeva molto
tempo in stupidaggini. Però la
prima soluzione pubblicata fu
quella di Franz Nauck. che ap-
parve nel 1 850 sulla fllusiricrte
Zeiiimg di Lipsia: fra l'altro es-
sa correttamente citava le solu-
zioni senza contarne rifiessioni
e/o rotazioni. Gauss al contr-
ario aveva determinalo tulle
le soluzioni, senza eliminare
quelle ottenute per rotazione o
riflessione dalle altre. Una di-
mostrazione che le soluzioni di
Nauck erano tutte e sole quelle
possibili fu infine pubblicala
dal matematico inglese J.W.
Glaishcr dcirunivcrsilà di
Cambridge, ed apparve sul nu-
mero di dicembre del Phitoso-
pliical Magazine. Glaishcr fu i-
noltrc il primo ad estendere il
problema a scacchiere non
standard, ossia con un numero
di caselle per lato (detto ordi-
ne) diverso da otto; in partico-
lare egli forni le corrette solu-
zioni per le scacchiere di ordi-
ne cinque e sci. Nello .stesso
anno il matematico tedesco
Gunlhcr pubblicava un suo
metodo basalo sui determi-
nanti per mezzo del quale si
poteva trovare in linea di prin-
cipio una soluzione al proble-
ma originano, ma in cfTeui al
massimo lo si poteva applicare
m pratica per l'ordine sei in
quanto airuumcnlare del lato
della scacchiera il numero dei
calcoli da svolgere cresceva in
modo astronomico.
Cosa ne é ora del problema
delle regine? Diciamo che vie-
ne consideralo come una cu-
rio.silà matematica di un certo
interesse, anche se priva (sem-
bra) di risvolti pratici. Ciò
sembrerebbe liquidare la que-
stione. se non fosse per un pic-
colo particolare seccante: nes-
suno c ancora riuscito a dare
una formula che leghi l'ordine
della scacchiera al numero del-
le soluzioni. L'unico modo per
sapere quante sono le soluzio-
ni al problema per un dato or-
dine è ancora quello di andare
a trovarle una per una. compi-
lo. naturalmente, che il pigro
uomo moderno lascia volen-
tieri al calcolatore. Esistono
diversi algoritmi noli per fare
questo, che si dividono in due
grosse fasce: quelli che in fon-
do non fanno altro che ripetere
ciò che un uomo farebbe meto-
dicamente a mano c quelli che
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
procedono per vie traverse, ri-
solvendo problemi puramenic
numerici che si sa essere iso-
morìl al problema originale. In
ogni caso il numero dei calcoli
da eseguire cresce m modo cosi
vertiginoso al crescere dell’or-
dine della scacchiera che ic so-
luzioni sono note per pochi or-
dini oltre quello originario, e
fa ancora notizia l'aggiunta di
un nuovo ordine supcriore da
parte di qualche supcrcompu-
ler sparso per il mondo. Notia-
mo invece che. al contrario, è
abbastan/ii agevole dimostra-
re analiiieamenlc che esiste al-
meno una soluzione al proble-
ma per ogni lato maggiore di
tre ed è assai facile vedere che
non SI possono inserire più di n
regine su dì una scacchiera di
lato II sen/jj violare i lermini
del problema.
Si sa come i matematici,
quando hanno tra le mani un
problema interessante, non re-
sistono all'Impulso di genera-
lizzarlo; il problema detic regi-
ne non c un'eccezione, ed c do-
vuto sottostare anche lui a di-
verse estensioni. La prima cosa
che è venuta in mente, non si sa
più nemmeno a chi. è stata
quella di sostituire alia regina
alin pezzi degli scacchi. Con i
pezzi ortodossi, però, il pro-
blema si fa poco interessante: n
torri, ovviamente, possono es-
sere disposte m modo da non
alluecarsi in esattamente n!
modi (n faitonalc). e questo
conclude la questione (anche
se nessuno si è mai preso la
briga di isolare le soluzioni ba-
se neppure per gli ordini più
bassi). Le cose non migliorano
pa.ssando agli alfieri, ed assu-
mono aspcllì addirittura grot-
teschi con I cavalli: penso che
tutti sappiate che su una nor-
male scacchiera è possibile di-
sporre trentadue cavalli (in un
unico modo) in modo che non
ve ne siano mai due sotto at-
tacco reciproco! Dobbiamo
quindi rivolgerci agli scacchi e-
lerodossi: il pezzo maggior-
mente candidato a risollevare
le sorti della vicenda è la cosid-
detta amazzone 0 super-regi-
na. che possiede eonlempora-
ncamenie le proprietà di movi-
mento della regina c del caval-
lo. Con essa le cose tornano a
diventare interessanti; c nolo
che il problema delle amazzoni
non ha soluzione per scacchie-
re dì luto inferiore a dicci, e ne
ha esattamene una (o quattro,
comando le riflessioni) per
l'ordine dieci. Tuttavia an-
ch'esso rimane elusivo come
quello delle regine, essendo an-
cora irrisolta la questione se
esista una formula precisa che
correli ordine della scacchiera
c numero delle soluzioni, e in
caso quale sia. Anche per que-
sto caso esiste un esercito dì
supereompulcr sguinzagliati
sulla terra che ogni latito prov-
vedono ad aggiornare il limile
superiore delle nostre cono-
scenze; però succede general-
mente che ogni nuovo risulta-
to calcolalo contraddica tutte
le congetture fatte in preceden-
za. cosa piuttosto sintomatica
della nostra scarsa compren-
sione teorica del problema.
Il mio primo inconiroi' scon-
tro col problema delle regine
avvenne quando avevo circa
otto anni: lo lessi da qualche
pane c provai a risolverlo ma-
nualmente. spostando otto pe-
dine su dì una scacchiera vera.
Dopo diversi tentativi casuali e
piuttosto goffi, giunsi a deter-
minare una specie di procedu-
ra "prova e riprova" che. po-
sto di avere avuto abbastanza
pazienza, mi avrebbe permes-
so di trovare tutte le soluzioni.
Ne trovai effettivamente qual-
cuna poi mi stufai: a quel pun-
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
:uu,'iunioci
lo il problema era. come suol
dirsi, virlualmcnic risolto, e
me nc dimenticai presto. Natu-
raimcnie a qucircpoca l'idea
di usare un calcolatore non mi
sfiorava neppure l'anticamera
del cervello. Il problema mi
tornò in mente invece parecchi
anni dopo, quando divenni fe-
lice possessore di una delle pri-
me Tl-59. Spesi diversi giorni,
a più riprese, per riuscire a far
entrare un programma decente
in quei dannali quattrocento
passi di memoria; la terza ver-
sione del programma, la più
efficiente, trovò correitamenlc
le novaniadue soluzioni in po-
co più di quaranta ore di ela-
borazione (!). Un secondo pro-
gramma si occupò poi di legge-
re le soluzioni trovate ed ana-
lizzarle al fine di eliminare
quelle ottenute per rotazione
e/o riflessione dalle altre. Cin-
que o sei ore furono sufficienti
per isolare correttamente le
dodici soluzioni base, con
grande gioia della mia TI-S9
che vedeva finalmente il termi-
ne di quella prova-supplizio.
L'algoritmo che avevo imple-
mentalo era piuttosto contor-
to, ma aveva il duplice vantag-
gio di essere molto compatto e
di usare poca memoria, fattori
entrambi vitali consideralo
l'hardware a mia disposizione;
faceva uso di un solo vettore di
otto posizioni, e sì basava sulle
proprietà aritmetiche delle
coppie di numeri estratte da
questo vettore. A questo pro-
gramma. clic ancora posseggo,
è legalo un piccolo aneddoto.
A quel tempo bazzicavo la re-
dazione di una neonata rivista
romana di computer, (no. non
MC; un'altra, precedente) di-
rettore della quale era {indovi-
nate un po'?) Paolo Nuli,
e coordinatore rimmancabilc
Marco Marinacci, A Marco
piacque l'idea strampalata del
programma che aveva giralo
per cinquanta ore su una pro-
grammabile per risolvere un
problema inutile, e mi chiese di
scriverci sopra un articolo; la
rivista era fresca fresca, aveva
bisogno di materiale e d'al-
tronde io ero già stato ospitalo
su quelle pagine, anche se in
modo poco esteso. Morale,
scrissi l'articolo; c siccome
piacque fini che nc scrissi un
altro, c poi un altro, e poi... Il
seguilo lo immaginale da soli.
Ma torniamo al problema
delle regine. In seguilo ebbi oc-
casione di lavorare con un me-
dio sistema (Honeywcll Livel-
lo 62) dotalo di un buon com-
pilatore Fortran 77. e mi tornò
alla mente il vecchio proble-
ma. A questo punto non c'era-
no problemi di memoria e po-
tevo dedicarmi solo all'cITi-
cienza del codice. Scrissi quat-
tro versioni successive del pro-
gramma. c rultima. la più otti-
mizzala, diITcriva in velocità
dalla prima per circa un fatto-
re trenta. Comunque anche co-
si non riuscii ad andare olire
l'ordine 12. che impegnò la
macchina per circa 1 1 ore in
una ricerca esaustiva di tutte le
14200 soluzioni generalizzate,
con estrazione delle 1787 solu-
zioni base nonché 22 superso-
luzìoni base, ossia soluzioni al
problema delle amazzoni. Da
estrapolazioni stimai che il
tempo per la ricerca completa
di ordine tredici sì sarebbe ag-
giralo sulle centoquaranta ore.
un tantino oltre il ragionevole
considerato anche che nella
letteratura era noto il numero
di soluzioni fino all'ordine 18.
Ma tanto per non dargliela
vinta (al problema), mi misi a
cercare strade alternative, qua-
li quella di analizzare solo il
problema delle amazzoni. Ciò
non c peggio come può sem-
brare; in efietli la maggior rigi-
dità nella selezione fa diminui-
re il numero di configurazioni
da esaminare c quindi aeccllc-
ra il calcolo. Inoltre adottai un
metodo di ricerca non esausti-
va delle soluzioni generalizza-
te. che forniva un migliora-
mento di circa un fattore due
alla velocità di ricerca. In que-
-sto modo arrivai fino all'ordi-
ne quattordici. un risultato che
non ho trovato nella letteratu-
ra. Ma questo era veramente II
capolinea, almeno con quel
calcolatore.
Ma il tempo passa, la tecno-
logìa progredisce, e cosi dopo
un ulteriore pausa di molli me-
si ho finito per rialTrontare il
problema, questa volta con
l'XT che si trova sul mio tavo-
lo di lavoro. Incredibile ma ve-
ro. gli stessi programmi che gi-
ravano sul 62. ricompilali per
l'XT col Fortran 77 Microsoft.
hanno giralo più veiocemcnle
che sul vecchio mastodonte! E
ciò mi ha permesso di raggiun-
gere l'ordine 15 in circa olio
ore di ricerca (cd un paio previ-
ste di isolamento che però non
ho più effettuato). E per ora
questo é tulio. Da qualche
tempo però il pensiero mi è ri-
tornato. c sto meditando, nei
pochi momenti liberi, di riscri-
vere tutto in C per vedere che
succede: ma per fortuna non
l'ho ancora fatto e non credo
che Io farò. Un'altra cosa che
ho fatto solo parzialmente è
l'analisi matematica dei risul-
tali delle varie ricerche, in
quanto a complessità di calco-
lo. tempi di esecuzione, nume-
ro di soluzioni trovate o Isola-
Ordine Soluzioni
10 1
n 6
12 22
13 239
U 653
le. Un argomento abbastanza
interessante, del quale non mi
pare sia stato pubblicalo nulla.
I mìei programmi alla fine dì
ogni ricerca provvedevano a
stampare un rapportino conte-
nente I valori dì alcuni conta-
tori di eventi critici nonché i
tempi di calcolo. Ho messo
tutti i risultati in uno spread-
sheet e ho fatto qualche regres-
sione. ma i risultati non sono
affatto chiarì, tranne che la
complessità di calcolo del mio
algoritmo sembra essere più
che polinomiale.
E con questo concludiamo
questo breve excursus nel pro-
blema delle regine. Nelle tabel-
le pubblicate ho riportato il
numero di soluzioni generaliz-
zate c di quelle base (con tanto
di complessità dì calcolo) per il
problema delle regine dagli or-
dini da quattro a dodici, c
quello delle soluzioni base per
il problema delle amazj'oni
dall'ordine dicci al quattordi-
ci. Chi fosse interessato ad ul-
teriori notizie cdevenlualmen-
Ic ai listali dei programmi For-
Iran di ricerca può senz'altro
scrivermi presso la redazione
50
WCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
iSSÌSS-l:'
ESTENSIONE PER SPECTRUM
299.000
Scrivete le parole da pronun-
ciare ''Lei” le leggerà:
LET S$ = "sAlve" enler
sentirete la parola salve dal-
l'altoparlante del T.V.
Molti programmi prevedono
già II suo uso (BIrds and thè
Bees, Lunar jet man, ma-
ziacs. VOICE CHESS ecc.
ecc.)
MANUALE COMPLETO IN ITALIANO
parla attraverso II televisore con una chiara voce sintetica
COMPRESE: 4 cartucce con 5 programmi (introduc-
tory, master file, tasword twoantattack, games desi-
gner). Istruzioni In Italiano
SPECTRUM 48K PLUS
con lo SPECTRUM plus manuale in italiano e in regalo 5 programmi in italiano (conto corrente, grafica
funzioni, bioritmi, esapedone + il Supercopiatore di Massimo Rossi)
te
iSt:
Nonostanic lo aspciiaiivc. a più di un
anno o mezzo dalia comparsa de! QL
sono ancora mollo pochi i programmi
liscili per rullimo compuler Sinclair. La
siiuazionc appare particolarmente nera
per quanio riguarda i giochi, che si pos-
sono verainenie coniare sulle dila di una
mano. Tra essi spicca comunque questo
lania.snco programma di scacchi della
Psion. la stessa .software house alla quale
si deve rormai famosa (nel bene c nel
male ...) suite di programmi fornita assie-
me alla macchina. Non per nulla QL
Chess si presenta con una veste grafica
.ihhastanza simile a quella di Quii! & C.,
con la zona supcriore dello schermo che
ncordii il significato dei tasti funzione cd
il nome dei vari comandi richiamabili.
Iniziamo a vedere le ciirallerislichc del
programma, iniziando da quella più
sjjcitacoliire: la rappresentazione tridi-
mensionale della scacchiera. Con la pres-
sione de! tasto funzione F2 si può passare
dairimmagine classica della scacchiera
vista in pianta ad una visione in .1D che
sfrutta il formalo di schermo m massima
risoluzione. Il risultalo che si ottiene c
veramente clTieacissimo c non fa rim-
piangere assolutamente una scacchiera
vera. In modo tridimensionale si perdo-
no tulli I prompi e le scritte che accompa-
gnano invece la scacchiera in pianta com-
preso purtroppo. l’orologio. In ogni mo-
mento c comunque possibile tornare alla
normale immagine bidimensionale pre-
mendo di nuovo F2.
Passiamo ora alle cose ‘■normali’’. I
livelli di gioco sono 14; a parte il primo,
l'ultimo ed il penultimo, sono classificati
in base al tempo di risposta medio da
parte del computer, da 2 secondi a 4 mi-
nuti. Il livello 0 c definito per novizi, e il
computeradoita un gioco più debole se si
trova in vantaggio. Al livello I il tempo
di risposta non è predcfinilo. ma è ap-
prossimativamente uguale, mossa per
mossa, a quello speso dal giocatore. All'ul-
timo livello, infine, il computer pensa
aH’infiniio. o meglio finche non lo si for-
za a muovere con il comando Move-
Now'-
Sempre a proposito del tempo di rispo-
sta é importante sottolineare che il com-
puter sfrutta, per l'analisi della posizio-
ne. anche il tempo impiegalo daH'avver-
sario per muovere. Ciò gli dà un vantag-
gio praiicamenle incolmabile nei con-
fronti della maggioranza degli scacchisti
dilettanti, però (forlunaiamcnie ...) è
possibile far si che il calcolatore pensi
solamente durante il suo turno usando il
comando Rasy.
La libreria delle aperture è piuttosto
completa, anche se non vastissima, e
comprende circa 4000 mosse; un risulta-
to più che buono soprallullo quando si
considera che il programma risiede com-
pletamente in memoria centrale.
Tulle le mosse giocale rimangono me-
morizzate sino a che non si inizia una
nuova parlila; questa caratteristica è pie-
namente sfruttabile con i comandi Take-
baek. Forward c Rcplay.con i quali si
può rivedere tranquillamente lutto fin
contro c magari rigiocarlo a partire da u:
certo punto.
Mollo utile per i giiKalori meno espor-
li è il comando Hint. che suggerisce la
mossa successiva. L!n altro comando m-
icrcssanlissimo è Analysis. che permeile
di vedere cosa pcn.sa il calcolatore;
basso sullo schermo compare infatti la
mossa giudicata migliore sino a quel mo-
mento. assieme allo sviluppo previsto dal
gioco in conseguenza di quella mos'
Chi possiede una stampante può olle- 1
nere la stampa di tutta la partita co
comando Prmi.
Oltre che contro il computer si può
iiaiuralmcnlc giocare assieme ad un
versarlo umano; anche in questo caso i
risulteranno utili parecchie delle opzioni I
sopra menzionale. Qualunque sia l'av
versario si può interrompere la partita it
corso, e registrarla su microdrive, per poi
ricaricarla successivamente.
L'ultima possibilità offerta c quella n
lalìva alla soluzione di problemi scacchi-
stici; con il comando Sel-Up si può predi-
sporre la posizione dei pez.zi sulla scac-
chiera nel modo desiderato.
In conclusione QL Chess è un prò-
gramma estremamente versatile, che può i
essere molto utile anche dal punto di v'
sta didattico. Un acquisto praticamente ;
obbligato per tutti i possessori dì un Ql. >
che giocano, anche se raramente, a scac-
chi. A/ 8 '
52
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
In edicola il primo numero di
7 Note Bit
Oggi la musica si'
Il 1985 è l'anno mondiole della musica...
preparati con 7 note Bit , lo nuova, fantastico opera
che in soli 15 fascicoli quottordicinali (ciascuno
corredato do uno cassetta software per Commodore 64)
ti insegna veramente la musica. E puoi suonare subito
Non perdere il primo numero. Pensa, compresa nel
prezzo c'è anche lo stupenda tastiera professionale per
il tuo Commodore 64.
GRUPPO
EDITORIALE
JACKSON
IN COLLABORAZIONE CON SISL
Nell'Immenso ed mincaio labirinlo di
Gyronsiirovailmiiico Place ofWisdom.
la Sede della Saggezza, dove un grande
mago ha nascosto il segreto della sua
sapienza.
Gyron é diviso in dodici parti, a loro
volta raggruppale in due zone principali:
l'Atrio, il labirinto esterno, e la Necropo-
li. il labirinto interno. Entrambe sono
degli immensi calendari cosmici dove il
tempo e scandito dal movimento delle
Sfere Celesti, che si ripete ogni 15 miliar-
di di anni.
AH'inlerno di Gyron si trovano disse-
minale le Torri dei Silenzio, il cui scopo c
quello di impedire l'accesso al labirinto
generando un campo distruttivo di ener-
gia.
La vostra missione è di entrare in Gy-
ron e localizzare il Place of Wjsdom. Per
viaggiare nel labirinto avete a disposizio-
ne una navicella speciale. l'Hedroid. Pur-
troppo la posizione del luogo cercalo
non è fìssa, ma dipwndc dalla configura-
zione delle Torri c dal ciclo delle Sfere
Celesti.
La prima zona del labirinto. l'Atrio,
serve solo per fare pratica, dato che il
Place of Wisdom è situato nella Necro-
poli; ncH'Alrio infatti i pericoli sono mi-
nori ed c più facile sopravvivere. Il gioca-
piccuie fmeslre. Quella più in alto mostra
la mappa bidimensionale di Gyron limi-
tatamente alle immediate vicinanze del
punto in cui ci si trova. Sotto vi é un
indicatore costituito da lince rosse, che
compiono un movimento sinusoidale, il
cui numero c proporzionale alla capacità
di sopravvivenza dell’Hedroid. L'ultimo
indicatore è sicuramente il più coreogra-
fico: si traila di un poliedro che ruota
velocemente e che può assumere dodici
colori diversi, uno per ognuna delle dodi-
ci zone di Gyron.
II movimenio dell'Hedroid é di tipo
inerziale: una volta accelerata in avanti,
la navicella continua ad avanzare sino a
che non si interviene con il freno.Gli uni-
ci sposiamemi consentiti sono in avanti,
a destra ed a sinistra: per tornare sui
propri passi o per cambiare verso di mar-
cia è però possibile ruotare di 1 80 gradi la
navicella asando il comando del freno
quando l'Hedroid è fermo.
Il controllo può avvenire sia da tastie-
ra che da joystick; un'apposita opzione,
raggiungibile premendo CAPS SHIFT c
SPACE, permette di ridefinire i tasti in
base alle preferenze personali. Gyron è
un gioco estremamente complesso e diffi-
cilissimo da portare a termine, però la
relativa lentezza dell'azione, che richiede
più doti strategiche che prontezza di ri-
flessi, lo rende adatto a tutti c non solo ai
giocatori super-esperti.
Una menzione finale va alla grafica,
veramente splendida. M fi.
tore può però iniziare subito la ricerca
ail'interno della Necropoli caricando di-
rettamente il lato B della cassetta che
contiene il gioco.
Oltreché dalle Torri bisogna guardarsi
anche dalle Sfere, il cui contatto risulta
fatate. Contro di esse l'unica arma possi-
bile è la prudenza: forlunalamcnic il loro
movimento è estremamente lento e pre-
vedibile. Le Torri invece possono essere
colpite con il laser di cui c dotato l'Hcd-
roid. Nei casi più fortunali raltacco pro-
voca la sparizione definitiva della Torre;
spesso, invece, questa scompare soltan-
to. per riapparire immediatamente in
un'altra parte del labirinto.
Come SI vede nella foto, durante il gio-
co gran parte dello schermo è occupata
da una visione tridimensionale del labi-
rinto. quella che si avrebbe stando real-
mente seduti al posto di guida dcll'Hed-
roid. I tre quadratini verdi sui bordi sono
degli indicatori di posizione che permet-
tono di evitare le collisioni contro i muri
del labirinto. Quelli laterali vanno usati
assieme alle strisce rosse che corrono sui
lati quando l'Hedroid si muove: c possì-
bile imboccare un corridoio laterale solo
quando l'indicatore è interno alla striscia
relativa.
Sul lato destro del video vi sono poi tre
54
MCmicfOcomputer n, 44 • settembre 1985
perché
7A
TRIUMPH-ADLER
Tek Bunnic è un gioco a percorso do-
luto di numerosi spunti simpatici ed ori-
ginali. oltre che di una grafica c di un
accompagnamento musicale di ottima
qualità. Ne è protagonista unconiglicilo,
che dovrà aiutare una tartaruga a pro-
cacciarsi il cibo
Per prima cosa il coniglio deve rendere
commestibili i cuori rossi disseminali sul
campo di gioco, passandoci sopra in mo-
do da trasformarli in frulla. Il passo suc-
cessivo è quello di guidare la tartaruga
sino al cibo, indicandole "tclcpaticanicn-
le" la strada da seguire. Per trasmettere
la propria volontà alla tartaruga è suffi-
ciente puntare la direzione giusta c poi
premere il pulsante di fuoco del joystick.
Per ogni frutto mangialo dalla tartaru-
ga compare sullo .schermo una lettera del
nome del frutto; quando il nome viene
completalo appare un'uscita e si può pas-
sare di livello.
Qualche volta, quando il coniglio pas-
sa sopra un cuore, appare il cuore spezza-
lo al posto di un frullo. I cuori spezzati
sono velenosi per la tartaruga, cd inoltre
dopo un po’ di tempo si trasformano in
una fragola che dopo poco farà nascere
una terribile c letale zanzara, dalla quale
c praticamente impossibile fuggire. La
cosa migliore, quindi, quando compare
un cuore spezzalo, è dì sotterrarlo por-
tandocisi sopra c premendo il secondo
pulsante del joystick (oppure il tasto
GRAPH per chi usa la tastiera).
Il pericolo principale è però un altro: il
coniglio si deve guardare, infatti, dai ve-
lenosissimi serpenti che gli danno la cac-
cia. Questi possono essere uccisi facendo-
li cadere in una buca, che può essere sca-
vata anch’essa con il secondo tasto del
joystick.
Le buche si riempiono immediatamen-
te d'acqua e. oltre ad essere una minaccia
per i serpenti, permettono poi alle tarta-
rughe di disselar.si quando (poverine ...)
diventano bianche per la sete. Un secon-
do modo di uccidere i serpenti é quello di
mangiare una carota, trasformandosi co-
si in un essere stranissimo, simile ad una
pala rotante, in grado di fare strage di
rettili. In realtà ciò serve solamente per
fare un po’ di punti in più. perché ogni
serpente morto è immediatamente sosti-
tuito da un altro, agguerrito almeno
quanto il precedente. Xf.B.
PrvdullDrc;
ASCII Corparalk
Sumiioma MImm
5-ìl-S Minami A,
imnBu'i.mleni!" ifRl
Provate a guidare il maggiolino più
pazzo del mondo per una corsa folle nelle
vie della città!
Il maggiolino Tomaio (ma che razz
nome — ) si prepara a correre la competi-
zione più importante della sua vita,
gara mozzafiato dove l'unico obiettivo c
quello di conquistare tutte le bandierine
bianche situale nelle strade.
T re losche macchine nere tentano però
di impedire al povero Tornato di conqui-
stare la villoria. dandogli una caccia
spielata, ed a .sbarrargli la strada vi sono
poi delle mine dalla lugubre forma di
teschio, con tanto di tibie incrociale.
Per localizzare le bandierine, che con
paiono una alla volta. Tomaio ha a di-
sposizione un radar posto sulla sinistra
dello schermo. Sopra di esso si trova uno
strumento di importanza vitale, l’indica-
lorc del carburante. Il livello della benzi-
na cala con velocità preoccupante, c pri-
ma che finisca del tutto bisogna correre a
fare rifornimento ad uno dei distributori
automatici, sempre allenii, però, a non
farsi cogliere in trappola da una delle
macchine assassine quando si è fermi a
fare il pieno.
Un gioco, tutto .sommalo. dccLsamen-
le simpatico: senza troppe pretese, ma
decisamente divertente, anche se alla lun-
ga un po’ monotono.
56
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
771 perché
i Personal Computer Triumph Adler
hanno sempre qualcosa di speciale.
I nuovi micro professionali Alphatronic P50 e P60.
ad esempio, offrono maggiori funzioni
e prestazioni degli altri micro compatibili
con gli standard di mercato.
771 perché
gli Alphatronic P50 e P60 sono
più potenti e più capaci:
maggior velocità di esecuzione,
maggior capacità delle memorie, grafica inclusa
nella dotazione di base, migliori possibilità
di configurazioni.
771 perché
fra le tante configurazioni potete scegliere
la più adatta ai vostri specifici desideri e
necessità: unità a dischetti anche a doppia
capacità, unità a disco da 12,5 Mb,
monitor monocromatico o a colori,
stampante a matrice o a margherita.
TRIUMPH-ADLER
perché
gli Alphatronic P50 e P60 sono dotati di molti
programmi pronti e collaudati:
applicazioni gestionali, per i consulenti,
per la didattica, la grafica, la gestione degli archivi,
il Word Processing, oltre naturalmente
airinesauribile biblioteca programmi MS DOS.
Chiedete una dimostrazione a un Partner
Triumph Adler.
Per ulteriori inlormazioni consultare le Pagine Gialle
alle VOCI Elaboratori eletironici e Macchine ufficio
Spedire a- TA Triumph-Adler Italia. 20126 Milano. Viale Monza. 263
Per avere maggiori inlormazioni richiedo:
□ Linvio di documentazione illustrativa
□ La visita di un vostro tunziorìano
Nome e Cogtwme
Ditta
Indirizzo
I Teletor»
MC/P50
Alcune situazioni dì questo gioco ci
l'anno tornare alla mente un film del '56.
"Il pianeta proibito" in cui degli siruni
mostri (i mostri dell'Id) prodotti dalla
mente inconsapevole di uno scienziato,
che aveva .sviluppato delle notevoli capa-
cità mentali, minacciavano alcuni visita-
tori della luna.
Lo svolgimento del gioco è abbastanza
semplice. Uno Psi-Warrior. deve esplo-
rare un Silos (attraverso il quale si muove
in maniera molto aggraziata ed armonica
spostandosi su degli sci) alla ricerca di
una sorgente misteriosa che genera delle
creature aliene le quali minacciano l'inte-
ro genere umano. La sorgente è situata
nella parte più profonda del Silos in que-
stione ed il guerriero deve raggiungerla
servendosi dclfenergia sottraila agli alie-
ni che incontra durante il percorso. Egli
però deve essere mollo accorto in quan-
to. gli stessi alieni, possono aggredirlo
sottraendogli dell'energia mentale ed in-
debolendolo fino a ridurlo all'immobili-
Lc creature misteriose da catturare so- .
no di tre tipi: Psi, Id e Pupae. Le prime,
sono le più intelligenti e sono sviluppate
da "energia intellettuale'' di menti uma-
ne: esse sono molto potenti e po.ssono
annientare in breve il guerriero. Anche le
"Id". benché meno intelligenti delle pre-
cedenti. possono diventare molto perico-
lose ed insidiare cmcaccmenlc lo Psi-
Warrior; esse provengono daH'cncrgia
"animale", quella più istintiva, della
mente umana. Infine, le Pupae, sono
creature in fase di mutazione che col tem-
po diventeranno Psi o Id.
L'energia Id assorbita dal guerriero
serve da carburante per la propulsione e
man mano che essa diminuisce nello Psi-
Warrior esso si muoverà sempre più len-
tamente. L'energia Psi invece viene utiliz-
zata per controllare quella Id. A questo
proposito, sullo schermo e presente, tra
le altre cose, una linea di staio SC che
visualizza appunto lo squilibrio esistente
Ira Psi e Id. Altra cosa importante é che
l'energia Id può sviluppare nuovi poteri
della mente. Grazie ad essa infatti lo Psi-
Warrior potrà levitare sui vari ostacoli,
estraniarsi dal proprio corpo ed esplora-
re con la mente il Silos oppure diventare
invisibile. Il gioco, esistente su disco e
cassetta, possiede una grafica abbastan-
za varia, benché non eccessivamente ap-
pariscente. Gli effetti sonori sono preve-
dibili e di notevole effetto grallco e la
figurina dello Psi-Warriorehe aleggia per
i corridoi sui propri sci comandalo dal
joystick. TP
Produllore:
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Market llarhorougli. Uics. !GBt
Dbirlbulore per l'ItalU:
LAGO sw - Viole Uas\eKio Ma.ua 79
}2IOtl Como — Tel. 1031 < S.32776
La volta scorsa abbiamo presentato la
versione per Specirum di Booiy e questo
mese ci sembra doveroso spendere due
parole su quella per il Commodore 64.
La trama é abbastanza consueta e la
ricordiamo brevemente dando qualche
indicazione sul comportamento da tene-
re nelle varie fasi di gioco. II nostro com-
pilo è quello di raccogliere un favoloso
tesoro che si trova nella grande stiva di
un veliero cercando di evitare i vari peri-
coli. Sparse per la stiva, oltre ai preziosi,
troviamo anche dellechiavi che dovre-
mo raccogliere portandoci sopra di esse e
premendo il pulsante del fuoco che ci
serviranno per aprire un certo numero di
porte, ciascuna delle quali ci permetterà
l'accesso ad una stanza successiva in cui
raccogliere un'altra gioia o un'altra chia-
ve. Naturalmente, ogni chiave apre una
sola porla quindi, quando ne saremo in
possesso, dovremo andare alla ricerca
della porla giusta spostandoci per le scale
e lungo i corridoi della stiva. Una volta
raccolti lutti i pcz^d del tesoro che com-
paiono sulla prima schermata, avremo
45 secondi per aprire l'ultima porla attra-
verso cui accederemo ad uno schermo
successivo.
Il gioco, che può essere giocato da ta-
stiera 0 tramile joystick, è dotalo di mu-
sichetta di sottofondo che può essere e-
sclusa o riattivala servendosi del tasto D.
T.r
58
MCmicfocompuler n. 44 - settembre 1985
THINK BIG.
CASIO FP-Booos II super veloce
snnwjN
SBl '
Viale Certosa. I3H Milano
Tel. 02/3UHSM5 1.^ linee rie. aul.)
Qutiiulo la IBM immU- ,\iil menalo il
proprio perumul aniipiiUr. tiiianumdolo
M-nipliccnwnict' quasi pereiuoriuiiwiue Per-
wiial Coiiipuicr. oppurw scuulalo che. pri-
ma o poi, quella macchina avrebbe acquista-
lo .•iiilmcrcaio un pe.w lalc da divenire praii-
ciiniciiic imo standard. Non lurono solo le
.\celie progciiuali. orieniuie <il eon.vdidaio
piniiosio elw al riroluzioiuirio. a lasciarlo
\upporre. ma anche e Jorse sopruliullo la
consapevolezza che quello di porsi come
pillilo di riferimento sialubiiudine. sia alla
parlala della strapolenie ca.su che può ahha-
siiinza iiiconiesiabllmenie .sosieiierc di es.se-
re stala lei ad iiiveniare il ealcolaiore elei-
I. 'arri i'« del supercolosso nel .settore della
niicroin/ormarica e dell'iiilorinaiiea perso-
nale III. almeno iiflicialmente. accollo con
alleggianienlo abba.sianza positivo da chi in
quel niercuiogià c 'era e. anzi, lo aveva crea-
lo. Nella campagna piibhliciiariu della .Ap-
ple Comptiier apparvero slogan che suona-
vano. più o meno, "grazie. IBM. di e.ssere
eniruia nel niereuio dei personal, perchè ei
anni a vendere i personal alla genie". In
prillil a, meglio ima quota piccola in un mer-
lalo grande, che una quoni grande in un
Da molli pumi di vista questo non la una
piega. Ma ha i suoi rischi: .se t'- vero che la
Itirza dei grandi può aiutare i pieeoli, è anche
vero elle iieiripoiesi di ima contrazione della
domanda è lavile che. siano i piccoli a lame le
spese per primi. Dapprima la IBM ha gua-
dagnalo rapidamente quale in un memilo in
rapida ereseiia e che leisie.s.sii lui coiilribiiito
a far cre.scere. e. sono stati tempi buoni, più o
niello, per iiiili. Poi. piano piano, quakv.sa è
cambialo. In reallù la ereseiia non si è arre-
stala, per cui non .si può parlare di vera c
propria crisi, ma la rapidiià della crescila è
diminiiiiu mollissimo. K questo naiuralmen-
le non hu fallo piacere a ehi si era program-
malo coiiiando.su un lasso di crescila più clic
doppio rispello a quello realmenie vcrijiea-
losi. Compresa la stessa IBM. la quale sì
dice abbia parecchi personal a magazzino in
.America, che ha inizialo tuia nias.sicciu cani-
pugna per vendere il PC anehc come lermi-
nale di .si.siemì più grandi.
In un uriieolii che vuole es.sere una pano-
rumieu .sulle rcalià di iin sellare di mercato è
giusio non dimenlicare le diljìeoliù nelle
quali a! momenio il mereaio versa, ina non è
cerio questo l'argomcnio eenirale di queste
pagine.
A proponilo di eompulibiliià. prima di
parlare del lenomeno degli IBM eompaiihili
è bene tornare un po' indieiro. l'n tempo, i
eompiiter co.siavano mollo ed il .software
pure. Poi. sono arrivati i personal, cheeo.sia-
vunopoeo: ma il prezzo del .software è rima-
sio elevalo, e non poteva essere alirimenii.
Ingenerale. <' con la maggior diffusione di un
bene qualsiasi che si può diminuirne il cosio.
Im realizzazione di un buon programma ri-
chiede molle energie, quindi porta con sé un
eoslo nolevole che si ripartisce su! numero di
pezzi venduii: più sono, meno il coslo di
sviluppo inilui.sce sul prezzo imiiario. f il
modo migliore di vendere molle copie di un
programma è far .sì che pos.su e.ssere impie-
galo .SII macelline diverse, perchè. si allarga il
campo dì poleiKiali acquirenii. Ma perchè
lo .sles.sa programma giri, .senza o con poche
modiliche. su macelline dilferenii, .servono
ceni pre.supposii.
Il si.siema operaiivo CP M è prohabil-
menie il primo esempio di leiiiulivo di .stan-
dardizzazione nel scllorc del personal: può
funzionare .su qualsiasi eompiiler basato sul
niicroproce.s.sore '/.-tW. c i programmi scritti
sotto CP M sono abbastanza lacilmenie
trasportabili da ima macchina all'altra, a-
dullando H formato dei dischi, dello .schermo
e un po' di altre cose. .Ma questo non .signi/i-
ea. a parte ulciine ceeezioni. che si possa
sfilare il dischetto da ima macchina e farlo
girare su iin'aliru. Sta di fallo, eomimqae.
che il CP M hu preso parecchio piede e che
la maggioranza delle macchine basate sullo
y.-bll hanno ulilizzalo ed utilizzano questo
sisiemu operaiivo: perchè, olirciulio, .scrive-
re da zero un si.sienia operaiivo eo.sia, e. si la
mollo prima e .si risparmia pagando i difilli
alla Digital Re.seurch per t'uso del CP .M.
ovviamenle adunando alla propria mueehi-
ria l'appo.siio "modulo".
Le pre.siazioni del CP M sono buone, ma
non eeeezionali. nello .sviluppo .si è dovuto,
ovviamenle. badare più che altro alla lucile
irasporiahiliiù da una maeehinu ull'alira
Lo /.-fin è un oiiimo prm e.ssore. ma ha .sulle
spalle qualche uimelio e sopruliailo è ad "S
bii". Tenendo conio prohabilinenie di que-
sto lana, un he! giorno la IBM deve aver
dello "sai che laccio'' prendo un micropro-
cessore che .somigli ubbasianza allo /.-fili,
ma che sia meglio, e un sLsiema operaiivo
che .somigli ubbaslanza alCP M. ma che .sia
meglio: .sono Ione e gli aliri dovranno vena -
mi dietro". Feo.sì ha preso l'bllHH. che guar-
da caso prudono dalla linei di cui la IBM è
proprieiaria: un proee.s.sore a 16 bii con bus
u >i bit. .signifieu in pruiiea che le pre.siazioni
.sono migliori di quelle dello /-fili, ma che è
MCmicfocompuler n. 44 • settembre 1985
iihhiisUmzti Indie midil'utire prognmimi
urini per lo /.-Kl) in modo elle po.s\uiw girii-
re \n maichine provviste di HDHH. E come
\isiemii operiiiivo si è fallo scrivere dalla
Microsoft l'MS-OOS. che somiglia un po'
alCP M. ma è molto più evoluto. Raggiunti
i primi due ohiellivi. il terzo te più importan-
te I non è stalo un prohlema: gli altri le sono
andati dietro. E co.si è nato lo standard:
standard di latto, perché nessuno lo ha mai
delìnilo.
I costruttori di tpielli che generalmente
vengono chiamati "IBM compatihili" si .so-
no praticamente divisi in due. a .seconda del-
la politica. Ci .sono tpielli che seguono la
IBM costruendo nulechine con prestazioni
migliorate e comiauiue caratterisliehe diver-
sHìcate tp.cs. pnriatilil e prezzi general-
mente eompetitivi. ma dello stesso ordine di
grandezza, altri invece eosirui.seinw mac-
chine in lutto e per tutto simili al PC IBM. di
prestazioni uguali o al limile inferiori tco-
.slruiiìvumenie parlando/ e prezzi ahhastan-
za decisamente più bassi. Si tratta di quelle
macchine che con termine bruito, ma reali-
stico si .suole delìnire "copie" o. con maggio-
re gentilezza, "uguali". In realtà alcune di
t:\se sono vere e proprie copie della piastra
madre IBM. en.siruilc in genere a Taitvtm e
dintorni da ditte che iiormahnenie lavorano
per conto terzi tmagari anche per conto
della .sie.ssa IBM... /: altri, di eoslrullori più
hlusanaii. sono circuitalmente almeno in
parte diversi, rico.siniili da capo, ma in mo-
da da avere lo sles.so funzionamento del PC
IB M ed u.ssicurare la eompiriibiliià. Il tallo,
ovviumenle, deve e.ssere fallo in modo da
non incorrere nei problemi di copyright ! ve-
di ad esempio tu ROM de! PCi. Non ci
dilunghiamo .sull'argomento, che sarà al-
froniaio meglio nelle pagine che seguono.
L'idea di questa super-prova è nata per-
chè il mondo del eonipuiibilv PC IB.M è
diventalo talmente vasto che oriemarvisi.
per chi si accinge ad un acquisto, non è
lucile: .scegliere fra oggetti quasi uguali è
per certi aspetti mena critico, ma per altri
più dijfìcilc. che .scegliere fra prodolli com-
pletamente diversi l'uno dall'altro. .Allora
abbiamo cercato di prendere lutti i compati-
bili. metterli in uno stanzone e provarli ed
esaminarli tulli insieme. Ne manca qualcu-
no. o perchè troppo nuovo o perchè per qual-
che altra ragione non è stato pos.sihile averlo
a disposizione in tempo, ma almeno a livello
dei nomi di un certo peso il panorama può
con.siderarsi praiieamciue completo.
Le macchine in prova .sono veniiqaaiiro.
con un buon assoriimenio di compatibili di
grossi o meno grossi eoslrullori. e di "ugua-
li" cinesi e iialiani. non untieipiamo nulla.
Naiiiralmenie non si tratta di vcniiqualiro
prove secondo il consueto standard della ri-
cLsta: non ei sarebbe stato lo spazio, ma.
d'altra pane, non sarebbe stato neppure ne-
ee.ssurio vista la matrice comune di conipali-
biliiù IB.M tud ukune macchine, le più .si-
gmlìeaiive o atipiche, dedicheremo comun-
que le consuete "prove" nei prossimi nume-
ri./ / eommenii .sono .stali ridotti al massi-
mo. ma ì test sono stati abbastanza aeeurati
SII ciascuna macchina della quale si è verifi-
cata compatibilità, velocità i’ costruzione,
secondo ì criteri esposti più avanti. Nelle
pagine che .veguuno trovate prima un ariiea-
10 inirodullivo. di Corrado Giuslozzi. che
cerca di mettere a fuoco il problema facendo
11 punto .sulle po.ssihili forme di eonipaiihili-
là. Seguono le veniiquaiiro ".schede", prece-
dale da una breve introduzione di Francesco
Peironi. sul.. .protagonista dietro le quinte, il
PC IBM. Le schede sono .state redatte da
Corrado (ìiu.stozzi. che ha confrontalo le
proprie impressioni con quelle di Fabio
Marzoccu t’ Francesca Peironi che hanno
eseguilo le prove tecniche: su queste ultime
vi doeumenla. nelle idiime due pagine, la
sle.s.so Peironi. non senza eommenlarne i
risultali. Non ci .sono, in linea di mu.s.sima.
vineiiori e vinti, ma. .secondo il nostro costu-
me. al'hiamo pre/erilo dare ai lettori gli ele-
menti obieilivi perchè ciascuno po.ssa formu-
lare i propri giudizi, che po.s.sono e.s.sere .sog-
gettivi, .senza .sostituirci alla lesta di nes.sii-
le. Riteniamo di avergli dato una prima buo-
na .sgro.ssaia. che ovviamente non esclude
che vi si possa lornure .sopra. Come e più di
sempre, aspeiliamo i vostri conunenii e le
vostre critiche, fondamentali per definire il
laglio da dare ai pros.simi iniere.s.samenii
della rivisia a questo genere di problemi.
I. ’impre.sa è siala ardua i io sono.scriiio. ag-
girandomi fra niinueeiosi scatoloni c fo-
gliacci di curia pieni di problemi da risolve-
re. non intendo na.seondere di aver più volte
niuledei io il momento in cui ho avuto l 'idea e
deciso di meiierlu in allo... i: per il momen-
to, .sarebbe .stato diffieile fare di più. Ripe-
tiamo quindi che i vostri eoniributi sono uti-
lessimi per cercare di eompleiarc nel modo
migliore possibile l'argomenio. Da pane no-
sira possiamo anticiparvi che altri aspetti
del mondo PC IB.M dei quali abbiamo in
programma di oeeuparci sono le schede ag-
giuntive. le unilà di memoria di massa e di
back tip e simili. Marco Marìnacci
MCmicrocompuler n 44 - sellembre 1985
61
Compatibili c compatibilità
Come avrete letto nelle pagine precedenti,
state per leggere i risultati di una ma.\iprora
incentrata sul confronto di ben ventiquattro
compatibili IBM. praticamente lutti quelli
reperibili sul mercato italiano. .Abbiamo sot-
toposto le macchine a prove oggettive di
compatibilità e di prestazioni, e le abbiamo
adoperate realmente per constatarne il ren-
dimento ".sul campo": un lavoro che ci ha
portato via quasi lutto il mese di luglio. Ec-
covi in queste pagine, un inquadramento del
problema della compatibilità alla luce della
politica commerciale IBM. nonché un breve
resoconto del nostro lavoro e le conclusioni
che si possono trarre da tutta la vicenda.
La IBM ed il PC
II PC IBM nasce verso il 1981. piulloslo
lardi rispcllo alla data di inizio e diffusione
del personal computing, in un momento in
cui il personal principe è l'Apple e le mac-
chine con lo Z80 ed il CP M vengono con-
siderale semiprofessionali. Il mondo del-
l'informalica personale era sialo fino ad
allora snobbalo dalle grandi case di infor-
malica "scria", quella dei mainframe c de-
gli operatori col camice bianco: ma ora
entra in campo la IBM presentando un
personal dalle caratterisiiche assai diverse
rispetto a quello che era allora lo standard
di mercato. Il microprocessore utilizzato è
un Intel 8088 a sedici bit. molto più potente
degli Z80 o 6S02 di uso comune; il sistema
operativo è interamente nuovo, simile per
impostazione dei comandi al quasi stand-
ard CP'M. La IBM anziché scriverselo in
casa ha preferito farselo adattare al pro-
prio hardware dalla principale software
house per microcalcolatori, quella Micro-
soft che aveva fornito il Basic a qualche
dozzina di personal.
In realtà l'MS-DOS non è un prodotto
Microsoft: era stalo acquistato dalla Seat-
tle Computer che l'avcva sviluppato per
usi interni non trovando sul mercato un
conveniente sistema operativo basato su
sedici bit. Microsoft comunque rivede c
corregge il prodotto, denominalo SCP-
DOS, e lo chiama MS-DOS. con le proprie
iniziali: la versione IBM sì chiama uflìcìal-
mene PC-DOS. ma pochi lo chiameranno
così. Per tutti il sistema operativo del PC, il
personal per antonomasia (sempre mode-
sti alla IBM ...) continuerà a chiamarsi
MS-DOS.
La prima versione della macchina e del
sistema operativo c piuttosto limitata: 64
K.b di RAM, uno o due floppy singola
faccia da 160 Kbytc. Ma fimporlante per
riBM è essere entrata nel meralo con una
macchina impostata in modo professiona-
le. Dopo ptoco riBM comincia a fare sul
serio, ed annuncia i nuovi modelli XT c
sopraiiullo il nuovo DOS versione 2, que-
sta volta interamente riscrillodalla Micro-
soft. Il balzo in avanti è fatto. L'XT rac-
chiude. nello stesso contenitore del PC. un
disco rigido in tecnologia Winchester dalla
capacità di dieci milioni dì caratteri ed un
floppy a doppia faccia da ircccnloscssan-
lamila caratteri. II nuovo DOS è assai più
polente del precedente, disponendo di
nuovi comandi c di una struttura ripresa
da Unix, il sistema operativo dei Labora-
tori Bell che ancora non riesce ad uscire dal
mondo universilarioedclla ricerca. L'MS-
DOS 2.00 è un sistema operativo "vero",
non come il CP, M che. pure, ha l'enorme
merito di avergli aperto la strada. Esso
permette di vedere i dischi rigidi, dì crearcc
gestire strutture di directory ad albero, di
effettuare gruppi di elaborazioni batch: si
auloconllgura in maniera semplicissima c
trasparente aH'utcnic. è “smart" e "user
friendly", un vero salto di qualità rispetto
al passalo. Ciò rende il personal IBM ido-
neo soprattutto u quella fascia di mercato
che fino ad allora era rimasta scoperta ed
aveva resistito alle proposte dei personal e
dei mini: le piccole aziende, gli uBìci. gli
studi professionali, i liberi professionisti;
quelli per i quali un Apple era poco, ma un
grosso IBM o HP o Univac o Honcywcll
erano troppo. Il CP/XT è la macchina giu-
sta per toro, ed il successo non larda a
venire. E con esso la reazione a catena costi-
tuita dalla produzione dì software; rapidis-
simamenic le software house adattano i lo-
ro prodotti CP, M alle nuove macchine,
intravedendo le possibilità commerciali del
mercato in sviluppo; c i nuovi produttori
sviluppano applicazioni direttamente per
l'MS-DOS. il quale in breve raggiunge c
supera il record già del CP M in quanto a
numero di programmi disponibili. Ancora
una volta la IBM. grazie alla sua schiac-
ciante potenza commerciale, è riuscita ad
imporre uno standard al mercato, anziché
iidallarvisi. creando un vero c proprio "fe-
nomeno PC"; da! quale presto nasce e si
sviluppa quello dei compatibili che ci inte-
ressa da vicino.
La “terza fase” dell'IBM
I giochi però non sono ancora conclusi,
e forse in un certo senso stanno comincian-
do proprio adesso. Per l'IBM è ora infatti
cominciala la "terza fase" dell’attacco al
mercato. Dopo aver puntalo aU'ulenlc fi-
nale prima, c al medio cliente poi. ora è la
volta di quelli grandi; aziende, industrie,
società: soprallullo quelle già informatiz-
zate in modo tradizionale, con un mainfra-
me centrale ed una rete di terminali. La
MCmicrocomputer n. 44 • settembre 1985
terza fase ddl’IBM è incentrata sulle LAN
(Locai Area Network, reti locali) ed i colle-
gamenti PC-mainframe, strumenti in gra-
do di realizzare quella sinergia fra grandi
potenze di calcolo e decentramento deH'e-
laborazionc che sembra la carta vincente
per il mondo del lavoro di domani. Gli
annunci più recenti della IBM riguardano
proprio questo: uso del PC in collegamen-
to ai propri mainframe come terminali
classe 3270 (PC3270). o come sistema di
sviluppo in supporto al mainframe (PC
370); collegamento in rete di PC o. ancora,
possibilità di utilizzare i normali PC/XT al
posto di terminali classe 5290 per i sistemi
più piccoli (/34, /36, /38). L'obicttivo si e
quindi spostalo dairutente finale all'azien-
da. in un verso di crescente professionalità
di uso del personal: il quale cessa pertanto
di essere il computer per gli esperimenti di
Archimede Pitagorico od il videogioco so-
fisticato e diventa uno strumento profes-
sionale di lavoro, eventualmente integrato
in una realtà informatica di azienda già
operante.
I grandi corrono al compatibile
Questo nuovo aspetto della questione ha
fatto mobilitare rapidamente tutti gli altri
costruttori importanti, quelli che, soddi-
sfatti della propria posizione nel mercato
ben stabilizzalo dei mainframe, prima non
avevano mosso un dito prò o contro i per-
sonal. Ora il sasso nello stagno gettato dal-
la IBM ha evidentemente fatto saltare dal-
la poltrona qualche pezzo grosso del-
la concorrenza, ed i risultati sono stati
gli annunci a breve scadenza di personal
IBM-compalibili da parte di praticamente
tutti i "grandi vecchi" dcU'EDP: Spcrry ed
Honcywell fra i primi, ma anche Ericsson.
llt e parecchi altri; segno che la paura di
perdere il treno si è rapidamente diffusa.
Ma soprattutto segno che ancora una vol-
ta la casa di Armonk ha dimostrato di
poter fare il bello ed il eattivo tempo, e che.
come al solilo, tutti si sono dovuti piegare
ai voleri di Sua Maestà Big Blue.
Compatibili o uguali?
È una legge di mercato, almeno nel re-
gime economico occidentale impostato
all’insegna della libera concorrenza, che
ogni prodotto di successo venga ben presto
imitato e venduto a prezzi minori. Capita
con i vestiti alla moda, con i film, con le
automobili; e capita anche con i computer.
Naturalmente ci riferiamo ad un norma-
le processo di emulazione fatto nel rispetto
delle leggi, non certo alla contraffazione
od al plagio: anche se talvolta qualche co-
struttore senza molti scrupoli finisce per
sfiorare i limiti del lecito. Fatto sta che
anche il personal computer IBM. il PC per
antonomasia, ha visto ben presto compari-
re sul mercato decine di imitazioni, sia da
parte dei solili micidiali cinesi di Taiwan
che da più noti costruttori giapponesi o
americani. Per rutente che deve fare un
acquisto questa situazione, piacevole sulle
prime, diventa ben presto fonte di preoccu-
pazione: di fronte a una dozzina dì prodot-
ti che sulla carta garantiscono prestazioni
analoghe o migliori dciroriginalc a prezzi
dimezzali, cosa fare? E poi la vantata com-
patibilità sarà proprio tale?
Che cosa si intende veramente per com-
patibilità?
Innanziitutto conviene fare delle classi-
ficazioni per poterci muovere in fasce di
macchine paragonabili, distinguendo ad c-
sempio tra "compatibili" ed "uguali”. 1
primi sono quei computer frutto di proget-
tazione autonoma, ma basati sullo stesso
processore e sullo stesso bus del PC IBM in
modo da poter offrire, per precisa scelta
del costruttore, la compatibilità col PC
IBM (c fra un attimo vedremo anche cosa
sia dì preciso la compatibilità). I secondi
sono delle vere e proprie copie del PC IBM.
tanto vicine agli originali quanto lo per-
mette il rispetto dei copyright e dei brevetti
internazionali; e anche questi vengono ag-
girati ricorrendo a trucchi invisìbili all'u-
tente finale, in modo che questi abbia co-
munque la sensazione di trovarsi di fronte
al "vero" PC IBM. I primi sono general-
mente prodotti da costruttori grandi cd
affermati, che dispongono di tecnologie c
know how che li mettono in grado di svi-
luppare c produrre autonomamente le
macchine; generalmente cercano di distin-
guersi dal PC IBM ricorrendo a soluzioni
tecniche e circuitali diverse, e ricercando
soluzioni autonome anche per quanto ri-
guarda il design c l'estetica. I secondi sono
generalmente prodotti da quei costruttori
poco noli che riforniscono il mercato
OEM. se non addirittura dalle stesse fab-
briche che costruiscono le schede per i
"grandi" e parallelamente le commercializ-
zano per proprio conto. In questo caso la
circuitazione è praticamente identica a
quella deiroriginalc. cosi come le altre par-
li ed il loro assemblaggio; l'estetica stessa
viene mantenuta il più possibile simile a
quella dei PC IBM mediante l'adozione di
contenitori c tastiere dalla foggia identica a
quelle oramai celebri del PC. Va da se che
le macchine del primo tipo possono olTrirc
prestazioni o caratteristiche anche diverse
dal PC IBM. ma a costi paragonabili, men-
tre le seconde sono identiche come presta-
zioni. ma nettamente più ha,sse come prez-
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
63
20 . Non esiste una terminologia umvoea
per distinguere le due classi, trattandosi in
ogni caso di compatibili; allora, siccome le
macchine del secondo tipo provengono ge-
neralmente da Taiwan, in redazione e sor-
to l'uso di chiamarle semplicemente "cine-
si", e cosi continueremo a definirle nel se-
guito.
Ma cos'è questa compatibilità?
La compatibilità Ira macchine esiste a
ire livelli diversi. Possiamo parlarcdi com-
patibilità MS-IX)S, di compatibilità soft-
ware in senso esteso e di compatibilità
hardware. La prima è l'ovvia capacità di
far girare correttamente tulli i programmi
scrini per un'altra macchina purché MS-
DOS. Fin qui non ci sono molli problemi:
se un programma e “scritto bene" e senz'
altro porlalile. Perscruto bene intendiamo
il l'alto che effettui tulle le operazioni di
servizio (in primis l‘l O verso tastiera,
schermo e dischi) tramite opportune chia-
mate alle routine dell'MS-DOS. Come si
sa. infatti. l'MS-DO.S è scritto in modo da
essere quasi loialmenie device-indipen-
deni: solo un suo nucleo è dipendente dall'
hardware specifico e va personalizzato da
niacehina a macchina: si chiama BIOS
(Basic I O System) e viene fornito già in-
sUillnlo da ogni costruttore, solitamente su
ROM o fiPROM- Il resto dell'MS-DOS.
che non cambia mai. costituisce un'inter-
l'accia verso il BIOS: esistono chiamate
standard all'MS-DOS che permettono di
elTeltuarc letture o scritture sui dispositivi,
c queste chiamale funzionano sempre allo
stesso modo indipendentemente da cosa
sia m efretlì il dispositivo. In pratica il
programma dice all'MS-DOS che vuole fa-
re una cena cosa su un certo dispositivo,
senza occuparsi di come poi in effetti la
cosa venga realizzata: è l'MS-DOS che.
delegando il proprio BIOS, va a gestire
fisicamente il dispositivo, in modo perfet-
tamente trasparente al programma utente.
Programmi senili in questo modo gireran-
no senza ombra di dubbio non solo fra
compatibili IBM ma. più in generale, fra
macchine MS-DOS anche aventi hardware
diversissimi- È questo il caso di programmi
Basic che non facciano riferimenti assoluti
tramile Pcck&Pokc e di programmi stand-
ard come Wordstar c dBa.se II.
La seconda compatibilità è a livello dei
programmi "eauivi". ossia di quelli che
invece bypa.ssano l'MS-DOS ed effeiiuano
chiamate dirctlamcnlc alla memoria o ai
dispositivi. Questi sono destinali a girare
solo se le macchine di provenienza e di
arrivo sono (o "sembrano") uguali dal
punto di vista strutturale. Sono di questo
tipo quei programmi anomali che non
boolstrappano il DOS (tipo i Diagnostici
IBM) o che gestiscono direttamente la gra-
fica tramite chiamale alla pagina vì-
deo (F'Iight Simulator della MicroSofl).
Questo c il vero grado dì compatibilità
software con il PC IBM: una macchina che
sia compatibile a questo livello sì dice bre-
vemente sofl-eompalibile IBM.
Esiste poi un terzo livello di compatibili-
tà. questa volta hardware. Sapete tutti co-
me il PC IBM abbia la possibilità dì colle-
gare al suo bus dei dispositivi opzionali
tramite alcuni slot di espansione: bene, non
è detto che una macchina sia in grado di
accettare ed in caso riconoscere corretta-
mente eventuali schede di espansione IBM
(il contrario invece ovviamente accade
sempre: i costruttori indipendenti di sche-
de add-on garantiscono che i loro prodotti
funzionino correttamente sul PC IBM). St-
ia macchina è in grado di monture schede
IBM o IBM-compaiibili si dice che è hard-
compatibile IBM. Se una macchina c sia
Soft- che hard- compatibile non ei dovreb-
bero essere problemi: praticamente "è" il
PC IBM, o meglio ne è un clone, come nel
caso dei "cinesi". Non dimentichiamo co-
munque la possibilità di leggere corretta-
mente dischetti scrini da un PC IBM. Se
ciò non c possibile, neanche con particolari
programmi o adattatori esterni, allora la
macchina non può dirsi loialmcnie com-
patibile.
La no.stra prosa
Chiariamo quindi gli aspclli c la portata
della nostra prova, che sono ben definiti:
ciò che abbiamo voluto fare era una prova
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
clt‘i "veri" compatibili IBM nel senso appe-
na dello. non di tulle le macchi ne generica-
mente MS-DOS 0 solamente sofl-compa-
libili. Ecco quindi perché sono rimaste fuo-
ri macchine pur MS-DOS come l’HPlSO.
l'Apricoi, il Casio, tanto per fare alcuni
nomi. Il nostro intento era misurare grado
di compatibilità e uniformità di prestazioni
dei full-compatibilc. non imbastire una
prova a confronto fra macchine MS-DOS
che avrebbe signillcalo ben poco.
Il criterio adottato per la prova è semph-
cee segue coerentemente la nostra filosolìa
che ci vede contrari ai bcnchmark fini a se
stessi; la parte obicttiva c stala lasciata ad
alcuni test semplici, ma significativi, i quali
ci mettessero in grado dì valutare il grado
di compatibilità delle varie macchine verso
il PC IBM di riferimento, e ad alcuni ben-
chmark studiati per quantificare il livello
di prestazioni di ogni macchina, prenden-
do come paragone i medesimi test effettua-
li sui PC IBM. Le prove sono state voluta-
mente ridotte al minimo per evitare di
riempirvi di numeri che. in fondo in fondo,
lasciano il tempo che trovano. Ciò che ab-
biamo voluto vcdcrcera il livello di compa-
libiiilà esistente fra i vari computer definiti
compatibili, c quantificare le loro presta-
zioni in compiti di normale amministrazio-
ne. Ma di questo potere leggere i dettagli
nelle apposite pagine di commento ai risul-
tati della prova. Vogliamo invece antici-
parvi i risultati delta prova ed i nostri com-
menti.
Conclusiuni
Come avrete modo di leggere con più
agio nelle pagine seguenti, alla luce delle
prestazioni tulle le macchine sono apparse
uguali in modo sorprendente, falli salvi i
due esemplari con clock a 8 MHz (di cui
l'Olivctii avvantaggiato daH'80186). Per
CUI scegliere un compatibile per le presta-
zioni appare impossibile o assurdo, Entra-
no quindi prepotentemente in ballo que-
stioni di convenienza economica nonché di
affidabilità: chi compra un computer di
una marca nota può ragionevoimenio spe-
rare in una maggiore affidabilità ed even-
tualmente m un pronto ed efficace servizio
di assistenza; ciò può invece non avvenire
per chi compra un "cinese" di oscura pro-
venienza. Il costo c un fattore legalo a
questo; può darsi che la minore spesa di
acquisto valga il rischio di eventuali pro-
blemi in futuro. La cosa naturalmente va-
ria m funzione delle esigenze dell'acquisto:
una società che deve comprare cento per-
sona! per collegarli in rete o al proprio
mainframe farà bene ad affidarsi ad un
costruttore che dia serie garanzie di affida-
bilità. magari lo stesso che ha fornito il
mainframe; il costo fa parte del servizio. Ai
contrario, l'hobbista che vuole il personal
perse farà probabilmente un affare miglio-
re comprando un "cinese" economico, che
probabilmente non gli darà mai dei gratta-
capi ed in compenso gli sarà costato parec-
chio meno delforiginale.
Corrtuiu Uiusiozzi
Cosa ne pensa ...
...l'inf;. Giorunni CovifHo. Dirpilore Com-
merciale ilei Gruppo Bit Compuiers di Roma
(olio sodelà di vendila e servizi a Roma e nel
Lazio) e responsabile Markeiing di Computer-
nel. lina associazione nazionale di rivenditori di
personal computer laiwalmenie ne comprende
19).
Nonostante abbia iniziato la vendita dei PC
IBM solo dall'aprile 84. la Bit Computers ha
ottenuto dalla IBM l'imporianie riconoscimen-
lo di essere inserita nel Circolo Aureo, che com-
prende i 21 Concessionari del PC che hanno
consenuilo i migliori risultali commerciali nel-
l'aiino. Di recente la società romana ha iniziala
la commercializzazione del PC hit. una macchi-
na fabbricata a Tain an di cui trovale la prova
nelle pagine che seguono.
Un inierloculore iniercs.'ianle perché coinvol-
to in eniramhi i .selluri: quello del PC IBM e
quello dei eompalihili.
Come vedi il mercato del PC IBM?
In crescila obbligala, perchè tocca le azien-
de. E il mercato del personal nelle aziendeé un
oligopolio, quindi più il mercato si ferma più
la IBM. in percentuale, guadagna quote. Da
quandoé in forze sul mercato, la IBM ha tolto
spazio ad aziende innovative, perché con le
sue capacità tecnologiche e la sua potenza di
immagine e commerciale può imporre uno
standard, con tutti gli aspetti positivi c negati-
vi degli standard. Per la IBM. sinonimo di
computer, è stalo facile diventare sinonimo di
personal computer, tanto è vero che il suo
personal lo ha chiamalo PC. Ma il mercato del
PC non lo ha creato la IBM, che ha utilizzato
quello creato dalle aziende innovative: la IBM
ha fatio una macchina simile, come filosolìa,
air Apple II. aperta. Insisto, il mercato è anco-
ra in crescila: c più lenta di prima, ma conti-
nua. anziché del previsto 40-45% è dell'ordine
del 20%. ma sempre crescila é. Adesso stanno
andando a regime le consegne dell'AT (e stan-
no già arrivando i compatìbili), che comunque
è una macchina di classcc costo superiori, non
sostitutiva del PC del quale però conserva la
fìlo.sofia.
Come vedi i PC eompalihili?
Non posso prescindere dalla distinzione fra
compatibili e ... uguali. I compatibili sono
quelli di costruttori abbastanza grossi che
hanno deciso di "attaccarsi al carro IBM" o
' per non sviluppare tecnologia o per sfruttare
le proprie capacità commerciali nel campo dei
grandi sistemi (vedi Spcrry, Ericsson. Olivet-
ti): si (ralla di macchine con prestazioni spesso
leggermente superiori a quelle del PC IBM e
costi paragonabili. È una polìtica di afiianca-
menio alla IBM. non di attacco: certo la IBM
ci perde sempre un po', ma in (in dei conti
conviene anche a lei perché il fatto che altri
grossi costruttori si adeguino al prodotto IBM
contribuisce ad affermare io standard. Adesso
che il mercato non è più in forte crescita la
tolleranza della IBM nei confronti di questi
custruttori dì compatibilié diminuita, e la casa
sia in parte correndo ai ripari diversificando i
nuovi prodotti, specie a livello di software di
base: sta su dischetto ma è IBM. non Micro-
soft. quindi gli altri costruttori non possono
acquistarlo se la IBM non vuole venderlo, ed é
chiaro che non possono mettersi a rubare. La
IBM sta anche sviluppando periferiche sue.
come progettazione e produzione, in partico-
lare a livello di stampanti.
Gli uguali sono circuitalmente uguali: le so-
le modifiche servono ud aggirare i copyright,
sia a livello cia-uitale sia di BIOS, ma sono
Irasparenti all'utente. L'approccio della IBM
agli uguali è diverso da quello ai compatibili.
Gli uguali tolgono tipicamente mercato end-
user. non vate la pena combatterli con troppe
energie almeno fino a quando se ne vendono
meno di un certo numero, che sicuramente il
management della IBM ha accuratamente de-
terminato. 11 compatibile attacca invece la
IBM sul mercato delle aziende, che per lei é un
mercato strategico. Cosa possiamo fare noi
alla IBM con il PC bit? Niente, tanto è vero
che la IBM è perfellamente al corrente del
fatto che noi vendiamo, a prezzo molto infe-
riore a quello del PC IBM, un "cinese" mar-
chialo PC bit.
A proposito di eompalihili e uguali:
perché il PC hit?
Se per la IBM è strategico il mercato delle
aziende, per la Bit é strategico il mercato del
PC IBM. In un certo mercato proponiamo
praticamente solo il PC IBM’ non ha senso
andare in un'azienda medio-grande, nella
quale la competizione è a livello di grossi no-
mi. a proporre un PC bit solo perché costa
molto meno. Spesso, tra l'altro, il prezzo dell'
hardware é poco rilevante rispetto al costo
totale dei servizj offerii; software, corsi, assi-
stenza tecnica sia hardware sia software. Per
l'cnd-user o la piccola azienda, che spesso
compra una singola macchina senza o con
poco software, il discono è diveno, il costo
dell'hardwareé significativo e quindi il rispar-
mio è massimo. Ovviamente questo ha senso
perché la garanzia e l'assistenza che diamo al
PC bit é analoga a quella che offriamu, in
qualità di Concessionari, per il PC IBM. Ab-
biamo selezionato il nostro "uguale” fra quelli
costruiti a Taiwan, dandogli il nostro marchio
proprio per prendercene dichiaratamente la
responsabilità e dargli la necessaria credibili-
tà. Il PC IBM io vediamo in concorrenza ai
compatibili nel mercato delle aziende, gli “u-
guali" sono affiancati nel mercato end-user o
comunque del piccolo utente. Tra Tallro è
sempre un contributo alla diffusione del per-
sonal: un "uguale" può essere acquistato an-
che da chi non ha i soldi per un PC IBM o un
compatibile, il prezzo non édistanle da quello
di un 64 con drive e monitor ... Certo, chi
acquista un IBM o un compatibile sa di essersi
rivolto ad un'azienda che dà delle garanzie di
solidità eamdabìlità: chi acquista un "uguale"
farà bene a valutare meglio possibile le garan-
zie di assistenza che il fornitore è in grado di
offrire. Paradossalmente, meno costa la mac-
china più l'acquisto deve essere oculato ...
I intervista di M. Marinaeci )
65
MCrrncrocomputer n. 44 - settembre 1985
5, Milano
Dblrìbulori!:
IBM haha Dùlr. ProUoni ■ Via Fura JS
Prcui <4 n Al.
PC amia i rniralr S slot A'
«•I.W mmilìoppy ila 3611 A
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Ja 360 A wtfr.i mmiicromaliai
PC'XT ntnr/. 3 - come PCiXT
mini. 2am I minilìnppv ila 360
A r I luiritiliik ih IO M
Un articolo che parli degli IBM com-
patibili non può non parlare anche del-
i'IBM. sia perché senza l'IBM PC non
esisterebbe il mondo degli I BM compati-
bili. sia perché in un certo senso fa da
punto di riferimento per tutte le prove di
compatibilità, sia perché generalizzando
il concetto ed adottando sistemi statistici
per le prove può risultare interessante
sottoporre l'IBM stesso alle prove di
compatibilità. MCmicrocomputcr ha
parlato per la prima volta del PC IBM.
nella rubrica MC news. nel suo secondo
numero (ottobre 1981). anticipandone le
caratteristiche tecniche. Le scelte tecni-
che che all'epoca fecero scalpore furono
l'adozione di una tecnologia Ih bit (in
pratica l'IBM ha saltato a piè pari l'8 bit.
sul quale tante case hanno fondato i loro
successi), l'adozione del Sistema Operati-
vo MS DOS c l'adozione della niosofia
"piastra madre più slot di espansione". E
questo fece scalpore non tanto perchè la
scelta apparve copiata dall'Apple II. che
in quel periodo era aH'apicc della sua
popolarità, ma in quanto contravveniva
a quella politica di chiusura verso “il re-
sto del mondo" che aveva sempre carat-
terizzato la produzione hard e soft IBM.
L'annuncio dell'arrivo uBìciale del
suo PC in Italia fu dato dall'IBM italiana
solo aU'inizio del 83 (c riportato nelle
MCnews del numero 16. febbraio 83) an-
che se già alcuni importatori diretti rifor-
nivano gli utilizzatori più impazienti con.
almeno in parte, il beneplacito della stes-
sa IBM. La sua architettura risultò, all'e-
poca. innovativa. Oggi la separazione in
tre pezzi della unità centrale, tastiera e
monitor è la regola, al punto che tutte le
macchine provate in questo numero (ec-
cettuate ovviamente quelle portatili) la
rispettano. L'unità centrale è costituita
da un mobiletto che contiene la piastra
madre, le unità a disco e ralimentatorc.
La piastra madre (System board) con-
tiene il microprocessore (Intel 8088 con
clock a 4.77 MHz), fino a 256 Kb di
RAM. 40 Kb di ROM (comprendenti
oltre al BIOS Basic Inpul/Output System
anche il linguaggio BASIC interprete re-
sidente). uno o due DIP switch (a secon-
da del modello) a otto interruttori da
sellare in funzione della configurazione.
Contiene inoltre uno zoccoletto vuoto
destinato all'installazione opzionale del
coprocessore matematico.
Il processore 8088 supporta operazio-
ni a 16 bit e 20 bit di indirizzamento, per
un indirizzamento massimo di I mega-
byte. il bus esterno è però a 8 bit.
La ROM c suddivisa tra due chip da 28
piedini. Il primo di 8 Kbyte contiene il
programma di self-tcst eseguito ad ogni
accensione, gli I/O driver, un generatore
dei 128 caratteri grafici c il bootstrap
dell'unilà a disco.
Il secondo chip con tiene il BASIC resi-
dente. che permette di utilizzare la mac-
china anche senza installare unità a di-
sco. le versioni potenziate del Basic risie-
dono parzialmente su disco, in quanto
comunque sono integrative delie funzio-
ni residenti su ROM. Quindi non è possi-
bile far girare un BASIC IBM sulle altre
macchine che non hanno ROM BASIC.
Mentre è possibile portare senza proble-
mi di sorta un BASIC non IBM sulla
RAM dcil'IBM. La RAM installabile
sulla System board è al massimo di 256
Kbyte distribuiti su 4 file di 9 chip da 64
K (memoria dinamica, con tempo di ac-
cesso 2(K) ns c un tempo di ciclo di 345
ns). Il nono chip ha il compito di eseguire
il check di parità. La piastra madre di-
spone di connettori per il collegamento
all'alimentatore, alla tastiera e all'alto-
parlante. Dispone poi di 8 connettori a
62 pin per le operazioni di l 'O.
Le utilizzazioni primarie di tale BUS
sono relative all'accesso alle unità a di-
schi (Diskette e/o Eixed Disk Drive A-
dapter). ai Monitor e alle Stampanti
(Monochrome Display e/o Color.'Gra-
phics Monitor Adapier) alle espansioni
RAM (Memory Espansioni e ai vari pro-
tocolli di comunicazione.
Il canale I/O. che permette il collega-
mento con il mondo esterno, è costituito
da connctlori da l()0 millimetri con 62
pin. 8 di Data Bus. 20 per l'indirizzamen-
to. 6 livelli di imerrupt. alimentazione
(quattro voltaggi), clock, comandi e con-
trolli vari.
Tutti i nuovi annunci relativi alle nuo-
ve tecnologie LAN (Locai Area Net-
work) e al collegamento tra PC e Main-
frame. in emulazione di terminali IBM.
prevedono una interfaccia Sfiecifica che
occupa uno di questi slot.
I monitor IBM sono sostanzialmente
due (altri ne sono stali annunciali c ne
parleremo presto), quello a fosfori verdi
monocromatico alfanumerico, e quello
grafico a colori. Il primo visualizza 25
righe di 80 caratteri con caratteri traccia-
ti in una matrice di pixel 9 per 14. rag-
giungendo una definizione ottima. Quel-
lo a colori invece, se usato in alfanumeri-
co. utilizza caratteri disegnati in una ma-
!.. 5.167.mi0
!.. 5.7V6.IIII0
!.. 6.210.00(1
MCmicrocomputsr n. 44 - settembre 1985
'WP'. ^
(ricc 8 per 8 con rìsuliati decisamenie
inferiori; può però lavorare in alfanume-
rico a colori, in grafica bianconero c in
grafica colori.
Tultii prodotti più diffusi, anche quel-
li che nulla hanno di grafico, possono
lavorare su ambedue le configurazioni, e
nel caso lavorino sul monitor a colorì,
possono effettivamente usare i colori an-
che in modo alfanumerico. La scelta
quindi tra l'uno c l'altro monitor è un
problema dcll'uliltzzatore. in quanto il
software che utilizza si adeguerà alla scel-
ta fatta.
La tastiera è separata deU'unìtà cen-
trale c va collcgala con un cavetto a spi-
rale alla presa a 5 poli posta sul retro
dcH'unità centrale. Sono disponibili due
versioni, quella americana, e quella ita-
liana. Quesi’ultima è sempre una
QWERTY che però prevede anche le vo-
cali accentate. Per poter usare questa ta-
stiera occorre caricare, al momento del
booi. il set di caratteri corrispondenti che
si chiama KEYBIT (Kcyboard Italy).
presente nel dischetto DOS. La tastiera è
molto robusta, ma non dispone di alcun
LED che indichi l'accensione dei LOCK
e questo è antipatico, sia perché molti
software non visualizzano lo staio degli
switch. sia perché molti compatibili le
hanno.
Non vi sono comunque problemi di
tastiera anche se si lavora con prodotti
americani, che talvolta prevedono dei
simboli cui non corrisponde nessun ta-
sto. Infatti premendo il tasto ALT (alter-
nate) e la sequenza dei numeri del codice
ASCII relativo (però solo nel formalo
XXX e con il taslierino numerico) si può
visualizzare qualsiasi simbolo presente
nella tabella ASCII c questo vale anche
per i caratteri grafici presenti nella pane
alta della tabella.
Tutto quello che vi è in più rispetto
all'unità centrale va consideralo come
opzionale, nel senso che va operata una
scelta su quanto e come configurare la
macchina. Lo stesso listino prezzi IBM
comprende un "configuratore" che elen-
ca tutti i "pezzi" necessari per raggiunge-
re una cena configurazione finale. Esi-
stono svariate possibilità che diventano
pressoché infinite se si considera anche la
produzione non IBM.
Ad esempio per quanto riguarda la
scelta dell'uscita su schermo le soluzioni
potrebbero essere;
scheda monocromatica IBM e moni-
tor bianconero IBM. non permette la
grafica e dispone di una interfaccia prin-
ter parallela.
— scheda a colori IBM e monitor CO-
LOR IBM, permette grafica a colori c in
bianconero, permette alfanumerico a co-
lori. Però non dispone di scheda printer
che va presa a parte.
— tutteedueleschedeei monitor IBM.
che possono lavorare in contemporanca
mostrando contenuti differenti, in quan-
to le due video memory occupano loca-
zioni differenti nella mappa della memo-
ria.
Dì produzione non IBM esistono nu-
merose altre possibilità, raggruppabili in
due gruppi logici:
— semplificazione e,‘o risparmio rispet-
to alla soluzione IBM. a parità di rìsulta-
— miglioramento delle prestazioni, ma
in questo caso occorre che la scheda sia
supportata di software necessario per po-
terla usare con i prodotti più diffusi.
Per quanto riguarda le schede di e-
spansione. relative a qualsiasi funzionali-
tà. la scelta é molto vasta tra quelle IBM
e quelle prodotte da altre case. C'é da dire
che spesso queste ultime prevedono la
combinazione dì due o più funzioni in
una unica scheda, per cui é possibile otte-
nere la configurazione voluta rispar-
miando non solo soldi, ma soprattutto
slot.
II mondo dei compatibili tiene conto di
questo fatto c quindi sono molte le mac-
chine che già in configurazione base pre-
vedono schede multifunzionc.
In questa situazione risulta mollo dif-
ficile stabilire una configurazione base,
uguale per lutti, rispetto alla quale ese-
guire paragoni economici, valutando gli
clementi in più e quelli in meno, tra le
varie soluzioni. Ad esempio non si può
affermare che il valore di una scheda che
preveda due porte seriali deve essere il
doppio di quello dì una scheda seriale
semplice, solo per il conteggio delle fun-
zioni svolte. Sarà rutentc che deve fare
queste valutazioni, rispetto soprattutto
alle funzionalità che gli interessano, al
fatto che una soluzione può offrire una
maggiore elasticità rispetto ad un'altra,
ecc.
La configurazione di un PC IBM con-
siste in tre fasi successive. Innanzi tutto il
montaggio dei vari pezzi aH'iniemo della
macchina, schede, memorie RAM. cavi,
ecc. C'è poi il settaggio degli switch inter-
ni tramite il quale sì comunica alla mac-
china in quale situazione hardware deve
lavorare.
La terza operazione è il test, il cui risul-
tato deve corrispondere alle operazioni
eseguite. Il test viene eseguito da un di-
schetto Diagnostico fornito con la mac-
china. tramite il quale vengono ricono-
sciuti lutti ì dispositivi installati. A richie-
sta vengono eseguiti test specifici per cia-
scun dispositivo per verificarne l'efficicn-
Abbìamo utilizzato il Dischetto Dia-
gnostico. nella versione 2.02. come primo
test di compatibilità tra le macchine .con
risultati positivi in termini software, in
quanto il dischetto ha girato su tutte le
macchine, ed in termini hardware, in
quanto in ogni macchina ha riconosciuto
correttamente la configurazione (eccetto
le funzionalità che non era in grado di
poter individuare, come lo Streaming
Tape o la scheda Hercules). F.P.
MCmicrocomputer n, 44 - settembre 1985
67
La prima delle ventiquattro schede de-
dicate alle sìngole macchine è. per uno
scherzo deH’ordine alfabetico, proprio
quella di un "cinese". Apriamo quindi
questa rassegna con la descrizione di una
delle tante "copie" del PC IBM fatte a
Taiwan.
Che la macchina sia un clone del PC lo
si vede lontano un miglio, grazie al conte-
nitore dalla linea inconfondibile. Contra-
riamente airoriginale. però, questo sì a-
pre come un cofano di automobile, pre-
mendo due pul.sanli posti sulle fiancate:
ciò permette un grande risparmio di tem-
po c fatica a chi. per lavoro o per hobby
debba aprire frequentemente il compu-
ter.
La tastiera é esteticamente mollo simi-
le a quella IBM. difTcrcnzìandosene solo
per la posizione del tasto shìft di sinistra
(posto più all'ìnlemo della sua riga anzi-
ché all'esterno) e per la presenza di spie
sui tasti di lock.
Non dispone inoltre della comoda sca-
nalatura. presente sul PC. che permette
dì appoggiare una penna od una matita.
Il tocco dei tasti è piuttosto preciso,
ma non restituiscono aH'opcratorc una
chiara conferma di azionamento che la
tastiera IBM realizza mediante un sono-
ro "click".
Il frontale della macchina contiene so-
lo i drive dei dischi; nel caso particolare
essi sono due drive per minifioppy del
tipo slim line (di produzione Epson), ma
ad essi potrebbe aggiungersi un winche-
L'Adlin XT viene fatto completamente a Taiwan, e rientra pertanto nella catego-
iadei "cinesi". È una macchina basala su di un 8088 iemporizzatoa4.77 MHz, con
RAM a partire da 128 Kb. Incorpora una interfaccia Centronics ed una scheda
grafica monocromatica Hercules. Gli slot IBM bard-compatibili sono otto, alcuni
già occupati dalle schede fomite col sistema. La memoria di massa può essere
configurata con uno o due floppy da 360 Kb slim line c. opzionalmente, un
Winchester da 1 0 Mbyte. Sono disponìbili come add-on una scheda multìfunzione ed
1 scheda grafica a colorì. Il contenitore è il comodo IBM-like con apertura •
compasso. la tastiera quasi perfettamente IBM.
steroaddiritturadueutilizzandoi recen-
ti modelli a mezza altezza.
Stranamente sono collegati in modo
che il drive primario (quello da cui la
macchina effettua il boot) sia quello di
sotto. Sul pannello posteriore troviamo,
in corrispondenza all'alimentatore, due
prese dì rete asservite airinlerrullore di
accensione: purtroppo sono prese di tipo
americano, il che ne limita parecchio la
praticità d'uso.
All'csircmiià opposta vi sono invece le
feritoie dalle quali sporgono le schede di
espansione montate negli slot interni, in
numero di otto.
L'interno è mollo semplice, suddiviso
com'è in tre ambienti logici: la mother-
board con le schede di espansione a sini-
stra. le memorie di massa a destra verso il
frontale c l’alimentatore (swiiching e per-
tanto schermalo) a destra posteriormen-
Tuiio è cablalo con un po' di fiat-cable
c cavi volanti, in mudo forse non pulitis-
simo. ma funzionante. La stabilità mec-
canica della costruzione invece non è
gran che: il contenitore, piuttosto legge-
ro. ci sembra un po' ballerino, e muoven-
dolo con la mano tutto rinicmo prende
ad agitarsi. 1 vari componenti sono tutti
di buona qualità, e forse i pezzi migliori
sono i due drive Epson. L'aiimeniaiorc ci
sembra ben dimensionato, lant'é che già
prevede la possibilità di fornire l'alimen-
lazionc a due ulteriori drive.
In definitiva questo Adlin c un compu-
ter tranquillo, una buona replica del PC
IBM. Un po’ più versatile ed un po’ me-
no costosa deiroriginalc, da buon "cinc-
MCmicrocomputer n, 44 - settembre 1985
L'Advance è un compatibile “non cinese”, ossia non una replica del PC IBM. Si
basa su di un 8088 funzionante a 4,77 MHz e dispone di RAM a partire da 256 Kb.
La memoria di massa può essere configurata, come tradizione in questa classe di
macchine, con due floppy oppure con un floppy ed un Winchester. Con la macchina
viene fornito un monitor monocromatico a fosfori verdi di buona qualità.
Già l'estetica di questo Advancc tende
a mantenere leggermente le distanze dal-
riBM. qualificando la macchina come
compatibile c non come copia. L'unità
centrale è caratterizzata da un design
semplice, ma elTicacc. piuttosto "serio"
come impostazione. La spia di accensio-
ne c la presa per la tastiera, entrambe
collocate sul frontale, sono una comodi-
tà in più. segno di una buona cura dei
particolari. Sempre sul frontale troviamo
i due drive di cui é equipaggiala la mac-
china in nostro possesso, entrambi slim
line c quindi poco ingombanti: rimane
sopra ad ognuno dì essi il posto per un
altro drive uguale. La tastiera é del tipo
americano con shift di sinistra interno
rispetto al tasto che normalmente gli sta
a fianco, cosa un po' fastidiosa finché
non ci si fa l'abitudine. Sono presenti
opportune spie sui tasti lock ed è possìbi-
le appoggiare una penna sulla parte alta
della tastiera senza vedersela rotolare sui
tasti. L'unico problema è forse causato
dalla leggerezza intrìnseca della tastiera,
che a volte non le consente dì trovare un
appoggio stabile. Posteriormente non so-
no disponibili prese di rete asservite e gli
unici connettori sono quelli del video e
delle due interfacce di serie, una Centro-
nics parallela ed una RS-232 seriale.
L'interruttore di accensione è dolalo dì
un’ulteriore spia luminosa incorporata;
evidentemente i progettisti dell’Advance
volevano dare aH'ulentc la assoluta ecer-
ta sensazione di quando la macchina fos-
se accesa e quando no... L'interno lascia
piacevolmente colpiti: la costruzione é dì
buon livello, soprattutto molto robusta;
il coperchio che aU'csicmo è di plastica
aH'inlcrno è realizzato in robusta lamiera
metallica, un po' per rinforzare la mecca-
nica, ma anche come schermo elettroma-
gnetico. Lo spazio di manovra è s
mente mollo, grazie alle ridotte dimen-
sioni dei due drive Mitsubishi. La scheda
madre sulla sinistra è pìuUoslo comune e
dotata di cinque slot hard-compatibìli
IBM. l'alimentatore di potenza noi
chiarata, ma daU'aspcuo rassicurante. Il
tutto assemblalo in modo piuttosto puli-
to. I prezzi ci sembrano in linea con quelli
di un certo tipo dì concorrenza, ovvia-
mente non considerando i "cinesi" eco-
nomici ad ogno costo; va tenuto conto
che includono la serie completa di pro-
grammi della serie "Perfect". cosa che
costituisce una facilìty in più. ammesso
che 3 chi acquista la macchina servano
efTcttivameme.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
L'Alpha Micro AM-SIO. denominato The Workstation, è un compatìbile un po'
mi generis. Basato sul solito 8088 a 4,77 MHz, può avere da 256 a 640 Kb dì RAM e
una memoria di massa a scelta tra due floppy, un floppy ed un Winchester da 10 Mb
ed un floppy ed un Winchester da 20 Mb. Degli otto slot dì espansione presenti, solo
tre 0 quattro sono realmente disponibili per l'utente, in quanto gli altri ospitano il
computer vero e proprio. Dì serie sono comunque disponibili un'interfaccia seriale
ina parallela, oltre all'uscita per monitor monocromatico. Oltre all'MS-E>OS.
l'Alpha Micro può usare un sistema operativo denominato AlphaMate che mette il
computer in grado dì funzionare come terminale di altri sistemi AlphaMicro dì
maggiori dimensioni.
DaU'americana AlphaMicro ecco un
:ompalibile-ma-non-troppo. nel senso
che il suo principale interesse non è quel-
lo di replicare il PC IBM quanto quello dì
costituire un "posto di lavoro" (da qui il
nome Workstation) in collegamento co-
te terminale ai grandi sistemi AlphaMi-
'o basali sul 68.000, con possibilità però
dì lavoro in modo locale. L'architettura
del sistema è pertanto abbastanza diffe-
rente da quella del PC; e la compatibilità
è quasi un accessorio in più. che serve per
avere più software disponibile quando si
lavora in locale.
L'AM-5i0 si presenta in un contenito-
e che richiama abbastanza la linea del
PC IBM- La versione in prova dispone di
512 Kb di RAM e di una memoria di
massa costituita da un minifloppy 5,25" e
in Winchester da 10 Mb. La tastiera è
del tipo americano assai simile a quella
del PC. ed è dotala dì spie luminose che
segnalano l'attivazione dei vari tasti di
blocco (o lock). Posteriormente trovia-
mo una presa asservita in standard ame-
ricano (e quindi pressoché inutile) e una
.sfilza di ben otto slot dì espansione, che
però come vedremo presto non sono tutti
liberi. Il monitore in bianco c nero, ma è
disponìbile anche l'unità centrale con u-
scita a colori.
L'interno rivela la citata impostazione
piuttosto differente da quella degli altri
compatibili. Ad esempio praticamente
non vi é la grande motherboard. ma il
computer risulta frazionato su più sche-
de, che vanno ad occupare posti negli
slot.
Cosi ne rimangono liberi per l'utente
solo quattro in caso si lavori con memo-
ria di massa a due floppy, e addirittura
tre in caso sia previsto anche un Winche-
ster, a causa del controller addizionale.
La costruzione ed il montaggio sono
buoni, l'ordine non altissimo a causa dei
molli cavi che viaggiano da tutte le parti.
Come si inquadra questa struttura c<
la compatibilità IBM? Bene, per l'utente
italiano che probabilmente non conosce i
modelli superiori AlphaMicro questa
macchina altro non è che un compatibile
un po' strano, e basta; il discorso cambie-
rebbe dovendo esaminare il prodotto an-
che dall'altro punto di vista, cosa però
che non dobbiamo fare. Per cui la conclu-
sione é che il AM-510 è comunque u
buona macchina, in regola con le presta-
zioni.
Se qualcuno avesse necessità di colle-
garlo come terminale ad un sistema Al-
phaMicro sappia che può farlo, sfruttan-
done tutte le caratteristichee guadagnan-
do in produttività.
70
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
Il Lemon Intelligent c un compatibile italiano, basato su un 8088 e con varie
opzioni per quanto riguarda la memoria di massa. La RAM va da2S6Kbinsu, peri
dischi si può scegliere se montare due floppy oppure un floppy ed un Winchester.
Volendo si possono acquistare uno streamer tape di backup del Winchester, da
montare internamente, ed un disco da S Mb rimuovìbile.
Lemon è stato il nome di un fortunato
compatibile Apple, ai tempi in cui la mela
era la macchina da copiare. Ora che il
computer di riferimento, se possiamo de-
rmirlo cosi, é il PC IBM, anche la Belton
si adegua presentando il Lemon Intelli-
gcni. clone italiano del PC.
Già l'estetica la dice lunga sulla mac-
china: la carrozzeria è piuttosto simile a
quella del personal IBM. la tastiera pres-
soché uguale: difTeriscc solo per avere le
spie di lock ed il return di dimensioni
maggiori del normale. Sul frontale detta
macchina compare in bella evidenza un
rosso pulsante di reset; più a destra Io
spazio istituzionalmente dedicalo ad al-
loggiare le varie unità della memoria di
massa, costituita nel nostro caso da ben
due floppy ed un Winchester da IO Mb.
Posteriormente troviamo la bellezza di
ben due prese di rete asservite aH’inlcr-
ruttore di alimentazione, un vero lusso!
Gli slot di espansione sono otto, non tutti
liberi in partenza come vedremo tra po-
co.
Il monitor fornito in dotazione, c mar-
cato Lemon anch'esso, è in bianco e nero,
di buona qualità.
L'interno mostra una costruzione un
po' caotica, con molte schede e molti
flalcable che viaggiano da tutte le parti.
Le schede sono relative alte interfacce ed
alia gestione della grafica. Quest'ullima è
a doppia funzione, commutabile a piace-
re mediante un interruttore posto su di
essa: quella in nostro possesso (>erò ave-
va la tendenza a fare dei caprìcci in modo
grafico. Le interfacce sono invece una
seriale RS-232 ed una parallela Centro-
nics implementate entrambe su di una
sola scheda. Esiste poi un'ulteriore sche-
da che accetta ingressi per joystick sia di
Dislrìbuloir:
Behon Elecirnnks s.r.l.
Zona Inàuilriale
Ì20W Monulupom IMO
Prezii:
256 Kb. I floppy da 360 Kb. I
ri seriale e parallela, scheda
ioysliek L. 5. 500.000
f-r. ma con im floppy da 360 al
po.w del winchesler L. 3.000.1)00
tipo Apple che I BM. ossia proporzionale
oppure tutto-niente. Con essa, che viene
fornita di serie, gli amanti degli arcade
potranno divertirsi anche se ci sembra
che la maggior parte del pubblico non ne
farà molto uso.
Gli slot, dicevamo, sono otto, ma quel-
li elTeltivamente liberi e a disposizione
deH'utenie si riducono però un po' di
numero per via delle schede installate in
fabbrica. Oltretullo, caso più unico che
raro fra i compatibili, i suddetti slot sono
cinque lunghi e tre corti (come sull'XT
IBM), e ciò forse limita ulteriormente la
possibilità di aggiunta di add-on com-
merciali. L'alimentatoreèdi potenza non
dichiarala, comunque ci sembra ben ac-
coppiato al resto.
In definitiva una buona macchina, non
particolarmente agguerrita, ma ben fatta
e soprattutto competitiva come costi.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
71
Anthe Commodore, il grande costrul-
orc americano indiscusso re degli home
compuier. ha infine fatto il suo ingresso
nel mondo semiprofcssionale dei compa-
tibili IBM- Lo ha fallo presentando due
macchine che si dilTeren/iano solo per la
quanlilà di memoria di massa disponibi-
le. due minifloppy o un minifloppy ed un
Tutta l'impostazione del computer
tende a non richiamare afTutlo quella del-
ITBM. certamente per motivi di immagi-
cosi l'unilà centrale è un parallelepi-
pedo piuttosto squadralo, cd anche la
tastiera ha subito qualche ritocco nella
disposizione dei tasti. Sul frontale c prc-
.c una microscopica spia di accensio-
ne, che tuttavia svolge bene il suo compi-
o risultando ben visibile.
L'interno dei PC IO mantiene le di-
ilanzc dallTBM almeno quanto l'csler-
tu: la topologia della piastra madre è
piuttosto dilTcrenle cosi come la disposi-
le interna delle varie unità, segno che
in effetti la Commodore non si è limitala
a ■■copiare” un PC IBM. ma ha progetta-
lo ex novo la sua propria versione com-
patibile. I drive, del tipo slim a mczjsi
altezza, sono di produzione Canon, c so-
o dolali di un pulsante esterno che serve
ia a bloccare il diseo nel drive che ad
estrarlo. Il video c di ottima qualità, dai
caratteri ben disegnati: la ventola di ali-
nlazionc veramente mollo silenziosa.
Un po’ scomoda risulta invece la tastiera
via dei tasti fuori posto, almeno fin-
non ci si fa rabitudinc.
Il personal IBM compatibile della Commodore è basalo su di un 8088 funzionan-
te a 4.77 MHz. La RAM va da 256 Kb a 640 Kb. c sono presenti 8 Kb di ROM per il
BIOS. Le interfacce seriale e parallela sono di serie, e sono disponibili S slot di
espansione di cui comunque solo tre sono liberi essendo gli altri occupali in perma-
nenza dal controller dei dischi e del video. La tastiera è del tipo IBM-iialiano,
leggermente differente dallo standard. Alcuni tasti sono di dimensioni maggiori ed il
taslierino numerico dispone di un enter duplicalo. Sono presenti le spie per i tasti
lock. La macchina non dispone di presedi rete asservite né di pulsante di reset. Esiste
i versione superiore, denominala PC 20. che si differenzia dall’altra per la
presenza di un disco rìgido da IO Mb al posto di uno dei due floppy.
Qualità della costruzione ed alTdabili-
là deirasscmblaggio d sono sembrali più
che sulTicicnli per il normale uso previsto
per macchine di questa categoria. Certo,
alla mente viene spontaneo il paragone
col Commodore 64; c. considerazioni
sulTaflldibililà a parte, sembra strano
che un costruttore da molli anni impo-
stato su di una cena linea, quasi una
filosofia, possa repentinamente cambia-
re impostazione c passare ad una classe
di prodotti cosi differente. Ceda direche
lutto sommalo questa macchina non
rappresenta uno stravolgimento totale
dcirimmaginc Commodore: forse non a
caso il colore del compuier ricorda quello
del 64. Il vero punto di coniano è nei
prezzo, piuttosto basso per una macchi-
na di progetto e produzione originali,
nonché dalle oneste prestazioni. Tutto
sommato quindi possiamo considerare il
PC 10 come un esordio serio e maturo in
un settore piuttosto lontano dai princi-
pali interessi commerciali Commodore
del passato: segno di una evoluzione nei
disegni de! cosiruuore, che certamente
non abbandonerà gli home. ma sfrutterà
la sua esperienza in quel settore per acca-
lappiare nuove fasce di mercato nel mon-
do in espansione legalo al PC IBM: forse
proprio quei sessaniaquaitrisii che. cre-
sciuti. avranno bisogno di un computer
serio per lavoro.
Si sa. il primo amore ...
72
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
Il Dalj General One è un poriaiilcautoalimcmaio e molto compatto, basalo su di
un 80C88 (la versione CMOS deU‘8088) e dotato come memoria di massa di uno o
due drive permicrodoppy da 3,5", capaci di 720 Kb l’uno. La RAM vada 128 Kb a
5I2Kb.il video è realizzalo in tecnologia LCD ed è in grado di mostrare 25 righe da
80 caratteri l'una. Di bus IBM naturalmente non se ne parla, ma sono comunque
disponibili espansioni esterne verso disp>ositivì quali un drive per minifloppy da
5,25" una stampante ed un monitor CRT. Le batterie incorporate consentono
diverse ore di lavoro, ed è ovviamente prevista la possibilità di ricaricarle anche
durante l’uso mediante un apposito adattatore esterno. La Data General fornisce
per il suo One una pratica borsa imbottila nella quale trovano posto il computer, la
stampante e gli alimentatori.
Il Data General One c stala una mac-
china di cui si è parlato molto nella fase
pre-lancio. ma poi non ha fatto più sape-
re mollo di se. Ora la Data General "ci
riprova", presentando una versione leg-
gernicnic ritoccala dcH'One (sono cam-
biate le ROM di sistema) corredata di
lutto un insieme di satelliti che ne rendo-
no pratico l'uso anche come computer da
tavolo: drive esterno, stampante, moni-
tor CRT. tulli collegabili ad un modulo
dì interfaccia che si collega posterior-
mente al computer. È inoltre disponibile
un box di espansione che comprende cin-
que slot hard-compatibili IBM con rela-
tivo alimentatore da rete e. opzionalmen-
te. un drive per minifloppy da 5.25".
Quindi un rilancio in piena regola, con
tanto di avvicinamento alla compatibili-
tà IBM in precedenza un tantino snobba-
la. Il DG One si presenta in un case mol-
to compatto dal peso di meno di cinque
Kg. 1 due drive per microfloppy sono
disposti sulla fìancatina destra, mentre
posteriormente, protette da un piannello
scorrevole che serve anche come suppor-
to inclinalo al computer stesso, si trova-
no i conncilorì per le uscite seriale c pa-
rallela. 11 "coperchio" del computer è in
realtà lo schermo, che sollevandosi sco-
pre la tastiera. Qucsl'ullima c assoluta-
mente peculiare, lontana da qualunque
distribuzione standard di tasti (a parte
ovviamente quelli alfabetici), per ovvii
motivi legati al contenimento delle di-
mensioni. I tasti funzione sono lutti alli-
neali sulla prima riga, molli altri sono
spostati qua c là o implementati come
seconda funzione stampigliata in rosso
.sui tasti alfabetici. I tasti sono in numero
di 79; il loro tocco è gradevole, e fornisce
a chi digita un comodo feedback tattile.
Prima di usare con naturalezza la tastie-
ra, però, bisogna superare un certo perio-
do di assuefazione alla posizione dei ta-
Lo schermo, di dimensioni gigante-
sche per un LCD. mostra le canoniche 25
rìghcdi80caraucri;la leggibilità lulluvia
Diiìlribulore:
fiala General S.p.À.
fiu F.lli Gracchi. J6
Balsamo lUII
Prezzi ilf'A e.iclusa):
I2S Kh RAM. I microjhppv
ila 72U Kh L S.292.(XXI
2Sh Kb RAM. I micro/lnppy
Ja 7JH Kh L 5.9X4.000
512 Kb RAM. 2 microfloppy
,!a 720 Kh l'uno !.. 9.3X1.000
non ò elevatissima, c il controllo di con-
trasto sembra non essere mollo di aiuto
(almeno ncircscmplarc in nostro posses-
so). La colpa va forse un po' anche alla
DG che ha voluto strafare, realizzando
un LCD dalle stesse proporsioni di un
normale CRT; i caratteri pertanto risul-
tano troppo estesi in aliczz.a e troppo
lontani verticalmente l'uno dall'altro, fi-
nendo per essere poco leggibili.
I due drive sono mollo prulìci. assai
più dei tradizionali 5.25"; crediamo che
la tendenza a disporre di memorie di
massa removibili sempre più capaci e
sempre più affidabili porterà presto all'a-
dozione dei microfloppy. come standard,
rendendo obsoleti i minifloppy, meno ca-
paci c più soggetti a danneggiamenti ac-
cidentali. Il DG One "capisce" se oltre ai
microfioppy ha collegato anche un drive
esterno, ma non favorisce nessuno elTct-
luando il bool dal primo che trova con il
disco di sistema pronto. Peccato solo che
non esistano spie di attività dei drive, un
accessorio non indispensabile, ma rassi-
curante durante l'uso. Qualità della co-
-slruzionc ed alTidabiliià sono al di sopra
della media; il DG One è realmente un
computer da viaggio, e non teme le peri-
pezie; meglio comunque proteggerlo con
la sua bellissima borsa imbottita, nella
quale trovano posto anche gli altri nume-
rosi componenti del sistema c che forni-
sce una comoda manìglia per il traspor-
lo. che il computer "nudo c crudo” non
ha. Il prezzo è elevato, ma più che ade-
gualo alla qualità dd prodotto.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
73
Cnnpgura:wne S (Cnmt con-
flg. I. mu iv«? I H im ht.xlrr IO
.Uh alpiMio Ji un floppy! L. S.0!0.m
Connpurozioni 7 ,Comr con-
I. i.i/n:.oixi
Ericsson è uno dei grandi nomi dell’in-
Pormalica “56113”. quella dei mainframe,
tanto per intenderci- Anche lui è entrato
nell'arena dei personal afTroniandolo
con la carta della compatibilità IBM. vi-
sta perònciroltica esperta del grande co-
struttore. Il risultato c una macchina
piuttosto interessante, disponibile in due
versioni: stazione fissa e portatile. Il mo-
dello desktop, del quale ora ci occupia-
mo, si distanzia nettamente dagli altri
compatibili per via di un design molto
originale c. a nostro avviso, assai grade-
vole. Forse l’elemento più caratteristico
dell'assieme c il monitor, dalla forma de-
cisamente inconsueta: ma anche l'unità
centrale, con le sue dimensioni piuttosto
compatte non passa inosservata. La ta-
stiera è di buona qualità, anche se il feed-
back fornito aii'operaiore durante la di-
gitazione non ci ha entusiasmato. I tasti
sono in versione italiana-IBM, ossia di-
sposti QWERTY, ma con dotazione di
vocali accentale c simbolo di Lira. Un
opportuno driver da caricare alFallo del
boolstrap si dovrà quindi occupare di
informare il sistema di ciò. Comodo il
tastierinu numerico con entcr duplicalo,
e ben leggibili le spie dei lock; un lieve
bordino posto sopra la prima fila di tasti
permette inoltre di appoggiare una pen-
na senza farla rotolare via. Il monitor
oltre ad essere bello è anche molto con-
fortevole: il buon trattamento anlirifles-
so. i fosfori ambra ed i caratteri ben dise-
gnati fanno si che la vista non si affatichi.
Comode inoltre la possibilità di orienta-
mento dello schermo ed il paraluce op-
zionale, che oltre a funzionare davvero
aggiunge un tocco di fantascientifico al
già futurista design dell'insieme. Se poi si
ordina il supporto orientabile per il mo-
nitor si corre veramente il rischio di esse-
re scambiati per il Capitano Kirk al co-
mando dell'astronave Enterprise....
C’é comunque da dire che la cura po-
sta dalla Ericsson neH'crgonomia della
realizzazione di questa macchina ha del
maniacale; il cavo della ia.stiera. ad esem-
Il desktop della Ericsson c basato su una CPU K0llKa4,77 MHz. La RAM varia da 128 a 640
<b. c come memoria di massa sono disponibili versioni con uno o due miniOoppy da S.2S”
slim-line (360 Kb ognuno) o un minifloppy ed un Winchester da IO Mb. anoh’esso slim. La
macchina in provaè equipaggiala con 256 Kb di RAM cducminifloppy. Le interfacce seriatee
parallela sono di scric, c sono disponibili sei slot bus-compatìbili IBM multifunzìone con
ulteriore RAM. un'altra uscita seriale cd un orologio, ed una scheda per comunicazioni
oneollre al Controllo per video B N oacolori. Il monitor éda 12". monocromatico ad alla
risoluzione (640 x 400) nella macchina in prova, ma sono disponibili anche monitor a colori.
La liisiicra. a basso profilo, è leggermente diversa da quella IBM: il lasticrino numerico è più
scpuralocd é dotato di un Entcr duplicato. Sono inoltre presenti le spie dei Lock. M monitore:
fosfori ambra su fondo marrone, riceve l'alimentazione dal computer tramile lo sics.so cavo d
connessione per i segnali video cd é completamente orientabile cd inclinabile. Non sonc
previste prese di corrente asservite nc un tasto di reset
piu. può essere fatto uscire dall'uno o
dall'altro lato, ed i drive sono posti al
centro dello stretto frontale: così il com-
puter é "ambidestro’' può essere posto
indifferentemente sulla destra o sulla si-
nistra deH'operaiore senza alcun disagio.
Il design e la scelta dei colori si applicano
anche ai manuali, lussuosissimi e dolali
di contenitori in perspex fumé di colore
accoppiato al resto del sistema. Il tasto di
accensione è posto sul frontale, rimanen-
done a filo e rientrando al momento del-
l'azionamento per evitare pressioni acci-
dentali. La spia che gli si affianca risulta
però praticamente invisibile sia per la po-
sizione infeliceche per la scarsa luminosi-
tà. L'interno rispecchia sia la capacità
che le buone intenzioni del costruttore:
ben accessibile nonostante le ridotte di-
mensioni del contenitore, è realizzato in
un modo che si può definire solo impec-
cabile. Particolari connessioni si occupa-
no di garantire il migliore contatto elet-
trico fra base e coperchio, al fine di scher-
mare l'emissione di disturbi a radiofre-
quenza. L'alimentatore è ricoperto da u-
na generosa aleuaiura per la dissipazione
del calore generalo, e la ventola fa cir
lare l'aria non solo su di esso, ma in tutto
l'interno. Il tutto ci sembra assai robusto
cd affidabile. I due drive sono gli ottimi
Teac mezza altezza, adottati da più di un
compatibile e pressoché privi di proble-
mi: e per la cronaca sono le uniche parti
che l'Ericsson ha in comune con gli altri
computer in prova. Tutto il resto, dalle
schede all'alimentatore, é di produzione
originale. In definitiva questo Ericsson è
un computer serio e professionale, come
ci si poteva aspettare vista la provenien-
za: una macchina da lavoro, di un ceno
livello, anche di rappresentanza: che n
sfigura quindi sul tavolo di un executive
o di una biondissima segretaria. Ultima
nota, quasi di colore, l'imballo è costitui-
to da vere e proprie valigie con angoli
rinforzali e interno sagomalo e imbotti-
74
MCmicrocompLtter n. 44 - settembre 1985
Il portatile Itnesson si busa su una CPU K088 run2Ìonanica4.77 MHz. Nat>cccon 256 Kb di
RAM. espandibili lino a 513. e 16 Kb di ROM. Incorpora inoltre un drive per minìlloppy da
5.25" slim-lincda 360 Kb. un'uscita parallela ed una porta seriale RS-233. La piastra principale
dispone di un urologio'calendario. c può essere espansa con un RAM-Disk da 256 o 512
Kb. Sono inoltre presenti una porla di connessione al bus interno, sfruttabile per eollcgarc
esternamente eventuali schededi espulsione, ed un connellore per un ulteriore drive da 5.25".
anch'esso da collcgarsi esternamente. Pezzo forte del sistema è però il monitor, realizzato con
tecnologia a plasma. Pi color rosso-aruncio, mostra uno schermo completo (25 v 80)egcstiscc
la grafica ad ulta risoluzione (640 v 400 punii max).
Tulio il computer è contenuto in una valigetta dal peso di circa 7.5 Kg e dalle dimensioni
pressappoco simili a quelle di una veniiquaiir'orc Samsonile (40 x 30 x 12 cm.). nella quale,
volendo, si può incorporare una stampante grafica a 4(1 cps.
Dell'ingresso alla grande della Rnesson nel
mercato dei compatibili IBM abbiamo gui
detto nella scheda precedente. Descriviamo
ora il sccondu dei due prodotti presentati da!
costruttore svedese, un oggetto assai inlcrcs-
siinle che lin dal pnmo comunicalo stampa è
diventalo la notizia degli ultimi mesi. Prcuict-
iiamo che rescmplare presentalo è rimasto ir
nostro possesso per pochissimo tempo, essen-
do l'unico peni momento giiimo in Italia. Ciò
non ci ha comunque impedito di dargli un'oc-
chiata abbastanza approfondila, c di sotto-
porlo ai test di prestazioni ecompuiibilità pre-
MSli da questo confronto di massa.
11 primo impatto col portatile Ericsson c
vcrumenic indimenticabile; l'anonima valigei-
la marrone dal peso c dalle dimensioni conte-
nute non lascia trasparire, chiusa, nulla che
faccia pensare ad un computer. Poi. una volta
sul tavoli', comincia il bello. Avete presente
qualche vecchio simoumpUricatore Philips, o
magari uno dei suoi ultimi videoregistratori
da stazione fìssa') Se si sapete ceriamcnteeome
la casa di Eindhoven ami infarcire i suoi pro-
dotti di sportelli e sportellini, pulsantini na-
scosti. comandi celali da pannellini scorrevoli
c rompicapi analoghi Beno, tòrse il portatile
Ericsson èstalodiscgnatoda qualche ingegne-
re transfuga dalla Philips: o forse no. ma la sua
conformazione ci ha fatto venire alla mente
questo paragone A prescindere dallo sporlel-
lone costiiuilo dal monitor, che a sua volta
blocca la tastiera estraibile nella sua sede, sulla
carrozzeria dell' Ericsson è lutto un susseguirsi
di .sportellini c vani nascosti; peri connettori di
interfaccia, per la presa di aiimeniazione. per
l'uscilà del bus di sisiemii c quella per il drive
esterno. Il controllo di contrasto del video è
posto airinlcrno del balicnie del coperchio, la
stampante é protcìui da un altro coperchio
blotvjlo da due cerniere a scorrimento e cosi
via. Insomina. aprire il portatile senza aver
letto prima I manuali è un delizioso rompica-
po. tanto che dispiace quando sì arma alla
line e si scopre che... non c'è più niente da
Il secondo impatto è invece quel lo col moni-
tor al plasma; niente da dire, é proprio bello! A
parte il colore, strano ma gradevole, ciò che
colpisce e il vedere un'immagine di qualità
paragonabile (se non migliore) a quella di un
i'RT generala da uno schermo piallo. La lo-
'.'on/ìgura:iime haic I !S6 Kl
K<pcnu^lntK di mtmona 256 Kh
RAU-lìiikJaSi: Kh
Llniiù lìoppK Ji.<k eneno
tale assenza di llickeruig e di distorsione ai
bordi, la perfetta leggibilità anche sotto angoli
di vista piuttosto stretti, l'ottima qualità del-
rimmagine presentala sono carallcnsliche
reali di questo monitor, segno tangibile che la
tecnologia dei displiij a plasma c defìniliva-
nienle (e felicemcmcl uscita dallo stadio di
sperimcma/ione per entrare a far parte del
gruppo di tecnologie consolidale c disponibili
commercialmente.
Oltre a ciò l'analisi del portatile Ericsson
mostra tulio ciò che quella del suo compagno
desktop aveva suggerito: grande professiona-
lità del COSI ruttore, grande cura nei particola-
ri. La tastiera è pressoché identica a quella
IBM. tranne il fallo che i tasti funzione per
motivi di spazio sono andati a finire in allo su
due strisce orizzontali. Non sono purtroppo
presenti spie sui tasti lock. La (usiicra non e
vincolala a rimanere airinlcrnodeirunilà u-cn-
irale. ma può essere estraila grazie ad un cavo
spiralato dì acconcia lunghezza. Il drive inter-
no è del tipo installalo sull'Osborne Encoro;
peccalo che la spia di ailivilà non sia visibile
l'ronlulmcnie. Pix.'o visihiti sono anche le altre
spie luminose di sistema, nascoste dallo scher-
mo (quando aperto): fra esse quelle relative al
runzionamento della stampante. Questa putì
utilizzare carta Icrmica o comune c stampa
lesto e grallci icompalibile IBM) a circa 40
curai Ieri per secondo t comunque op/innaie.
cosi come c upziunaie l' interessante disco vir-
tuale da 256 o SI 2 Kbyte. Incorporate, invece,
due uscite seriale e parallela e l'orolo-
gio.xalendario. Costo'.' Aitino, ma commisu-
ralo airinvesiimenio tecnologico. Ma allora
alla fine viene da chiedersi: é una pura esercita-
zione lecnologicd o un reale strumento di la-
vorei? Noi propenderemmo per la seconda i-
polesi. anche se alla luce dei prezzi il dubbio
rimane
MCmicrocompuier n. 44 - settembre 1985
75
Eccoci quindi di fronte ad un altro "cinese”. La configurazione, standard, prevede
una main board centrata sudi un 8088 a 4.77 MHz, con un minimo 256 Kb di RAM
espandibili a 640. La memoria di massa può essere costituita da due floppy o da un
floppy ed un Winchester. La scheda grafica a colori e la porta Centronics sono di
serie, mentre sono disponibili diverse schede di espansione che vanno dalla multifunc-
lion alle interfacce. Gli slot disponibili sono otto, qualcuno già occupato dalle
schede fomite di serie.
Ulteriore ■'cinese" questo Express, di-
stribuito dalia ETP. La provenienza è
chiara sin dal primo sguardo: il frontale è
esattamente quello deU'IBM. con tanto
di spazieito quadrato per l'apposizione
del marchio. Il resto della carrozzeria in-
vece è diverso, meno robusto e dotato
della praticissima apertura a compasso
comandata da due tasti di sblocco posti
sulle fiancate della macchina.
Il modello a nostra disposizione è e-
quipaggiatocon un floppy ed un Winche-
ster. entrambi di tipo slim line a mezza
altezza; cosa che permette di riempire gli
spazi restali vuoti con altrettante unità.
Stranamente il Winchester in dotazione,
di produzione Teac. presenta il comando
di blocco delle testine all'esterno della
macchina, anziché all'interno come più
usuale.
Il drive da 5,25" è invece di produzione
Mitsubishi. La tastiera è pressoché iden-
tica a quella del PC IBM, fatto salvo il
tocco che rimane piuttosto diverso; sono
presenti le spie dei tasti lock, ma non la
scanalatura utile per appoggiare una
penna durante il lavoro.
Posteriormente troviamo una comoda
presa di rete asservita all'alimentazione
principale ed otto finestrelle in cui posso-
no affacciarsi le schede inserite negli al-
trettanti slot interni di espansione.
L'interno risulta facilmente accessibile
c ben ordinato. Notiamo subito il grosso
alimentatore da 1 50W. c lo spazio libero
sopra le due unità a dischi pronto ad
accoglierne altre due. Sono comunque
presenti molti cavi dì connessione, ed c
evidentissima la natura replicante di que-
sto compatibile.
Se la costruzione elettronica ci appare
priva dì problemi non cosi ci è sembrata
quella meccanica; anzi, le connessioni di
montaggio ci hanno fatto l'impressione
di essere un po' precarie, visto il vasto c
generalizzato movimento ondulatorio-
sussultorio che si genera nella macchina
al solo muovere il coperchio con la mano.
Qualche vite più robusta o qualche anco-
raggio in più crediamo non avrebbero
guastato, ma forse anche questo serve a
contenere i prezzi. Questi ultimi in cffclti
nel caso dcH'Express sono veramente in-
teressanti. specie nella versione con hard
disk. Prezzi cosi fanno venire voglia di
comperare la macchina anche se non se
ne ha proprio bisogno, figuriamoci poi se
uno ha proprio necessità di un Iti Mega.
La conclusione in fondo c questa. p>er
l'Exprcss come per gli altri cloni; prima
di tutto il quattrino, la qualità c le presta-
zioni passano in secondo piano essendo
identiche per definizione.
76
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
Il PC Superteam dispone di un processore 8088 quarzato a 4.77 MHz, e da 128 a
512 Kb di RAM. La memoria di massaècostituiia da uno o due drive slim-linc per
minifloppy da 5,25” della capacità di 360 Kb ognuno. L'architettura del sistema si
discosta un po' dalla tradizione pur senza offrire reali innovazioni allo standard
IBM,
Se non puoi vincere il tuo nemico, al-
leali con lui. Questo, più o meno dice un
antico nonché saggio proverbio arabo. E
questo è più o meno ciò che hanno fatto o
stanno facendo i grandi dclfinformaiica
■■Tradizionale” nei confronti della big
blue di Annonk. Solo che anziché allearsi
con la IBM hanno scelto la strada com-
mercialmente più praticabile delHmila-
zionc o deirimitazione con miglioramen-
to. cercando se non di contrastare la su-
premazia commerciale almeno di ade-
guarsi allo standard stabilito de facto per
poter racimolare qualche fetta libera di
mercato. Il discorso vale per lutti e non
solo per la Honeywcll, diretta interessata
di questa scheda. Il discorso viene accen-
nato proprio in questa pagina, però, per-
che la Honeywcll è stata l'ultima in ordi-
ne di tempo a cedere alla violenza della
legge del mercato, c quindi a sfornare il
proprio personal IBM compatibile, ag-
giungendosi all'elenco formato dai vari
Ericsson, Sperry ed altri parimenti blaso-
nati coslrullori.
Come é fatto dunque, e come va. que-
sto nuovo prodotto Honeywell? Al pri-
mo sguardo passa piuttosto inosservato,
forse pcrcolpa del design un po' scialbo c
del colore grigio, che forse vorrebbero
conferirgli un'aria di serietà. L'unità cen-
trale é piuttosto massiccia e pesante, ma
la tastiera dì buona qualità è praticamen-
te uguale alla I BM come disposizione dei
tasti, dilTerenziandosene solo per la pre-
senza delle spie dei lock c l'assenza di
feedback durante la digitazione. I drive
per floppy sono di produzione Toshiba, e
dispongono quindi delta "sicura" tipica
di questa casa: un tasto scorrevole che
impedisce l'apertura delio sportello, utile
forse quando si dà la macchina in mano a
degli assoluti inesperti.
Posteriormente si trovano una presa di
rete asservita ed un tasto di reset, oltre ai
vani di accesso al bus interno.
L'interno è decisamente diverso dallo
standard: non esiste la classica mother-
board con lutto il computer sopra, ma
que.sio è diviso su più schede connesse tra
di loro tramite il bus di sistema: cosi gli
slot, teoricamente presenti in numero dì
otto, diventano cfrctlivamenle molli di
menu, essendo disponìbili per le espan-
sioni solo quelli non occupali dal compu-
ter stesso. La costruzione é di ottimo li-
vello. piuttosto massìccia e surdimensiu-
nata: in buona tradizione Bull, la conso-
ciata francese della Honeywell che effel-
tivamcnlc costruisce il Superteam. Il mo-
nitor a nostra disposizione è un Philips in
bianco e nero, ma esiste opzionalmente
una scheda colore/grafica che permette
l'uso di un monitor a colori.
Un cenno merita la documentazione di
sistema, molto completa e abbastanza
ben falla, che costituisce una specie dì
introduzione aH'informaiica p>cr utenti i-
nespcrii.
MCmicrocompuler n. 44 - settemOre 1985
77
Imefcomfi S.i
Via dei Lami
37020
Preai (IVA esci
XPC 2DM: 256
drive S.2S" da j
inlerfacela centri
XPC HDM: CJ
L. 300.000
L. 450.000
Anche l'Italia ha la sua Taiwan . sem-
bra dirci la Intercomp. produttrice di una
replica del PC IBM realizzata nel nostro
paese. La macchina in questione si chia-
ma XPC ed é disponibile nelle classiche
versioni con due minifloppy e con un
Winchester cd un minifloppy.
Il contenitore, dalla inequivocabile li-
nea IBM. é piuttosto robusto, più di
quanto lo siano altri compatibili. II co-
perchio non si apre a cofano d'automobi-
le. ma. tradizionalmente, svitando alcune
robuste viti. La tastiera é dello stesso tipo
che accompagna il Liihius ed il Susy 5:
con alcuni tasti più larghi degli altri, rilie-
vi sulla F. la J ed il 5 per fornire dei punti
di riferimento alle dita dell'operatore e
spie sui tasti lock. La disposizione dei
tasti segue lo standard americano. Sul
frontale dcH'unità centrale troviamo gli
alloggiamenti per i drive, che nei nostro
caso sono due unità a minifloppy slim
line di produzione Tcac. Il commutatore
di accensione si trova posteriormente, as-
sieme a due prese di rete asservite peral-
tro poco utili in quanto a passo amcrica-
Sempre sul pannello posteriore si tro-
vano le feritoie degli alloggiamenti per le
schede di espansione, sette in tutto.
Utile presenza, un tasto di reset, gene-
ralmente non previsto in macchine del
genere. Interessante anche il posiziona-
mento di un dip-switch di configurazio-
ne. accessibile anche sul fondo dell'appa-
recchio (capovolgendolo): probabilmen-
te è meno scomodo mettere a pancia
L'Intercomp XPC è un tipico "cinese" italiano, nel senso che è un clone progettato
e realizzato in Italia. Basalo su dì un 8088 a 4.77 MHz, dispone di una RAM da 2S6
Kb espandibile a 640, una scheda grafica colore o b/n ed una interfaccia Centronics.
La memoria di massa può essere costituita da due minifloppy da 360 Kb l'uno o da
un minifloppy ed un Winchester da IO Mb. Gli slot di espansione, hard-compatibili
IBM, sono sette. La tastiera c del tipo montata sul Lithius e sul Susy 5, con alcuni
tasti più grandi degli altri.
aH'arìa la macchina che aprirla, quando
sì tratta dì cambiare solo l'impostazione
di un dip-switch.
L'interno lascia piuttosto sorpresi per
il buon ordine c la qualità della costruzio-
ne. In particolare la molherboard ci pare
piuttosto curata e ben fatta, prevedendo
perfino delle schermature fra una zona e
l'altra. L'alimentatore é un non meglio
identificalo "prefabbricalo" ovviamente
switching', ma dalla potenza non dichia-
rata.
I drive sono i classici Teac mezza altez-
za, oggetti ormai consolidati e dalla nota
affidìbìlilà.
II comportamento dcirintercomp è
stato buono tranne in un caso, quando
l'abbiamo voluto collcgare ad un moni-
tor RGB (lui ha un'uscita B/N); in questo
caso si è rifiutato categoricamente di la-
vorare. o meglio lavorava, ma effettuan-
do uno ... sciopero del video con tanto di
blackout sullo scherma, cosa che ci ha
lasciato un tantino perplessi.
Le conclusioni su di una macchina co-
me questa sono simili a quelle che valgo-
no per gli altri cloni: il motto “come
riBM più deiriBM" continua a valere,
ma la carta decisiva rimane il prez.zo. A
parità del resto (ed i compatibili più "ci-
nesi" sono uguali l'un l'altro per defini-
zione), i particolari essenziali sono il co-
sto dei materiali. Ci sembra che questo
Intercomp possa reggere il confronto c-
conomico anche coi taiwanesi più ag-
guerriti.
78
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
]| personal computer XTRA della ITT (leggasi “ex-tra" all'inglese) è basato sulla
CPU 8088 funzionante a 4.77 MHz. Dispone di una RAM di base di 128 Kb.
espandibile lino a 640. Dispone di slot di espansione IBM emonia di serie un'inter-
faccia parallela ed una seriale. Può essere ottenuto in versione monocromatica o con
adattatore videografico a colori e monitor a colori. Per quanto riguarda la memoria
di massa esiste una versione ridotta con un solo floppy, ma le versioni senz'altro più
commerciali sono quella con due minifloppy da 5,25" (360 Kb l'uno) e quella con un
floppy ed un hard disk da 10 Mb. Le dimensioni sono piuttosto contenute, la tastiera
di tipo americano.
ITT è un nome che non ha certo biso-
gno di presentazioni, essendo una di
quelle multinazionali quasi quotidiana-
mente presenti nella nostra vita: oltre a
produrre lampadine e televisori ed a gc-
■ c il tradlco telefonico intercontincn-
; via satellite, la ITT trova anche il
modo di occuparsi di informatica un po'
Ili i livelli, dai grandi sistemi ai dispo-
ni dedicati. Ed ecco che ora il colosso
dcireleltronica entra nel mercato dei per-
sonal con il suo XTRA. un compatibile
IBM.
Una macchina daH'impostazionc au-
tonoma. non una copia; che oltrctutto
viene fatta in quel di Latina, almeno per
quanto riguarda le unità destinate al
mercato italiano.
Il primo sguardo all'XTRA è piuttosto
favorevole; gradevole il design, piuttosto
contenuto l'ingombro. Salta però subito
all'occhio la grottesca disproporsione fra
le dimensioni dell'unità centrale e quelle
del grosso monitor, montalo su un sup-
porlo che ne consente rorientazione. La
tastiera è in standard americano, lieve-
mente differente da quella dcll'IBM per
lo shift di sinistra spostato in posizione
più interna. Sono presenti le spie sui tasti
lock mentre è assente la scanalatura su-
periore. L'ingombro della tastiera non è
dei più contenuti, c avrebbe potuto essere
ultilmcnie diminuito adottando un con-
tenitore diverso.
Sul retro non sono disponibili prese di
la macchina non possiede
L'interno rivela una progettazione
piuttosto differente da quella del PC
IBM; la moiherboard in particolare é
piuttosto grande e l'alimentatore del tut-
to diverso. Su quest'ultimo abbiamo u
appunto da fare, relativo alla ventola dì
alimentazione che provvede a raffred-
darlo: essendo l'alimentatore alto quan-
to il contenitore dell'unità centrale, ed
essendo la ventola posta sopra l'alimen-
tatore. succede che il coperchio del ci
pulcr una volta chiuso ostruisca la circo-
lazione deH'aria. bloccandone la fuoriu-
scita dalla ventola. Questa cosa si può
verificare constatando che rintemo del
coperchio in corrispondenza alla ventola
risulta piuttosto annerito. Crediamo che
due ceniimentri di distanza fra ventola e
coperchio si sarebbero potuti anche ri-
mediare in qualche modo; non sappian
se questo fatto possa pregiudicare la vi
dciralimentalore. anche se ci semb
strano che i progettisti ITT possano av
trascurato una cosa del genere. A par
questo il resto della costruzione é mol
compatto c piuttosto ordinato.
Ultima nota di cronaca: la versici
dell'MS-DOS fornita dalla ITT è talme
tc cuslomizzala che ogni comando estc
no (.COM) al lancio emette un messa,
gio di diverse righe in cui oltre al copy-
right si dice che quel programma contie-
ne informazioni segrete (!) che non devo-
no essere sfruttate in alcun modo dall'u-
tente, quasi che l'MS-DOS fosse segreto
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
79
Il Joytecb Lilhius è un computer italo cinese, nel senso che le parti sono fatte a
Taiwan, ma vengono assemblale in Italia. La macchina si basa su una CPU 8088, e
può disporre di una RAM da 256 Kb in su. Viene venduta con una scheda muliifun-
zionc che contiene un'interfaccia Centronics ed una RS*232, un orologio/calendario
e 256 Kb di RAM supplementari. Dispone di otto slot hard-compatibili IBM e può
montare (Ino a quattro drive fra unità a minifloppy e Winchester.
Ed eccoci di fronte ad un vero “cine-
se". ossia ad una copia del PC IBM fatta
a Taiwan.
O meglio, a Taiwan sono fatte le parti,
che poi vengono assemblate in Italia: ma
questo non cambia mollo relativamente
all'impostazione concettuale di una mac-
china del genere. La ricetta é semplice ed
elTlcace.
Un buon contenitore, magari con a-
pcrtura a cofano d'automobile come
questo, una motherboard. un alimenta-
tore switching standard da 135 W. un
paio di drive di buona fattura (Teac in
questo caso), una scheda multifuncion c
un po' di cavi: ecco fatto un compatibile.
Il Lithius non sfugge alla regola, offren-
do esattamente questo. Certo, qualcosa
in più rispetto all'IBM c'è: la memoria di
massa, ad esempio, o la scheda mullifun-
zione prevista di serie. Ed anche qualcosa
in meno, ossia i prezzi.
Per una macchina del genere il nostro
commento non può naturalmente spa-
ziare come per quelle macchine di impo-
stazione più originale: le dilTerenze tra i
“cinesi" sono minime, in pratica si tratta
di discutere le opzioni fornite, la qualità
dei materiali e quella dell'assemhlaggio.
Cominciamo quindi dalla tastiera, che
è peraltro la stessa fornita col Susy 5: di
tipo americano, differisce leggermente da
quella originale IBM pier la forma di al-
cuni tasti. Le sue caratteristiche principa-
li sono quelle di avere le spie sui tasti
lock. dei rilievi sui tasti F, J c 5 per facili-
tare la digitazione ed infine di avere alcu-
ni tasti di uso più frequente (esc, lab.
control) di dimensioni maggiori degli al-
Fronlalmente troviamo le finestre re-
lative alle memoriedi massa; nella versio-
ne in nostro possesso solo una é occupala
da due drive per minifloppy mentre l'al-
tra è libera; volendo vi si possono aggiun-
gere altri due drive slim line, sia per un
minifloppy che per Winchester.
Posteriormente si trovano da un lato la
sezione relativa all'alimentatore, dotata
di due prese di rete asservite, piuttosto
inutili in quanto di standard americano,
c dall'altro le feritoie di accesso alle sche-
de di espansione, in numero di otto.
L'interno è facilmente acce.ssibile gra-
zie alla comoda apertura a compasso,
utile agli smanettomani. La disposizione
interna delle parli è quella canonica: a-
vanti a destra i dischi, dietro a loro fali-
mentatore, sulla sinistra la motherboard
con gli slot per le schede. Alcuni di essi
sono permanentemente occupati dai
controller per i dischi, dalla scheda video
e dalla multifunction. ma ne rimangono
sempre tanti liberi.
L'assemblaggio c ragionevolmente or-
dinato e robusto. Ultima nota di crona-
ca: l'accessorio che vedete in fotografia
non è previsto di serie, ma va acquistalo a
parte, ammesso che vi serva.
Una conclusione forse non è possibile,
per questa come per le altre simili: possia-
mo dire solo che va senz'altro bene, ed è
ragionevolmente affidabile; e soprattut-
to costa poco, e questo è in fondo l'im-
portante.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
L’MPF-PC è una macchina basata su di un 8088 funzionante a 4,77 MHz, con
RAM espandibile da 256 Kb a 640 Kb e 8 Kb di ROM. Le interfacce seriale e
parallela sono previste di serie, cosi come l'uscita in modo grafico a colori (monitor
RGB). Sono disponibili 5 slot hard<ompalibili IBM. e la memoria di massa è
selezionabile tra due floppy da 5.25” (360 Kb l'uno) e un floppy ed un Winchester da
10 Mbyte, non ulteriormente espandibili. Sono inoltre disponibili varie schede add-
on prodotte dalla stessa Multitech, tra le quali una multifunction ed espansioni
RAM.
Vi ricordale il MicroProfessor 11, altri-
menti nolo come MPF, il simpatico siste-
ma basato sul 6502? Se si. come credia-
mo. allora il nome Multitech dovrebbe
ricordarvi qualcosa. Infatti l'MPF è sta-
lo uno dei più famosi prodotti (almeno
da noi) di questo versatile costruttore
giapponese, che ora é passalo a realizzare
un MPF compatibile IBM nonché altra
elettronica di supporto quali schede di
espansione e add-on.
L'MPF é un compatibile piuttosto di-
verso dagli altri, in quanto frutto di una
progettazione autonoma e non di una
copia, come vedremo meglio Ira un atti-
mo. L’esterno è piuttosto anonimo, con
la sua linea squadrata ed il colore grigio.
Sulla destra del frontale si trovano le due
unità a disco (di produzione Teac) men-
tre sulla sinistra è posto un grosso pul-
sante di reset. La tastiera è di tipo ameri-
cano. piuttosto differente da quella del
PC-IBM. In particolare i tasti funzione
sono stati tolti dalla sinistra e spostali in
allo, tutti sulla stessa Dia: allineati con
essi si trovano quattro tasti che ripetono
le direzioni di movimento del cursore, e
fra i due gruppi compaiono le spie di
lock. Il resto della tastiera mantiene la
"tradizione" IBM. a parte lo shiftdi sini-
stra posto airintemo rispetto al tasto che
usualmente lo afTianca da destra.
Posteriormente troviamo i conncilori
per le due interfacce di serie, una seriale
cd una parallela, ed una presa di rete
asservita all'Interruttore di alimentazio-
ne. nonché le feritoie dei cinque slot per
altrellanic schede di espansione.
L'interno mostra chiaramente l'alto li-
vello di professionalità della costruzione;
questa é decisamente ben fatta e raziona-
le, prescindendo magari dall'inusuale so-
luzione meccanica secondo la quale i due
drive sono fissati al coperchio anziché
allo chassis. La moiherboard. chiara-
mente un progetto originale, incorpora le
due interfacce citate in precedenza non-
ché il controllo dischi. Lo spazio interno
non é certo sprecato, però il grande ordi-
ne e la pulizia del montaggio rendono
perfettamente accessibile ogni punto.
Un piccolo particolare sull'uso: l'MPF
vuole caricare da disco un particolare file
di sistema denominalo DIOS. senza il
quale non gestisce correttamente i dispo-
sitivi. Questo non limita la compatibilità
software se non verso quei programmi
che bootsirappano da soli o in modo a-
nomalo.
In conclusione si tratta di una macchi-
na piuttosto seria e ben fatta, dalle pre-
stazioni oneste e dal costo non eccessivo.
MCmicrocompuler n, 44 - settembre 1985
Sin dalla sua apparizione l‘M24 ha fal-
lo parlare di sé; alle notevoli caratteristi-
che dichiarale sulla carta, il pubblico de-
gli addetti ai lavori contrapponeva un
lieve scetticismo originalo dalle note vi-
cissitudini che avevano travaglialo la vita
dcirM20. Subito però si è visto che i
timori erano nel tutto infondati, e che
questo nuovo prodotto Olivetti aveva
tutte le carte in regola per diventare un
best-seller della sua categoria. In effetti
TM24 si colloca un tantino al di sopra
della concorrenza quanto a tecnica di ba-
se; l'adozione di un 80186 funzionante a
8 MHz lo rende infatti una delle più velo-
ci macchine MS-DOS in circolazione. La
scelta della compatibilità IBM inoltre è
ben precisa: va intesa non come mela di
arrivo, ma piultosio come punto di par-
tenza per offrire qualcosa di più del mo-
dello.
L'M24si nconosce a prima vista perla
forma caratteristica del monitor, tipico
di tulli gli Olivetti, e quella piuttosto in-
consueta dcH'unità centrale, un mezzo
cubo di colore grigio. Un design sobrio e
compatto, che ha il vantaggio di contene-
re l'ingombro sulla scrivania. Sul fronta-
le nero spiccano i due drive sovrapposti,
di cui quello principale o di bootsirap
(A:) è. stranamente, quello di sotto. Sem-
pre sul frontale, in basso a destra, si tro-
vano una spia di accensione ed un tastino
di reset. Su entrambi avremmo qualche
appunto: il primo è che entrambi risulta-
no nascosti dalla tastiera quando questa
viene avvicinala al frontale, cosa che li
rende poco utili; il secondo è che il tasto
di reset in effetti effettua il rebool della
macchina, un'operazione più distruttiva
del semplice reset, anche se spesso più
Il personal M24 della Olivetti si differenzia dalla maggioranza dei compatibili, ed
in particolare da tutti quelli di questa prova, per la scelta di adottare come CPU un
processore 80186. ossia la versione velocizzala dcU'SOSó; un processore quindi a
sedici bit “veri", per di più con temporizzazione ad 8 MHz. Ciò rende questa
macchina piuttosto superiore alle altre quanto a velocità. La RAM è compresa fra i
2S6 c i 640 Kb. la memoria di massa può essere composta da due floppy o da un
floppy cd un Winchester. La grafica risulta potenziata rispetto all'IBM. c può essere
sia in bianco e nero che a colori. La tastiera segue lo standard americano ed è
leggermente diversa da quella IBM. fi monitor è orientabile aniirìficsso. alimentato
dal sistema attraverso la stessa connessione di segnale.
efficace. La tastiera è del tipo americano
con shifi sinistro interno; è dotata di spie
dei lock (che lampeggiano durante il
booti, ma non ha la comoda scanalatura
superiore spesso utilizzata come porta-
penne. La sua qualità è senz'altro buona,
ma da una macchina di questo livello ci si
potrebbe lecitamente aspettare ancora di
più; inoltre ci lascia perplessi il suo de-
sign. con uno strano motivo grafico nella
parte supcriore. Ma questa è solo que-
stione di gusti. Posteriormente sono pre-
senti i due connettori per le interfacce
seriale c parallela di serie ed una presa di
rete asservita aU'interrultorc generale.
Una gigantesca ventola di alimentazio-
ne. parecchio sporgente dal pannello po-
steriore. ha tutta l'aria di essere stata ag-
giunta a progetto ormai ultimato.
L'Interno è piuttosto originale, orga-
nizzalo com'é con una topologia total-
mente differente da quella degli altri
compatibili. La molherboard occupa
tutta l'area di base della macchina, cd è
accessibile solamente dal di sotto; nella
pane superiore trova invece posto l'ali-
mentatore, a fianco del quale c disponibi-
le lo spazio per 7 schede di espansione II
bus di sistema arriva dal “piano di sotto"
grazie ad alcune connessioni a pettine.
La qualità della costruzione é mollo ele-
vala. e lutto appare surdimcnsionaio c
mollo curato: a partire dai cavi uscenti
daH'alimenlalorc. che basterebbero alla
centrale di Caorso. a finire alle viti che
bloccano i due coperchi, congegnate in
modo da non fuoriuscire dall'impanatu-
ra dopo essere stale svitale per non corre-
re il rischio di essere smarrite. Lamolhcr-
board in particolare é un piccolo capola-
voro elettronico di ordine c pulizia.
Insomma. fugate le nuvole che si erano
addensale suH'M20. sembra probabile
che questa sia la macchina giusta per il
mercato attuale; la Olivetti sembra aver-
cela messa tutta e crede mollo in questo
M24; alla prova dei fatti non possiamo
che darle ragione.
82
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
L'Osbornc Encorcc un portulilc mollo compallo basato sudi una CPU SOSScon
lcmponzzazionca4.77MHz. Può avere da 28 a 512 Kb di RAM ed uno o due drive
utlra-slim ( I /3 di altezza) per minifloppy 5,25" da 360 Kb l’uno. Il display è a cristalli
liquidi da 16 righe di 80 caratteri l'una; le interfacce seriale a parallela sono
incorporate e rappresentano l'unica forma di espansione esterna consentita dall'hard-
ware. Un potente firmware di sistema permette di usare il computer anche senza
DOS per funzioni di calendario e agenda per appuntamenti. La macchina infine
risulta indipendente dalla rete in quanto auloalimentala tramile accumulatori al
nickel-cadmio.
IX'llo vicissitudini della vecchia c della
nuova Osborne Computer Corporation
abbiamo giù parlato sul numero 41 di
MC dello scorso maggio, in occasione
della prova proprio delTEncorc. Vale so-
lo la pena di ricordare che la nuova OCC.
rinata dalle ceneri della precedente ge-
stione grazie uH'aiuto della legislazione
fallimentare degli Stati Uniti, sembra
piuttosto bene intenzionata a far dimen-
ticare il suo burrascoso passato presen-
tandosi rinnovata (c senza il suo fondato-
re-imperatore Adam Osborne) all'atten-
zione mondiale. Mentre pare che m can-
tiere ci siano interessanti novità, la casa
americana per evitare di perdere altro
tempo prezioso ha messo su in fretta e
furia un piccolo parco di modelli del qua-
le ha già intrapreso la commercializza-
zione soprattutto fuori del mercato ame-
ricano. Attualmente le macchine prodot-
te sono quattro: tre ad otto bit con CP M
ed una u sedici bit con MS-DOS. appun-
to questo Encore. Che poi in effetti non
viene fabbricalo dalla Osborne, ma dalla
Vadem. una dilla fondata da transfughi
della vecchia Osborne: e viene commer-
cializzato negli USA dalla Morrow col
nome di Pivot c fuori USA dalla Osborne
col nome Eneorc.
Ein dal primo sguardo si capisce di
trovarsi di fronte ad una macchina diver-
sa dal solilo: la linea inconsueta a svilup-
po verticale, lo spallaccio a tracolla con
la quale viene fornita (che però non c'è
nelle nostre foto), la particolare disposi-
zione di schermo e tastiera fanno dì que-
sta macchina un oggetto piuttosto par-
ticolare. Anche la configurazione hard-
ware e la dotazione software sono affatto
differenti, tanto da collocare l'Encore al
limile della "incompatibilità" rispetto a-
gli altri compatibili. La tastiera per ovvi
motivi dì spazio è stata un animino .stra-
volta: addirittura i tasti funzione sono
diventati un panncllino sofl-louch. ed il
lasiicrino numerico, arricchito delle
quattro operazioni, è passato in seconda
funzione fra i tasti alfabetici. Non vi sono
le spie per i tasti di look. II video è pur-
troppo da sole sedici righe, cosa che da
sola basta per mandare a pallino buona
Cnmpulalor Sj.I
K/u F. yerJInoù. S ■ 00IS9 Komu
Prezzi (IVA esclaial-
mnl. HA Kh RAM.
due Jhippy da 3M Kh l'uno, m-
mcnmiorc ^ L. A.dmi.mi
mod. 2SS-02: r..i. ma lon
Kh RAM L 4.700.000
m,Hl. SH-02: i.t. m<i itm il2
Kh RAM L. S.495.000
Adaiiaiorr numiiar esicrao L. 550.000
Ejpaniione 128 Kh RAM L. 600.(m
parte della compatibilità. Da tempo si
vocifera deH'immincnza del rilascio dei
nuovi modelli con display a 24 righe, ma
ultimissime indiscrezioni fanno ritenere
che al contrario la macchina per proble-
mi di costo rimarrà con lo schermo attua-
le (e senza l'annunciato modem incorpo-
ralo. per giunta). Peccato, in quanto lo
schermo piccolo è decisamente scomodo,
nonostante le facility oITcrie dal sistema
che permettono di scrollare su uno scher-
mo virtuale da 24 righe. La macchina
può essere auloalimentala tramile accu-
mulatori da telecamera o tramite alimen-
tatore da rete, con ricarica contempora-
nea delle hatterie. La necessità di limitare
i consumi ha comunque penalizzato in
qualche modo l'attività sulla memoria di
massa, imponendo al drive una sequenza
di accensione piuttosto lenta. Il firmware
di sistema c piuttosto potente anche .se
non indispensabile: crea però qualche
problema di compatibilità, nel senso che
la macchina al bool necessita del propno
BIOS per poier funzionare in modo cor-
retto. Ciò limila la sofl-compatibililà ai
soli programmi "bravi", che cioè elTet-
luano tutte le loro funzioni (soprattutto
di 1 O) tramite chiamate al DOS: quelli
che scavalcano il sistema operativo indi-
rizzando direttamente i dispositivi sono
destinati a non girare. Naturalmente di
hard-compaiibililà non si parla nemme-
no: l'architeilura interna deirEncorc è
piuttosto dilTerenie dallo standard IBM.
e non è disponibile un accesso al bus dì
sistema; le uniche uscite previste sono le
due interfacce seriale e parallela. Per fini-
re. la costruzione deU'Encore é piuttosto
buona: rinicmo è sufficientemente ordi-
nato c robusto. ì drive alquanto affidabi-
li.
In definitiva l'Encore è una macchina
strana, ma interessante, dalle buone pre-
stazioni. ma dalla compatibilità al lìmite
della lecita appartenenza a queste pagì-
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1905
00145 Roma
Preui (IVA «riuso;.-
256 Kh. ailailaiort grajka. rl-
ih S60K
ej. ma con due floppy
e.i. ma con un floppy ed un u'in-
chesler da IO Mh
hackup In aggiunta
L. 4.5SO.OOO
L 6.:5o.m
Un commento politico riferito alle
problematiche di commercializzazione di
una copia del PC IBM fatta a Taiwan già
10 avete letto nelle pagine introduttive; ci
limitiamo in questa sede, come abbiamo
fatto per le altre macchine, e presentare
una breve scheda tecnica di questo PC
Bit.
Che la macchina sia un clone dellTBM
è fuor di dubbio: per i più sbadati ci
pensa la forma della carrozzeria a richia-
mare istantaneamente alta memoria il
modello originale. La tastiera fornita con
11 PC è pressoché identica a quella IBM:
si differenzia solo per essere con i tasti in
disposizione americana e per avere delle
spie sui tasti lock.
Il frontale, come si vede nella foto di
apertura è piuttosto ingombro nella con-
figurazione in prova: abbiamo infatti un
drive per minilloppy da 5.25” del tipo
slim line, un Winchester da 20 MegaByte
ad altezza intera e. sopra al minifloppy,
l'unità a nastro che serve per fare il Bac-
kup del disco fisso. Crediamo che una
II PC Bit. distribuito dalla BilComputersdi Roma.è un vcroe proprio “cinese” di
Taiwan. È basato su una motherboard praticamente uguale a quella originale,
utilizzante un 8088 a 4,77 MHz con RAM a partire da 256 Kb per arrivare fino a 640
Kb. Gli slot disponibili sono otto, ma la scelta interessante è nella configurazione
della memoria di massa, che oltre alle solite versioni con e senza Winchester ne offre
una con streamer tape di backup (per il Winchester appunto) ad un prezzo partico-
larmente conveniente.
macchina in questa configurazione sia il
massimo della versatilità, non essendo
praticamente necessario nulla in più per
poter affrontare con tranquillità lutti i
problemi di lavoro. Posteriormente
troviamo una presa di rete asservita
all'interruttore di alimentazione e, all'e-
stremità opposta del pannello, le otto fe-
ritoie di accesso agli altrettanti slot di
espansione previsti sulla scheda madre. Il
pannello posteriore ci sembra poco rifini-
to. ad esempio sono presenti fori per con-
nettori tipo Cannon che però non sono
previsti nella configurazione.
La carrozzeria della macchina si apre
col simpatico meccanismo a cofano di
automobile, consentendo un rapido ed
ampio accesso airintemo. La costruzio-
ne interna è chiaramente "da cinese”: l'a-
limentatore c il solilo, ottimo, Seasonic
da I30W. la motherboard e le altre sche-
de di produzione Taiwan non meglio i-
dentificala. Vi sono molli cavi in circola-
zione, cosa che forse nuoce un po' alla
pulizia deirassemblaggìo. il quale é pe-
raltro realizzalo in maniera corretta. Il
lutto ci sembra sufricienlcmenle affida-
bile anche dal punto di vista della resi-
stenza alle sollecitazioni meccaniche,
punto debole di qualche contenitore
troppo economico.
Cos'altro dire se non che uno sguardo
ai prezzi lascia piacevolmente soddisfat-
ti? Questo è l'unico argomento degno dì
discussione: qualità e prestazione della
macchina sono praticamente uno stand-
ard. Caratteristica del PC Bit è quella di
essere commercializzato da un'azienda
che c anche uno dei più importanti con-
cessionari del PC IBM in Italia. Questo
dovrebbe dare delle buone garanzit
assistenza.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
Il personal computer Philips 3 100 si basa suH'8088, con una RAM a partire da 256
Kb. E disponibile nelle versioni con due floppy, con un floppy ed un Winchester e con
due floppy ed un Winchester, cosa piuttosto interessante. Il monitor, standard di solo
testo, può opzionalmente essere grafico monografico o a colori, mentre sono di serie
le interfacce Centronics ed RS-232. Il design è serio pur non risultando particolar-
mente accattivante; l'ingombro nella media.
Di Philips c'é ben poco di nuovo da
dire, se non che farci blasonato megapro-
duttorc di elettroniche per tutti gli usi c
consumi ha da sempre avuto poche sod-
disfazioni dal mercato degli home e dei
personal, forse sottovalutato o mate in-
terpretato alla luce di altre applicazioni
quali i videogiochi da un lato c la telema-
tica (videotex!, lelelext) dall'altro. Ora
comunque il colossodi Eindhoven ci pro-
va "con tutti i sentimenti”, come si dice a
Roma, sfruttando il fenomeno sollevato
dal PC I BM per tentare di catturare una
fetta del crescente mercato dei compati-
bili. Lo strumento di questa piccola ri-
scossa si chiama PC 3100, e fa del suo
punto di forza soprattutto la memoria di
massa, essendo una delle poche macchine
in circolazione ad offrire una configura-
zione c due floppy ed un Winchester tutti
interni.
Ma andiamo con ordine partendo dal-
reslerno. lontano dal look IBM quanto
basta per far capire che ci si trova di
fronte ad una macchina diversa, ma non
troppo . La tastiera è americana con shifl
di sinistra spostato airinierno, enier du-
plicato sul lastierino numerico e spie sui
tasti lock; i tasti J, F e 5 presentano un
piccolo rilievo utile per riconoscereal tat-
to la posizione di riposo delle dita duran-
te la digitazione, utile a patto di essere dei
veri dattilografi. Piuttosto strano il siste-
ma di connessione della tastiera all'unità
centrale, realizzalo con un curioso cor-
done spiralato di color argento termi-
nante alle due estremità con connettori
telefonici americani; la presa lato sistema
si trova sotto l'unità centrale, in posizio-
ne difficilmente comprensibile.
Sul frontale della macchina sono di-
sposte due finestre di alloggiamento per
le memorie di massa, ognuna delle quali
può ospitare un Winchester o due drive
per minifloppy del tipo slim a mezza al-
Es/Kiiaiont KAM in moduli da
Posteriormente si trovano i connettori
per le due interfacce di serie, mentre non
è presente una presa di rete asservita. È
disponibile invece un tasto di reset. Il
monitor, monocromatico a fosfori verdi
ncH’unità in prova, è di ottima qualità c
piuttosto esente da riflessi.
L'interno c alquanto all'oliato da fiat-
cable di interconnessione che viaggiano
qua e là; la motherboard è posta piutto-
sto in basso, in posizione un tantino inac-
cessibile.
Gli slot di espansione sono quattro,
ma uno c in pcrmcncnza occupalo da una
scheda di sistema, e quindi ne restano tre
per schede utente. La qualità della co-
struzione è piuttosto buona e comunque
all'altezza del nome Philips, la robustez-
za del tutto più che sufficiente per so-
pravvivere alle ordinarie condizioni da
scrivania. Una macchina senza fronzoli o
gadget, insomma; ma onesta ed afEdabì-
le.
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
85
II Pulsar, dislribuilo dalla Quasar (ma pensa un po'...), è un altro vero “cinese" di
provenienza Taiwan. Basalo sulla solita molherboard IBM-iike. con 808S a 4.77
MHz. dispone di RAM da 256 Kb in su. di due floppy uno dei quali sostituibile con
un Winchester c di otto slot hard-compatibili IBM.^nza essere originale nè innova-
tivo è un altro clone che si aggiunge alla vasta schiera di macchine uguali. La
disponibilità di espansione c la solita, ai prezzi l'ardua sentenza.
Ulteriore replicante, questo Pulsar: co-
pia conforme del PC IBM. ovviamente
provcmenlcdaqucldi Taiw an. Come per
le altre macchine analoghe la descrizione
della struttura hardware nonché delle
questioni opcraltvc lascia un po' il tempo
che trova, finendo per essere solo una
noiosa ripetizione di cose già dette. E se a
voi secca dover leggere più volle le stesse
cose, figuratevi un po' chi le deve scrive-
re. ultrctulto cercando di dire qualcosa di
originale, là dove tutto è uguale per defi-
nizione.
Il contenitore che racchiude il Pulsare
il solito I BM-likc in lamiera con apertura
a compasso: la tastiera c del tipo ameri-
cano, con disposi/ione dei tasti identica a
quella del PC c spie luminose sui tasti
lock. Posteriormente una presa di rete
asservita permette di alimentare il moni-
tor. Più in là si trovano le feritoie di
accesso agli otto slot dì espansione previ-
sti sulla piastra madre.
L'iniemo è nè più nè meno che "cine-
se": le parti sono quelle, oramai stand-
ard. di indiscussa qualità c alTidabilità:
alimentatore Scasonic. drive Tcac. La
qualità delfassemblaggio è normale, sen-
za infamia c senza lode.
Gli slot di espansione sono otto, ma
quelli efrcilivamcntc disponibili sono di
meno: il numero esatto dipende ovvia-
mente dalla quantità di schede installate
in fabbrica. La molherboard non preve-
de infatti nessuna uscita standard, c
quindi ogni featurc desiderata deve esse-
re implementala tramite una scheda ap-
posita.
Un po' poco? Potremmo dirvi che que-
sto Pulsar va come tutti gli altri, ma pro-
babilmente ve lo immaginate: che dispo-
ne di molte schede add-on. ma saprete
anche questo. Solo un consiglio: buttate
un occhio ai prezzi e fate un confronto. .A
parità di condizioni, che in questo caso
sono uguali proprio per scelta di base, il
lato finanziario assume un ruolo di arbi-
tro insostituibile. A mali estremi...
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
Il Susy S. importato in esclusiva, per l'Italia dalla Computerline. viene prodotto a
Taiwan dalla ^ala. É quindi un ■‘cinese” a tutti gli effetti pur offrendo parecchio in
più deiroriginale. Basato suH'8088, il Susy può avere da 2S6 a 640 Kb di RAM. e
giunge all'utente finale con un sacco di estensioni incorporate: un controller per
quattro unità a disco da 5.25” o 3.5”; una scheda multìfunzione comprendente 384
Kb di RAM gestibili come espansione di memoria centrale o RAM-Disk o buffer
verso la stampante, una porta seriale ed una parallela, un orologio/calendario con
batteria di backup. un ingresso joystick; una scheda video con grafica monocromati'
ca da 720 X 348 punti (Hercules ver. II); e soprattutto l'incredibile dotazione di due
floppy da 360 Kb ed un Winchester da ben 20 Mb. cose che ne fanno una macchina
particolarmente polente.
Il Susy 5 è il tipico prodotto "Made in
Taiwan"; piuttosto ben fallo, ma senza
mutili fronzoli che servono solo ad innal-
zare il prezzo, modulare e quindi facil-
mente assemblabilc. copia migliorala
deiroriginale cui si ispira, in questo caso
il PC IBM. Il tutto ad un prezzo che ha
dcU'incredibile. La dotazione di base di
questa macchina, come avrete avuto mo-
do di leggere nel riquadro in alto, è vera-
mente fuori dal comune, c la cosa non
può lasciare meravigliati.
La linea del Susy è identica a quella del
PC IBM; solo, il contenitore è meno ro-
busto e si apre a cofano di automobile,
un accorgimento piuttosto comodo (e
abbastanza dilTuso fra i "cinesi") che fa
piacere soprattutto a chi. come noi. passa
più tempo con le mani dentro al compu-
ter che sopra la tastiera. A propo.sito di
tastiera, quella del Susy è del tipo ameri-
cano con alcuni tasti più larghi del nor-
male per maggiore comodità: sono tali il
return, i dueshift. il control, il backspace
il num look e lo scroil lock. Il lastierino
numerico prevede l'entcr duplicato, i ta-
sti di lock hanno le spìe ed è presente
perfino la scanalatura per appoggiare u-
na penna. Inoltre sulla J. la F ed il 5 sono
presenti dei piccoli rilievi por consentire
un sicuro riferimento al tatto nella digita-
zione professionale.
Posteriormente troviamo le feritoie di
accesso agli otto slot di espansione, ov-
viamente hurd-compalibili IBM. ed una
presa di rete asservita ainmerruiiore di
sistema, utile per alimentare il monitor.
Manca un tasto di reset. L'interno è piut-
tosto ... cinese, sìmile a quello degli altri
prodotti di Taiwan. Forse è un po' trop-
po affollato di cavi, ma le connessioni fra
le varie schede sono parecchie. L'alimen-
tatore è il solito Seasonic da 1 .31) W. or-
mai un classica nei compatìbili: i drive
per i floppy sono di produzione Toshiba
e la scheda grafica c una Hercules versio-
ne II. La qualità dei materiali è buona,
cosi come quella deirassembiaggio. La
robustezza deirassicme è sufficiente per
garantire un livello di alTidibilìlà conso-
no al tipo di applica/ioni previste.
Una macchina, in definitiva, pìuliosio
ben fatta c. soprattutto, con un conve-
niente rapporto prezzo-prestazioni.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
87
floppy tJa S60
KID 8H PC/XT: c.s. ma eoa i
' ‘iche.eler da IO Mb al posto,
idei floppy
oansione RAM 256 Kb
leda CPU
Il Kid 88 PC è una macchina completamente italiana basala su di una CPU 8i
operante a 4,77 MHz. La RAM parte da 128 Kb e può raggiungere il McgaByte
interamente sulla piastra base, senza necessità quindi di occupare slot di espansione.
Questi sono in numero di sette, e sono hard<ompatibili IBM. Di serie la macchina
viene fornita con grafica monocromatica a 720x350 punti e due interfacce, una
seriale RS-232 ed una parallela Centronics; una seconda RS-232 è aggiungibìle in un
secondo tempo sulla scheda madre. Il modello PC dispone di due drive per miniflop-
py da 5,25" della capacità di 360 Kb l'uno; esiste però anche il modello XT nel quale
o dei due floppy è sostituito da un Winchester da IO Mb. Contenitore c tastiera
richiamano molto da vicino quelli dell'IBM, anche se lo spazio dischi è sfruttato ir
modo diverso.
Dicevamo neiriniroduzione della di-
stinzione tra "cinesi" e non, e tra "com-
patibili" ed "uguali". Il Kid è, se voglia-
. un "cinese evoluto", anche se poi è
fatto in Italia. L'impostazione c del tipo
"come riBM, meglio deiriBM" comune
alla maggior parte dei compatibili: i mi-
glioramenti consistono nella grafica po-
tenziata e nella maggiore disponibilità di
memoria di massa entrocontcnuia. gra-
ie all’adozione di drive slim line a mezza
altezza.
In questo modo c possibile mettere in-
sieme una macchina con due floppy ed
n Winchester, o addirittura due floppy e
due Winchester adottando per questi ulti-
i nuovi modelli slim. ottenendo un
computer assai potente e versatile. Il con-
tenitore è piuttosto simile a quello IBM,
osi come la tastiera. La macchina non
prevede un particolare tipo di monitor,
per cui l'utente è libero di accoppiarle
quello che preferisce.
La macchina a nostra disposizione è
dotata di 256 Kb di RAM c due miniflop-
py Teac da 360 Kb.
La tastiera è del tipm americano con
shifi di sinistra interno; sono presenti
spie sui tasti lock ed un cnter duplicalo
sul tastierino numerico, oltre alla scana-
latura sujoeriorc per l’appoggio di even-
tuali penne.
Posteriormente troviamo l'accesso a
ben sette slot di espansione, un tasto di
reset e due prese di rete asservite, pur-
troppo realizzate con passo americano c
quindi inutilizzabili qui da noi.
L'interno è piuttosto ben realizzato;
ralimentalorc prevede già le connessioni
in uscita per altri due drive, e anche se
non ne viene dichiarata la potenza ci
sembra convenientemente dimensionato.
La cosa interessante di questo Kid è la
possibilità di essere espanso ad I Mega-
Byte di memoria centrale, non sappiamo
bene con quali accorgimenti per l'indiriz-
zamenlo; comunque tutta la RAM ag-
giuntiva risiede interamente sulla scheda
principale, e non occupa posti negli slot
di espansione che cosi, rimangono liberi.
Oltrelutto anche le due interfacce seriale
c parallela si trovano sulla motherboard.
cosa anch'essa piuttosto comoda.
In definitiva lo spirilo che informa
questo Kid è quello dell'emulazione
competitiva, non quello della copia da
quattro soldi; c comunque alla buona
realizzazione cd alle interessanti caralLc-
risliche si aggiungono anche dei prezzi
contenuti, il che decisamente non guasta.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
Il personal Spcrry è basato su dì un K08K a frequenza dì dock selezionabile dairuiente fra
4.77 oppure 7.16 MHz. Questa scelta strana può essere stala dettala da problemi di compatibi-
lità ncircsccuzionc di software crìticamente legato alla lemporìzzazione (giochi?). La RAM
varia da 128 a 640 Kbyte.sono incorporati un orologio/calendarìoed una interfaeda RS-232.
La parallela Centronics è di serie sui modelli inferiori e deve essere acquistata a parte su quelli
superiori. II buse IBM hard-compatibilc.edisponedi4o6slot liberi a seconda del modello. La
memoria dì massa può essere cosili ulta da unooducimnìfloppyslim-lincda 360 Kb l'uno oda
un minifloppy ed un Winchester da IO Mb. La tastiera édel tipo IBM-ilaliano.dotatadi spie sui
tasti look. Non è presente un tasto di reset, e posteriormente èdisponibilc una presa di rete lEC
asservita airinterruttore principale. La versione in provaé un modello 30 con memoria espansa
a 256 Kb.
Sperry è unodei giganti deirinformati-
ca mondiale fin dagli albori di questa
disciplina: per la precisione dal 1951.
quando cioè la Rand Corporation (cosi,
allora si chiamava) forni aH'ufTicio ame-
ricano del censimento il primo elabora lo-
ro elettronico commerciale. l'Univac I. Il
successo di quella operazione cqucllcche
seguirono fu tale che la Rand cambiò
denominazione in Univac. poi divenuta
Spcrry-Univac c da pochissimo tempo
solo Spcrry. Nonostante questi muta-
menti di denominazione, comunque, il
costruttore americano è sempre rimasto
coerente alla sua immagine iniziale . di
produttore di macchine della classe
mainframe, serie e potenti, legate soprat-
tutto al mondo deli'elaborazione scicnti-
fica e tecnica più che a quella contabile-
amministrativa. Ciononostante anche la
Sperry si é dovuta giocoforza piegare alla
politica commerciale IBM di decentra-
mento informatico, protagonista della
quale è il proprio personal computer. E
quindi, in tutta fretta per non perdere il
treno, così come hanno fatto gli altri
grandi dcirinlòmiaiica "tradizionale",
anche Spcrry ha sfornato il proprio per-
sonal compatibile IBM. Ci viene da pen-
sare che la fretta sia stala proprio tanta,
visto che il computer in effetti è intera-
mente di produzione Mitsubishi c la
Spcrry si limila a mettere il suo marchio
sulla carrozzeria. Non siamo però riusciti
a sapere se questo accada anche per il
mercato giapponese, oppure se in patria
la macchina venga venduta col nome
Mitsubishi.
La tastiera è IBM-ilaliana con lievi dif-
ferenze rispetto aM'originale: in partico-
lare lo Shift di sinistra c posto interna-
mente. ossia scambiato col tasto che soli-
tamente gli si affianca, c questo secondo
noi 6 un po' scomodo anche se con l'uso
ci si abitua. Il lastierino numerico preve-
de un Entcr duplicalo, sono presentì le
Ontribulorc:
Emmepi Computer
Via Aecademia dei Viriuosi 7 - 00147 Roma
Preed (IVA eselusaj.
Modello 20 ( 128 Kh. 3 Floppy,
video monocromalico, inierfac-
ee seriale e parallela. Dasema-
Modello 30 1128 Kb. 2 Floppy
‘
Modello 40 I come mod. 20. ma
con u/1 Winchester IO Mb a! po-
sto di uno dei Uoppyl
Modello 50 I come mod. 30. ma
con un Winchester IO Mb al po-
sto di uno dei/loppyl
per modd. 30 e 5^ P° °
L. 4.617.000
L. 6.193.000
L. 7.717.000
L. 9.093.000
L. m ono
spìe dei tasti Lock. ma non una scanala-
tura in alto che permetta di appoggiare
una penna.
Ci sembra comunque che la qualità
della tastiera non sia al livello del resto, c
non faccia proprio onore ad un nome
come quello della Sperry.
La presa della tastiera è posta sul fron-
tale della macchina, come il pulsante di
alimentazione c relativa spia, quest'ullì-
ma praticamente invisìbile. I due drive,
Mitsubishi anch'essi. hanno uno strano
meccanismo dì chiusura, del quale non ci
è chiara l'utilità. Posteriormente si trova
una presa di retea vaschetta lEC asservi-
ta airinterrullorc generale, alla quale si
può comodamente coliegare il monitor il
cui cavo termina con il connettore appo-
sito. L'interno è ben realizzalo ed ordina-
to. gli slot lutti adatti a schede "grandi".
Un compatìbile "professionale", dalla
impostazione seria e dalla buona realiz-
zazione.
MCmtcrocompuler n. 44 - settembre 19S5
Lii corsa al portaiiie sla impegnando
più di un cosiruilore. con grande spiega-
mento di mezzi e tecnologie avanzate. Il
TI lUO c forse la risposta giapponese al
Data General One; come quello anche il
To.shiba vanta un display LCD da 25
righe per 80 colonne e la memoria di
mas.sa a microfloppy. prevedendo co-
munque opportunamente l’accesso ad un
drive esterno da 5.25".
Le dimensioni cd il peso del TUOI)
sono entrambi assai limitati, tanto che
pare incredibile che un oggetto simile
contenga davvero un computer. Sulla
Hancatina destra della macchina si trova
la fessura di accc.sso al drive con accanto
il pulsante di espulsione del disco. Su
quella sinistra, riparati in un incavo, tro-
vano posto rinicrruttorc di accensione
ed il potenziometro che regola la polariz-
zazione del display. Sul pannello poste-
riore (?) sono invece disposti i vari con-
nettori delle interfacce verso il mondo
esterno e la presa per l'alimentatore, ca-
ricabatleric. Due fermi posti sulle fianca-
le sbloccano ilcoperchiochc ribaltandosi
ull’indietro scopre la tastiera c mostra il
display. La prima è da 83 tasti, quindi
molto completa: in particolare i tasti fun-
zione cd il lasticrìno numerico sono real-
mente presenti c separati dai tasti alfabe-
tici. non quindi realizzati con complicate
seconde funzioni come per l’Osbome En-
eore e il Data General One. Naturalmen-
te la loro posizione è dilTcrcnte dal solito,
cosa che da principio confonde un po'.
ma poi si finisce con i'ahituarcisi. La di-
sposizione dei tasti è quella IBM-ìngle-
se ossia differente sia da quella ameri-
cana che da quella italiana (ma vacci
un po' a capire...). È quindi necessario
caricare l'apposito driver KBUK.SYS
al momento del booi (richiamandolo
da CONFIG.SYS, contrariamente a co-
me accade sull’IBM con i vari
KEYBxx.COM che sono veri e propri
programmi da lanciare da DOS). La ta-
stiera è piuttosto bella, peccalo solo che i
tasti falsamente morbidi e privi di feed-
back facilitinogli errori di digitazione. In
alto a destra sono presenti due spie, una
che segnala l'imminente scarica della bat-
teria c l'altra che informa dcirailivilà del
dischetto, qucsl'ultima particolarmente
gradita.
Il display è forse uno dei migliori della
categorìa, risultando ben visibile in tutte
le condizioni ambientali (o almeno in
quelle ragionevoli), grazie anche al buon
disegno dei caratteri, al corretto inter-
vento del comando di contrasto ed alla
possibilità di inclinazione dello schermo
regolabile con continuità. Certo, con un
CRT esterno si lavora meglio, ma l’LCD
interno è realmente utilizzabile per lavo-
II microfloppy é capace di 720 Kbyie,
il doppio di un dischetto da 5,25": volen-
do però i dischetti sì possono formulturc
a 360 Kb. mantenendo cosi la "compati-
bilità logica" con gli altri, cosa che può
servire quando sì lavori anche con il drive
esterno da 5.25” (es. in caso di DISKCO-
PY da mimfloppy a microfloppy). Il dri-
ve esterno a minifloppy ha naturalmente
ti solo scopo di permettere di trasferire
con facilità programmi e dati provenienti
da un PC IBM (a buon inlenditor...).
Comunque la praticità dei microfloppy é
insuperabile, tanto da far sperare che
venga presto il momento in cui questa
venga considerata la memoria di massa
standard.
Concludendo, il TI 100 é veramente u-
na macchina che fa venire voglia di essere
comprala: il prezzo, oltrctulto, non è ele-
valo se si considera come c comodo avere
il PC IBM dentro una veniiquatlr’ore...
Il Toshiba TI 100 è un portatile autoalimentalo mollo compatto. Si basa su un
microprocessore CMOS 80C88 e dispone di 256 Kb di RAM. Comprende una
tastiera con tasti funzione c numeri pad separati, un display a cristalli liquidi a
pagina intera ed un drive per microfloppy 3,5" della capacità di 720 Kb. Inoltre
dispone di uscite per una stampante, per un drive esterno (che può essere sia da 5.25"
che da 3.5") e per un monitor sia composito che RGB. Opzionalmente è disponibile
una borsa per il trasporto dotata di maniglia.
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
Il TlSOOè un desktop basato suH'3088. La memoria centrale può andare da 128 a
640 Kb. quella di massa può essere costituita da due floppy S.2S'' da 360 Kb l'uno
oppure da un floppy e un Winchester, disponìbile quest'ultimo in due versioni da IO
0 20 Mb. Benché piuttosto diversa progettualmente dal PC IBM la macchina
dispone di tre slot di espansione hard*compatibili. Opzionalmente è disponibile un
bel monitor a colori, già visto su altri giapponesi.
Nella pagina precedente abbiamo vi-
sto il portatile Toshiba, vediamo ora il
modello TI500 da tavolo. Si tratta di un
computer di impostazione piuttosto tra-
dizionale. anche se leggermente diverso
dal PC IBM in quanto a realizzazione. Le
sue dimensioni sono tutte piuttosto con-
tenute. ma specialmente l'aiiezza è ridot-
ta rispetto alla media, grazie all'adozione
di drive slim line anche per l'eventuale
Winchester. La linea è semplice e grade-
vole. il colore marrone del frontale confe-
risce alla macchina un aspetto piuttosto
serio.
La tastiera èdel tipo IBM-italiana.con
spie sui tasti lock e senza scanalatura
appoggia-penne; forma e dimensioni dei
tasti sono assolutamente simili a quelle
dcli'IBM. ma manca il lieve "click" alla
pressione che dà all'operatore la giusta
sensazione che il tasto sia stato effettiva-
mente premuto. Sul retro non vi sono
prese di rete asservite, ma si trovano in-
vece le tre feritoie di accesso agli slot
interni di espansione.
Il monitor a colori disponibile opzio-
nalmente è di ottima qualità c molto bei-
lo. È un modello che ci è già capitato di
vedere accoppiato ad altri computer
giapponesi, e nc abbiamo più volle ap-
prezzato la qualità dei colori e l'ottima
assenza di riflessi. Un apposito supporto
ne permette rorientazione a piacere per
migliorarne la visibilità- Peccato solo che
sia mollo ingombrante.
L'intemo della macchina è piuttosto...
affollato: il ridotto volume interno è
riempito di elettronica in modo molto
compatto, ma. forse, poco efficiente dal
punto di vista della accessibilità alle varie
parti- I due drive, entrambi slim come
dicevamo, sono naturalmente di produ-
zione Toshiba.
L'arca destinala alle schede di espan-
sione è collocata lateralmente con le
schede coricate su un Iato e sovrapposte
l'una all'allra. anziché affiancate verti-
calmente come usuale.
Strano anche che le espansioni previste
siano solo tre. piuttosto poche. La quali-
tà dell'assemblaggio ci sembra piuttosto
buona, le parli usate senz'altro di buona
qualità. Nonostante ciò qualche proble-
ma lo abbiamo avuto lo stesso, da parte
della scheda controller del Winchester,
che non voleva saperne di partire: segno
questo che anche prodotti di marche note
cd affidabili incorrono in difetti di pro-
duzione: non c una nota di demerito, solo
una constatazione che forse serve a bilan-
ciare un po' il giudizio sull'afndabilità
dei compatibili.
A parte ciò il TI 500 si è comportato
bene e si è reso simpatico, rivelandosi un
ottimo strumento di lavoro soprattutto
nella versione col Winchester da 20 Mega.
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
L€ prove e ì risultati
Due sono siali gli obicUivi delle nostre
prove. Il primo, quello di verificare la com-
palibililà software ira le varie macchine,
per cui abbiamo fatto "girare" alcuni pro-
grammi, scritti per l’IBM. su tulle le mac-
chinc-
II secondo obicttivo è stato quello di
valutare, a parità di compatibilità, le pre-
stazioni in termini di velocità globale della
macchina, utilizzando non solo un classico
bcnchmark in Basic, ma anche prove in
Lotus 123. dBase 11 c Wordstar che sono
probabilmente i prodotti software più dif-
fusi per riB.M.
Non volevamo fare delle prove "a rottu-
ra", insomma non abbiamo voluto sofisti-
care le prove utilizzando programmi parti-
colari. per vedere fino a che punto una
macchina c IBM compalibileeda che pun-
to. se esiste questo punto, non lo è. La
filosofia delle macchine IBM. c quindi del-
le macchine I BM compatibili e quindi degli
utilizzatori "normali" di questo tipo di
macchine, è quella di rendere questi oggetti
produttivi in una reale situaz.ione di lavo-
ro. Detto in altri termini l'ulilizzatore "non
vuole avere problemi”, vuole utilizzare
fondamentalmente prodotti sicuri, non ha
intenzione di fare esperimenti, prove o
complesse installazioni di prodotti partico-
lari.
E d'altra parte ci c sembrato importante
verificare soprattutto che vi fos.se una com-
patibilità "di base", a livello di "uso nor-
male". Se avessimo voluto provare in tutte
le situazioni, la casistica sarebbe divenuta
cosi ampia da precludere praticamente la
possibilità di eseguire delle prove realmen-
te esaustive e. quindi, di pervenire ad un
risultato definitivo c che non lasciasse la
porta aperta a dubbi ed eccezioni. Chi ha
intenzione di usare la propria macchina in
maniera "piarticolarc" (con hardware o
software in configurazione insolita o parti-
colarmente complessa) farà bene, a nostro
avviso, a verificare che quella particolare
situazione scelta sia consentita dalla mac-
china che si ha intenzione di acquistare.
La compatibilità dell'hardware è, per
certi aspetti, un problema di minore im-
portanza rispetto a quella del software, in
quanto ciascuna casa offre, in pratica, le
stesse possibilità in termini di schede di
cspansionec di accessori di quelle che offre
l'IBM, anzi quelle più spregiudicate offro-
no anche proprie “versioni" delle schede
non IBM di particolare successo. Abbia-
mo quindi fatto “girare" su tutte le macchi-
ne il Diagnostico IBM. per verificare se
l'hardware montato veniva riconosciuto
come hardware in ambiente IBM e il risul-
talo è stato positivo per tutte le macchine.
Ritorniamo a parlare un po' dilTusa-
mcnlc delle prove software, che come ab-
biamo detto sono state eseguite con vari
prodotti. Abbiamo utilizzato gli stessi di-
schetti su tutte le macchine in modo da non
alterare le condizioni.
La prova dBase II
Per il dBII abbiamo aulomatizz
(nome; Demo), cl
Prvdat), lo sman'
indice facendo un
prodotti e ripassa il controllo al DC
visualizza il tempo trascorso.
Il dBase II lavora principalmente
sebetto e un bcnchmark deve tenerne >
In figura riponiamo i listati del progr
Batch, del programma dBase II. n
l'output su video che pmduce il progr
dBII, ed infine il tracciato del file (che i un
elenco di sigle automobilistiche. Cap, ci
prefissi telefonici).
Essendoquesla ut
te destinata alla va.. ,w ..... ,...
le globale delfunità centrale più l'un
noria di massa, n<
prova era provvisto di altre unità abbiamo
c. In panico-
là microflop-
ìson. sul Ram
ità„„,r.fcpiar.„ÌBln,e.
ci casi .n cui l'hardware in
.... j, ,..p
S: ili: "K
ss s
Li
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
La prova Basic. Execuvìsion. PC paini. Flight Simulator
La prova Wordstar
Per la prova Wordstar ci siamo limitati al
semplice caricamento dello stesso dal DOS.
congiuntamente ad un Pile di testo di 20 Kb
di lunghezza. Nel caso di un wordprocessor.
infatti, riteniamo che non abbia mollo senso
parlare di prestazioni globali: se si prescinde
dal caricamento (e dal salvataggio) di un
testo di notevole lunghezza, le prestazioni
globali di un WP sono (in termini di veloci-
tà) dipendenti soprattutto dalla velocità di
chi opera.
Per quanto riguarda il Basic ci siamo com-
portati come con il dBII, utilizzando il pro-
gramma stesso come cronometrista. In figura
presentiamo il listato del programma, che è il
solito usato in queste prove.
Abbiamo infine provato i dischetti Demo
di tre programmi grafici. TExecuvision, il
PCpaim e il gioco Flight Simulator, ma di
questi verifichiamo solamente la uiilisabilità
con altre macchine, trattandosi di programmi
interattivi. Tutte le prove sono stale eseguite
con lo stesso dischetto, quindi abbiamo preso
la precauzione di non modificare per nulla il
contenuto del dischetto stesso durante la pro-
va. cancellando i file intermedi prodotti per
evitare inquinamenti.
I risultati
I risultati, espressi in secondi, ottenuti da cia-
scuna macchina nell'esecuzione dei vari bench.
sono riportali nella tabella qui a fianco.
La prima valutazione che si può fare è lapalis-
siana. e cioè le prestazioni sono addirittura più
identiche dì quanto ci si aspettasse per quelle
macchine che hanno sulla carta le stesse caratte-
ristiche hardware (proces.sore. clock), mentre
per quelle in cui varia il clock questo fa sentire I
suoi effetti in maniera proporzionale alla sua
maggiore velocità (ovviamente per i bench che
lavorano in memoria centrale). Risultano del
tutto irrilevanti anche le diITcreRze di prestazio-
ni in quei bench in cui entra in gioco l'accesso al
La prova c stata condotta nelle stesse condi-
zioni di occupazione e di organizzazione del
disco; prove eseguite con un disco quasi "full"
hanno fallo rilevare tempi sensibilmente peggio-
ri. Quindi dirferenze del IO per cento in più o
meno sono assolutamente non significative in
una valutazione che prenda in considerazione
clementi di affidabilità, ergonomia, economia.
Le applicazioni in cui può pesare la valutazio-
ne sui tempi sono quelle con grossi programmi
di calcolo, ma allora la soluzione non è scegliere
la macchina un po' più veloce, ma un linguaggio
più adatto all'applicazione usando, in sede di
programmazione, tutti gli accorgimenti e I truc-
chi del mestiere per velocizzare l'esecuzione. Un
compilatore Basic, ad esempio, velocizza l'ese-
cuzione di varie volle, ben di più di quanto si
guadagna passando ad un'allra macchina.
Nei vecchi centri di elaborazione il "tempo
macchina" era un costo importante, oggi se il
vostro personal computer impiega dieci minuti
ad eseguire un lavoro, anziché cinque, userete
questo tempo per fare una telefonala o per pren-
dervi un caffè.
Abbiamo fallo questo discorso per sdramma-
tizzare la corsa al bench. che poirebbe sembrare,
in una serie dì articoli dedicali a macchine iden-
tiche per definizione, la ricerca a tutti ì costi di
qualche cosa che icdirTcrenzìcchc faccia pende-
re "l'ago della bilancia" da una parte o dall'al-
In realtà i risultali confermano la compatibili-
tà delle macchine, quindi l'esistenza di uno stand-
ard reale e sicuro al quale le case "importanti" si
sono allineate con macchine serie che. pur nella
loro compatibilità, riescono a trovare una loro
personalità tramile miglioramenti tecnici ed e-
sieiici. oppure tramite "tocchi di classe", nella
scelta di materiali o di soluzioni crgonomeiri-
AIIo standard si sono allineate anche le case
menu importanti, che basano la loro politica
soprattutto su listini prezzi che offrono numero-
se alternative esoluzioni. sia in termini di sistemi
completi più o meno accessoriati, che in termini
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
93
CONCESSIONARI AUTORIZZATI
PERSONAL COMPUTER ERICSSON
K<:ol^HlKM\TI(.\SKI.-^ia
« .onmn SNc
IVirirrlli. 21/25
Il2i. U IMI’l TKHS SRI. • Vi. I. «.Tardi, 7'*
\.'l'.K,SKI.-l’i«/.j Ulri.,2
l'IiPSIUVIR TKRR\R'
.K.SVSTVMSVS-5..I.
INTKI.f.O IT\|.1\-Vi. K.Tr.m..lg, U
>'\RT\KR InTV SRI. - Vi. ri. Rad. t
PI I.LIK
K.\.S.SKI.-Via dr(.rmiiii>. Ili
PB.\.S,S.I.SRI, Iljn[i-.2'l
Ti-l. llW/(rti4l>fil
P«g.n.iol
/KTVOmr.K liUVI'MI - Via (..K.i.dnr... B
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Opportunità illimitate
S e già non lo possedete, è mollo probabile che prima o poi avrete un
Personal Computer sulla vostra scrivania. Il Computer da tavolo è uno
strumento potentissimo, in grado di aiutarvi a svolgere il lavoro in modo più
rapido, efìicienle e competitivo.
Noi lo sappiamo bene: il PC Ericsson, difalti, è compatibile al più alto livello
operativo con lo standard industriale più dilTuso (MS-DOS) e possiede una serie di
caratteristiche speciali: unità video orientabile, disponibile sia nella versione con
schermo monocromatico ad alla risoluzione, con caratteri ambra su sfondo mar-
rone antirillesso per non affaticare la vista, che in quella con schermo a colori. La
tastiera inclinabile è leggera c .stabile.
Il PC Ericsson possiede elevate capacità di trasmissione dati, che gli consentono
di dialogare con altri elaboratori, siano essi IBM, Spcriy o Digital, presenti nella
stessa azienda o all'altro capo del mondo, inseriti in una architettura SNA o per
serviz.i di Videotex.
E quando il PC da tavolo non basta per svolgere l'attività anche lontano dal pro-
prio ufficio, è disponibile il PC Portatile Ericsson: stesso livello di compatibilità,
stessi dischetti da 5”l/4 del PC da tavolo; schermo ullrapialto al plasma ad altis-
sima risoluzione grafica: tastiera separata, completa di tasticrino numerico, di
dimensioni simili a quelle del PC da tavolo; stampante integrala e modem con
accoppiatore acustico incorporato opzionali.
Oltre alle caratteristiche ecgonomiche d’avanguardia, tipiche di ogni stazione di
lavoro Ericsson, la gamma di Personal Compuiers Ericsson usufruisce natural-
mente del Servizio d’ Assistenza, della documentazione e della ormai proverbiale
qualità ed alììdabililà dei prodotti svedesi.
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e nella tua edicola una delle raccolte aia esaurita. In tal caso chiedila diret-
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201 22 Milano) speciticando naturalmente quale raccolta vuol. Non dimenticare di indicare
il proprio nome e II proprio Indirizzo complelil
Colpitele al cuore
le stampanti che colpiscono al cuore le vostre esigenze
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Epson SQ-2000
di Maurizio Bergami
Di gena d'inchiastro si parla ormai da
(fuukhe tempo, ma le stampanti che adotta-
no questo tipo di stampa sono ancora assai
rare. In questa prova ne esamineremo una.
la Epson SQ-2000, che costituisce attual-
mente il modello di punta della rinomata
ditta giapponese.
Prima, però, vale la pena di ricordare
hrevetnente in cosa consiste questa rivolu-
zionaria tecnologia. Come dice il nome, nel-
le stampanti a getto l'inchiostro viene lette-
ralmente spruzzato sulla carta dalla testina
(li .stampa, .sotto forma di microscopiche
goccioline. / vantaggi ottenuti consistono
fondamentalmente in una qualità di stampa
molto elevata ed in una straordinaria silen-
ziosità. dovuta all'assenza di qualsiasi for-
ma di impatto. Per contro l'impiego di que-
sta tecnica richiede soluzioni molla sofisti-
cate. di diffìcile realizzazione e. di conse-
guenza, non sempre pienamente soddisfa-
centi e piuttosto costose.
La SQ-2001) sembra però aver finalmente
risolto praticamente tulli i problemi delle
vecchie ink-jet I tranne quello del prezzo
appena in tempo per fronteggiare valida-
mente l'arrivo dell'ultimo grida nel settore
delle stampanti professianali: le laser prin-
ter.
Descrizione generale
Basta un'occhiata per rendersi conto
della caiegona cui appartiene la SQ-2000;
le dimensioni lull'altro che contenute, il
peso (18 chili) e, soprattutto, l'evidente cu-
ra nelle rinnilurc la propongono subito
come una stampante destinata all'high end
del mercato. Il prezzo, che sfiora i sei milio-
ni. conferma poi immediatamente la prima
impressionc-
Iniziamo la descrizione con un esame
dell'esterno. L'aspetto c piuttosto massic-
cio. ma nonostante ciò la SQ-2000 riesce
ad essere esteticamente gradevole, grazie
anche al colore chiarissimo del contenilo-
Sui frontale, situato in un apposito inca-
vo, troviamo il pannellìno di controllo che
è dolalo di un numero di led e di pulsanti
più vasto del solito. Oltre agli usuali tre
indicatori di stampante accesa, di fine car-
ta e di ready, si nota la presenza di un
ulteriore Icd con la dicitura "ìnk low": la
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
sua funzione è quella di avvenire Tuienle
della neeessilàdi sosliluirc la cartuccia del-
l'inchiosiro. Il preavviso fornito purtrop-
po è veramente minimo, dato che dal mo-
mento della sua accensione si possono
stampare solamente altre 66 lince, dopodi-
ché la stampante diventa praticamente i-
nutilizzabile. A differenza di un normale
nastro inchiostrato, che con l'uso fornisce
una stampa sempre più chiara c meno leg-
gibile, l'inchiostro liquido delle stampanti
a getto permette di ottenere stampe tutte
della stessa qualità, ma non dà modo di
capire quanto sia prossimo ad esaurirsi.
Tenere a disposizione una cartuccia di ri-
cambio è quindi assolutamente obbligato-
rio. per evitare il rischio di rimanere im-
provvisamente in panne.
Un quinto led indica lo stato di on line,
ed è in una posizione irregolare rispetto
agli altri quattro, vicino al pulsante dallo
stesso nome. I pulsanti in totale sono cin-
que: accanto ai classici on line, form feed c
linefeed ne troviamo al tri due con le dicitu-
re “clcaning" e “sheel feed". Il primo,
quando viene tenuto premuto al momento
dciracccnsione. attiva una sequenza che
pulisce il meccanismo di stampa sfruttan-
do un liquido contenuto nella stessa car-
tuccia dcirinchioslro. Il procedimento du-
ra un paio di minuti, e va usalo in partico-
lari situazioni, ad esempio dopo un lungo
periodo di inallivilà. L'altro pulsante azio-
na un servomeccanismo che permette il
caricamento automatico di un foglio sin-
golo, e si è rivelato di estrema comodità.
Per poter stampare su modulo continuo
è necessario acquistare separatamente il
iraiiore, che si installa esternamente. Con
MCmicrocomputer n 44 - settembre 1985
CARATTERI DISPONIBILI
PICA (10 CPl)
0123456 789ABCDEFGHIJKLMI\JOPQRSTUVWXYZ
ELITE (12 CPI)
0123456 789ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ
CONDENSATO (17 CPl)
0123456789ABCOEFGHIJKLMNOPORSTUVWXYZ
PROPORZIONALE
0123456789ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ
MODI DI STAMPA
NEAR LETTER QUALITY
0123456789ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ
CORSIVO
012345678 9ABCDEFGHIJKLMNOPQRS TU YZ
GRASSETTO
01234567 89 ABCDEFGHIJKLKWOPQRSTU VWX YZ
ESPONENTI
^0 1S3a567e9ABCDEFaHlJKLMIMOPeRSTUVWXVZ
DEPONENTI
Aoi23ase7e9ABCDEFGHlJKLMNOPeRSTUVWXYZ
SOTTOLINEATO
0123456789ABCD EFGH IJKLMNOPQR5TUVWXY2
ELONGATO
01234567S 3 ABCD E F=^<3 M
la siamparuc invece è Tornilo di serie un
pratico supporto per foglio singolo, chia-
ramente visibile nella foto di apertura. Sul-
la sinistra della parie superiore del con teni-
tore. spostalo verso il retro, uno sportello
in plastica permette un Tacile accesso alla
grossa cartuccia deirinchioslro che ha una
durala teorica di circa tre milioni di carat-
teri. La sostituzione della cartuccia è un'o-
perazione molto agevole che richiede sol-
tanto pochi secondi.
La pane posteriore della stampante pre-
senta la vaschetta per il cavo di rete, a
norme lEC. e rinicrfaccia di collegamento
al computer. Questa c un'unità completa-
mente autonoma, che va inserita in una
vasta apertura sul retro, sostituibile con
rapidità e senza dover aprire la stampante.
Le interfacce disponibili sono tre: paralle-
la. seriale e IEEE 488. tutte dotale di un
buffer d'ingresso di 2 Kbyie. Sono anche
reperibili interfacce con buffer più capaci,
fino a 32 Kbyic.
Veniamo ora aH'interno. che mette in
Fpu.>, SO-.'IKXI
mostra una realizzazione robustissima.
Dopo anni di abitudine a .stampanti pura-
mente meccaniche desta una certa sorpresa
ecuriosiià la presenza dei tre tubicini in cui
scorrono inchiostro e liquido di pulizia.
Dei due tubi utilizzati per l’inchiostro uno
c diretto alla lesta di stampa c l'altro ripor-
ta al serbatoio l'inchiostro superfluo.
La testina è dotata di 24 ugelli. In condi-
zioni di riposo preme contro un cuscinetto
che impedisce all'inchiostro di seccarsi; a
destra di questo tampone vi è poi una spaz-
zola rotante che cITcttua una pulizia degli
ugelli prima che la testina si porti in posi-
zione di lavoro. Per assicurare la migliore
qualità pos.sibilc. la testina riporta auto-
maticamente a contano del cuscinetto
quando la stampa viene interrotta per un
perìodo di tempo supcriore ad un paio di
minuti. Un sensore di temperatura inibisce
la stampante quando la temperatura è infe-
riore a 15 gradi, in modo che non venga
pregiudicata la bontà del carattere; questa
condizione normalmente si presenta solo
all'accensione della macchina. Il problema
opposto, quello del surriscaldamento, è in-
vece tolalmcnc assente.
Sulla destra della zona di finecorsa della
testina, accanto all'albero di rotazione del
rullo di gomma, si trovano 4dipswiich che
permettono di selezionare il tipo di carta
utiliz.zalo; i formali previsti sono l‘A4.
I'A3, il B4. il B5 ed infine il formalo ameri-
cano per tciicrd, lutti sia in posizione "pKiri-
rait". cioè col lato più corto in orizzontale,
che "landscape". che invece ha in orizzo-
natale il lato più lungo.
Caratteristiche
Da una stampante che costa sei milioni
si ha il diritto di pretendere prestazioni
eccezionali, c dobbiamo dire che la SQ-
2000 non ci ha deluso, per versatilità, velo-
cità, siienziosilà. ma soprallullo per la
straordinaria qualità di stampa.
Iniziamo dunque proprio da qucst'ulti-
ma. premettendo qualche considerazione
generale. Come fa notare la stessa Epson
nel manuale, un crfcllo collaterale impor-
tante deirimpiego della tecnologia del get-
to di inchiostro consiste nella forte dipen-
denza delle prestazioni dalla carta utilizza-
la. Per ottenere la migliore qualità, carta
ed inchiostro devono infatti accordare be-
ne. inquanto una carta troppo porosa pro-
durrebbe un carattere troppo pieno, men-
tre su una troppo patinata l'inchiostro ten-
derebbe a scivolare via dando orìgine a
delle sbavature. Vale quindi la pena di de-
dicare un po' di tempo alla ricerca della
carta migliore; bisogna dire però che la
SQ-2000 si c dimostrata piuttosto tolleran-
te, fornendo risultali ottimi con svariati
tipi di carta ed in particolare con dei fogli
A4 utilizzali normalmente sulla fotocopia-
trice della redazione. Paradossalmente sì è
invece risolto in un disastro il icnialivo di
utilizzare la carta della Think-Jel. la com-
pattissima getto d'inchiostro della HP: evi-
dentemente gli inchiostri delle due slam-
Questa e’ una prova di stampa della
stampante Epson SQ-2000. In Near Letter
Quality, come potete constatare, la
qualità’ e' elevatissima, a patto pero’
di usare la carta piu' opportuna. La
forte dipendenza del risultato dalla
carta impiegata e’ forse il principale
problema che deriva dall’impiego della
tecnologia a getto di inchiostro. La SQ-
2000 si e’ dimostrata tuttavia
abbastanza tollerante, comportandosi
bene con svariati tipi di carta presi a
caso. Paradossalmente il risultato
peggiore l’abbiamo ottenuto con la carta
di un'altra stampante a getto, la Think
Jet HP, che si e’ dimostrata troppo
porosa per i gusti della SQ-2000.
100
MCmfcrocomputer n. 44 - settembre 1985
sg-Mio
panli hanno caraucrisliche molto diverse.
Con i fogli fomiti assieme alla stampan-
te i risultali sono stati veramente formida-
bili. come potete constatare dalle prove di
stampa pubblicale. In Near Lcttcr Quality
il carattere, formato da una matrice di
29 X 23 punti, è tranquillamente paragona-
bile a quello di un'ottima stampante a mar-
gherita. ed è diOicile trovargli dei difetti
anche ad un esame ravvicinato con il lenti-
no filatelico. Anche in modo normale, con
una matrice di 15x23 punti, la qualità
rimane sempre eccellente.
La silenziosità. come prevedibile, è un
altro grande punto di forza della SQ-2000:
il livello del rumore, dovuto esclusivamen-
te aU'operazione di line feed ed alto sposta-
mento della testina, è praticamente trascu-
rabile.
I caratteri fondamentali disponibili sulla
SQ-2000 sono quattro: Pica (10 cpi). Elite
( 12 cpi). Condensato (17 cpi) e Proporzio-
nale; in aggiunta è possibile combinare tra
loro il Condensato e l’Elite per ottenere un
set da 20 cpi.
1 modi di stampa comprendono il Near
Letier Quality, il corsivo, il grassetto
(bold). il sottolineato e l'elongato. Manca
quindi il ribattuto (doublé slrike). Sono
presente invece gli apici (superscript) e i
pedici (subscript).
Caratteri c modi di stampa sono varia-
mente mescolabili (non tutte le combina-
zioni sono però permesse), per ottenere
una grande varietà di stili. La selezione
delle numerose possibilità avviene vìa soft-
ware. inviando alla stampante delle oppor-
tune sequenze di codici di controllo, tutta-
via si può attivare il Near Lctter Quality
direttamente da hardware utilizzando uno
dei dip-switch di configurazione presenti
sull'interfaccia. Sempre a proposito dì
NLQ facciamo notare che non c corabina-
bilecon il set di caratteri proporzionali, ma
solo perché quest'ultimo è già formato da
una matrice particolarmente densa
(37 X 23 punti).
I simboli disponìbili sono quelli normali
Ascii più numerosi caratteri intemaziona-
li; per esigenze particolari la SQ-2000 di-
spone comunque di 5 Kbyte dì Ram nei
quali si può memorizzare un nuovo set di
simboli definibili a piacere. La dellnizionc
dei nuovi pattern è un'operazione non
complicata, ma lunga e noiosa, che è quasi
obbligatorio condurre con un programma
scrìtto appositamente.
La velocità di stampa, che dipende dal
carattere scelto e dagli eventuali modi di
stampa attivati, c in generale molto eleva-
ta: quella massima é raggiunta in Elite nor-
male o condensato ed è di 21 1 cps: in NLQ
si riduce ad esattamente la metà.
Una caratteristica interessante ed abba-
stanza ìnusualeèla possibilità dì variare la
spaziatura fra ì caratteri, da 0 a 127 punti.
Cose più normali c. diremmo, obbliga-
torie per una stampante di questa catego-
ria sono le tabulazioni orizzontali e verti-
cali. e la selezione dei margini destro e
sinistro. Oltre a queste classiche funzioni,
la SQ-2000 può cfTcttuarc la giustificazio-
ne automatica della lìnea da stampare, può
appoggiarla a destra o a sinistra ed infine
centrarla rispetto al foglio.
Le capacità grafiche sono all’altezza del
resto: i modi grafici sono 9, con densità che
vanno da 60 a 240 punti per pollice.
Un appunto è rivolto al manuale, scritto
in lingua inglese, che ci è sembrato mollo
esauriente e completo, ma non sempre
chiaro come avremmo voluto.
Conclusioni
Crediamo che sia ormai chiaro che la
SQ-2000 è una stampante dì prestazioni
elevatissime, che non può fare a meno dì
lasciare ammiralo l'osservatore.
Un giudizio globale non può però pre-
scindere dal prezzo, elevatissimo in assolu-
to. ma anche non particolarmente conte-
nuto in un paragone diretto con le migliori
stampanti ad impatto, come la LX-1500
della stessa Epson.
11 possìbile acquirente dovrà quindi va-
lutare attentamente se. fondamentalmen-
te. la superba qualità di stampa e la straor-
dinaria silenziosità giustifichino una spesa
cosi importante.
Rimane comunque il fatto che la SQ-
2000 rappresenta, oltre che una stampante
commercialmente valida, una brillante esi-
bizione dì tecnologia avanzala. Se la Ep-
son ha progettato la SQ-2000 anche come
biglicitoda visita è riuscita in pieno nel suo
intento. MC
MCmicfocompuler n. 44 - settembre 1985
101
Micro Peripherol
Floppy per il Sirìcloir QL
di Maurizio Bergami
/ mkrodrivc svihippcin ilailu Sinclair per
10 Spedrum sono imliihhUinicnic un prodoi-
!o molto inicressimie. anclw se le loro carni-
Icrisiiclw lecniclie riseiiiomi ilei crilerio ili
massima economicilà che ne ha ispirino il
propello. Non si può ceno negare che. sotto
11 profila ilellii veincilà e della eapaeilà di
memoria, non siano all' allelui di un comune
dischetto, ma a nostro aeviso il paragone
con un lloppy disk, per quanio .spontaneo, è
erralo, in quanto propone i microdrive, so-
sianzialmeiile. come alternativa al registra-
tore a cassette, sistema di memorizzazione
principe neU'amhitn dei sistemi economici.
Ci .sembra più giusto, invece, considerare i
microdrive come una memoria di massa in
grado di complementare, e non di sostituire,
la vecchia cassetta audio. Nel caso dei gio-
chi. ad e.sempia. un tempo di caricamento di
qualche minuto è tollerabile, essendo gene-
ralmente trascurabile rispetto a quello poi
.speso per giocare. In .svariate occasioni .si ha
invece la necessità di usare spesso la memo-
ria di mas.sa, come quando .si sta sviluppando
un programma e .si devono effettuare fre-
queiiicmenie dei salvataggi per evitare che
un improvviso hiack oiii vanifichi tulio il
lavoro fallo. In una .simile circostanza i mi-
crodrive si rivelano utilissimi, e la loro velo-
cità, pur bassa rispetto a quella di un floppy
disk, risulta più che sufficiente.
Il discorso fatta sinora risulta valido però
quando è applicato a computer piccoli e dal-
le prestazioni ahieilivamenie limitate, come
appunto è lo Speciriim. U- cose cambiano di
mollo quando si ha a che fare con calcolatori
più potenti, per i quali una memoria di mas-
sa paco efficiente può costituire un handicap
notevole.
Per questo la scelta della Sinclair di adot-
tare i microdrive anche .sul suo nuovo QL.
che non dispone nemmeno più di un collega-
mento con il registratore a cassette, ha la-
scialo tutti perplessi. Per giunta i microdrive
del QL .si. sono rivelali, adonta delle specifi-
che migliori, più lenti e meno affidabili di
quelli dello Specirum.
Nonostante le critiche I e le vendile defmi-
le "disuppomting" dallo .stesso Sir CUvel.
l'auspicala versione del QL con un floppy
incorporato al posto dei mkrodrive non è
luilaviu mai apparsa. Data però iimmensa
popolarità di cui gode la Sinclair, sia in (ìriin
Bretagna che all estero, a! suo po.sto. com'e-
102
MCmicrocompuler
- seltembre 1985
ra pn-wilihih’, ha lavoroni quukhe allru dil-
la e le prime interjueee esterne per fhppv
disk non si sono falle attendere mollo.
In c/uesie pagine vi presenliaino quella
eoslriiitii dalla Micro Pcripberal. adoilalu
iijlìeialmenie dalla Sinclair con rinseriineii-
10 nel proprio catalogo, che da qualche tem-
po è Jacilmenle reperibile anche in Italia.
Descrivono generale
L'inlcrfaccia ciclla Micro Pcriphcral vie-
ne fornita in una confezione comprendente
anche un drive per dischetti da 3,5 pollici a
doppia faccia e doppia densità ed un mi-
crotloppy contenente numerosi program-
mi di utilità. A parte é possibile acquistare
un secondo drive dalle stesse caraltcristi-
La costruzione è di ottimo livello: la
scheda a circuito stampato, che ospita nu-
merosi circuiti integrati, tra cui spiccano il
grosso controller ed una cprom con il soft-
ware di gestione, non presenta traccia di
strane filature, indice di problemi insorti in
fase di prima produzioncedi ripensamenti
deirullima ora.
La scheda è parzialmente inserita in un
supporto di plastica nera, identica a quella
del QL. che oltre a permettere di fissiirla in
maniera stabile al computer consente di
maneggiarla comodamente. Sull’estremità
opposta si trova il lungo connettore di col-
legamento al QL: vicino ad esso si può
vedere una striscia di cinque ponticelli: due
non sono collegati, altri due vengono usati
a seconda del tipo di drive utilizzato, del
quinto ci occuperemo in seguito,
Il collegamento deirinterfaccia avviene
tramite lo slot di cspan.sionc del QL. che si
trova sul lato sinistro della macchina pro-
tetto da un coperchio in plastica. Ciò com-
porta l'impossibilità di utiliz.zare altre
schede, ed in particolare le espansioni di
memoria: speriamo che qualcuno costrui-
sca presto un box di espansione dotato di
più slot.
L'inserimento non presenta particolari
difTicoltà: l'unica avvertenza da prendere è
quella di non forzare la scheda se stenla ad
entrare, ma estrarla completamente per
poi ripetere l'operazione tentando di cen-
trare meglio le guide esistenti aM'intemo
dello slot.
Una volta montata, la scheda, o meglio
11 suo supporlo, sporge di pochissimo la-
sciando ben accessibile il connettore per il
drive. Come abbiamo detto, il disk drive
che accompagna l'interfaccia consente l'u-
so di dischi da 3,5”. di tipo Sony, dalla
capacità di memoria di 720 kbyie format-
tati. L'alimentazione deirinterfaccia è pre-
levala dal computer, mentre quella della
meccanica c ottenuta con un alimcnlalorc
esterno, di dimensioni contenute, sprovvi-
sto come quello del QL di ìntcrrullore di
accensione. Gli acquirenti dcirinlcrfaccia
farebbero bene a riunire i due alimentatori
in un unico contenitore, possibilmente
provvisto di un inierrutlore generale uni-
Sul retro del drive si trova un connettore
al quale va collcgata l'eventuale seconda
unità disco, c due spine DIN a cinque poli:
in quella di destra va inserito il cavo prove-
niente dal trasformatore, mentre l'altra
serve per portare tensione anehe al secon-
do drive.
Caratteristiche e impressioni d'uso
Pur essendo venduta in una confezione
■'pronta per l'uso" con una specifica unità
disco, l'interfaccia della Micro Pcriphcral
presenta una notevole versatilità e può es-
sere utilizzata con una grande varietà di
meccaniche.
Si possono infatti colicgarc ad essa sino
a quattro drive contemporaneamente, pur-
ché conformi alle specifiche del bus Shu-
gart SA 400. con un tempo massimo di
accesso da traccia a traccia di 6 ms c dolali
di alimentazione propria. La libertà di scel-
ta per quanto riguarda tipo e formato del
103
MCmicrocomputer r. 44 - settembre 1985
disco c elevatissima: vanno bene unità per
dischi da 3. 3.5 e 5.25" che potranno essere
formattati sia singola faccia, doppia densi-
tà che doppia faccia doppia densità (in
entrambi i casi ad 80 tracce).
A questo punto si può solo rimpiangere
che l'interfaccia non sia disponibile anche
separatamente; almeno per il momento,
quindi, l'acquirente è obbligato a seguire,
per quanto riguarda il primo drive, la scel-
ta della Micro Peripheral. Fortunatamente
il drive fornito possiede molte doti: è picco-
lo c. come abbiamo già detto, molto capa-
ce (720 K).
Iniziamo ora a vedere come si comporta
l'interfaccia dal punto di vista operativo.
Grazie alla Eprom già citata non c'è bi-
sogno di nessuna procedura di installazio-
ne; quando l'interfaccia è inserita, il drive c
attivo c pronto a funzionare dal momento
dell'accensione del computer. Il comporta-
mento è virtualmente identico a quello di
un microdrive che sia diventalo contempo-
raneamente più veloce e più capace. I co-
mandi perla (ole) unità a disco sono infatti
esattamente gli stessi che si usano con i
microdrìve. a patto di usare il suffisso
FDK al posto del classico MDV.
Cosi, per ottenere sul video il contenuto
del disco numero I basta scrivere DIR
FDK I — : analogamente per formattare un
dischetto si fa FORMAT FDKI —
<nome>.
È importante notare che l'uso dei dischi
non impedisce quello dei microdrive, che
rimangono perfettamente funzionali.
Il collegamento dell'Interfaccia aggiun-
ge tre comandi al SuperBasic che permet-
tono di sfruttare meglio la nuova memoria
di massa. Il primo comando è VSET
< strìnga >, che assegna ai drive il nome
specificato in <stringa> sostituendolo a
FDK.
Il secondo comando è MSET. questa
istruzione in pratica permette di sostituire i
dischi ai microdrìve; reffetto infatti è quel-
lo dì assegnare ai primi il nome MDV e di
disabilitare i secondi. Ciò risulta utilissimo
quando si usa del software sviluppato per ì
microdrive e successivamente trasferito su
disco, come i quattro programmi della
Psion. che altrimenti effettuerebbero tutte
le operazioni su microdrive ignorando i
dischi (a meno di modifiche praticamente
impossibili).
L'ultimo comando è FSET, che agisce
inversamente a MSET assegnando nuova-
W/,T.i PrriiìlKTnl. tìoppv p,‘r il Simimr Ql
mente ai dischi il nome FDK c riabilitando
i microdrive.
L'unico difetto di MSET è quello dì non
permettere il boot automatico da disco
all'accensione del QL, dato che per dare il
comando bisogna necessarìpmcnte prima
entrare in ambiente SuperBasic. Per questo
la Micro Peripheral ha previsto la possibi-
lità dì predisporre la sua interfaccia per
un'emulazione immediata dei microdrive
sfruttando l'ultimo dei cinque ponticelli
menzionati in precedenza. Anche quando
questo ponticello è collegato, rimane però
possibile riabilitare i microdrìve passando
in SuperBasic e dando FSET.
Veniamo ora a qualche considerazione
sulla velocità. Abbiamo effettuato qualche
test con ì quattro programmi Psion. sia
nella prima versione che nella nuova (c
molto più veloce) 2.0. scritta finalmente in
Assembler 68000 anziché in C.
Ecco i tempi necessari per il caricamento
di Quill:
Quill 1.0 su microdrive... 42 sec.
Quill 2.0 su microdrive... 18 sec.
Quill 2.0 su microfloppy.. ..8 sec.
Abbiamo poi provalo a caricare con
Quill un file di circa 1 100 parole con questi
risultati:
Quill 1 .0 con microdrive... 70 sec.
Quill 2.0 con microdrive... 20 sec.
Quill 2.0 con microfioppy....5 sec.
Gli altri programmi hanno dato risultati
pressoché identici in percentuale: come si
vede il salto di qualità è considerevole. Ov-
viamente la differenza tra floppy disk e
microdrive si fa sentire tanto più pesante-
mente quanto più frequenti sono gli accessi
al disco.
Prima di concludere rimane da citare il
disco delle utility. I programmi fomiti so-
no molli e comprendono fra l'altro una
routine di back up. uno spolcr per disco o
per stampante, un Catalog esteso cd altri
ancora. La cosa più bella è però che quasi
tutti sono multitasking: finalmente qual-
cosa che permette di utilizzare questa tanto
celebrala, ma pochissimo sfruttata caratte-
ristica del QL!
Conclusioni
Montare i floppy disk sul QL significa
veramente trasformarlo nel computer ec-
cellentechc avrebbe dovuto forse essere sin
dalla nascila, ed é quindi con vero piacere
che accogliamo questa ottima interfaccia
della Micro Peripheral.
Per quanto riguarda il costo. 850.000 lire
( + IVA) ci sembrano un prezzo più che
ragionevole per un controller cd un disco
da 720 K. soprattutto prendendo in consi-
derazione la cura posta dalla Micro Peri-
phcral nella realizzazione del prodotto, sia
a livello di qualità deH'hardwarc che di
validità delle scelte operate nclfappronia-
re il software di gestione. MX
MCmicrocompuler n, 44 - settembre 1985
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allo produzione di una larga ganwui di pro-
doiii. hardware e software, lendenli a soddi-
sfare molle delle esigenze sorte nella vasla
fascia di utenza.
presentiamo in ifuesio articolo il Quick
Data Drive della Enirepo, di.sirihuiio in Ita-
lia dalla Tran.simage International, .socielà
che già coniKSciamo es.sendo la di.sirihuirice
della scheda XL KO. HO colonne hardware
per C 64. di cui abbiamo parlalo nel numero
4L
Il Quick Data Drive è una periferica per
la memorizzazione di dall che po.s.siamo con-
.siderare una via di mezzo tra un registratore
a cas.selle ed un floppy drive. De! primo
viene infatti conservato il tipo di supporto
magnelico. il nastro, che però ora a.s.sumc
dimen.sioni molto ridotte rispetto a quello
convenzionale. De! secondo, viene »nv{Tt'
mantenuta la velocità di trasmissione: inol-
tre la gestione dei dati sul supporto avviene
in maniera molto .simile a quanto avveniva
per il /hippy superando gli handicap intro-
dotti in questo sen.so dal Dutas.sette.
Il Quick Date Drive
Si trulla di un oggcllino delle dimensioni
di circa 14x10x5 cm di colore beige (se
escludiamo la fascia rossa sul pannellino
fronlalc). progcilato per C 64 e Vie 20.
Esso viene uiilÌ7.«ilo per la gestione di dati
su un tipo particolare di memoria di massa,
di cui parleremo ira breve, che la casa ha
ballezzalo Microwafer.
Sul lato posteriore troviamo un connet-
tore che permeile il collegamento alla por-
la registratore del computer e. cosa interes-
sante. dalla stessa porla viene prelevata la
corrente che alimenta il motorino interno c
luna la sezione elettronica della scheda
componenti. Viene eliminato un ulteriore
cavo che contribuirebbe ad aggravare la
giungla di eonncilori già presenti. Sempre
a proposito di cavi, sul retro del QDD ne
troviamo un altro, utile per il collegamento
a terra, che però possiamo ignorare.
Sul pannello anteriore troviamo, a diffe-
renza del registratore a cassette, un solo
pulsanlino. con a fianco la scritta "play”,
per mezzo del quale vengono gestite tutte
le operazioni del sistema. Tali operazioni
sono del tulio automatiche non essendoci
più problemi di riavvolgimemo o posizio-
namento del nastro. Grazie infatti al QOS.
Quick Opcrating System, fornito su Mi-
crowafer. la gestione diventa mollo simile
a quella di un floppy drive, compresa la
possibilità di visualizzazione della directo-
ry. Ancora, sul retro del QDD troviamo
una presa che riporta le connessioni della
porla registratore ed offre la possibilità di
collegare, in cascala al primo, un ulteriore
QDD: avremo allora a disposizione un si-
stema di memorizzazione a doppia unità,
ciascuna delle quali singolarmente indìrìz-
zabilc. L'unità colicgata direllamcnic al
computer assume "O" come numero d'in-
dirizzo mentre l'altra assumerà il numero
"1". Nulla vieta naluralmenlc di collegare
alla presa posteriore un registratore a cas-
sette.
Veniamo ora al supporlo che mantiene
le informazioni. Si tratta di una cassetlina
delle dimensioni di circa 7 x 4.5 x 0.5 cm
nella quale gira un nastrino allo meno di
due millimetri. Essasi inserisce, sul davanti
del QDD. in una feritoia rellangoiarc pro-
tetta da una rmcstrella che si solleva auto-
maticamente al momento dcirinlroduzio-
nc. Il nastrino è di lunghezza variabile a
seconda della quantità di dati che può con-
tenere. Sulla sinistra del Microwafer. che
può essere inserito in un solo modo (eioé
non ha due lati come una normale casset-
ta). troviamo una linguetta che. se asporta-
ta. protegge il supporlo dalla scrittura.
Sulla parte frontale troviamo invece una
"tendina" di muteriule plastico che copre il
nastrino proteggendolo da eventuali azio-
ni meccaniche. In maniera del tutto auto-
matica. sarà il QDD che aprirà la tendina,
spostandola verso destra, in fase di intro-
duzione della cartuccia e la richiuderà in
fase di cslrazione.
Comc dicevamo, la lunghezza del nastri-
no è variabile c dipende dalla quantità di
dati che esso deve supportare. La capacità
di immagazzinamento arriva utilmente ad
essere quella di un floppy, cioè 170K. L'ac-
cesso è naturalmente sequenziale ed ì file
vengono memorizzali l'uno di seguilo
all'altro con il proprio nome in testa.
L'installazione del QDD è molto sempli-
ce: si inserisce l'apposiui connettore nella
porta registratore del computer e sì dà ten-
sione al sistema. La spia del Quick Data
Drive si accenderà per qualche istante e.
quando essa si spegnerà, saremo pronti a
lavorare. Vediamo qual c la prima opera-
zione da compierc-
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1905
QOS: Quick Operatine System
Le funzioni del QDD sono gcslilc dal
QOS. sistema operativo tramile il quale e
possibile aumentare la velocità delle opera-
zioni di scambio dati in maniera notevole,
quindici volle più del normale regislralorc
a cassette, rendendo la periferica di cui ci
stiamo interessando molto simile ad un
disk drive, anche per il modo in cui l'insie-
me di funzioni viene gestito.
Quando il QDD è pronto all'uso, inseri-
remo nella feritoia frontale il Microwafer
fornito dalla casa contente il QOS c lo
caricheremo, così come faremmo con il re-
gistratore a cassette, premendo i lasiì
Shifl -I- Stop. Il QOS capirà se la memoria
in cui andrà a sistemarsi è quella di un C 64
o un Vie 20 e si regolerà di conseguenza.
Sul Microwafer fornito dalla casa, prendo-
no posto infatti sia il QOS per il Vie che
quello per il C 64. Il primo computer non è
naturalmente inteso in configurazione ba-
se. ma con un'espansione 24K. Benché il
QOS non preveda dei comandi aggiuntivi,
la funzione di questi, per necessità dovute
al tipo di supporto utilizzato, presenta al-
cune lievi differenze rispetto a quella con-
sueta. Vediamole in una breve descrizione.
Il più usuale comando è Load con cui
vengono caricati i programmi memorizzati
sotto forma di file Prg. La sintassi d'uso é
doppia; una prima è quella consueta, cioè
quella che nella sua forma più generale
viene scritta come
Load '■ nome", [1|, [0/1];
l'unica differenza consiste nel tipo di acces-
so ai dati derivante dairomissionc dì alcuni
parametri. Per fare un esempio, se nel Da-
tassetlc l'omissione del nome provoca il
caricamento del primo programma incon-
tralo. nel QDD viene caricalo il primo pro-
gramma memorizzalo. Una modificazione
della precedente sintassi é introdotta dalia
possibilità di gestire due Quick Data Dri-
ve. Scriveremo allora;
specificando il numero "1" d’indirizzo se
vorremo accedere al secondo QDD. Ulte-
riori possibilità vengono olTerte dal QOS
per il comando Load. Intanto possiamo —
così come succede per il floppy drive —
caricare, servendoci deH’asterisco. il primo
programma che contiene un certo numero
di caratteri posti in testa al nome. Ad esem-
pio Load“gen»" produrrà il caricamento
del primo programma in cui i primi tre
caraiieri del nome sono “gen". Ancora,
possiamo impiegare il punto interrogativo
come "jolly” per sostituirlo ad uno o più
caratteri nel nome. Ad e.sempio "c?sa” pro-
voca il caricamento del primo programma
che contenga "cs" ed "a" nelle posizioni
indicale ed un carattere qualunque in se-
conda posizione. Il nome del file non deve
essere più lungo di 12 caratteri.
Sempre come comandi d'input troviamo
ancora GeiS e InputSchcsi utilizzano nella
maniera usuale c servono per la gestione,
questa volta veloce ed automatica, di file
sequenziali. Per rimanere in tema, ad essi si
affiancano il comando d’oulpui Prinl#.
quello di apertura file. Open, e quello di
chiusura. Closc. Riguardo alla scrittura
con Printtf. aggiungiamo solo che il QOS
possiede un bufTcrdi 2 Kbytc il quale viene
scaricalo su nastro quando è pieno o al
momento della chiusura del file.
Un altro comando che ci interessa più da
vicino è Save il quale permette la memoriz-
zazione di un programma sul Microwafer.
Anche in questo caso la sintassi generale è
la seguente;
Save"nome"[,1] o Save''1;nome"[,1]
a seconda che si voglia accedere al primo o
al secondo drive. La ditTcrenza rispetto al-
la gestione su Daiusscltc. consiste nel fatto
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
107
che. se il programma è già presente, il QOS
invia un messaggio d'errore. La stessa sin-
tassi di Save viene attribuita a Verify. An-
che in questo caso, l'omissione del nome
avvia la verifica del primo programma po-
sto sul Microwafer.
Il QOS è dotato di un set di messaggi di
errore che permettono di individuare le
// amneiioK da mserirr nella presa regviiraiore de! eom-
situazioni anomale che si verificano nel
sistema. Oltre a queste, è possibile sondare
il contenuto della variabile di stalo ST con
cui si può individuare il tipo di anomalia.
Ad esempio se ST=I. si è verificaia una
condizione di "Wafer noi present". se
ST = 2. quella di "Wafer Write Protected"
e cosi via come chiaramente indicalo nel
manuale fornito dalla casa. La stessa, oltre
al QOS. ci fornisce un programma deno-
minalo FMU o File Manager Utility con
cui. mediante un menu, possiamo gestire
automaticamente delle importanti opcra-
FMU: File Manager Utility
L'FMU prende posto sullo .stesso Mi-
crowafer su cui si trova il QOS: dopo il
caricamento del sistema operativo, digi-
tando Load"fmu” vedremo comparire un
menu seguito da una richiesta di selezione.
Un primo set di operazioni eseguibili
tramite FMU riguardano la copia di file da
Microwafer a disco e viceversa, da wafer a
wafer o da cassetta a wafer. Delle altre
cinque opzioni, una serve per uscire dall'
FMU (rìabililabile mediante la pressione
del tasto Rcstore), un'altra per la visualiz-
zazione della lista dei programmi contenu-
ti su Microwafer. una pier la formattazione
del microsupporlo (cosi come avviene per i
dischi), una per la copia automatica del
QOS ed infine una procedura per la pulizia
della testina che viene efTeltuata utilizzan-
do un'apposita cartuccia.
Conclusioni
Le prestazioni deH'insicmc QDD -i-
QOS sono soddisfacenti c lo stesso si può
dire per il prezzo. Per 225,000 lire abbiamo
un sistema di memorizzazione dalla gestio-
ne facile e con una velocità quasi pari a
quella del disco. L'unico punto a sfavore
deli'insicmc è che esso rischia di rimanere
un sistema a se stante a causa del tipo di
supporto che. non essendo di grande diffu-
sione, non lascia molto spazio per l'acqui-
sizione di software su Microwafer. D'altra
parte, viste le dimensioni del QDD. potre-
mo sempre recarci con il Quiete Data Drive
sotto il braccio da chi possiede un floppy
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Remot Elettronico GMZ-708
Schedo grafico per Sharp MZ-700
di Fabio Marzocca
È. nata cfrianieiue la sua grafica elemen-
tare a bassa rlsolu:ione l’elemento che ha
destalo maggior stupore al momento della
presentazione del personal computer Sharp
MZ-700.
Un ottimo Basic ed una siruiliirtt hard-
ware razionalmenie efrtcìenie erano, in pra-
tica. mal valorizzali dalla mancanza di una
capacità grafica degna dei maggiori concor-
renti .sul mercato.
Rapidamente, però, sono iniziati a fiorire
i primi tentaiiri di espansione fina a portare
ad alcune interfacce complete realizzale so-
prattutto da aziende private ingle.si.
Anche la RUMA T di Roma si è cimentata
nella produzione di una schedo di espansione
grapea per l'MZ.-TIIO. codificandola GM/.-
TOH. dalle ottime prestazioni.
Caratteristiche
La scheda di espansione grafica GMZ-
708 consente ul personal Sharp MZ-700 di
ollcncrc una risoluzione video di 320 x 200
punti; i colori disponibili rimangono quelli
della macchina standard (8 t- 8 di sfondo),
con la stessa limitazione di utilizzarne al
massimo due per ogni posizione di caralte-
L'installazìnc della scheda richiede il
trasferimento della Eprom del set di carat-
teri dall'interno del computer alla scheda,
con l'inserimento di un connettore dual-in-
lìnc nello zoccolo delia eprom stessa.
La RAM grafica (8 Kbytc) è residente
sulla scheda c quindi l'impegno della me-
moria utente è limitato soltanto al pro-
gramma di gestione (circa .3K). che viene
fornito su cassetta c deve essere caricalo
immediatamente dopo il Basic.
Dc.scrizionc cd installazione
La scheda dì espansione grafica Rcmat e
installata alfinfcrno di un contenitore pla-
stico modulare, dalle soluzioni di montag-
gio molto razionali.
110
MCmicrocompuier n. 44 - settembre 1985
i componenti sono montali, tutti su zoc-
colo. su di un circuito stampato in vetroni-
te (di ottima qualità) ramato su due facce:
10 integrali TTL della serie 74LS .... quat-
tro RAM stalichcdella NEC da 2K X 8bit
ciascuna, ed uno zoccolo su cui andrà in-
stallata la EPROM dei caratteri dell'MZ-
700.
Per installare la scheda d'espansione oc-
correrà, infatti, rimuovere la EPROM dei
caratteri daU‘MZ-700 (è situata sotto la
tastiera), installarla aH'interno della sche-
da stessa, cd al suo posto cotlegare uno dei
conncltori consegnali insieme all'espan-
sione, in modo che la piattina ad esso colle-
gala fuoriesca dal retro del calcolatore,
sotto il registratore.
Uno dei fili di questa piattina è fornito di
un terminale a molla, che va collegato ad
un terminale situato airintcmo dell'MZ-
700, nei pressi della EPROM CO.
L'altro connettore a disposizione andrà
collegato a quello di espansione del com-
puter. cd entrambi infilati sulla scheda gra-
L'installazione completa di questa sche-
da non è quindi eccessivamente semplice,
dato che comporla l'apertura del conte-
nitore deH'MZ-700, l’estrazione della
EPROM CG. l'installazione di due con-
ncltori e di un puntale a molla.
Bisogna inoltre considerare che. dopo
aver effettualo questa operazione, si è pra-
ticamente costretti a tenere la scheda grafi-
ca sempre collegata, in quanto il computer
non diponc più della EPROM CG. Questo
potrebbe rappresentare un problema se
l’MZ-700 dovesse essere impiegato insieme
ad altre schede d'espansione, che impegne-
rebbero. perciò, il connettore esterno, op-
pure insieme ad un drive per i floppy-disk.
Sarebbe stalo effettivamente utile dota-
re rinterfaccia di un connettore d’espan-
sione "passante", come quelli di cui attual-
mente sono fomite quasi tutte le varie peri-
feriche dello Spcctrum.
11 Graphic Opcrating System
La cassetta fornita insieme alla scheda
grafica contiene da un lato un programma
dimostrativo in Basic, c dell'altro il sistema
operativo (GOS). Quest’ultimo risiede in
circa 3 Kbyte di memoria (RAM dinami-
ca) a partire dalla locazione F200. Nor-
malmente questa zona di memoria è utiliz-
zala dal Basic: è quindi necessario riservar-
la al GOS prima del suo caricamento, con
il comando:
LIMI! $F1FF
Le routine del GOS sono richiamale dal
malo USR (nn. XS) dove nn è il punto di
ingresso al GOS. cioè F200. e X$ è la strin-
ga (costante o variabile) che contiene la
funzione da eseguire.
Ad esempio:
USFI ($F200, ' DO")
dove D è il comando con parametro 0.
oppure;
A$= "DO": USR ($F200, A$)
oppure:
A = 0: USR ($F200. "0" + STR$(A))
per cui con l’uso della funzione STR$ è
possibile inviare al GOS degli argomenti o
dei parametri variabili. Inoltre il GOS ac-
cetta più funzioni neH'ambito di una stessa
stringa, come ad esempio:
USR ($F200, "G");
USR ($F200, "T")
equivale a:
USR (SF200, “G:T)
Le funzioni grafiche
II GOS aggiunge al Basic dcH'MZ-700 le
seguenti funzioni grafiche:
GRAPHIC PRINT
TEXT LINE
ERASE WRITE
BACK SPRITE
COLOR DEFINE
MOVE
GRAPHIC (formato: G)
Abilita il passaggio al modo grallco e
visualizza la pagina grafica.
TEXT (formato: T)
Riporla il computer al modo di funzio-
namento normale e recupera il testo conte-
nuto nella seconda pagina.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
111
Eìi-mpi ili rniipui gw/id.
ERASE (formalo: E)
Cancella tutto il contenuto nella RAM
grafica.
BACK (formato: B b. f)
dove b = colore di fondo e f=co!ore dei
caratteri. Questo comando attribuisce im-
mediatamente allo schermo il colore indi-
calo dagli argomenti.
COLOR (formato: C b. f)
Definisce il colore di tulle le successive
operazioni sulla pagina gradca. La corri-
spondenza fra i codici b ed fé la stessa de!
Basic.
MOVE (formato; M coordX. coordY)
Sposta il cursore grafico alla posizione
indicata dalle coordinate. Le limitazio-
ni sonoO< = coordX < = 3l9e0< =
coordY < = 199
PRINT (formalo P)
Stampa un punto in pagina grafica alla
posizione corrente del cursore.
LINE (formato: L coordX, coordY)
Traccia una linea dalla posizione cor-
rente del cursore al punto indicato dalle
coordinate.
WRITE (formato: W rot. siring)
Stampa la stringa a partire dalla posizio-
ne corrente del cursore, ruotandola del-
l'angolo indicato da rot.
Rrmai Elellwmiii OKl/.'m
SPRITE (formato: S name, scale, rot)
Per sprite si intende una figura definita
da una stringa binaria identificata da un
nome, attraverso il quale può essere richia-
mala da programma. Le sprite nel GOS
sono definibili in due modi di gestione:
modo 0. la figura viene definita diretta-
mente come mappa del contenuto di una
serie di locazioni successive di memoria:
modo I. la sprite è definita attraverso una
serie di stampe e di spostamenti.
La Remai distribuisce una cassetta con-
tenente un archivio di caralteri definiti co-
me sprite di modo 0. per realizzare un set
da 80 caralteri/riga.
DEFINE (formato: D mode)
Questa funzione è di particolare potenza
e utilità per la gestione di tutto il software
grafico. Il parametro mode può assumere
IO valori daOa 9. sellando altrettanti modi
di stampa. È possibile, ad esempio, effet-
tuare rOR 0 i'EX-OR dello schermo, il
RESET della pagina grafica, il TEST, la
sovrapposizione degli sprite.
Una volta entrati nel GOS. per ritornare
nel modo testo a bassa risoluzione, biso-
gnerà impostare:
INPstSIO.H
Conclusioni
Nel complesso, la scheda di espansio-
ne grafica Remai ci è sembrata un ottimo
ed efficace accessorio per lo Sharp MZ-
700. La mancanza di una possibilità grafi-
ca ad alta risoluzione, penalizzava pesan-
temente questo computer il quale comun-
que. nonostante la spietata concorrenza,
era riuscito ad ottenere un non trascurabile
inserimento nel mercato.
L'espansione grafica si mantiene in una
fascia di prezzo adeguatamente in sintonia
con la filosofia dcH'MZ-700; l'unica nota
stonala è rappresentata dai collegamento
della scheda al computer, che potrebbe
probabilmente scoraggiare chi non ha de-
siderio di aprire il personal e lavorare
all'Interno.
Questa “fatica" però è compensala da
un potente sistema operativo grafico
(GOS) accessibile da Basic, e dagli ottimi
risultati ottenuti su monitor c su TV. sia
dal punto di vista della definizione grafica,
che della velocità di esecuzione delle isiru-
112
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
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della situazione sul mondo della Computer
Crapea in relazione alla diffusione dello
Standard PC IBM al quale si sono allineati
quasi tutti i produttori di computer 16 bit. e
con il quale larorano quasi tutti i produttori
di. software di qualsiasi tipo e quindi anche di
.sofitvare grapco.
Tale standard rappresenta un punto di
nrcrimcnlo anche per i produttori indipen-
denti di Hardware, per cui il PC diventa il
Computer ospitante numerose applica7Ìo-
ni nei più svariati campi gestionali, tecnici.
Anche la produzione di software inte-
grato. che è quello che va per la maggiore e
che si chiama Lotus 123. Symphonv. Frame-
W'ork. Open Access, ccc.. viene indirizzata
prima di lutto a questo tipo di macchina c
questo contribuisce a rarfor/are lo stan-
dard al punto che ormai i cataloghi di sof-
tware contano decine di migliaia di voci,
nelle varie classi tipi>logiche.
Ad esempio la pubblicità sulle riviste, e
non solo .su quelle americane, della scheda
grafica Hercules per PC IBM è basala sul
fatto che è compatibile con il Lotus 123.
che a sua volta c lo standard degli spread-
sheet. E cosi chi acquista la Hercules c
tranquillo perché la può usare con il Lotus,
sul quale già sta lavorando, o chi acquista
il Lotus, è sicuro di sfruttare anche una
scheda che ha già installata.
Un indice del rafforzamento dello Stand-
ard e della conscguente diffusione dei pro-
dotti Hard e Soft basali su questo è dato
dai programmi di installazione dei Pac-
chetti Software più dilTusi (es. Framework.
Symphony. Autocad. ccc.), che comporta-
no la realizzazione di un SET di configura-
zione con il quale il Soft si adatta alTam-
bicntc Hard in cui lavora, in modo
del tutto trasparente rispetto all'uicntc.
che non vuole avere “rotture di scatole" ...
pardon ... problemi di collegamento con le
interfacce ole periferiche che ha comprato
c che ha pagato ciascuna più di un home
computer.
E quindi durante l'instatlazionc (che .si
fa una volta per tulle, per ciascuna confi-
gurazione hard di lavoro) bisogna indicare
con quante c quali schede video si lavora,
con quale stampante, con quale modem,
plotler. ccc. Questo incrocio di compatibi-
lità hard c .sofl viene totalmente risolto dal
programma, l'unico compilo deirutcnlc è
quello di rispondere (c per quasi tutte le
domande le risposte .sono Sl'NO oppure
l'indicazione di un elemento di un menu) al
questionario presentalo dal programma di
installazione. Questa facilità d'uso che si
traduce in sicurezza e velocità di installa-
zione ralTorza lo standard.
Tornando al campo specifico della Gra-
fica suddivideremo la trattazione in alcuni
punti, e cioè: capacità grafiche intrinseche
del PC IBM. capacità grafiche in ambiente
BASIC avanzalo, schede HW per imple-
mentare le capacità grafiche. SW integra-
to. quindi non specificamente grafico, ma
che comprende anche funzioni grafiche,
esame della produzione di SW grafico su
PC. c cioè: tentativo di classificazione,
nuovi strumenti di lavoro (finestre video,
biblioteche di immagini, mouse, ed altre
cose), alcuni esempi dcll'atlualc produzio-
Capacità grafiche intrinseche
del PC IBM
Nella configurazione base il PC IBM
non possiede capacità grafiche in quanto
può essere utilizzata solo una modalità di
output alfanumerico HO colonne per 25 ri-
ghe. Però neU'ambiio del set di caratteri
esistono numerosi caratteri speciali con i
quali si pos.sono creare elTetti "semigrafi-
ci", utili in parecchie situazioni.
Alfabeto greco, vim alfabeti stranieri,
caratteri lìnea c campiture, angoli, ccc.
po.ssono risultare utili quando si debbano
disegnare organigrammi, diagrammi di
fiusso. cornici, ccc. (cfr. articoli su MC
microcompulcr nn. 31. .32 e .34).
Per fare grafica vera c propria occorre
disporre di una specifica scheda IBM. o di
altra casa, che abilita l'uscita su uno scher-
mo grafico a colori. Le caraneristiche di
questa scheda che non sono eccezionali
(ma di questo parleremo fra un po') riguar-
dano Ire modalità diITcrcnii dì uscita:
a) - in modo alfanumerico colore con
possibilità di 4 schermi e 16 colon:
b) - in modo grafico media definizione,
con 320 per 200 pixel indirizzabili indivi-
dualmente con un massimo di 4 colori uti-
lizzabili contemporaneamente.
c) - m modo grafico alta definizione
con 640 per 200 pixel indirizzabili indivi-
dualmente. ma solo in biancornero.
Viene quindi utilizzala una video memo-
ry di 16 khyie. che risulta e.ssere un po'
misera per un micro la cui configurazione
base può essere considerata quella da 512
kbyte.
La soluzione dì utilizzare schede grafi-
che più potenti, costruite da altre case e
disponìbili ormai anche sul mercato italia-
no (ne parleremo poi), trova un limite nel
fatto che. in generale, a meno che non sia-
no mollo diffuse, non sono software com-
patibili con tulli i prodotti software svilup-
pati su PC IBM.
Infatti l'utilizzatore "medio" dei PC
IBM compatibile non è l'hobbisla appas-
sionato in vena di sperimentazioni avanz.a-
tc. ma il professionista che usa il PC per
lavorare e quindi non deve "provare ad
usare" oppure "realiziarc il programmino
in linguaggio macchina che ...". ma deve
usare la macchina subito e produttivamen-
E che questo sia il vero utilizzatore lo
dimostra lo standard qualitativo raggiunto
dal software, in termini non solo di "intcr-
facciabililà". ma anche dì assistenza all'ap-
prcndimcnlo tramile i dischetti "Tutorial"
o addirittura la "hot line" telefonica cui
rivolgersi in caso di difTlcollà d'uso. olTeria
ormai su moltissimi prodotti software.
Per tornare aH'argomento irallalo. e
cioè alla valutazione delle prestazioni gra-
fiche del PC IBM. va dello che queste sono
adatte ad un uso medio del PC in tale
ambito, che prevede Business Graphics.
Presentazioni c. in misura minore, giochi.
Infatti uno slidc-show (per i non esperti
una visualizzazione secondo una sequenza
prestabilita di immagini confezionate ad
hoc) realizzalo con una video memory di
16 kb. può essere contenuto su un floppy
fonnaltalo IBM solo se non supera le 20
immagini.
Viceversa immagini grafiche da 128 kb.
cioè 640 per 400 pixel in 16 colori, farebbe-
MCmicrocomputer n 44 - settembre 1985
115
-IN\I
ro la gioia di un appassionalo, ma mene-
rebbero in crisi le unità di memoria di mas-
sa non appena coslui volesse lavorare su
più di due tre immagini — Quindi, in defi-
niiiva. capacità grafiche in linea con una
utilizzu/ionc standard della macchina, sen-
za paura di perdere (e forse solo apparenie-
nicnie) il confronto con la concorrenza. La
quale concorrenza, mentre da una pane ci
tiene a dichiararsi "IBM compatibile al
100 per lOO" dall'altra cerca di afrermarc
una propria superiorità in quegli aspetti in
cui l'IBM è debole, e la grafica non è certo
il suo punto di forza. I compatibili quindi
offrono prestazioni grafiche o "gratis", e
invece ri BM le fa pagare, oppure superiori
uiriBM. ma in questo caso tali capacità
non sono riconosciutedai prodotti nati per
riBM. È il caso deirOiivetti M24che ha la
grafica incorporala utilizzabile tra l'altro
anche con l'ottimo e velocissimo compila-
lore BASIC, ma le cui prestazioni più ele-
vate sono ignorate, almeno per adesso, dai
prodotti software più dilTusi.
Rcccniemcnic l'IBM ha annunciato
nuove .schede grafiche per PC. di prestazio-
ni differenziate, e non proprio .simili a quel-
le della concorrenza, per recuperare punti
in un settore di chiara debolezza, e come al
solilo lo sta facendo alla grande e senza
"guardare in faccia nessuno", perché sa-
ranno gli altri ad allinearsi. È prevista una
scheda 640 per .^50 pixel per 8 colori, e una
"professionale" di 640 per 480 pixel per
256 colori su una scelta di 4096, per una
rappresentazione completa di una qualsia-
si gamma dì colorì, anche quelli necessari
per riprodurre una "natura morta" di un
autore famoso, il tutto supportato da pac-
chetti software adeguali.
L'aspetto positivo e che da questo com-
battimento tra IBM e concorrenza, che si
svolge senza esclusione di colpì e di annun-
ci sensazionali, quello che “gode” e il terzo,
e cioè l'utente che può disporre di numero-
se soluzioni ai propri problemi, e soluzioni
sempre più tecnologicamente avanzale.
Capacità grafiche
in ambiente B.ASIC
I! PC IBM dispone di un BASIC in
ROM. per cui si può lavorare in questo
linguaggio anche senza dover caricare il
sistema operativo. Il BASIC presente sul
disco del DOS è il BASICA, versione avan-
zala che dispone di numerosi comandi sup-
plementari. La carallerisiica di quest'ulti-
mo che sì aggiunge a quello presente su
ROM permeiiendo un risparmio di memo-
ria rispetto a linguaggi analoghi da carica-
re de! tutto in RAM.
Ad esempio a parità dì memoria centrale
128 kb. il caricamento del BASICA lascia
più di 60 Kb utente su IBM. mentre il
cartcamcnlo del corrispondente GWBA-
SIC su Olivetti M24 lascia disponibili me-
no di40kb.
È ovvio che le capacità grafiche permes-
se dall'hardwarc della macchina sono tutte
sfruttabili via BASICA, con una program-
ma/ione diremo "tradizionale", ma le stes-
se capacità sono ormai sfruttabili dircila-
mcnle sia da pacchetti grafici applicativi
che dal cosiddetto "software integrato" del
quale stiamo parlando e parleremo sempre
più spesso.
Tornando ai BASIC ricordiamo che ncl-
l'ambilo della rubrica Computer Grafica
abbiamo già parlato diffusamente delle sue
possibilità grafiche per cui ci limiteremo a
fornire in refcrence (elenco completo e sin-
tetico di tutte le istruzioni con relativa sin-
tassi). Va notata la notevole corrisponden-
za con il SET di istruzioni grafiche presenti
nel BASIC delle macchine MSX. il che
trova spiegazione nella comune origine dei
due linguaggi anche se destinati a macchi-
ne di classe e dì prestazioni complessive
differenti (vedi tabella A).
Schede grafiche
per implementare le capacità grafiche
11 fatto che il PC IBM nella configura-
zione base non possieda capacità grafiche,
il fatto che la scheda grafica IBM in fondo
non offra prestazioni elevate e infine il fat-
to che i’IBM è un Computer "aperto” e
quindi di facile interfacciabìlilà hanno
spinto mollissimi produttori indipendenti
di hardware a realizzare schede di espan-
sione grafica con le più svariate preslazio-
Esistono quindi schede "economiche"
che offrono le stesse caratteristiche di usci-
ta dello standard IBM (una pagina video di
.120 per 200 pixel per 4 colori) ad un costo
inferiore, e che quindi sono totalmenic sofi-
compulibili oppure abbinate ad altre inter-
facce presentì sulla stessa scheda. Esistono
poi schede sempre più polenti e sempre più
costose che raggiungono definizioni di
1024 per 1024 pixel, con video niemory
fino a 512kb. In praiica queste schede, che
arrivano a costare più del PC stesso, lo
trasformano in un Computer Grafico Pro-
fessionale.
Il problema è come al solilo quello di
cercare la soluzione ottimale rispcllu al
risulliilo che sì vuole raggiungere. Se sì
debbono realizzare disegni di tipo Business
Graphics oppure si fa del PC un uso dome-
stico bastano le prestazioni della scheda
IBM. Se si vuole qualcosa di più rima-
nendo in questo ambilo applicativo sì pas-
serà u schede della classe Hercules
(bianco. nero. 64 kb dì video memory. 720
per 348 pixel di dcfini/ionc) o della classe
Tccmar (128 kb. 640 per 400 pixel per 16
colori) cosi dilTuse da essere compatibili
con i pacchetti di software integrato più
venduti.
Possiamo ndurrc a quattro i livelli di
prestazioni raggiungìbili dalle schede gra-
fiche aggiuntive.
- prestazioni uguali alla scheda IBM c
quindi compaiibìlìlà con tutto il software
scritto per IBM.
- prestazioni superiori a quelle della
scheda IBM c riconosciute c quindi .sfrut-
tate come tali da software scrino per IBM.
- prestazioni elevate che richiedono pe-
rò per essere sfruttate pacchetti software
specifici, in genere per applicazioni CAD
CAM.
- prestazioni elevatissime per cui in pra-
tica il PC viene asservito alla scheda grafi-
ca e quindi il tulio diventa un Sistema
Computer Grafico Professionale, che si
basa su un software specificamente realiz-
zato per tale hardware.
Software integrato
comprendente funzioni grafìche
Lotusl23, Symphony. Framcwork.
Open Access, ecc. sono ormai pacchetti di
software integralo notissimi per il grande
successo di vendite (in cima alle TOP TEN
Americane) e ormai parecchio diffusi an-
che in Italia al punto che ne esistono sia le
versioni in italiano, sìa numerosi corsi spe-
cifici su questi prodotti organizzati dalle
Società specializzate in addestramento.
116
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
• grafica e h naaJard PC-IBM
abelta A
truzioni Globali (aettaggfo del tipo e (ormato uscita grafico)
- SCHEEN X tipo di schermo di lavoro
- COLOR x.y.z colori di primo piano, sfondo, contorno
- WINDOW (x,y)-(x1.y1) definizione margini di lavoro
- WIEW {x.y) porzione attiva dello schermo
Istruzioni per II disegno di qualche cosa:
- PSET (x.y) disegno pixel
- PRESET {x.y) cancellazione pixel
- LINE (x.y) disegno linee, cornici, box
- CIRCLE (x.y) circonferenze, archi, ccc.
Istruzioni per operazioni particolari:
- PAINT (x,y),C campitura
■ GET (x,y) salvataggio di una porzione di video
memory
- PUT (x.y) visualizzazione di porzione di video
memory
- BLOAD/BSAVE caricamento scrittura pagine video
- PMAP (x,n) traduzione di coordinate
• POINT (n) ultime coordinate referenziate
Metalinguaggio GRAFICO
• ORAW A$ con A$ stringa di comandi.
Software grafico disponibile per IBM-compatibili
Tipo Produnorc
BtW/llHl.$
P.C. Draw DT
Aulocad 2.0 DT
ChanMaster BG
ExecuVision PR
Eticrgraphics DT/PR
Charl BG
P.C. Paini MS
P.C. Painlhrush MS
PFS Graph BG
Grophing Assistani BG
Gruphwriter BG
SignMasler PR
DR Draw DT
GEM Paini MS
GEM Graph BG
GEM Draw TL
GEM Chan BG
DR. Graph BG
ChanSlar BG
Vuiitrend/Ploi BG
dGraph BG
Mit-rograf» 300
AuloOcsk 1 500
Decision Resources 240
Prenlice-Hnll 260
Enerlronics 260
Microsoft 160
Microsoft 90
IMSI 90
Software Publishing 95
IBM 95
GCI 320
Decision Resouraes 195
Digital Research 160
Digital Research 150
Digital Research 150
Digital Research 150
Digital Research 150
Fox & Geller 140
MicroPro 200
Visicorp 190
Fox&Ccller 145
Legenda: DT Disegno Tecnico , BG Business Graphic , PR Presentazioni
MS Interattivo con Mouse TL Tool.
MCmicrocompmer ha più volle trattato
l'argamenlo presentando tali prodotti e
quindi rimandiamo i lettori più iniere$.sati
alla lettura di tali articoli. Per quanto ci
riguarda vogliamo esaminare le funzioni
grafiche disponibili e vogliamo vedere co-
me in fondo sono perfellamenic in linea
con le finalità dei prodotti stessi.
La filosofia del Pacchetto di Software
Integrato è mollo semplice "serve per fare
lutto". Ovvero nel pacchetto sono presenti
varie funzioni fondamentali (generatore di
archivi, tabellone elettronico, word pro-
cessor. generatore di grafici) interagenti
tra di loro-
Ad esempio, una interazione tra tabello-
ne elettronico e grafica consiste nel visua-
lizzare contemporaneamente dati elabora-
ti sia in forma alfanumerica nel tabellone
che in forma Business Graphic in una pagi-
na o in una finestra video.
I dati da visualizzare provengono dall'a-
rea di lavoro, mentre le caratteristiche va-
riabili del disegno vanno stabilite via menu
di scelta. Tali earattcrisliche sono Tipo di
Grafico. Titoli c Intestazioni, Rangc di
Scaling, Colore o Bianconcro, ecc. Poi. u-
na volta stabilite ed eventualmente fissate
tali caraiicrislichc. il disegno varia ogni
volta che variano i dati numerici su cui si
basa. Di conseguenza, il vantaggio di usare
la sezione grafica di Pacchetto Integrato
rispetto ad osare un Software solo grafico
consiste nel fatto che i dati visualizzali so-
no esattamente gli stessi trattali nel Tabel-
lone o nel Data Base senza necessità di
doverli trasferire a mano, e poi ne! fatto
che il disegno varia "dinamicamente" al
variare dei dati.
La applicazione c quindi fondamental-
mente il Business Graphic (Torte, Isto-
grammi, Lince, ecc), ma é molto facile an-
che realizzare applicazioni nel campo
scientifico o matematico utilizzando le nu-
merose funzioni di questo tipo presenti ne-
gli Spreadsheet. In figura I vediamo una
applicazione dell'opzione GRAPH del
LOTUSI23 in argomento Trigonometria.
Abbiamo trattalo nel numero di maggio
'85, al quale rimandiamo gli interessati, la
problematica utilizzazione di uno Spread-
sheet in applicazioni di Grafica Geometri-
ca nella rubrica di Computer Grafica.
Esame della produzione
di software grafico per PC IBM
Dopo aver parlalo del software inte-
grato che comprende anche funzioni grafi-
che, esaminiamo ora la produzione di soft-
ware grafico specifico, tentando una classi-
ficazione in famiglie.
Generatori di grafici di tipo Business
Ormai non esiste Compuler.di qualsiasi
classe, che non possa fare Istogrammi.
Torte, ecc. c conseguentemente tale tipo di
software è fin troppo dilTuso, addirittura
infiazionaio.
Un generatore di grafici richiede l'im-
missione di due tipi fondamentali di dati: i
dati numerici da graficizzare e le specifiche
del disegno. I dati numerici vanno forniti
secondo una sequenza logica, ad esempio
se si vogliono visualizzare 4 valori per cia-
scun anno in un intervallo di dieci anni, il
generatore chiede di compilare una label li-
na di 5 clementi per 10. Il primo elemento è
la grandezza X. cioè l' anno, gli altri quat-
tro sono i valori riferiti a quell'anno.
Per specifiche del disegno intendiamo;
- tipo del disegno, in quanto a parità di
dati da visualizzare vi possono essere uno o
più modi di visualizzazione difTercnli. I tipi
sono Torta. Torte con felle esplose. Isto-
grammi a barre separate o sovrapposte.
Linee, ecc.
- titoli, intestazioni, e legende, di vario
tipo;
- scala (automatica se gestita dal pro-
gramma. oppure manuale se definita dal-
rmenic). griglie orizzontali e/o verticali
per migliorare la Icliura dei dati, la gestio-
ne delle campiture (colorale o Iralleggia-
te). ecc.
- gestione degli archivi su disco, per me-
morizzare il disegno o come insieme di dati
e di specifiche o come Piclure prcconfezio-
- gestione diretta delle hard copy su prin-
ter e/o su plotter.
Altre opzioni possono es.sere:
- facilitazioni ncH'immissionc dei dati se
questi sono raggruppabili con logiche
standard (cs. dati riferiti ai 12 mesi dell'an-
no);
-possibilità di traduzione dei valori reali
immessi in valori percentuali;
Nelle figure 2.3 vediamo esempi di gra-
fici realizzali con il prodotto PFS-
Graph- Altri prodotti di questa classe
sono CHART. MASTER. DGRAPH
(che lavora su archivi DBII). MICRO-
SOFT. ecc.
Generatori di presenta/ioni
Ormai c molto diffusa la consuetudine
di realizzare delle presentazioni con un PC
grafico. Per presentazione si intende una
serie di immagini visualizzate con una se-
quenza logica e che contengono dati nume-
rici e grafici-
Esempio potrebbero essere relazioni tec-
niche ad un congresso, oppure una esposi-
zione di un rendiconto o di un programma
di attività in un Consiglio di Amministra-
zione di una Società, ecc.
Gli strumenti di cui dispone in generale
un generatore sono:
- numerosi set di caratteri di vari stili e
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
117
PC-IB\
Jimctisioni c con possìhiiilà di varie oricn-
la/iom:
- numerosi sci di figure preconfezionale
(quadrali, cerchi, rombi, ecc.), per com-
porre diagrammi, schemi, ccc.;
- generatore di Business Graphics incor-
poralo c combinabile con gli altri strumen-
- possibilità di provare varie combina-
zioni di colori per scegliere gli accosiamen-
li più favorevoli:
Un prodotto molto diffuso, presente an-
che sui listini IBM. è l’Exccuvision che po-
siede alcune curaltcrislichc inleressaniì. c
- gestione totale dello slide-show con
possibilità di definire quali slide vedere e in
quale ordine vederle. La visualizzazione
viene comandala o da un icmporizzalore
(adatto ad un uso in una esposizione) o da
(astierà (adatto ad un uso collaterale ad
una esposizione orale);
- economizzatore per cui ciascuna slide
viene formattata (ramile Exceuvision in
mudo tale che una slide semplice, ad esem-
pio un titolo, consuma meno spazio sul
disco;
- possibilità di usufruire di biblioteche di
figure con le quali "comporre" nuove im-
magini. tagliando c incollando figure come
in un collage:
- possibilità di gestire airinterno di una
slide anche funzioni di movimcnlo.
118
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
Im ampmtr (fro/ì.a r h simdatJ PC-IBM
Nelle figure 4. 5. 6 vediamo alcune im-
magini realizzate inserendo delle scritte in
figure disponibili in una libreria dimostra-
tiva Execuvision.
Altro prodotto grafico specializzato in
produzione di Slide Show è l’EnerGra-
phics della Encrtronics Research, che è
particolarmente dolalo in Grafica Tridi-
mensionale. sia dì tipo Business che di tipo
tecnico (disegno di funzioni).
i giochi
La produzione dì programmi di giochi
non é molto sviluppata, come ad esempio
per gli Home Computer, siapcrladirTcrcn-
Ic classe di utilizzazione, sia per il fatto che
riBM base non ha capacità grafiche e
quindi il relativo mercato é limitato.
Nelle figure 7, 8, 9 vediamo un Flight
Simulator e un Flipper, nonché il Deca-
thlon della Microsoft, che non sono mollo
differenti da quelli che girano sugli Home
Computer, e quindi sono altrettanto diver-
tenti da usare.
Computer .\ided insiruction (CAI)
e/o Tulorial
Il computer può essere un istruttore for-
midabile in quanto dispone di strumenti
didattici potenti (può scrivere, disegnare,
parlare e suonare) c soprattutto estrema-
mente paziente anche con gli allievi meno
brillanti.
Il livello deirinsegnamentoéil più varia-
bile. Esistono programmi che simulano II
Sillabario e che quindi collegano ciascun
tasto a una figura che ha la corrispondente
iniziale. Oppure le operazioni matemati-
che vengono visualizzale graficamente con
figurine familiari ai più piccoli.
Questi programmi destinati, quindi ai
bambini anche in età prescolare, spesso
utilizzano tastiere speciali (alla CHICCO o
MISTER BABY).con grandi tasti colorali
c pieni di figure.
Esistono poi i cosiddetti TUTORIA L,
programmi di autoistruzione su specifici
strumenti software. Ovvero acquistando
un prodotto soft viene fornito un applicati-
vo che permette sìa di esaminare tulle le
caratteristiche del prodotto sia soprattutto
di imparare velocemente ad usarlo (vedi
fig. 10).
Un'altra categoria c quella che utilizza il
Computer come strumento didattico senza
che l'argomento da imparare debba avere
relazione con il Computer od Informatica.
E il corso può essere articolato in “spie-
gazioni", "esempi" e "esercizi”. L'allievo
può farsi ripetere più volte la spiegazione e
gli esempi, può cimentarsi negli esercizi c
può anche "prendere" un volo (magari un
bel IO c lode) dai computer.
È quindi un campo applicativo di gran-
de importanzii perche investe anche settori
in cui il Computer non c'entra niente. E
ormai esistono software house specializza-
te in produzione di programmi di Istruzio-
Computer grafica applicativa
Le applicazioni più importanti della
Computer Grafica sono quelle denomina-
le CAD/CAM cioè Computer Aidcd De-
sign e Manufacturing. Ovvero il Computer
diventa uno strumento produttivo nel pro-
cesso di realizzazione di un progetto tecni-
Sono le più importanti in quanto sono
estremamente integrate con i programmi
tecnici dì calcolo, dei quali costituiscono
uno degli output, e possono sostituire
completamente il disegnatore.
Ad esempio nel campo della progetta-
zione edile esistono programmi integrati
che eseguono il calcolo delle strutture (ad
esempio un telaio in cemento armato) ne
producono il disegno esecutivo diretta-
mente utilizzabile in cantiere e producono
l'elenco dei ferri e delle piegature necessa-
rio per l'approvvigionamento e la predi-
sposizione dei materiali.
Nelle figure 11.12 vediamo alcuni esem-
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
119
pi realizzati con il prodotto PC Draw che
permette di realizzare studi di arredamen-
to. organigrammi, schemi elettrici, ecc. La
caratteristica di questo prodotto é che il
disegno occupa un'area di dimensioni an-
che superiori a quelle permesse in uscita
dal monitor IBM. quindi con appositi co-
mandi ci si può spostare sulle varie parti
del disegno.
11 prodotto più diffuso di Computer Ai-
ded Design su PC é l'AutoCad. prodotto
dalla AutoDesk. La filosofia dclTAuto-
Cad é quella di utilizzare il PC come "cer-
vello" di un sistema grafico professionale.
Infatti pur essendo possibile utilizzare Au-
hfiir,- l.>. U-Pr,.d,>lln 41 Tacili É un pr.Hhil.. alla
toCad servendosi della tastiera per le
opera/uini di immissione c il videografico
standard per gli output, la vera produttivi-
tà si raggiunge, attrezzandosi con un hard-
ware adeguato, c cioè di un dìgilizer. dì un
plottcr, c possibilmente lavorando con un
PC XT (insomma con un hard-disk) dola-
lo di un coproccssore matematico.
Il programma di installazione dcH'Au-
loCad prevede direttamente l’uso di questi
“accessori". Si può lavorare senza, ma. co-
me dello, si soiloulilizza il prodotto. Per
fare un esempio potremo eseguire un dise-
gno di uno schema elettrico pieno di parti-
colari. che con un output adeguato (video
o plottcr) si possono vedere, con uno
schermo a bassa risoluzione si vedono in
modo “pasticciato". Insommu i particolari
ci sono comunque, durante l'elaborazione
di visualizzazione non vengono persi, è la
scarsa definizione dell'output che ci impe-
disce di vederli.
Nelle figure 13. 14 sono riprodotti due
disegni dimostrativi delle prestazioni grafi-
che del prodotto AuioCad. nel primo si
vede il disegno di un incrocio stradale ade-
guatamente quotato, nel secondo il dise-
gno tecnico di tipo meccanico di una Pom-
pa. anche questo disegno è quotato. Am-
bedue gli out sono eseguiti su video grafico
IBM con risoluzione 640 per 200 pixel.
Im aimpuicr grulica t In slamlarj PC-IB4I
Per applicazioni di Video Giochi o di
Computer Grafica la tastiera non é in gra-
do di adattarsi alla logica dclfimmissionc
dati, allora si usano Joystick e mouse la cui
caratteristica fondamentale è quella di po-
ter essere mossi "non staccando lo sguardo
dal video".
La filosofia del "mouse" c questa c quin-
di il colloquio uomo/compuicr viene facili-
tato essendo ridotto ad un movimento as-
solutamente naturale della mano, e là dove
è necessaria invece una maggiore specifica-
zione sì ricorre alla “tecnologia della fine-
stra" o alla vecchia tastiera. Esempio dì
questo modo di colloquio c evidentemente
il Macintosh.
Nei programmi grafici in cui si disegna
qualcosa è indispensabile seguire la realiz-
zazione del disegno direttamente sul video.
Quindi adottata la tecnologia Mouse o
Joystick si possono simulare penne, com-
passi. pistole a spruzzo, gomme che corro-
no sul video, realizzando cosi la simulazio-
ne di un vero e proprio tavolo da disegno
con accessori.
Un'altra tendenza, nel campo della gra-
fica, è quella del lavoro a collage. Ovvero
esistono biblioteche di immagini preconfe-
zionate che possono essere utilizzate da un
utente nella propria composizione e le bi-
blioteche comprendono i più svariali argo-
menti. Esistono librerie su temi importanti
(Medicina, Informatica. Agricoltura, ecc.)
e su temi più futili (riproduzione di opere
d'arte, segni zodiacali, decorazioni natali-
zie, ecc.). Disponendo dì più biblioteche c
di un po' di fantasìa si possono realizzare
collage anche surreali come ad esempio un
Albero di Natale decoralo con piccoli
Computer o con riproduzioni della Gio-
conda.
In figura 15. 16. 17 (vedi pag. 1 18 c lIO)
vediamo gli schermi di lavoro del PC
PAINT e del PC PainlBrush. che sono ge-
neratori di Picture alla MAC Paint e che
utilizzano il Mouse, ad esempio quello
prodotto per l'IBM dalla Microsoft (che
detto per inciso lavora con tutti i prodotti
Microsoft per PC) e la tecnologia WIN-
DOW e che esce, con risultali cromatici
suggestivi, tramite l'IBM Color Adapicr
(la scheda grafica a colori), sul monitor a
colori dell'IBM-
Slrumcnti di lavoro - nuove tendenze
Il colloquio uomo-macchina é tuttora il
vincolo fondamentale c forse foslacolo
più grande nello sviluppo tecnologico dei
Computer. Infatti per fare il suo lavoro
principale, ehc è relaborazìonc dei dati, il
Computer non ha bisogno né di tastiere né
di monitor. Questi sono accessori indi-
spensabili per l'utente non certo per il
Computer. Tra l'altro la tastiera è lo stru-
mento di input standard, ma per certe ap-
plicazioni non è assolutamente adatto. In-
fatti l'uiìlìzzaiore medio, quando lavora al
Computer, guarda la tastiera e ogni tanto
alza lo sguardo sul video, ed é raro che la
ramilìarilà con la tastiera sia tale da per-
mettere di poter seguire il lavoro diretta-
mente sul monilor.
Conclusioni
Abbiamo voluto fare il punto della si-
tuazione sul mondo della Computer Grafi-
ca in relazione alla diffusione dello stand-
ard IBM.
L'evoluzione é continua c rapida e. di
conseguenza il punto della situazione può
essere riferito solo airisianle in cui Io si
fa...
Nulla da stupirsi, quindi, se anche a bre-
ve scadenza dovesse venir fuori qualche
altra rivoluzione come quella introdotta a
suo tempo dalla Apple con il Macintosh,
che ha reso standard di lavoro il mouse c il
video grafico e. successivamente, spinto
verso questa strada anche le altre case hard-
rc c software. MC
120
MCmicrocomputer n. 44 - seiiemòre 1985
al passato.
OPEN ACCESS, O
l’unico sistema a memoria virtuaie,
per chi aveva bisogno di più programmi.
Con Open Access si valutano cifre, si
disegnano grafici a colori a tre dimensioni, si
producono dattiloscritti, si trasmettono dati in
tutto il mondo, si gestiscono gli appuntamenti.
Basterà inserire i dati una sola volta,
qualsiasi numero di applicazioni si vorrà
usare. Il segreto delle possibilità eccezionali di
Open Access è la gestione delle informazioni
con un sistema relazionale dì data base.
Open Access garantisce un vero “accesso
aperto” ai dati con modalità a piacere.
Si potrà per esempio, avere acesso fino
a cinque file contemporaneamente e in
seguito trasferire le informazioni di data base
in fogli elettronici, inserirli in rapporti
e trasmetterli ai vari partner in affari
con l'accesso ad altri computer.
Naturalmente si avrà sempre accesso ad altre
informazioni e funzioni che aiuteranno
a risolvere i problemi quotidiani di lavoro.
Open Access offre una straordinaria funzionalità,
documentazione e support dettagliati in italiano,
display a finestre, memorizzazione virtuale
e sopratutto integrazione.
OPEN ACCESS,
nato dall'esperienza SPI
NUOVA RELEASE
VERSIONE ITALIANA
Dati tecnici:
data base:
spreadsheet:
agenda:
32.000 records; relaziona fino a 5 file
3.000 X 216; linka 4 fogli in coniemporanea
multi-utenle
9.600 baud In duplex o semi-duplex,
accede direttamente al file di altri computer
.SRL
Sviluppo Vendite Prodotti Tecnologici
Via Val Cristallina, 3 - 00141 Roma (Italia)
Tel. (06) 8278951 Ricerca automatica - Telex 622147 SVPT I
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Ud»- tRAMtS . ROMA, Vu
srssss,'””'"
AMPEX
Considerazioni sulla funzione Zoom
Ricorih un ducunwniariti della durala di
circa IO niinuii. realizzalo dall'IBM. che
iniziava con l'immagine di una coppia di
ragazzi inlenli ad un pie nic sull'erba. La
macchina da presa che li inquadrava si allon-
lanavii via via c i due diveniavano sempre più
piccoli menire la zona int/uadraia era sem-
pre più grande. Tale zona diventava via via
regione, uno .sialo, un co/iiinenle e poi si
cominciava a vedere mila la Terra e poi
anche la Luna e il Silema Solare. Poi anche
il Sistema .Soiaresi allontanava fino a .spari-
re aU'inierno della Lanca.
Poi cominciava il percorso a riiroso per
cui riapparivano i due proiagonisii. Ma la
macchina da presa proseguiva Tavvicina-
melilo fino a visualizzare una piccola porzio-
ne della pelle di uno dei due fino a far vedere
le parlicene .suhaioniiche di un atomo di una
.singola molecola e di una cellula organica.
In lermini foiografci. il rapporto di
Zoom ira i due estremi visualizzali in que.sio
siigge.slivo documenlario è di almeno III alla
MI. Ovvero per irenia volle il fallare di scala
è .sialo moltiplicalo per IO.
Siamo ahiiuaii a vedere immagini di luiii i
tipi e in un cena senso .siamo abiiuaii ad
aiirihuire ad ogni immagine il correlili l'ar-
mato eque.sio perché ricono.sciamoTnggeilo
rappresentalo de! quale cono.sciamo le di-
mensioni. In una rivisia scieniifca è facile
pa.ssare da una immagine "siellare" realiz-
zala con un lele.scopio ad una "molecolare"
realizzala con un microscopio. In realtà ri-
conosciamo più o meno incon.sciamenie (ad
esempio avendo Iella il liiolo delTariicolol
.stelle e molecole ed uiirihuiamo loro il loro
giusio formalo.
Il processo di Zoom, in realtà risponde a
precise regole geomeirico-maiemaliche. co-
.si come risponde a regole il processo della
caduta di un "grave" .sulla terra. Eco.si come
ne.s.siino se gli cade qualcosa dalle mani si
mene a pensare alla legge di Neivion. nes.su-
no quando vede un'immagine .si mene a ri-
lìeiiere .sulle regole geomelrico-maiemali-
che con cui è siala realizzala e viene vista.
Forse ho preso l'argomento un po'
alla larga c quindi per ricondurlo al tema
deirariicolo c anche per famii perdonare
vi invito a guardare le immagini di figura I
c figura 2. tratte dalla biblioteca demo del-
l'AuloCad. Nella prima si vede la pianta di
un ulìicto nel quale sono sistemate scrìva'
nie. poltrone, macchine per scrivere e tele-
foni. La finalità del disegno è quella di
visualizzare la disposizione dei vari posti di
lavoro. La seconda immagine non è altro
che l'ingrandimento di una piccola porzio-
ne della prima c si vede questa volta molto
dcitagliatamcnic una macchina pcrscrive-
In realtà l'oggetto del disegnoè lo stesso,
ncllu seconda immagine vediamo in detta-
glio un particolare che è presente anche
nella prima, ma che non si distingue. Cosi,
analogamente, nel documentario la mole-
cola del corpo del ragazzo non è che un
particolare della Via Lattea.
La prohlcmalica che vogliamo trattare è
proprio questa (cd in termini fotogralìci si
chiama ZOOM ), dato un disegno che com-
prenda elementi di dimensioni molto diffe-
renti. riuscire a ingrandire i particolari,
perdendo di vista gli elementi più grandi,
oppure rimpicciolire fimmaginc facendo
apparire gli clementi grandi, ma perdendo i
dettagli dei più piccoli.
Abbiamo irallaio l'argomento molto
spesso (si traila in fondo dcirargomcnlo
Sealing). ma stavolta lo vogliamo fare in
forma organica presentando in un pro-
gramma le varie soluzioni che si possono
dare al problema a seconda del risultalo
che si vuole.
Fino a quanto si può spingere
un ingrandimento
Da un punto di vista fotografico un in-
grandimento molto spinto di un negativo c
quello che mette in risalto la "grana” della
pellicola e cioè il granello dell'elemento
chimico del quale è composta l'emulsione.
L'effetto "grana” si comincia a vedere (con
pellicola di media sensibilità) per ingrandi-
menti circa 12 x . ovvero quando da una
pellicola 3f> per 24 millimetri si ottiene un
ingrandimento di 40 per 30 cm.
Sul monitor del computer ingrandimen-
to c rimpicciolimcnio non .sono ottenuti
MCmictocompuler n 44 - settembre 1985
123
iramitc mc7j’i onici, ma per mezzo di una
rielaborazione completa dei dati c quindi il
limile supcriore ragpungibiic non é dato
solo dalle caratteristiche hard, ma soprat-
tutto dalle qualità dei dati base.
Supponiamo di aver disegnalo un qua-
drato dì 30 pixel di lato. Lo possiamo rim-
picciolire fino a farlo diventare un quadra-
to dì un pixel di lato (di meno non si può).
Ma se guardiamo questo pixel ci accorgia-
mo che in realtà è un quadrato solo se lo
ingrandiamo.
Per cogliere esattamente la forma del
quadralo è indispensabile che questo sìa
memorizzato come quadralo. Se si rimpic-
ciolisce sembrerà un punto, se si ingrandi-
sce diventerà un solo segmento (una por-
zione del lato) che attraversa io schermo.
Se le figure da visualizzare sono varie e
sono di dimensioni mollo differenziate non
esiste la possibilità di vedere con ugual
dettaglio la figura "grande" contempora-
neamente alla figura "piccola”.
Al contrario se guardiamo una llgura.
ad esempio un quadro, possiamo vederlo
nel suo insieme o possiamo fissarne un
particolare senza per questo dover eseguire
alcun "ingrandimento”; questo perché
l'occhio umano ha una buona definizione,
superiore alla definizione di rappresenta-
zione in termini dì pixel di un monitor
professionale. Se vogliamo ulteriormente
migliorare l'osservazione del particolare
possiamo "ingrandirlo” avvicinandoci al
quadro o addirittura utilizzando una lente
di ingrandimento, cosi ci accorgeremo di
dettagli che prima non riuscivamo a coglìc-
Vari modi di eseguire uno Zoom
Una operazione di Zoom si può eseguire
fondamenialmenic in due modi differenti.
Il primo consiste nello stabilire a priori
le caraneristiche "quaniiialive" delfin-
grandimento. ovvero nel definire il fattore
dì scala e i vari fattori di spo.siamento nelle
due direzioni, il disegno risultante risulta
conseguentemente dimensionato.
Il secondo consiste nello stabilire una
"finestra” ovvero nel definire direttamente
sulla figura su cui si sta lavorando la por-
zione di disegno da ingrandire (in genere
tracciando un rettangolo) c le dimensioni
(in genere l'intero schermo oppure defi-
nendo un nuovo rettangolo per l'oul) fina-
li.
1 due metodi sono complementari, nel
senso che ne! primo, dati i Fattori di Sca-
iing. si ricalcolano tutti gli cicmcnlì del
disegno, e nel secondo date dimensioni ini-
ziali c finali, si esegue il calcolo dei Fattori
di Scala, ottenuti i quali sì esegue il rìcaico-
lo di tutti gli elemcnli-
L'clcmcnlo comune ai due metodi è che
in ogni caso va ricseguito il ricalcolo degli
clementi base per ottenere la nuova figura.
È buona norma eseguire tali calcoli utiliz-
zando variabili e vettori dìfferenli, in mo-
do da non perdere la qualità iniziale dei
dati. Nell'esempio precedente se dimezzia-
mo S volte il quadrato di 30 pixel di lato
otterremo lati di 15, 7, 3, 1 pixel. Se voglia-
mo un ingrandimento è meglio partire dai
dati base che non dagli ultimi dati calcola-
li, che durante le varie elaborazioni hanno
perduto (come minimo) i decimali.
C'è un altro elemento che va tenuto in
considerazione: c quello che lavorando con
il monitor non è possibile eseguire un in-
grandimento 2X puro e semplice, come
invece siamo abituali a fare con le fotogra-
fie. Se abbiamo un buon negativo ne fac-
ciamo fare un ingrandimento che ne modi-
fica le dimensioni. Ma di una fotografia
potremo volere ingrandire solo una por-
zione. ad esempio un viso. In questo caso
sceglieremo il formalo finale e specifiche-
remo il "rettangolo” da ingrandire, oppure
se vogliamo escludere un elemento sgradi-
to presente sullo sfondo definiremo un
"margine" da rispettare.
Tutte queste modalità, esposte un po'
alla rinfusa c facendo riferimento agii in-
grandimenti delle fotografie, sono reali e
debbono essere considerale quando si vo-
glia alTroniare il problema Zoom in lutti i
suoi aspetti. Nel programma che presentia-
mo sono inserite tutte e sono svolle una
dopo l'allra tutte quante. Quindi rimboc-
chiamoci le maniche e ... al lavoro.
Il programma Superzoom
I dati utilizzati nel programma, e inseriti
via DATA nel listato del Programma, cor-
rispondono a quattro figure geometriche
elementari (triangolo, doppia V. esagono c
quadralo). Sono di dimensioni mollo dif-
ferenti in quanto il triangolo ha un lato di
circa 10000 contro gli 80 del quadralo, e
questi dati non sono espressi in nessuna
unità di misura.
Per poter vedere il triangolo sul monitor
(640 per 400 pixel) deirOlivetli M24. utiliz-
zato per realizzare il programma.occorrc
ridurre almeno di un fattore 15 le misure
originarie. Tale riduzione provoca la "spa-
rizione" del quadrato che ha un lato di
appena 80.
L'operazione contraria, cioè quella che
ingrandisce al massimo l'elemento più pic-
colo. comporla un fattore dì ingrandimen-
to 5. grazie al quale il quadrato "occupa"
bene lo schermo, ma che fa ingrandire
troppo, rendendone visìbile una minima
parte, il triangolo. Esagono e doppia V
sono di dimensioni intermedie alle altre
due figure e quindi per queste valgono, in
maniera attenuala, gli stessi discorsi.
I dati geometrici relativi a queste figure
sono memorizzali in tre vettori di interi
124
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
XB%. YB%, F%, i primi due indicano le
coordinate X, Y nel riferimento generico
utilizzalo. Il vettore F%. contiene valori 0
0 l . per permettere la chiusura di una figu-
ra e cioè 0 indica punto collegato al prece-
dente. I punto non collegato.
Tali dati non vengono mai persi in quan-
to le elaborazioni che provocano trasfor-
mazioni delle coordinale avvengono sui
vettori XS^/o. YS%. che rappresentano gli
stessi dati in coordinale schermo.
Una volta definiti gli elementi base c
caricate le loro coordinate nei vettori
XB%. YB%. ne vengono eseguite otto vi-
sualizzazioni differeni (routine 200, 300.
400. ccc.).
Tali otto routine utilizzano a loro volta
altre subroutine, riga l(X)0, 1100, ecc. cia-
scuna delle quali si occupa di una partico-
lare operazione, che vedremo dopo, esclu-
se la routine 1400 di traduzione coordina-
te. la 1500 di visualizzazione e la 1600 di
attesa c pulizia schermo.
Riga 1400 - Routine di Traduzione
Coordinate-
In questa routine le coordinate iniziali
non modificate, cioè XB%. YB%, vengo-
no tradotte in coordinate schermo. L’ope-
razione avviene per mezzo dei valori SS
scaling, SX. SY spostamento dovuto allo
scaling e TX, TY centratura schermo. Per
eseguire trasformazioni occorre quindi
passare questi 5 parametri.
Riga 1500 - Routine di Visualizzazione.
Tutti i punti, le cui coordinate sono state
immagazzinate e ‘Tradotte" in formato
schermo, vengono uniti uno all'altro. La
condizione di cambio figura, e quindi di
interruzione, è gestita dal flag F% di riga
1510. È chiaro che tale routine è cosi sem-
plice che più semplice non si può, in quanto
non é questo della visualizzazione l’argo-
menlo deU'arlicolo.
Riga 1600 - Routine di Attesa e Pulizia
Schermo.
Viene richiamata tra una visualizzazio-
ne e un'altra.
Le otto visualizzazioni
Riga 200 - La prima, richiamata da riga
200. visualizza i dati senza nessuna loro
elaborazione. Il risultalo è che delle ligure
costituenti il disegno si vede ben poco in
quanto il formalo video copre solo per una
piccola porzione il formalo base dei dati.
Vengono richiamale solo la routine 1400 di
traduzione, alla quale però non sono pas-
sali parametri, in modo da lasciare le coor-
dinate inalterate, e la routine 1500 di visua-
lizzazione. Viene richiamata anche la 1600.
di attesa e pulizia schermo.
Righe 300-400 - Sono due visualizzazio-
ni eseguite passando parametri qualsiasi,
che quindi non sono calcolati per fare evi-
denziare questo o quel particolare.
In questa maniera non si controlla mini-
mamente l’output e la figura potrebbe ad-
dirittura sparire dallo schermo, perché ...
sta da un’altra pane. Ripetendo più volte
la routineechiedendovia input i parametri
si può raggiungere una visualizzazione vo-
luta con un metodo iterativo.
Riga 500 - Questa visualizzazione è quel-
la che produce la massima occupazione
dello schermo da parte delle figure. Per
ottenere questo risultato, che è quello fon-
damentale in quanto è quello che fa vedere
tutto nella definizione migliore possibile,
viene eseguila la routine 1300 nella quale
vengono definiti i valori SS. SX. SY. TX,
TY ottimali, elaborando lutti i dati da vi-
sualizzare. Quindi rispetto per esempio al-
la routine 400, c'è l'esecuzione di una routi-
ne in più il che. se i dati sono tanti, ritarda
di molto la successiva visualizzazione.
Poiché questa è la visualizzazione fon-
damentale i parametri su cui è basata ven-
gono memorizzali nelle variabili SS, X8.
Y8. X9. Y9 per poter essere riutilizzati an-
che in seguilo. La figura conseguente si
chiamerà figura di riferimento, e sarà quel-
la su cui opereranno le successive tre routi-
ne.
Riga 600 - Routine Alto a Sinistra. Si-
gnifica che la ■‘zoommala” viene eseguita
rispettando un margine definito via tastie-
ra. c indicando via input un fattore di sca-
la. È una forma ibrida che però permette di
definire con esattezza quale particolare e-
videnziare. Ibrida perché mentre il fattore
di scala è chiesto i fattori di spostamento
sono calcolati.
La routine 600 si serve della routine
PUNTO (riga 1000) che permeile di spo-
stare un puntatore sul video per definire
direttamente sulla figura standard quale
vertice deve essere rispettato durante l'in-
grandimcnlo.
Riga 700 - Routine Finestra. È una for-
ma più sofisticala in quanto le modalità
della "zoommala" sono definite operando
direttamente sul disegno di riferimento, sul
quale occorre tracciare una finestra di rife-
rimento. Tracciata questa finestra, tramite
la apposita routine di riga 1100. il pro-
gramma espande e sposta il suo contenuto
fino a fargli occupare tutto il formato out-
put disponibile. In questo caso quindi lutti
i parametri sono calcolali e dipendono so-
lo dalla forma, formalo e posizione della
finestra scelta.
Riga 800 - Routine Centro del Disegno.
È una forma simile a quella Alto a Sinistra,
solo che viene direttamente indicalo sul
disegno di riferimento il punto che .si vuole
al centro del disegno risultante, secondo
una scala che va data anche questa volta
via input.
Analogamente alla routine Finestra vie-
ne evidenzialo esaliamcnie il particolare
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
125
desideralo, solo che nel primo caso il fallo-
re di scala c derivalo c quindi non control-
labile csallamcnlc come valore, nel secon-
do il failorc di scala è immesso via input,
ma .SI perde il controllo del disegno nel
senso che non si può sapere indicativamen-
te a priori, che cosa entra e cosa non entra
nel disegno derivalo.
Ogni metodo ha un suo campo di appli-
cabilità e quindi non ha senso giudicarne
uno migliore dcirallro. Analogamente non
ha alcuna utilità pratica un programma
che li contenga lutti quanti. Ribadiamo
quindi che lo scopo dei programmi pubbli-
cali in questa rubrica è dimostrativo se non
di studia.
Rimangono da esaminare le routine ci-
tate in precedenza che servono per definire,
lavorando inlerauivamcnlc sulla llgura di
riferimento, le specilìchc dello zoom.
Riga 1000 - Routine PUNTO. Questa
routine gestisce il movimento, tramite i ta-
sti freccia, di una crocetta di puntamento
sul vìdeo sul quale è presente il disegno di
riferimento. Una volta scelto il punto si
preme il tasto INS. Questa routine e richia-
mata sia dalla Allo a Sinistra che dalla
Centro del Disegno. A sua volta si appog-
gia alla routine 1200. incremento delle
coordinate, che serve semplicemente per il
rieonoseimenlo di otto tasti freccia (corri-
spondente al tastierino numerico dcirOli-
vclli M24)c per la variazione delle coordi-
nate correnti.
Vengono nconosciuli. oltre ai tasti frec-
cia. anche i tasti numerici che definiscono
|■enlilà degli spostamenti del pumalore.
Valori alti per spostamenti veloci, bassi per
puntamento “fine".
Riga I HKI - Routine BOX. È simile alla
precedente solo che la Finestra deve essere
definita tramite due suoi vertici. Quindi i
punti da indicare sono duce il mirino non e
una crocetta, ma un rcttangolino lampeg-
giante che varia di posizione e dimensione
a seconda delle frcccciic mossc.
Riga 13IM) ■ Routine Scaling. In questa
routine vengono calcolati i fattori stand-
ard di scaling e cioè SS, SX. SY. TX. TY.
Non spieghiamo nel dettaglio come fun-
ziona in quanto l'abbiamo già fatto parec-
chie volte. Vengono ricercati i valori massi-
mi e minimi delle coordinate e sulla base di
questi viene realizzala una proporzione
con il formalo schermo, che. come detto, è
di 640 per 400 pixel.
1^ illustra/ioni
Vale la pena di soffermarsi un attimo
sulle illustrazioni a corredo dcirurlicolo e
che sono riportate in modo da evidenziare
la .sequenza logica del programma (figure
da 4 a 9). La prima rappresenta i dati base
senza alcuna elaborazione di scaling. Si
vede solamente una parte di un lato dell'e-
sagono. La seconda, eseguila passando dei
parametri qualsiasi, fa vedere un po' di
più. ma non centra bene il disegno.
La terza è quella che abbiamo chiamato
immagine di riferimento, e cioè quella che
fa vedere nella migliore maniera possibile
sul formato video tutte le figure elementari
cosliluenli l'immagine. Sulla quarta si vede
all'operaia funzione KINLSTRA. che altri
non e che il rettangolo che definisce quale
particolare ingrandire. Il risultato di que-
sta scelta è rappresentato dalla quinta figu-
ra. che ingrandisce enormemente l'esago-
no e il quadralo.
L'ultima figura è siala ottenuta tramile
l'opzione Centro del disegno, con la quale
si sceglie, sempre sulla figura di riferimen-
to. quale deve essere il particolare princi-
pale del disegno finale.
Cunsidera/ioni finali
Questo programma e stalo sviluppato su
Olivelli M24 e può essere tradotto per
Computer che permettono il clipping. ov-
vero detto un po' più brutalmente, che non
diano errore se si vuol tracciare una linea
che esce dal vìdeo. La gestione di questo
tipo di errore complicherebbe mollo il pro-
gramma in zone estranee al tema che stia-
mo sviluppando.
Non viene utilizzata la istruzione W!N-
DOW (xl. yl ) - (x2, y2). pur presente nel
GWBASICdcirOlivctli. corrispondente al
BASICA IBM. e che permette una opera-
zione di scaling più veloce, ma meno cor-
retta gcomciricameme. In pratica la defini-
zionedi una WINDOW altera la dimensio-
ne e la forma dello schermo di lavoro, pro-
duccndo uno Scaling del lutto trasparente
rispcuo al programma. È chiaro che nelle
applicazioni pratiche anche questa oppor-
tunità può risultare molto utile, non l'ab-
biamo trattala perché estranea al tema dcl-
l'articolo. MC
126
MCmicrocompuler
• seltembre 1985
Negli ariiaili che sisuiuisiicceduii su que-
ste pagine abbiamo affrontato molti proble-
mi riguardanti i circuiti logici esaminando Ic
varie casistiche da un punto di vista più o
meno pratico.
Pen.siamo a questo punto che sia abba-
stanza naturale una panoramica che ci per-
metta di os.servare più da vicino alcune ca-
ratteristiche e parametri fondamentali lega-
ti alle logiche con cui si possa delineare un
projilo più reale di un circuito integrata i-
delle diifieolià da .superare in fase di proget-
tazione. Naturalmente non ci addentreremo
in pesanti discussioni tecniche, ma cerchere-
mo. dove potrebbero sorgere diffieolià di
comprensione, di suggerire delle intuizioni
che chiari.scano le nozioni esposte.
Circuiti integrati
Molto probabilmente avrete avuto mo-
do di osservare uno schema elettrico o. più
semplicemente una scheda con i compo-
nenti assemblati sopra di essa. Ciò che si
mostra ai vostri occhi c un sistema elcitro-
meo completo rormalo da tanti piccoli og-
getti ciascuno dotato dì una propria fun-
Immaginate ora di vedere il tutto ridursi
ad una piastrina di poco meno di due milli-
metri di lato — c dello spessore di circa due
decimi della stessa unità — la quale venga
poi racchiusa in un contenitore plastico o
metallico per proteggerla dagli agenti c-
slcmi e dal quale fuoriescano le termina-
zioni d'ingresso, d'uscita e di alimentazio-
ne: avrete cosi ottenuto un circuito elettri-
co che svolge le stesse funzioni, ma che
occupa uno spazio ridotto.
In pratica, un circuito integrato è pro-
prio un microcircuito elettronico con una
propria realtà ed autonomia, un microsi-
sterna che prende forma a partire da una
"scheggia" (chip) di materiale semicondut-
tore su cui. con particolari processi, vengo-
no ricavate delle zone che svolgono la stes-
sa funzione dei componenti discreti quali
transistori, resistenze e capacità — che po-
tremmo trovare su dì un circuito non mi-
niaturizzalo — i quali vengono poi colle-
gati Ira di loro mediante percorsi che han-
no la stessa funzione delle piste che osser-
viamo su un circuito stampato. Una delle
forme di contenitore più usa te èia "dual in
line" che vede i piedini di connessione
schierati, ed ugualmente divisi, sui due lati
di un contenitore a forma di parallelepipe-
do. Il numero totale di terminali può varia-
re da 6 a 14 porgli integrali meno comples-
si fino a 40 per quelli più complessi (ad
esempio i microprocessori).
Integrazione
Il numero di componenti che possono
essere integrati su di un singolo chip varia-
no a seconda della complessità del circuito
che si considera cd i progrcs.si falli in tal
senso negli ultimi Irenl'anni o poco meno
sono davvero sorprendenti. Il termine
“complessità" è qui nói legato intimamente
al numero di circuiti elementari - conte-
nuti in un chip di silicio — di tipo variabile
a seconda delle funzioni svolte. Se trattia-
mo circuiti contenenti porte logiche, parle-
remo del numero di gale in esso contenuti;
se ci riferiamo alle memorie, un elemento
che nc stabilisce abbastanza bene la com-
plessità è il numero di bit memorizzabili:
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
per I circuiti cosiddetti iinearì ci rìfcrìrcino
invece al numero di stadi ampliricatori in
esso contenuti e cosi via.
Lo sviluppo tecnologico e resigenza di
ridurre drasticamente i costi di produzione
hanno fatto sì che questa complessità au-
mentasse progressivamente fino a raggiun-
gere livelli che prima abbiamo ddìniti sor-
prendenti. È nata allora la necessità dì una
classìtlcazionc dei circuiti integrali secon-
do un ordine che dipende appunto dalla
loro complessità. Pertanto sono nati termi-
ni come "circuiti SSL MSI. LSI e VLSI"
che. secondo l'ordine con cui lì abbiamo
riportati, rispecchiano la cronologìa di
quegli sviluppi cui accennavamo.
A nostro parere non esiste una conven-
zione rigida per quanto riguarda, diciamo
cosi, la sigla da attribuire all'Integrato in
riferimento al suo grado di complessità:
questo perché ciascun costruttore dà una
sua interpretazione. Diciamo comunque
che le varie suddivisioni per complessità
hanno grosso modo l'aspetto che segue.
Un circuito integrato SSI (Small Scale
Integration), che può essere uno di quelli
contenenti le porte logiche che esplicano
quelle funzioni sulle quali ci siamo soffer-
mali negli ultimi articoli, può contenere
fino ad una dozzina dì gate equivalenti per
ogni singolo chip mentre un MSI (Medium
Scale Integration) ne contiene fino ad un
centinaio. Sì paria poi di circuito LSI (Lar-
ge Scale Integration) quando si superano le
cento porte integrate e di VLSI (Very Lar-
ge Scale Integration) quando si va olire le
mille (fino agli aiiuali trentamila ed oltre
gate integrati).
Parametri fondamentali
e rappresentazioni
Negli schemi elettrici troviamo i circuiti
integrati rappresentati usualmente come
rettangoli da cui fuoriescono le lince di
connessione. Ciò perché tali elementi, ai
lini deH'ulilizzazione, possono essere con-
siderali come una "scatola nera", cioè co-
me un sistema del quale sosunrialmente
non ci interessa conoscere necessariamente
la struttura interna, ma soiamcnic come
reagiscono le uscite in funzione degli sti-
moli applicati in ingresso. In altre parole,
da un punto di vista operativo, le uniche
Innucnze dovute alla struttura costitutiva
che ci interessano sono quelle che si rispec-
chiano in alcuni parametri fondamentali
che si tengono in considerazione in fase di
progetto. Elenchiamone alcuni.
Un primo parametro importante é il fat-
tore di pilotaggio posseduto da un'uscita:
più comunemente chiamalo "fan-out". che
in pratica ìndica a quanti ingressi tale linea
può essere collegata mantenendo le sue ca-
ratteristiche elettriche entro limiti tali da
non pregiudicare il funzionamento dcll'ln-
sieme. In altre parole, ncti'ambilo di fami-
glie equivalenti, il fan-out è legato al valore
della corrente che una linea è in grado di
fornire correlato a quella che viene assorbi-
ta da ogni singolo ingresso collegato ad
essa. Per le logiche della famiglia TTL vie-
ne ad esempio garantito un fattore di pilo-
taggio pari a IO. cioè il segnale prelevalo da
un'uscita può essere contemporaneamente
applicato a IO ingressi. Se quindi si ha la
necessità di pilotare con una singola linea
più ingressi di quelli consentiti dal fan-out
della linea stessa, bisogna interporre un
componente amplificatore che fornisca in
uscita una capacità di pilotaggio più eleva-
la: componenti che hanno tali proprietà
vengono comunemente chiamali ''buffer’'.
Un altro dei parametri importanti che si
riferiscono ad una porta logica è la "veloci-
tà di propagazione". Tale parametro si ri-
ferisce al segnale applicalo in ingresso il
quale per definizione, cioè per l’cffello
stesso della propagazione, si presenta in
uscita con un certo ritardo rìspcllo all'i-
stante in cui esso è stato applicato in in-
gresso. Per l'effetto di tale parametro, un
impulso applicalo ad un ingresso, verrà
per cosi dire '‘deformato" rispetto alla con-
dizione iniziale subendo una cena modifi-
cazione sul fronte di salita e su quello di
discesa (fate riferimento ad una delle figu-
re) t quali assumono un aspetto meno ripi-
do. Tali tempi sono definiti come tempo
impiegalo dal segnale a passare da un livel-
lo pari al 10% del livello di regime finale ad
un livello del 90% c viceversa.
Sempre in riferimento alla propagazio-
ne. viene preso in considerazione un para-
metro abbastanza significativo che è riferi-
to a punti in cui gli ingressi e le uscite si
trovano ad un livello pari al 50% dell'e-
scursione totale tra livello massimo e livel-
lo minimo (vedi figura). Osservando i due
fronti del segnale in ingresso ed in uscita,
possiamo ricavare i tempi di ritardo Tdl e
Td2 che. combinati secondo il rapporto
Tdl + Td2
ci forniscono il cosiddetto "tempo medio
di propagazione” Td il quale dà un'indica-
zione quantitativa della "prontezza di ri-
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
129
spostu" delliì porta. Da qucst'ullima consì-
tlcra/ionc si intuisce che. perché un segnale
impulsivo venga preso in considerazione in
maniera corretta, è necessario che perman-
ga sull'ingresso per un tempo pari almeno
al tempo medio di propagazione. È da tale
tempo quindi che è possibile stabilire la
frequenza massima alla quale possono es-
sere utilizzate le porte logiche
La velocità di propagazione comunque
non c un parametro del tutto significativo
se non si prende atto di altre circostanze
che possono contribuire a modificarla fa-
cendola diminuire. La causa principale che
sortisce questo effetto indesiderato é rap-
presentata dalla presenza di una certa ca-
pacità di carico suH’useita. Ciò è dovuto
sostanzialmente al fatto che l'impedenza
deU'uscila stessa non c nulla c quindi viene
limitalo il valore della corrente che può
scorrere attraverso di essa: per questa ra-
gione sarà necessario un certo tempo per
caricare o scaricare tale capacità c ciò in-
lluirà sul fronte di discesa dell'impulso
prodotto in uscita. In definitiva, tale fronte
sarà tanto meno rìpido quanto maggiore è
il carico capacitivo.
Un altro importante parametro è rap-
presentalo dalfimmunità al rumore".
Chiariamo un attimo cosa si intende per
rumore. Il rumore è una causa disturbante
rappresentata da una tensione che. inse-
rendosi in un certo punto di una linea, se
ha un valore sufTicicnlcmcnic elevalo, può
provocare delle modificazioni dello stato
delie uscite di uno o più dei componenti
logici che si trovano nel circuito.
Le cause del rumore possono essere le
piu svariale.
Ad esempio, la corrente che scorre in
una linea del sistema può provocare, per
induzione, una corrente in una linea adia-
cente. .Ancora, rumore può essere causato
da azioni su ìntcrrutluri posti sulla stessa
linea elcitrìca o da scintillii prodotti ad
c.sempio dalle spazzole di un motore o ad-
dirittura da fenomeni naturali quali quelli
atmosferici (fulmini).
Gli impulsi di rumore possono essere di
lunga durala — e sono quelli meno nocivi
porche raggiungono pìcchi di tensione più
bassi oppure di durata più breve (spike).
Gli spike rappresentano il tipo di rumore
più niK'ivo perché possono raggiungere un
livello tale da essere considerati dal circui-
to dei veri e propri segnali di commutazio-
ne infiucndo quindi sullo stalo del sistema.
Per limitare tale elemento disturbante, bi-
sogna agire sulle cause generanti esterne,
adottando criteri di progettazione partico-
lari.
Tra questi, il filtraggio approprialo della
linea dì alimentazione del circuito, il disac-
coppiamento delle lince di alimentazione
dei singoli circuiti integrali ollenulo po-
nendo un condensatore tra il terminale Vcc
c la massa, la schermatura della scheda su
CUI viene cablalo il circuito elettrico ecc.
Comunque, nonostante tutte le precau-
zioni. non è possibile eliminare totalmente
le possibili cause di rumore per cui si usa
impiegare circuiti integrali che si rivelino
abbastanza "duri" nei confronti dei distur-
bi, cioè che posseggano una elevata “im-
munità al rumore". Tale immunità è carai-
lcriz7.a[a da un parametro, sul quale non ci
soffermeremo, chiamalo "margine di ru-
L'ullimo parametro che vogliamo pren-
dere in considerazione c la potenza dissipa-
ta la quale viene riferita a due condizioni
particolari cioè: al caso in cui un'uscita
rimane ad un livello logico fisso oppure a
quello in cui l'uscita è variabile nel tempo
tra i due suoi passibili stati. Sì parla quindi
di potenza dissipata in regime statico ed in
regime dinamico. Nel caso di regime stati-
co. viene falla un'ulteriore distinzione e
cioè: potenza dissipala quando l'uscita è a
livello basso (WL) c potenza dissipala a
livello alto (WH) sul cui calcolo non ci
solTermiamo.
Aggiungiamo solo che. molte volle.
un'indicazione più sintetica viene fornita
dall'espressione
WH WL
la quale furnisec la potenza media.
Per dò che riguarda la potenza dissipala
in modo dinamico, durante una variazione
continua dcH'uscita tra il livello basso e
quello alto, diciamo solo che essa dipende
da capacità e resistenze interne c dalla fre-
quenza dì variazione. A seconda degli im-
pieghi. si usano inlcgrulì di diverso tipo
Ad esempio, per la famiglia TTL, gli ele-
menti del lipo "high power" hanno resi-
stenze inicrnc dì basso valore che induco-
no una alla dissipazione, ma una più eleva-
la velocità dì commutazione. In maniera
opposta si comportano gli integrati del U-
pi> "low power" che dissipano minor quan-
tità di potenza in cambio di tempi di com-
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Byte neiretere
Una Stazione-mailbox automatica in RTTY
di Fubin Mar/occa
Dopo aver parlalo sul mmw-
ro -13 di come gestire i dati di un
contesi con un computer, vedia-
mo questo mese un 'applicazio-
ne piuttosto singolare del perso-
nal nel campo delle radiotra-
smissioni amatoriali. Si traila
di una stazione automatica in
radiotelelype I RTTY i comple-
tamente governala da un Apple
II: quando viene efffeltuaio un
collegamento con questa stazUt-
ne. il computer risponde al cor-
rispondente con messaggi di i-
siruzioni per i comandi princi-
pali. permette di lasciare su di-
sco un messaggio per un altro
radioamatore e gestisce tutta la
faccenda in modo tale da rende-
re la stazione un punto di
incontro e di collezione di injormaztoni e
me.ssaggi tmailho.xì.
/-f possibilità del. sistema vanno ben oltre,
comunque, quelle brevemente elencate so-
pra. per cui vediamole meglio in dettaglio.
I codici RadioTeicType (RTTY)
Il sistema di trasmissione RTTY (radio-
telescrivente) viene preferito alle comuni-
cazioni eseguite in fonia per Irasmissìoni a
lunga distanza, le ((uali risultano più alTi-
dabili se eseguite in telegrafia o RTTY:
laddove, infatti, il messaggio in fonia risul-
ta inintelligibile per sovrapposizione di di-
sturbi radioclcurici. i codici delie trasmis-
sioni telegrallchc riescono ad innalzare il
rapporto quantità di informazione distur-
bo.
La trasmissione del messaggio in RTTY
é basaia.nella maggior parte dei casi, su un
codice che prende il nome dal ricercatore
che lo ha messo a punto: Baudot. Il Baudot
è un codice asincrono a 5 cifre, per cui. al
fine di rendere possibile la sincronizzazio-
ne del ricevitore, il trasmettitore invia un
hit di start ed uno di stop per ogni caratle-
Dato che 5 bit permettono la codifica-
zione di soli 32 caratteri, a ciascun codice
sono stali assegnati due significati, selezio-
nandoli attraverso una combinazione tra-
smessa. denominata Lettere o Cifre. In tal
modo, con 5 bit è possibile disporre dì 64
caratteri diversi: in effeili il codice Baudot
c composto da 52 caratteri e 5 funzioni di
macchina.
I segnali RTTY vengono trasmessi nei-
retere con il sistema di modulazione FSK
(Frequency Shifi Keying); i due bit 0 e I
vengono as.sociati ad alireliantì toni (delti
Mark e Space) separali da loro da un gap
di frequenza detto ••Shift". Nel caso delle
trasmissioni radioamaioriali in VHF. la
frequenza delMark(l logico)cdi 1375 Hz.
e quella dello Spacc (0 logico) è di 1445 Hz.
Inizialmente gii apparati di ricezione
RTTY erano composti da rumorosissime
lelescrìvenli elettromeccaniche con deco-
dificatori aHidaiì a complicati sistemi dì
leve e rinvìi.
Con ravvcnio del personal computer, la
radiotelegrafia ha subito un notevole balzo
avanti, fino a raggiungere tecniche di tra-
smissione molto raflinale.
Il codice Baudot è stato il primo nella
storia ad essere adottato da una radiotelc-
scrivenle, ma non rappresenta certamente
il più immune da errori, proprio a causa
della necessità di scambiare il set di caratte-
ri per rinsufficienza dei bit. e della caratte-
ristica asincrona del codice stesso.
Un nuovo sistema di codifi-
cazione sta lentamente pren-
dendo il posto del codice Bau-
dot. soprattutto in quei campi
in cui rafTidabilìlà del messag-
gio trasmesso deve essere ga-
rantita. Si tratta del codice
Moore o ARQ (Aulomalic
ReQuesl) il quale è un codice
sincrono (quindi non necessita
10 start e lo stop) di 7 bit. a
rilevazione automatica di erro-
II carattere di 7 bit é sempre
composto da 4 bit "0” e 3 bit
"f. per cui sarà ancora neces-
saria la funzione di scambio
"Lettere" e "Numeri", ma sta-
volta sarà possibile controllare
11 codice in arrivo allravcrso il
rapporto 4:3 ed intraprendere le eventuali
procedure di correzione.
L'hardwarc minimo necessario per ef-
fettuare un collcgamcnlo in RTTY é com-
posto da: un comune ricctrasmelliiore per
bande radioamaioriali. un modem FSK ed
un personal computer per la dccodiricazio-
II mailbox romano
Dai primi giorni dì giugno 1985, è in
funzione ad Ostia Lido ( Roma ) una stazio-
ne mailbox in RTTY opcranie sulla fre-
quenza di 144.625 MHz. tutti i giorni dalle
I7.(X1 alle 23-00 per iniziativa di lOWWJ.
lOHOCc IWOBNC.
L'emissione avviene in banda laterale
inferiore, toni bassi (1275.1445) e modo
Reverse (Mark al(o. Space basso).
Il sistema è composto da una scheda
.Apple II che governa la stazione, corredala
Ai lettori
Questa nuova rubrìca, giunta alla seconda puntata, vuole essere un punto di
incontro fra tutti i radioamatori ed il mondo dei personal computer. La moderna
stazione radio oggi non può più fare a meno di un "controllore" automatico di tutte
le sue funzioni, senza parlare di apparati quali il favoloso YAESU FT-980. comple-
tamente intcrfaccialo con l'Apple II il quale ne controlla la frequenza, il modo, i
miri. l'FSK. ecc.
La rubrica è comunque aperta a tutti i lettori (radioamatori e non), quindi
scriveteci, inviando i vostri suggerimenti, le vostre esperienze nel settore, oppure una
descrizione di come viene impiegato il computer nella vostra stazione radio.
Su queste pagine verranno in seguito trattati gli argomenti principali della mate-
ria. ma la collaborazione dei lettori potrà aiutare a creare una sorta di "salotto" dove
potranno essere prese in considerazione tutte le più vaste possibilità di applicazione
del computer nel settore radiantisiico.
Lanciamo i byte neH'eiere. t-m. ilWOCACi
132
MCmicrocomputer n 4d - seliembre 1985
da un lloppy-disk drive da 5" e da una
>;chcdu-orologio: all'uscila della game-
pori é eollegato un modem FSK a fìlin
amvi, in linea con il riccirasmeiiilorc (i-
COM IC-202) e con un amplincalori Rh
da 25 wati. Tulle le apparecchiaiurc sono
collega te ad un timer elciiromeccanico che
controlla rmiervallo di 6 ore di funziona-
mento quotidiano del mailhox. Inoltre un
circuito di lemporizzazionc ciellronico
collegato ad un pin della game-port del-
l'Apple provvede a fornire l'intervallo di
tempo di cinque minuti per la generazione
della chiamata automaiicu.
Il software di gestione è alTidaio ad una
versione modificata di un nolo program-
ma; il Super-Rati della Uni versai Software
Ine.
Le sostanziali modifiche sono state ap-
portale in gran parte da lóKZRe lOWWJ:
alle funzioni originali del Super-Ratt sono
state aggiunte: il controllo sul nominativo
in arrivo, calcolo delle orbile del satellite
Oscar IO. calcolo del nuovo WW-QTH lo-
cator e numerose altre utility. Inoltre il
programma c stato installalo sotto il DI-
VERSI DOS per avere una maggiore velo-
cità di accesso ai file su disco.
Una volta attivato, il mailbox inizia a
irasmclterc ogni 5 minuti un messaggio di
chiamata generale (Fig, 3) che ripete perio-
dicamente finché non viene effettuato un
accesso da un corrispondente.
Il collegamento con il mailbox avviene
trasmettendo il comando:
lOWWj
seguilo du un Carriage Return. È consi-
gliabile far precedere i due punti del co-
mando da una stringa di RYRY per per-
mettere una migliore sincronizzazione da
parte del modem in ricezione. In generale,
nel tralTìco RTTY in Baudot, una stringa
di prova può essere rappresentata spesso
dui caralleri RY in quanto i loro codici
( vedi fig. 1 ) sono esattamente l'uno l'oppo-
sto deH'altro: ciò significa la massima pro-
babilità di errore da parte dei circuiti di
decodifica.
A questo punto, il mailbox risponderà
dando il benvenuto alla nuova slazionc.c
chiedendo il nominativo. L'accesso a que-
sta stazione automatica assomiglia molto
ad una sessione di lavoro fra terminale e
host-compuler. in una lìnea dati: il LO-
GON viene erTeliuaio tramile il comando
rlOWWJ. si può accedere a file e lasciare
messaggi, quindi il LOGOFF corrisponde
al comando :BYE.
È bene ricordare che ogni comando ini-
zia con due punti e termina con un Carria-
ge Return (fig. 2).
Una volta inserito il nominativo, il mail-
box risponderà informando se esistono
messaggi (QTC) in giacenza diretti alla sta-
zione che ha appena aperto l'accesso, ed
elencandone i titoli. L’operatore può leg-
gere tutta la directory sul disco del mail-
box. e richiedere la ritrasmissione di un
qualunque messaggio registrato sul flop-
py-
Considerata l'occupazione de! program-
ma principale e delle routine aeces.sori su
disco, rimangono circa (KIK a disposizione
degli ulcnii per effettuare la deposizione di
messaggi. Questa capacità potrà inoltre es-
sere successivamente ampliata, in quanto il
programma prevede la possibilità di ge-
stione di un secondo drive nel quale potrà
essere inserito un disco-dati formattalo e
senza DOS residente Durame la chiamata
133
MCmicfocompuler n. 44 - settembre 1985
Comandi mailbox
;ENTER Attiva il buffer per permettere
di memorizzare il testo in arrivo
successivamente (temporaneamente o su
disco)
:£N0 Disattiva il buffer per concludere
la registrazione di un messaggio
tLIST Ritrasmette il testo Immagazzinato
nel buffer
;SAVE Memorizza tutto il contenuto del
iCANCEL cancella il testo contenuto nel
:READn Trasmette II messaggio numero
n contenuto nel mailbox
;KILI.n Cancella II messaggio numero n
dal mailbox
;HELP Breve lista del comandi
iCOMMANDS Trasmette questo file
:WEATHER Trasmette il file weather
:NEWS Trasmette II file news
:TIME Trasmette giorno della settimana,
data ed ora GMT
:DIR Trasmette una lista di tutti I
messaggi del sistema, con data, ora e
nome di chi l'ha registrato
:OTC Trasmette l'elenco di tutti i
messaggi contenuti nel mailbox che
Iniziano con la sigla OTC
:SDIR Trasmette l'elenco dei messaggi
non QTC
:L06 Trasmette l'elenco degli
utilizzatori del mailbox che hanno
effettualo gli accessi più recenti
:BYE Termine del collegamento con il
mailbox
:COR Permette la correzione del
nominativo, se errato
:CORDIR Permette la correzione del
nome di un messaggio nella directory
:LOC Conversione da vecchio QTH
locator al nuovo W-W OTH, e calcolo del
ORB
lOSCAR Trasmette i dati orbitali del
satellite Oscar 10 relativi al giorno in
;EXPERT Elimina I suggerimenti per tutti
I comandi
:RYS Trasmette una stringa di RY
;QBF Trasmette THE QUICK BROWN
FOX...
:ASCII Commuta In codice ASCII
tBAUDOT Commuta in codice Baudot
:4SBAUD Posiziona la velocità a 45
:74BAUD Posiziona la velocità a 74
rRESET Resetta il sistema alla normale
velocità e codice.
generale, il mailbox è settato per una velo-
cità di trasmissione di 45 baud, al fine di
permettere l'accesso alla maggior parte de-
gli utenti che operano in RTTY; il band-
rate potrà comunque essere commutato a
74 baud durante il collegamento, ed inoltre
esiste la possibilità di posizionare tutto il
sistema a I IO ASCII. Questa lecnicaècon-
sigliaia per accelerare i tempi del collega-
mento, ma potrebbe creare alcuni proble-
mi di criticità di decodificazione se la sinto-
nia non è stala effettuata con la massima
cura possibile.
Per accedere a questo mailbox in VHP, è
sufTìciente avere a disposizione un comune
sistema di radiotelegrafia predisposto al-
meno per una velocità di 45 baud. Attual-
mente stiamo assistendo ad un proliferare
di programmi atti alla decodifica dei se-
Frequenza di Trasmissione: 144.625 MHz
Modo: Banda laterale inferiore (LSB)
QTH: JN61DR
Codice; Baudot
Velocità: 45 baud (detaull)
Mark: 1275
Space: 1445
Comando di accesso: RYRY:I0WWJ
Chiamata generale ogni 5 minuti
Orario di funzionamento: dalle 17.00 alle
23.00
Figura 5 - Dati HMssari all'idenii/ìcazione del mali’
gnali RTTY, implementati su lutti i com-
puter sul mercato, con particolare intensità
per quanto riguarda il Sinclair Specirum
ed il Commodore 64. Questi programmi
trasformano il personal in terminali com-
pleti per RTTY. Ovviamente, oltre al com-
puter, sono necessarie le comuni apparec-
chiature di una stazione radio; antenna,
transceiver e modem FSK.
Come memorizzare un messaggio
Una volta ottenuto l'accesso al mailbox,
e comunicato il proprio nominativo al si-
stema, occorrerà aprire un buffer nella me-
moria dell'Apple per depositare il messag-
gio desiderato. Il buffer viene attivato con
la trasmissione del comando:
RYRY:ENTER
il mailbox comunica l'avvenuta attivazio-
ne del buffer per messaggi ed attende che la
stazione collegata trasmetta il testo della
comunicazione (max 10240 caratteri!). Il
testo del messaggio dovrà leminarc con il
comando:
;ENO
A questo punto, volendo una conferma
dell'esaita ricezione del testo da parte del
mailbox, con il comando:
;LIST
il computer ritrasmette il lesto memorizza-
to nel buffer; per depositare il messaggio su
disco, trasmettere:
:SAVE
che disattiva il buffer dei messaggi. Il com-
puter richiederà il nome con il quale il file
dovrà essere salvato. Qualora si tratti di un
messaggio diretto da un radioamatore ad
un altro, è consigliabile salvarlo con il tito-
lo "QTC per" seguilo da! nominativo a cui
è destinato, per attivare il meccanismo di
elenco automatico dei messaggi in giacen-
za. Un esempio chiarirà meglio.
Volendo lasciare un messaggio per
lOOMR, si darà il titolo "QTC per
lOOMR". In tal modo, quando lOOMR
effettuerà un accesso al mailbox, il compu-
ter trasmetterà subito:
MESSAGGI PER IOOMR:1
seguito dal numero progressivo e dal titolo
del messaggio. Questo meccanismo auto-
matico potrà avvenire solo se il titolo del
messaggio inizia con QTC.
Conclusioni
Questodel mailbox in RTTY rappresen-
ta certamente uno degli esempi più interes-
santi di applicazione del personal compu-
ter nel settore radiantistico; l'automazione
è massima, in quanto tutta l'attività della
stazione viene effettuata autonomamente
senza l'intervento dell' operatore.
Non si esclude che in un prossimo futu-
ro, questa stazione sperimentale possa rap-
presentare effettivamente una "casella po-
stale" nell'elere. al servizio di tutti i radioa-
matori. per un migliore scambio di infor-
mazioni tecniche e di dati riguardanti la
propagazione radio. MC
134
MCmicrocomputer r. 44 - settembre 1985
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La Simulazione
di Valter Di Dio
Tt'niimiunio qui la nastra passeggiata
nelle passeggiate aleatorie. Ci occuperenin
in particolare ilei processi Markoviuni e del-
le barriere, ostacoli che interposti sul cam-
mino del si.siema ne pti.ssono modificare l 'in-
cedere. Qua.ii lutti i tipi di pa.s.seggiuie alea-
torie, su una retta, nel piano o nello .spazio
devono disporre di barriere: alcune naturali,
come il numero di na.wite giornaliere che
non può essere negativo, altre imposte da
regole del gioco come il capitale di una a-
:ienda, che se .scende sotto un certo valore,
caii.sa il fallimento di quest ultima.
Le barriere permettono inoltre di "conte-
nere" dei lenameni che altrimenti avrebbero
la tendenza a crescere, o decre.scere. in modo
infinito, con.sentendane cosi la trasforma-
zione in processi stazionari e quindi utilizza-
bili. In questo caso si dovranno scegliere le
barriere che stabilizzano il processo col mi-
nimo "danno" possibile o ad un costo accet-
tabile.
Spes.so è utile conoscere dopo quanto tem-
po. in media, viene raggiunta una certa bar-
riera: come nel caso dei guasti. Oppure può
interessare quante volle una determinata
barriera viene toccata: ad esempio la ma.s.si-
ma coda ad un casello.
A tutte queste domande è facile risponde-
re con la Simulazione della passeggiata a-
leaioria mediante calcolatore.
I processi aleatori
Dato un sistema, ovvero un insieme di
componenti legate da particolari rctadoni
è possibile rappresentare, o meglio enume-
rare. tulli I SUOI possibili stati. Nel caso più
semplice il sistema può essere la luce di una
stanza e i suoi stati sono ACCESA e
SPENTA. In altri casi il numero degli stati
può anche cs.scrc mollo grande, ad esem-
pio nel gioco del Monopoli ciascun gioca-
tore rappresenta una realizzazione di pas-
seggiala aleatoria i cui stali possibili .sono
tulle le caselle del gioco.
Una volta enumerati gli stati è facile
individuare le possibili transizioni, da uno
stalo all'altro e viceversa; nell'esempio del-
la luce le transizioni possibili sono tre. In-
fatti la luce può passare da SPENTA ad
ACCESA, da ACCESA a SPENTA oppu-
re rimanere come si trova; in certi casi può
essere necessario separare questo ‘non
cambiamento' nei due tipi ACCESA-AC-
CESA e SPENTA-SPENTA. ma in gene-
rale non servc-
Comc visto nella scorsa puntala si può
allora assegnare ad ogni transizione la sua
probabilità di verificarsi. Dove assegnare
una probabilità significa determinare la
sua funzione di distri biizionc e i parametri
caratteristici, gcncrulnicnle la Media e la
Varianza.
) REM CAt-COLO DEL RISCHIO
} CASSA • lOOOOsDC - ISOs REM
KILOUIRE
5 F - .3j rem media EVENTI PER
UNITA- DI TEMPO
) T a O: REM ORIGINE
5 M • 500i REM COSTO MEDIO INC
I DENTE
) REM START LOOP
) l ” I » Ir PRINT "INCIDENTE A
3 SPESA - I o M
3 RICAVI » DC * 3ii5
) CASSA - CASSA « RICAVI - SPES
3 PRINT ! PRINT -GIACENZA CASE
A« -CASSA
3 PRINT : PRINT " N. INCIDENT
360 PRINT J PRINT "
Si possono quindi evidenziare le corri-
spondenze tra stalo iniziale c stali finali in
una matrice che prende il nome di matrice
di transizione
Ciascun Pn.m rappresenta la probabili-
tà di passare dallo stato n a quello m.
Dal momento che il sistema deve per
forza passare ad uno degli stati (Inali, qual-
siasi sia lo stato iniziale, la somma
L'
Nel caso in cui gli stati siano molti, come
nel Monopoli, si può anche passare da uno
stalo ad un altro mollo lontano (nei giochi
in genere il massimo salto é sci perché si
usano i dadi); quando questo non è vero si
ha un caso particolare di passeggiata alea-
toria. che prende il nome di passeggiala
aleatoria semplice. Si verìfica cosi che da
un certo stato il sistema può passare solo ai
due siali vicini. In pratica dallo staio n si
può passare solo agli stati n- 1 ed n -I- 1 (o
rimanere in n).
Le passeggiale semplici consentono di
generare cammini in un certo senso conti-
nui. senza .salti di stati, e quindi di poter
seguire più facilmente l'andamento del fe-
nomeno.
1 processi Markov i ani
Abbiamo visto allora che per generare
eventi futuri dai dati attuali di una serie
storica è possibile usare una matrice di
transizione che associ alle possibili varia-
zioni le rispettive probabilità. Perche que-
sto sia vero in assoluto il processo aleato-
rio deve solloslarc ad una precisa condi-
zione; la probabilità di un evento al tempo
Tn-f I deve dipendere esclusivamente dal-
la condizione del sistema al tempo Tn qua-
lunque fosse la situazione al tempo Tn-I o
in tempi ancora più remoli. La stessa cosa
detta in termini matematici diventa:
MCmicrocomputer n. 44 - seltembre 1985
137
sotto queste condizioni la matrice di tran-
sizione esprime completamente l'anda-
mento del renomeno.
Un processo aleatorio che risponde a
questa caratteristica prende il nome di ca-
tena di Markov ben esprimendo il concetto
per cui ogni elemento è legalo esclusiva-
mente al precedente come le maglie di una
catena.
La possibilità di utilizzare processi Mar-
koviani semplifica notevolmente il proble-
ma non essendo più necessario lo studio
delle autocorrelazioni e degli spettri di fre-
quenza.
Prendiamo ad esempio la seguente ma-
trice di transizione (ancora non sappiamo
a cosa si riferisca);
p - 1 •• j,-; 1 .
Per simulare il sistema generiamo un nu-
mero intero tra zero e nove ed effettuiamo
le seguenti transizioni:
0..4 resta nello stato 0;
5.. 8 passa allo stato 1;
9 passa allo stato 2.
Appena passali allo stato uno...
0..4 resta nello stato I;
5.. 9 passa allo stato 2;
Vediamo ora una serie di realizzazioni di
un simile processo:
prova n. 012345Ù7B
IO
l 0 'J 1 1 2
3 0 u ù V 0 ‘j 2 ... .
4 0 0 2
5 OJ12
6 0tlJlltl2..
7 OlltZ
8 0112
<9 00000112...
10 0 0 0 0 1 1 t J l j: .
Adesso si vede chiaramente che la matri-
ce in oggetto riguarda un sistema in funzio-
ne e le sue possibilità di guasto. Lo stato
zero rappresenta il sistema funzionante,
dallo stato zero il sistema può degradare
allo stato uno che possiamo chiamare si-
stema a funzionalità ridotta, o direttamen-
AL
TEMPO
INCIDENTE
INCIDENTE
AL
TEMPO
1
INCIDENTE
AL
TEMPO
1
INCIDENTE
AL
TEMPO
10
INCIDENTE
AL
TEMPO
15
INCIDENTE
AL
TEMPO
16
INCIDENTE
AL
TEMPO
17
INCIDENTE
AL
TEMPO
21
INCIDENTE
AL
TEMPO
32
INCIDENTE
AL
TEMPO
33
INCIDENTE
AL
TEMPO
38
INCIDENTE
AL
TEMPO
41
INCIDENTE
AL
TEMPO
42
INCIDENTE
AL
TEMPO
43
INCIDENTE
AL
TEMPO
44
INCIDENTE
AL
TEMPO
46
INCIDENTE
AL
TEMPO
47
INCIDENTE
AL
TEMPO
50
INCIDENTE
AL
TEMPO
52
INCIDENTE
AL
TEMPO
52
INCIDENTE
AL
TEMPO
54
INCIDENTE
AL
TEMPO
57
INCIDENTE
AL
TEMPO
57
INCIDENTE
AL
TEMPO
62
INCIDENTE
AL
TEMPO
64
INCIDENTE
AL
TEMPO
64
INCIDENTE
AL
TEMPO
65
INCIDENTE
AL
TEMPO
66
INCIDENTE
AL
TEMPO
323
INCIDENTE
AL
TEMPO
325
INCIDENTE
AL
TEMPO
326
INCIDENTE
AL
TEMPO
327
INCIDENTE
AL
TEMPO
330
INCIDENTE
AL
TEMPO
331
INCIDENTE
AL
TEMPO
340
INCIDENTE
AL
TEMPO
342
INCIDENTE
AL
TEMPO
342
INCIDENTE
AL
TEMPO
345
INCIDENTE
AL
TEMPO
345
INCIDENTE
AL
TEMPO
357
INCIDENTE
AL
TEMPO
360
INCIDENTE
AL
TEMPO
362
GIACENZA CASSA= 5250
N. INCIDENTI= 119
MEDIA F
326027397
Us/aia 2 ■ UscUa del programma di ^ova. si può così
provare s^oi^isa mìziaìe permeile di arrivare in allivo
le allo Stalo due che indica il sistema gua-
sto. Dallo stalo uno il sistema può solo
passare allo stalo due. non è quindi previ-
sta la possibilità di ripararlo (potrebbe
trattarsi di un satellite in orbila); mentre,
una volta nello stato due. il sistema non si
muove più. Infatti la probabilità di passare
dallo stalo due allo stato due è uguale ad
uno e quindi aH'evenlo certo.
Questa posizione che. una volta rag-
giunta. costringe il sistema ad una mossa
obbligata si chiama: “barriera".
Le barriere
In quasi tutti i sistemi esistono dei limiti
alla libertà di movimento; nel caso appena
visto si tratta dello stalo "guasto", nella
serie storica delle note di un concerto sa-
ranno i limiti della tastiera del pianoforte, e
se il pianoforte non avesse limiti, saranno i
limiti dell'udito umano.
Le barriere si distinguono per il diverso
comportamento che impongono al sistema
una volta raggiunte. Alcuni tipi sono più
comuni e quindi completamente esplorate
nei loro risvolti matematici, ma nessuno ci
impedisce di creare delle barriere a nostro
piaeimcnto; e se questo provoca dei grossi
problemi all'approccio analitico del siste-
ma. per la simulazione un tipo di barriera
vale l'altro.
La barriera più comune è la barriera
assorbente; come dice il nome stesso una
volta raggiunta si viene assorbiti e non si
esce più. Lo stalo "2" dell'esempio prece-
dente è una barriera assorbente. Una pas-
seggiata aleatoria semplice ad una dimen-
sione può avere al massimo due barriere
assorbenti: una a sinistra dcU'origine e una
a destra, altre barriere esterne a queste non
verrebbero mai raggiunte. Ma se suppo-
niamo di avere una passeggiata aleatoria
con incrementi variabili, come nell'esem-
pio precedente in cui era possibile passare
direttamente dallo stato “0" allo stalo "2”.
ci possono essere molte barriere assorbenti
sparpagliate tra gli stali. In questo caso più
che di barriere assorbenti si potrebbe par-
lare di sabbie mobili, e, per essere sicuri di
catturare il fenomeno, si deve sistemare
una serie di barriere as.sorbenti lunga
quanto il massimo 'salto' che il sistema
può fare.
Una seconda categoria di barriere è
quella delle barriere riflettenti, queste, una
volta toccate, rimandano indietro il pro-
cesso in vari modi. Possono ad esempio
invertire la direzione del 'salto' quindi fa-
cendo fare al processo tanti passi indietro
quanti ne doveva compiere oltre la barrie-
ra; classica barriera del gioco dell'Oca do-
ve si deve fare esattamente il numero di
passi per raggiungere il traguardo altri-
menti, rag^unta la casella finale si conti-
nua a contare tornando indietro.
138
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
La Simula:!.
Oppure la barriera riflettente può sem-
plicemente annullare la mossa, ovvero ri-
mandare alla casella da cui si proveniva:
nel gioco Purchase si deve fare esaiiamenie
il numero di passi che porta al traguardo,
altrimenti si perde il turno. O infine la bar-
riera può mandare ad un certo stato (sem-
pre lo stesso) chi ci finisce dentro: vi ricor-
dale la casella “vai in prigione” del Mono-
poli?
A proposito la suddetta prigione è una
barriera assorbente particolare, infatti ti
assorbe per un certo numero di giri. Que-
sto tipo di situazioni sono più comuni di
quanto non sembri, e purtroppo rendono
non Markoviano il processo; infatti il po-
ter passare da uno stalo al successivo solo
dopo esserci rimasti un certo numero di
cicli, implica che la conoscenza della posi-
zione in un dato momento non basta a
prevedere la mossa successiva, dobbiamo
conoscere quali erano le situazioni in pre-
cedenza per un periodo di tempo lungo
quanto la massima permanenza in “prigio-
ne". solo allora sapremo esattamente lo
stalo attuale del sistema. Conviene a que-
sto punto aumentare artificialmente gli
stati del sistema distinguendo lo stato “in
prigione" da quello “in prigione da un
giorno" e poi da "in prigione da due gior-
ni" c così via.
Con questo stratagemma il sistema è di
nuovo Markoviano e possiamo usare tran-
quillamente la matrice di transizione.
Riprendiamo ad esempio la tabella pre-
cedente della simulazione di guasto c mo-
difichiamola in modo che non si possa rag-
giungere lo stato 2 (guasto) se prima non si
è restati almeno due volte nello stato I
(difettoso).
n 0 1/2 2/5 1/10 0
s la 0 1/2 1/2 0
a 1 b 0 0 1 .• 2 1 . :
e 2 0 0 O :
In effetti lo stato “1" originale è stato sosti-
tuito da una catena dì barriere riflettenti
(ncirescmpio sono semirineltcnii) che si
lanciano il sistema dalla prima verso la
seconda poi dalla seconda verso la terza e
cosi via tino all'ultima che lo rimette “in
gioco".
Un tipo particolare di barriera si può
trovare nei processi aleatori in cui è possi-
bile modificare la funzione di distribuzione
delle probabilità di transizione: in parole
povere quando la possibilità di transizione
da un certo stato ad un altro non ècostante
e quindi il processo non è Markoviano.
Sotto queste condizioni possono esistere
delle barriere che non costringono il siste-
ma a certe scelte ma lo invogliano molto: le
barriere elastiche.
Queste barriere non sono delle vere e
proprie caselle come quelle precedente-
mente viste, ma piuttosto delle aree in cui il
sistema rifiuta di inoltrarsi. Per ottenere
questo elTetto basta fare in modo che la
probabilità dì andare avanti diminuisca
man mano che ci si avventura airintemo di
una zona o ci sì avvicina ad una certa
casella. Se ripensiamo al pianoforte le due
barriere, superiore ed inferiore, sono pro-
prio di questo tipo: la maggior parte dcll'e-
secuzione si svolge al centro della tastiera
con puntale nelle zone estreme di durala
ridotta.
Oltre a questa si possono inventare, o
incontrare nella realtà, barriere del tipo più
impensato (magari che valgono solo il gio-
vedì a meno che non sia un anno bisestile) e
piemeniare queste barriere anomale nel
programma o trasformarle, cosa quasi
sempre possibile, in barriere più tradizio-
nali.
l'n esempio
Consideriamo un problema con un mo-
dello di calcolo del rischio per una assicu-
razione. Le entrale sono costituite da ren-
dite del capiialeinvestiioedai premi versa-
ti dagli assicurati, pertanto sono pratica-
mente costanti nel tempo: più precisamen-
te la disponibilità sarà rappresentata da
una retta crescente con un lasso di svilup-
po uguale a dC per unità di tempo.
Ogni tanto però l'assicurazione è co-
stretta ad eHettuare dei rimborsi per acci-
denti vari. Questi accidenti capitano con
frequenza F e distribuzione di Poisson:
mentre la somma pagala di volta in volta
sarà distribuita normalmente con media
Mp e varianza Vp.
Un esempio di realizzazione può essere
quello di figura I . Come si vede si parte con
un certo capitale e si procede incassando
soldi finché non capita un incidente e il
fondo cassa cala bruscamente. Una delle
cose che possono interessare è il capitale
iniziale mìnimo necessario ad allontanare
il più possibile il rischio che la curva vada
sotto zero e quindi la compagnia fallisca,
conoscendo in anticipo F. Mp, Vp. e dC.
Per verificare il tempo medio della cata-
strofe occorre effettuare, per ciascun valo-
re iniziale della cassa, un numero abba-
stanza elevato di simulazioni e calcolare la
media dei tempi intercorsi tra l’origine del-
la simulazione c la catastrofe.
Più in generale interesserà sapere se dati
certi parametri il capitale iniziale sarà suf-
ficiente a garantirci la sopravvivenza per
un certo periodo di tempo (diciamo un
anno).
In questo caso per semplificare l'esecu-
zione possiamo immaginare di non risarci-
re i danni fino alia fine del periodo in esa-
me; a questo punto conosciamo esatta-
mente la disponibilità di cassa dato che c
una retta, e possiamo amalgamare le som-
me pagare in un unico valore corrispon-
dente alla media dei pagamenti (cheè nota)
per il numero di pagamenti efrctluali che
dipende dalla sumulazionc. In pratica in-
vece dì dover generare ogni volta un tempo
con funzione di distribuzione di Poisson e
un pagamento con funzione Normale, ge-
neriamo solo il tempo e lo sommiamo in
una variabile: quando questa variabile ha
raggiunto il perìodo da esaminare si calco-
la:
Cassa = Cassa iniziale + (tasso di Incremen-
to tempo) - (media risarcimenti « numero
di risarcimenti)
Per generare i tempi con distribuzione
Poisson. dato U numero casuale equi-
dislribuito. si calcola P=(-log U)/u dove u
é la media del fenomeno (e coincide anche
con la varianzii).
Conclusioni
Ci siamo cosi avventurati in tutto questo
strano mondo della simulazione, un mon-
do in cui tutto sembra magico, ma i cui
sviluppi discendono da un grosso lavoro di
analisi fatto per noi poveri mortali da gros-
si nomi della statistica di lutto il mondo.
Per chi fosse interessalo ad approfondire
gli clementi qui trattati ricordiamo la bi-
bliografia pubblicata nel numero di giu-
gno. e soprattutto il fatto che molto lavoro
va ancora svolto per rendere più precisi ed
affidabili i modelli matematici da cui poi.
in fondo, discende la simulazione. Nella
prossima e conclusiva puntala (fra due me-
si) ci occuperemo dei linguaggi di pro-
grammazione appositamente sviluppati
per la simulazione. MC
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
139
i. ^
DXY 880
• Formato A3/A4
• Velocità 200 mm/sec.
• Risoluzione 0,05 mm.
• Comandi standard
Roland ed HP/GL
• Funzionamento come digitizer
• Buffer di 3K espansibile a lOK
• Interfacce standard parallela
Centronics e RS232C.
ROLAND DG DXY880 L'EVOLUZIONE DEL PERSONAL PLOTTER
vie da^
di Tommaso Pantuso
Un maxi carattere sullo schermo
0%n! affronlianuì il problema della lena-
ru del generatore di caratteri de! P/c e de! C
64. Per il C 64 avremo prima bisogno di
esaminare certi aspetti hardware del Siste-
ma mediante i t/iiali .sarà poi semplice com-
prendere il perché di alcune operazioni da
campiere per la lettura della mappa caratle-
!] generatore di caratteri del Vie 20
Cominciamo ad esaminare la mappa dei
caraitcri del Vie 20. Come abbiamo visto,
essa è posta a partire dalla locazione
32768. In essa (come in quella del C 64) il
primo earatlerc. eomposto da un gruppo
di otto byte, quello di codice ■'0".è la "(a'".
In una matrice 8x8. come visto la volta
scorsa, esso può essere rappresentato come
nella Figura I c agli otto byte che lo com*
pongono, come sappiamo, possiamo asso-
ciare i numeri:
28. 34. 74. 86. 76. 32. 30. 0.
Se infatti andiamo a leggere le locazioni
che vanno da 32768 a 32775 con:
10 FORI = 0TO7
20 PHINT PÉEK(3276e + 1)
30 NEXT
troveremo tali numeri.
Nota. Se avessimo letto le locazioni cor-
rispondenti al generatore del C 64 (ammes-
so dì poterlo fare in maniera immediata)
avremmo trovato (figura 2) i valori:
60. 102. no. Ilo. 96. 98. 60, 0.
Infatti, nei due computer, non tutti i
caratteri hanno la stessa forma.
Il metodo per individuare l'esalta posi-
zione d'inizio di un carallcrc. noto il suo
codice di schermo S. è il .scguenle:
I ) sì prende S e si moltiplica per 8:
2) si somma il valore trovato alfindiriz-
zo d'inizio del generatore di caratteri.
Nel caso precedente, il codice dì «i c 0
per cui. 0 X 8 -H 32768 = 32768 che è ap-
punto la posizione cercata. Per una A. di
codice 1. avremo invcee l x 8 + 32768 =
Figura t - Lata cosi come viene visualizzala da! FU-y)
32776 che è appunto la locazione da cui
comincia a formarsi tale carattere.
Facciamo ora una veri fica che ci sembra
interessante. Abbiamo detto che ciascun
numero contenuto in ciascuna locaz.ione
del generatore di caratteri, se trasformato
in binario, fornisce un insieme di "0" c di
" I " (otto in lutto) che. analizzato dal siste-
ma renderà .sullo schermo un pixel acceso
m corrispondenza di ogni "1" cd un pixel
spento in corrispondenza dì ciascuno "0".
Se ora noi leggiamo ad esempio il contenu-
to dei precedenti otto byte, lo trasformia-
mo in un numero binario e poniamo i pat-
tern ottenuti l'uno sotto l'altro, dovremmo
ritrovare, sullo schermo cd ingrandita, una
griglia nella quale, osservando tulli gli "1 ".
dovremmo poter intravedere la forma del
carattere. Verifichiamo se questo fatto é
Per la w . decodificando in binario i va-
lori trovati, abbiamo i numeri; (XK)1 1 l(K).
00100010. OllKnOIO.OIOIOl io. (M(H)IIOO.
00100000. 0001 11 IO. 00<MKH)00. Ponendo
tali "stringhe" funa sotto fallra abbiamo:
(HHOUOU
(MI 1000 IO
OlOUIOIO
oloiono
OIOOM(M)
OOKMKKM)
(MKIIIIIO
OOOOIKMM)
e se por maggior chiarezza, asportiamo gli
"0" troveremo la seguente forma;
1 I I
MCmicrocompuler n. 44 • sellembre 1985
141
8K
«VK
6K
8K
^6K
KERNflL / IWM
Ilo / ROM j CUMTTeJit
Bone / -?>3M
ce>R.TIliùa£
ROM / CORTEI pae
Mm
t^FF -E00g
DFFF -Doe»
CFFf -ca9a
BFFF -A090
9FfF- eew
Figura 4
SudSiisione
delia memoria
del C 64.
che é proprio quella delia @ cosi come
viene rappresentata dalla macchina.
Un po’ di pratica
Nel listalo I. riportiamo un breve pro-
gramma che. riferendosi al secondo insie-
me di caratteri, elTettua automaticamente
questo processo restituendo, dopo aver
trasformato il contenuto di ogni byte inte-
ressalo in binario, al posto degli "O” degli
spazi bianchi e al posto degli “ I " un punto.
Inoltre, vengono fomiti anche i numeri
delle locazioni occupali dal carattere ed il
loro contenuto in notazione decimale. Per
ottenere i caratteri in campo inverso, alla
richiesta della macchina, inserire il caratte-
re desiderato dopo aver premuto < CTRL
+ RVS ON > .
Anche se molto semplice e di immediata
interpretazione, è forse il caso di commen-
tare alcuni punti del programmino dimo-
strativo in questione.
Intanto, qualche perplessità potrebbe
sorgere dall'osservazione della linea 9. Con
essa viene semplicemente abilitato il set di
caratteri alternativo (N in campo inverso)
e disabilitata la funzione della pressione
contemporanea dei tasti Shift/ Commodo-
re (H in campo inverso). La parte più diffi-
cile — si fa per dire — è ottenere una
scrittura simile a quella della linea in que-
stione; il problema si risolve molto sempli-
cemente. La sequenza di operazioni da
compiere è la seguente:
1) digitare PRINT“”;
2) portarsi con il cursore sulle prime vir-
golette;
3) premere due volte Shift/lnst;
4) scrivere NH.
Naturalmente lo stesso effetto può esse-
re sortito con i codici di controllo ChrS( 14)
e ChrS(8)
Nella linea 20 viene richiesto il carattere
che vogliamo visualizzare ingrandito, ma il
procedimento di input impiegalo è un po'
diverso da quelli consueti. Infatti dalla va-
riabile d'ingresso ZS dobbiamo ricavare il
codice di schermo del carattere da ripro-
durre ingrandito per poi andarlo ad inter-
cettare nel generatore. Si potrebbe impie-
gare un procedimento di calcolo partendo
dal codice Ascìi del carattere in questione e
calcolare da esso quello di schermo basan-
doci sulle formule da noi fomite non molto
tempo fa. Con un semplice artificio posso-
no essere però evitati lutti ì calcoli. Vedia-
mo come.
Dopo la richiesta di Input, noi premere-
mo il tasto corrispondente al carattere che
vogliamo visualizzare ingrandito. 11 carat-
tere in dimensioni normali, dopo la rispo-
sta all'input viene posto sul teleschermo in
una certa posizione e quindi esso avrà un
codice immagine nella memoria di scher-
mo (figura 3). Conoscendo allora l'esatta
locazione del carattere sul video, sapremo
anche in quale locazione della memoria di
schermo è contenuto il codice corrispon-
dente e quindi potremo prelevarlo ed usar-
lo per individuare il punto da cui il caratte-
re comincia a formarsi nel generatore. Fa-
cendo qualche osservazione, ci accorgiamo
che troveremo il codice del carattere in
questione nel byte 7713 (linea 30) della
142
MCmicrocomputer n. 44 - setlempre 1985
y/r da zero + 64
Vie da^
memoria video. Servendoci allora del con-
tenuto di tale byte e servendoci del calcolo
della linea 110 cominceremo a leggere il
contenuto degli otto byte individuati nel
generatore di caratteri convertendolo in
stringhe binarie (in cui gli “0" sono stati
sostituiti da spazi e gli "1” da punti) che
visualizzeremo sullo schermo l'una sotto
l'altra. L’effetto risultante sarà un caratte-
re simile nella forma a quello di partenza,
ma dalle dimensioni maggiori.
La memoria ambigua del C 64
Se leggere il contenuto dei generatore di
caratteri del Vie 20 è una cosa abbastanza
semplice, per il C 64 il procedimento è
leggermente più complicato, questo per la
particolare struttura interna delia macchi-
na. Per capire quindi bene il significato
delie operazioni che compiremo in seguito
é allora necessario dare uno sguardo ad
alcuni aspetti fondamentali di questa strut-
Come saprete, il C 64 ègestito dal micro-
processore 6SI0 che utilizza un bus di indi-
rizzi a 16 bit: ciò significa che esso è capace
di indirizzare 64K di memoria. Sappiamo
però che il C 64 possiede, oltre a 64K di
Ram, anche 20K di Rom occupati dal Ba-
sic, dal Sistema Operativo e dal generatore
di caratteri. Se allora calcoliamo l'ammon-
lare della memoria presente nel computer
ci accorgiamo che supera i 64K effettiva-
mene indirizzabili dal microprocessore e
viene logico chiedersi come ciò sia possibi-
le (figura 4).
Il “trucco" sta nel 6SI0 stesso il quale
contiene una “porta d'ingresso/uscita” con
la quale, al momento opportuno, viene se-
lezionata la Ram o la Rom del sistema o le
zone di I/O. In altre parole (figura S) pos-
siamo paragonare la memoria del C 64 a
due pagine sovrapposte di un libro a cui
non possiamo antere contemporanea-
mente. ma dobbiamo leggerne necessaria-
mente una sola per volta. La porta d'I/0
cui accennavamo i composta da 5 bit ed è
situata nella locazione I della memoria dei
computer. La sua configurazione iniziale è
101 1 1 1: ogni bit alto rappresenta un'uscita
ed ogni bit basso un ingresso.
Naturalmente, visto che tale “porta" a S
bit occupa una locazione di memoria ad 8
bit è evidente che lo stato dei tre bit che
avanzano, nel nostro caso quelli più alti (6,
7. 8.). non è rilevante. Per essere più chiari
sulla funzione di questa porta, aggiungia-
mo che, a seconda che uno dei suoi bit
venga posto alto oppure basso, le influenze
sul sistema consistono nell’abilitazione di
un determinato dispositivo periferico (re-
gistratore a cassette) e nella discriminazio-
ne tra la Ram e la Rom sovrapposte. De-
scriviamo rapidamente la funzione di cia-
scun bit.
Il bit 0 posto ad 1, quindi in stato di
output, controlla la Rom del Basic situata
tra gli indirizzi esadecimali AOOO a BFFF e
la Ram sottostante. Il bit 1 alto, è invece
dedicato alla Rom del Remai ed alla Ram
entrambe situate da EOOO a FFFF. Anche
il bit 2 è un’uscita e quindi si trova nello
stato logico I . Esso si occupa della selezio-
ne della Rom e dell'I/O (Vie. Sid. Cia. ecc.)
situati da DOGO a DFFF. Il bit 3, sempre
un’uscita, è la linea di scrittura del registra-
tore mentre il bit 4, questa volta posto
come ingresso, rivela la pressione dei tasti
(sempre dei registratore). Infine, il bit S,
controlla lo stop e lo start del motore del
Datasette. Per il momento questa somma-
ria descrizione può bastare; daremo co-
munque in seguito ulteriori delucidazioni
sulla porta di cui abbiamo appena parlato
e su come si possa influire sulla configura-
zione delle sue linee mediante l'opportuno
posizionamento di un registro di controllo
posto “alle sue spalle” echiamato “registro
di direzione dati".
Soffermiamoci ora per un attimo solo
sulla funzione svolta dal bit 2 della porta in
questione. Per quanto ci interessa, diciamo
che con esso è possibile selezionare, nell’a-
rea accessibile dal microprocessore, la
Rom dei caratteri o la sezione sovrastante
dei dispositivi d'I/O del sistema. Se tale bit
si trova in condizione 1 (condizione di de-
fault). il controllo viene ceduto ai dispositi-
vi d'I/O e quindi il generatore di caratteri
non è naturalmente accessìbile dall'utente.
Se invece abbiamo la necessità di leggere il
contenuto del generatore, ad esempio per
travasarlo in Ram, dovremo elTetiuare la
commutazione di tale bit da 1 a 0. E questo
è il primo passo da compiere per la lettura.
L’ulteriore necessità é quella che non sì
verifichino interruzioni (interrupt) nel mo-
mento in cui si sta accedendo al generatore
di caratteri e questo per una ragione molto
semplice: la Rom dei caratteri e dispositivi
d’I/O sono sovrapposti. Ora. dato che le
interruzioni sul sistema sono gestite ap-
punto da tali dispositivi, se durante la let-
tura del generatore si verificano degli inter-
rupt, il sistema subirebbe un blocco. Per
tale ragioni le interruzioni vanno necessa-
riamente escluse.
Le interruzioni sono gestite da uno dei
Cia presenti nella macchina mediante una
sua porta d'ingresso/uscita quindi è su
quest’ultìma che dovremo agire per l'ac-
cesso all’ambito generatore di caratteri.
Sarà appunto questo l'argomento del pros-
simo articolo nel quale analizzeremo più in
dettaglio alcuni degli aspetti descritti que-
sta volta MC
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
143
Nella puntata precedente abbiamo visto
come si utilizza la funzione USR. che per-
mette di lanciare un programma in LIM ed
inoltre restituisce il valore contenuto nella
coppia di registri BC a! momento del rientro
al Basic. Sfortunatamente ifuesta è l'unica
possibilità di scambio di parametri che i pro-
gettisti della Sinclair Research hanno pen-
sato di introdurre nel Basic. Nulla di specifi-
co è stato introdotto per quanto riguarda il
passaggio di più di un valore, ma neanche
per l'operazione opposta, ovvero il passag-
gio anche di un singolo parametro da! pro-
gramma Basic a quello in linguaggio mac-
china. Vediamo che cosa si può fare per
ovviare a queste mancanze.
Un'idea assai semplice, ma che si dimo-
stra valida in moltissimi casi, è quella di
usare le posizioni di memoria come se si
trattasse di una sorta di casella postale.
Se due persone comunicano attraverso il
fermoposta, esse si scambiano delle infor-
mazioni senza che una conosca l'indirizzo
dell'altra. L'informazione che esse condi-
vidono è un indirizzo comune cui fare rìfe-
rimcnio.
Noi vogliamo realizzare un meccanismo
esattamente analogo, in cui l'unico tramite
tra programma Basic e programma in lin-
guaggio macchina è un insieme di locazioni
di memona il cui indirizzo è conosciuto da
entrambi. Vediamo subito di mettere in
pratica questa idea in un caso mollo sem-
plice. Consideriamo un programma che e-
segua bit per bit una operazione logica
fondamentale (and. or. xor. noi) su un in-
tero byte.
Nel Basic dello Spccirum sono presenti
le operazioni di AND. OR e NOT, non si
tratta però di operatori logici nei vero sen-
so della parola, ma di operatori aritmetici:
il principio è che viene consideralo come
vero un qualsiasi valore diverso da zero,
come falso lo zero. Anche nel risultato lo
ZXBasic differisce dallo standard. L'AND
tra due valori per esempio restituisce 0 se
imo dei due è zero, oppure il primo dei due
valori se entrambi sono diversi da zero.
L'OR si comporta in maniera piuttosto
curiosa. Se entrambi i valori sono zero,
restituisce regolarmente il risulaio 0. Se
uno solo dei valori é zero, il risultato c pari
all'altro argomento, ovvero un intero. Se
entrambi gli argomenti sono diversi da ze-
ro. il risultato é 1 . Il NOT accetta un unico
argomentoeresiiluisce come valore 1 oOa
seconda che il numero sia diverso o uguale
Sebbene tutto ciò funzioni egregiamen-
te. dovendo scrivere espressioni condizio-
nali come quelle mostrale nel capitolo 13
del manuale d'uso, talvolta può essere as-
sai più comodo avere a disposizione opera-
zioni che anziché operare sui numeri mlc.si
come interi, lavorino bit a bit sulla loro
rapprc.scniazionc. In particolare risulta
spesso utile disporre di operatori logici che
operino sui byte. Per esempio
SI OR 21 = SS
Vista cosi una tale espressione non dice
granché, però riscrivendo i tre numeri in
colonna nella loro rappresentazione bina-
ria
txiiioon OR
00010101 =
00110111
possiamo veriHcare che il risultato contie-
ne un uno binario ogni volta che la cifra
corrispondente in almeno uno dei due ope-
randi è pari ad uno.
Operatori logici su singoli byte sono di-
sponibili nel linguaggio macchina dello
Z80. ed è estremamente semplice realizzare
un programmino richiamabile da Basic
che presa una coppia di byte nc faccia I'
and. r oro r or esclusivo bit a bit e restitui-
sca il risultalo. Nell'esempio che vedete
svolioin figura I. ci siamo limitati ai casi di
and e not. Con la semplice sostituzione del
codice relativo ail'opcrazionc AND. è pos-
sibile ottenere anche le funzioni OR ed
XOR (or esclusivo), i codici corrisponden-
ti alle operazioni sono:
NOME CODICE CODICE
OPERAZIONE ESAOECIMALE DECIMALE
AND B AO 160
OR B BO 176
XOR 8 A8 tee
CMA 2F 47
le prime ire svolgono l'operazione usando
come operandi il contenuto dei registri A c
B. e ponendo il risultato in A. la CMP
eomplemenia il contcnulo dcll'accumula-
lorc A. ossia cambia gli zeri in uni c vice-
versa bii a bit.
Il programma quindi si limila a leggere
gli operandi nelle locazioni di memoria u-
salccomc caselle postali, a porli nei registri
A c B. a calcolare il risulaio c a copiarlo
ncH'apposica locazione dì memoria dove il
programma Basic lo andrà a rileggere. In
alternativa si potrebbe copiare il risultalo
144
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
nella coppia di rcgislri BC. cosicché esso
venga rcslituilo dircllamcnlc tramile la
run?ione USR.
Il programa Basic legge e scrìve nelle
apposite locazioni di memoria mediante
delle PEEK e delle POKE. Viriualmentc
non esistono limitazioni riguardo al nume-
ro e alla posizione delle celle da utilizzare
per il passaggio dei paramcin, purché na-
turalmente non si vada a scrivere sopra ad
altre informazioni utili, o si cancelli una
parte del programma.
È possibile utilizzare come area di riferi-
mento il buITcr della stampante, come già
abbiamo fatto più volte. Nel caso che due
si>li byte siano sufficienli potete usare una
coppia di ItKazioni di memoria rimaste i-
nuiilizzate all'interno dell'area delle varia-
bili di sislcmu. Si (ratta della locazione di
indirizzo 2.TO8 e della successiva.
Questo metodo per passare i parametri è
sufficientemente generale e riesce a coprire
praticamente ogni esigenza del program-
matore. Non altrettanto bene si può dire
riguardo alla sua eleganza e concisione.
Ogni volta che viene chiamato un sotto-
programma in linguaggio macchina sono
necessarie diverse istruzioni Basic: una che
contenga la USR. e almeno una POKE per
ogni parametro che deve essere passalo.
Anulogumcnic dopo la chiamala sono ne-
cessarie almeno tante istruzioni PEEK
quanti sono i parametri che il programma
in linguaggio macchina deve restituire al
programma chiamante. Il discorso si com-
plica parecchio se I valori da passare da un
programma all'altro sono interi maggiori
di 2.‘<S. In questo caso un singolo byte non è
più sufficiente a contenere il dato, e una
istruzione POKE o PEEK non basta a scri-
vere 0 a leggere un intero dato.
Vediamo quindi come si fa a copiare in
una coppia di locazioni di memoria adia-
centi. in un formalo che sia accettabile da
pane di un programma in linguaggio mac-
china. il valore di una variabile minore di
6553.^.
Indichiamocon <ind> rindirizzodella
prima delle due celle destinate a contenere
il numero. Supponiamo che il valore da
copiare sia contenuto nella variabile N.
Per trasferire tale valore nelle due locazioni
<ind> e <ind>+l sono necessarie le
seguenti due istruzioni
POKE <lnd>,N-INT(N/256)
POKE < ind > + 1 ,INT(N/256)
per il passaggio inverso, ovvero per copia-
re in una variabile un intero a 16 bit:
LET N = PEEK <ind> (2S6 • PEEK
(<ind> + 1 ))
sostituendo ad <ind> il valore numerico
di un indirizzo vi accorgerete che l'opera-
zione é molto meno complicata di quanto
possa sembrare.
Avrete probabilmente notalo come nel
Irasferirc il numero abbiamo cfrellualo u-
na inversione. Abbiamo posto il byte con
la parte più significativa del numero, quel-
la con le migliaia e le decine di migliaia,
dopo il byte con la parte meno significati-
va, quella con le unità e le decine. Abbiamo
seguito l'ordine inverso a quello abituale in
cui le cifre più "pesanti" vengono prima.
Non si tratta di un errore, si é dovuta segui-
re questa procedura perché questo è il mo-
do in cui il microprocessore si aspetta che
siano memorizzati i valori a sedici bit.
Quando con una istruzione dì ioad cari-
chiamo il numero in una coppia di registri
le cose vengono rimesse a posto. Ad esem-
pio l'istruzione
LD HL(nn)
il cui codice csadecimaicè 2A (decimale 42)
carica in H il contenuto della locazione
<nn> -I- 1 (partepiù significativa) ed in L
il contenuto di <nn> (parte meno signifi-
cativa). Notate per inciso come lo stesso
indirizzo nn sia pure esso fornito secondo
l’ordine: byte meno significativo, byte più
.significativo.
Tutto ciò ingenera spesso ad una certa
confusione c può portare il programmato-
rea commettere diversi errori, scegli prov-
vede da solo alla generazione del codice
macchina. Un assemblatore al contrario
provvede aulomaticamcnic a compiere le
inversioni necessarie e accetta le costanti a
sedici bit nel consueto ordine byte più si-
gnificativo. byte meno significativo.
Ovviamente uno scambio analogo a
quello appena descritto deve essere effet-
tuato quando si cITcìiua l’operazione di
codifica inversa, ovvero per copiare in una
variabile una costante a 16 bit prodotta dal
programma in codice macchina.
Come semplice esempio consideriamo il
programma di figura 2, che effettua la
somma di due interi compresi tra Oc 32767.
Una tale limitazione è stala imposta per
evitare eventuali problemi di trabocco, nel
caso peggiore abbiamo infatti: 32767 +
32767 = 65534. I valori vengono passali
mediante tre coppie di locazioni consecuti-
ve poste all'inizio del buffer della stampan-
te.
Un metodo assai elegante per lanciare
un programma in linguaggio macchina e
passargli un qualsiasi numero di parame-
tri. lo abbiamo trovato descrìtto in un arti-
colo di Mike James apparso sul numero del
maggio 1984 della rivista inglese “Electro-
nics & computing monthly". Usando tale
metodo un programma in linguaggio mac-
china può essere lancialo mediante la chia-
mata di una funzione predefmita dall'uten-
te. Tulli i parametri che il programa Basic
deve passare al programma in linguaggio
macchina possono essere trasmessi diretta-
mente come argomenti della funzione stes-
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
145
Figura 4
TuuoSpecmm
sa. Ciò comporla molleplici vantaggi di
eleganza, leggibilità e risparmio nel nume-
ro di istruzioni. Inoltre il lutto si svolge in
maniera completamente trasparente per
chi programma in Basic, ovvero non ci si
deve assolutamente preoccupare di come i
valori vengano trasmessi al programma in
linguaggio macchina.
Il metodo si basa sul particolare modo
con cui vengono gestite la definizione c la
chiamata di funzioni da parte del Basic
dello Specirum. Quando viene definita una
funzione mediante una DBF FN.il sistema
oltre a generare il codice relativo a tale
istruzione provvede a riservare una certa
quantità di spazio nel corpo del program-
ma. Per ogni variabile numerica vengono
riservati cinque byte neH'arca di memoria
occupata dal programma. Ad esempio da-
ta ristruzionc
10 OEF FN a(x,y) = x + y
essa verrebbe codilìcala nella seguente ma-
Codifiea significato
00 OA due byte che contengono il numero
di linea
IS 00 due byte che indicano la lunghezza
della linea
CE il codice deirisiruzione DBF FN
fil il codice ASCII della lettera “a",
nome della l'unzione
28 codice ASCII di •■("
78 codice ASCII di X, primo argomen-
to {N.B. la variabile DEFADD
punterà qui)
OE servcaspccificarccheciòchescgue
rappresenta un valore numerico a
cinque byte
seguono cinque byte per contenere il dato.
2C codice ASCII per
79 codice ASCII per "y"
OE specifica chescgue un valorenumc-
rìco a cinque byte
seguono cinque byte per contenere il dato.
29 codice ASCII per ')"
segue il resto della rappresenia/ione.
Quando durante il corso del program-
ma. la funzione viene chiamata mediante
uno slalcmcnl FN; ad esempio nel nostro
LETC = FNa(D + 5)
1 valori da passare alla funzione "a" non
vengono posti nell'area destinata alle va-
riabili. come avviene per tutte le altre va-
riabili, ma vengono ricopiali direttamente
nei byte liberi che erano stali riservati nel
corpo stesso del programma all' atto della
definizione della funzione. La variabile di
sistema DEFADD in seguito alla chiama-
la con FN, punta al primo parametro nel
corpo della definizione della funzione. È
facile quindi, conoscendo l'indirizzo speci-
ficato in DEFADD c la posizione relativa
dei valori nel corpo della definizione della
funzione, andare a recuperare i singoli va-
lori passali dal programma chiamante.
Nell'esempio che abbiamo visto sopra i
cinque byte relativi al primo parametro
trasmesso cominciano airindirizzo
(DEFADD) +2 = 2 + il valore contenuto in
DEFADD
c quelli relativi al secondo parametro co-
minciano aH'indiri/zo
(DEFADD)+ 10=10 + il valorecontenulo In
DEFADD.
l valori numerici vengono memorizzali
secondo il consueto formato a cinque byte,
come illustrato nel capitolo 24 a pagina
123 del manuale (edizione inglese). In par-
ticolare se si tratta di interi compresi tra
-65535 e 65535, il valore assoluto del nu-
mero viene memorìaato nel terzo e quarto
dei cinque byte, secondo l'ordine byte me-
no significativo, byte più significativo. Di
conseguenza tali valori a sedici bit saranno
memorizzati nelle coppie di locazioni di
indirizzo
(DEFADD) + 4 la prima
(DEFADD) -1- 12 la seconda
Vediamo come é possibile sfruttare tutto
ciò per i nostri scopi. L'idea è semplice:
dato che la USR. che serve a lanciare i
programmi in linguaggio macchina, è una
funzione numerica come tutte le altre, per-
ché non inserirla nel corpo di una defini-
zione di funzione?
Per esempio
DEFFNa(x,y)= USR <indìrizzo>
In questo modo ogni volta che richia-
miamo la funzione, ad esempio
LET n = FN a(2345.32000)
la sequcnz.a delle operazioni è la seguente:
la variabile di sistema DEFADD viene fat-
ta puntare al nome del primo parametro
che deve essere ricopiato nel corpo della
funzione, tutti i parametri vengono trasfe-
riti nel corpo della funzione (naturalmente
se al posto di una costante od una variabile
ci fosse una espressione più complessa,
questa verrebbe prima calcolata), viene
lanciato il programma in linguaggio mac-
china a partire dall'indirizzo specificalo
aH'allo della definizione della funzione
nella USR. Quindi la variabile di sistema
DEFADD. nel momento in cui viene lan-
ciato il programma in linguaggio macchi-
na. punta effettivamente all'inizio dell'area
in cui sono memorizzali i parametri. È ab-
bastanza facile. neU'ambiio del program-
ma in linguaggio macchina, andare a recu-
perare i valori che vengono trasferiti come
parametri della FNa. basta sommare al
contenuto corrente di DEFADD delle
quantità opportune.
Nel caso dell’esempio visto sopra, le i-
struzioni per andare a recuperare la coppia
di valori a sedici bit corrispondenti alle
variabili x e y potrebbero essere le seguenti:
LD IX, (DEFADD)
LD B,(IX + 5)
LD C,(IX + 4)
LD C,(IX + 13)
LD E,(IX + 12)
A questo punto possiamo riprendere l’e-
sempio degli operatori logici AND, OR.
NOT trattato all'inizio e svilupparlo se-
condo la metodologia appena introdotta.
Questa volta ci estenderemo al caso di va-
lori lunghi fino a sedici bit.
Si tratta quindi di definire la funzione
DEF FN 1(x.y) = USR 23296
dove 23296 é l'indirizzo iniziale del buffer
della stampante in cui verrà allocato il pro-
gramma in linguaggio macchina. Se tale
programma conservasse il risultalo finale
nella coppia di registri BC la chiamata po-
trebbe avvenire semplicemente per mezzo
deU’isinizione
PRINT FN a(8IN 111111. BIN 101010)
che restituisce come valore 42. la cui codifi-
ca binaria è proprio iOIOIO. Notate come
tutta l'operazione si svolga senza che l'u-
tente si debba minimamente preoccupare
di come venga effettuata la chiamata del
programma in linguaggio macchina e di
come vengano passali i parametri ad esso.
Il programma che effettua l'and logico a
sedici bit. cui ci siamo appena riferiti, è
illustralo in figura 4. Effeiluando semplici
modifiche, analoghe a quelle relative al
programma di figura l . è possibile realizza-
re le operazioni di or e noi. che possono
risultare utili in moltissime occasioni, spe-
cialmente quando si ha a che fare con l'hard-
ware della macchina e sono necessarie ope-
razioni sui singoli bit delle celle di memo-
ria. Ad esempio per modificare gli attributi
dello schermo (colore, sfondo, luminosità,
lampeggio, inverso) può essere necessario
accendere o spegnere singoli bit aH'intemo
della mappa dello schermo in memoria.
L'argomento è assai interessante c lo trat-
teremo in una prossima puntata di Tuito-
Spcctrum. MC
146
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•••modo Answer e/o Originate
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amplificato di circa 10 dB
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a di Maurizio Bergami
I di Pier Paulo Paolciii - Trìosie
Anehf se il liloli> fa subilo pensare ai l'airmsi
due film di Spielberg con prolagonisla Harnson
Ford. "Indiana Jones nella foresta inaledella"
altro non è che la trascrizione dell'avventura
The Dark Wood. apparsa qualche mese fa nella
rubrica dedicata al. software del CommodoreM.
La struttura del programma è rimasta prali-
eamenie invariata, mentre sono siate legger-
mente modificale le descrizioni dei luoghi e dei
nomi dei personaggi, buoni c cattivi, che incon-
trerete lungo il cammino.
Lo scopo dell'avventura òdi ritrovare il miti-
co tesoro di Monlezuma che. come vuole la
leggenda, si trova nascosto fra le rovine di Te-
nochlitlan. nella foresta degli Spiriti Vaganti.
Prima di incominciare potrete prendere con
VOI tre oggetti, seclii fra quelli proposti dal pro-
gramma, ed altri ancora potranno essere raecol-
li nel corso dell'avventura. Purtroppo non é
po.sMhile decidere a priori quale oggetto saru
indispensabile e quale invece inulilc (altrimenti
sarebbe troppo facile!): la cosa dipende ovvia-
mente dalla particolare situazione nella quale ci
SI trova. In ogni momento è possibile conoscere
gii oggetti che si hanno con sé grazie al comando
di inventano, ottenìbile premendo il tasto fun-
zione FI Tulli gh altri comandi vanno dati nella
successione azione-oggetto oppure azione-dire-
zione; in presenza di eventuali istruzioni errate o
senza seiiM> il programma non segnala errore ma
ripresenia semplieemenie la richiesta "Azio-
ne’" Per farsi che. copiando li programma, non
sia possibile scoprire in anticipo il modo di com-
pletare l'av ventura, lo soluzioni dei vari proble-
mi sono codincalc nei codici numerici corri-
spondenti ai simboli ASCII che le compongono.
Chi non ha pazienza (o per portare a Icnninc il
gioco ce ne vuole molta!) può sempre convertire
in lettere le sequenze di numeri riportate nelle
linee (3ATA avvalendosi di una delie tabelle con
I codici ASCII presenti praticamente in tutu i
manuali.
Il programma è estremamente modulare,
quindi eventuali aggiunte c modifiche non dov-
rebbero presentare particolari diflìcoUà.
Sola importante; prima di iniziare a gioca ree
necessario allivarc le maiuscole con il CAPS
L(H K. altrimenti il computer non sarà in grado
di riconoscere i comandi impartiti.
Buon divertimento con Indiana Jones!
Questo programma è disponìbile su cassetta
presso la redazione. Vedere l'elenco dei pro-
grammi disponibili c le istruzioni per l'ac-
quisto a pag. 184.
■ IHTRUPUZIOHE
2ie SCREEK2 QZRN-GRP -RSIl
22» PtRU-eitll3S.ZS U»SR3eF}R2S6SLlS»2S B
3» HSUieESRiauSLSH3BieFSIi2a63B2S U4a«3F3
DiaSSPSeSBiaFSPtaeS R23U«eR3FS»taS3M3F3
I'INFlLR'TRl<i2)'SFBta'TaB.2
I-PREN»l'tlll<12>-:0RP4-
t'SaLfTAtlia l'HUStELLO-
T•L«SCIa•tl^6ll^^"^0TT16Ll«•
T-ca«>teo' I inPuiat
248 PRBII*Riail3U8SIJieB4Sa-I3rl2<l2»ll2>i2
a Bn83.S3E3F3S3Ha >11123 . STE3F363H3 in2B8
.3eE3F3SSH3bi5S .16«12r7-
B«SF>co4na>i04SS<3tHE
268 PBBirCl.ln3S.ie ESR3«FSP2eeSLlS>2SB2e
U18E18HSESR18FSP2863 B2eu3SE5eSF3naES>
3G5R18F3n863 R28 U33ESR3F3>18eS>lSFSESt
5 R13U28E18RI8F3P283S BietlSES BaSe.S»'
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MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
149
150
MCmicrocomputer
• settembre 1985
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
151
PERSONAL COM
NATO DA POCO, MA GIÀ CON
anni la iniziava a iunzionare l'UNIVAC I, iJ Primato tecnologico che oggi trasferisce anche nei
primo elaboratore elettronico prodotto in serie. Personal Computer.
l'in da allora, la Sperry è sempre rimasta II P.C. Spern,' è potente, flessibile, affidabile,
all’avanguardia deirinformatica. compatibile. In grado di utilizzare il softu'are dei
PUTER SPERRY
35 ANNI DI ESPERIENZA.
P.C. più diffusi, geniale nella sua iaciiità d'uso, e una rete nazionale di concessionari. Nemmeno
con le più ampie garanzie di ji un grande inventore
assistenza attraverso chiederebbe di più ad un
tutte le filiali Sperry personal.
L'ORIGINE, IL PRESENTE, IL FUTURO DELL'INFORMATICA.
Si chiama
Framework è molto più che un passo
avanti tecnologico. È un vero e proprio salto
intellettuale.
È un programma flessibile come la mente
umana, e vi mette in grado di fare qualsiasi
cosa vi venga in mente di fare: scrivere un ro-
manzo o un trattato di economia o mille lettere
d'amore personalizzate, controllare l'andamen-
to di un'intera azienda dal magazzino all'archi-
vio clienti alle previsioni di budget, o mettere
a punto la formula della benzina sintetica e
calcolare quanto vi costerebbe produrla e quali
possono essere i mercati potenziali,
Framework è un programma per personal
computer (sistemi PC-DOS e MS-DOS compati-
bili) ed è il capolavoro di Ashton-Tate, una delle
più grandi e innovative società di software del
mondo.
Framework infatti è il primo programma ve-
ramente capace di seguire il vostro modo di ra-
gionare: infatti può fare molte cose insieme (dalla
grafica alla scrittura al calcolo al data-base), può
collegare tra loro informazioni appartenenti a cam-
pi d'applicazione differenti e trasferire i risultati
ottenuti da un campo d'applicazione all'altro, può
aiutarvi a organizzare il vostro lavoro riordinando
tutte le operazioni che avete fatto secondo la ge-
rarchia che preferite, può attingere informazioni da
una banca-dati e trattarle per voi in modo riservato,
oppure prelevare o trasmettere dati collegandosi di-
rettamente con qualsiasi altro programma tramite
il sistema operativo.
Insomma, Framework vi offre straordinarie possi-
bilità di manipolare i dati che vi interessano, di ve-
E^il primo Soft
Editrice Italiana Software
Framework.
derli istante per istante sullo schermo mentre si trasfor-
mano, e finalmente di stampare parole numeri e grafi-
ca con qualsiasi stampante, tutti sullo stesso foglio e
impaginandoli come volete.
Tutti i comandi di Framework restano uguali per le di-
verse applicazioni; così come capita nel linguaggio naturale,
le istruzioni "aggi ung ere, togliere, copiare, spostare, cerca-
re, sostituire" restano valide qualsiasi sia il loro oggetto.
Per questo Framework si impara velocemente, ed usarlo
diventa, dopo poco tempo, un fatto istintivo.
Naturalmente Framework, come tutti i programmi del
catalogo EIS, è completamente in italiano: c'è un ma-
nuale che vi guida all'apprendimento, un dischetto di
autoistruzione interattivo che vi mostra il funziona-
mento e vi addestra all'uso dei tasti, e un comando
"help" al quale potete ricorrere in qualsiasi momen-
to per risolvere istantaneamente ogni dubbio, sen-
za interrompere ciò che state facendo.
I rivenditori che distribuiscono Framework sono
stati appositamente addestrati, e possono offrirvi
tutta l'assistenza di cui avete bisogno.
Inoltre la EIS mette a vostra disposizione tutti i
giorni, dieci ore al giorno, una linea diretta di "as-
sistenza rapida telefonica'! con un tecnico pronto a
rispondere ad ogni domanda. Framework costa
1.400.000 lire più IVA presso i concessionari e ri-
venditori di personal computer IBM, Olivetti, Her-
mes, Ericsson e molti altri ancora. Se volete maggiori
informazioni rivolgetevi ai rivenditori oppure telefo-
nate o inviate il vostro biglietto da visita a EIS - Edi-
trice Italiana Software - Fo-
ro Buonaparte 48 - 20121 framework e un marchio registrato
ASHTON -TATE
pure 87.50.31.
ware-sapiens.
SEMPLICI Al PROBLEMI COMPLESSI.
di Valter Di Din
■ Routine grafiche estese
di hirenzii Siuri - l.ugo i RA >
Le roiilme che vi invio permcuono tli
oUcncre nuove moUalilà grafiche con
l'Apple; tjucsio risultalo si ottiene usando
sulla Languagc Card un Applesoft modifi-
cato, Per caricare la Languagc Card ho
usato una routine proposta da Valter Di
Dio alcuni mesi fa e che mi ha stimolato a
■‘pasticciare’' dentro rinterprete. Ecco co-
sa sono riuscito a fare:
Modo \draM per hplol e hplol Co
Spesso SI sente la mancanza, nel traccia-
mento di linee, di poter avere un comando
■vploi equivalente al comando xdraw per il
tracciamento di profili; in questo modo le
lince vengono tracciate con i punti di colo-
re opposto di quello che trovano, e trac-
ciando una seconda volta la stessa linea,
quc.sta scompare. Normalmente l'Apple-
sofi quando esegue un comando hplol o
hpioi to, una volta calcolato l’indiriz/o del
byte da modincare, va a leggere il byte, gli
sovrappone la maschera del colore e del bit
e lo risenve. Per ottenere rxploi. cioè l'in-
verso di ciò che viene trovalo, bisogna sal-
tare l'uso della maschera del colore
iSnoiO e la prima lettura del byte; ho
scelto di neutralizzare il bit del colore per
semplicità e perche pcrferisco il monitor
monocromatico e senza lo shil't del mezzo
bit.
Copia della pagina I
sui punti disegnali in pagina 2
Questa modalità è valida per hplol.
hplol to. draw c xdravv. In questo caso
bisogna estrarre il bit dalla pagina I. sal-
varlo. spiazzare di 520111) l'indiriz/o a cui si
c ledo questo bit. scriverlo c riportare il
puntatore sulla pagina I. Poiché bisogna
aggiungere istruzioni dove non possono
stare, ho messo un J.SR al blocco di istru-
zioni eccedenti, localizzabile in qualsiasi
punto sia comodo. Volendo si può usiire la
zona SK775-SK7DS. quasi in fondoalfAp-
plesol’l. m CUI si trova il comando shloiid
Le routine deH'Applesoft
L'accuniulatorc floating puint (S9D ... SA2)
Prima di andare avanti con le routine del Basic dobbiamo
soffermarci un attimo su un elemento fondamentale deirinlcr-
prele; il FAC. Floating point ACeumulator. Come visto nelle
puni.itc precedenti in queste sei locazioni vengono messe (ulte
le informazioni necessarie all'uso delle variabili, siano queste
stringhe o numeri interi o numeri reali.
A seconda del contenuto della variabile il FAC o più esatta-
mente le sue locazioni, assumono significati diversi.
Cominciamo dal più semplice.
Numeri Interi
Vanno da -32768 a -I- 32767 e corrispondono ad un numero
di 16 bit in complemento a due (il bit più alto vale -32768). In
FAC viene posto nelle locaz.ioni SAO c SA I .
Numeri in virgola mobile
Qui le cose si complicano un pachino, per semplificare i
calcoli i computer usano per tutti i numeri la notazione scicntifi-
ea. ma con esponente 2.
Il numero viene quindi diviso in due parti; la mantissa c
l'esponente.
La mantissa comprende gli “uni" significativi del numero,
fesponentc indica di quanti posti occorre spostare il punto
decimale (o si dovrebbe di re binale?) per avere il valore corretto.
Esempio!
5.5 è in binario lOi.lJamantissaéperciò.lOI ! e l'esponente
3 ovvero 1 1 .
Proprio per come è costruita la mantissa, il primo bit dopo la
virgola sarà sempre uno. perché se fosse uno zero si potrebbe
far scorrere ancora di un posto la mantis.sacd aumentare di uno
l'esponente. NeH'Apple allora il primo bit dopo la virgola viene
sostituito dai bit di segno; per cui 5.5 diventa .0011 E 11.
Per quanto riguarda la precisione f Applesoft usa cinque byte
per ciascun numero in virgola mobile. Il primo byte è l'csponen-
le messo però in una forma particolare: il valore del byte è
uguale a S80 -I- l’esponente. Quindi 582 rappresenta -i- 2 mentre
S'7E sarà -2. Il massimo esponente possibile sarà perciò
$FF= -1- 127; il minimo dovrebbe essere $00=-l28, ma lutti i
numeri che hanno per esponente zero vengono considerali
daH'AppIcsoft nulli, quindi il minor esponente possibile è
S0l=-!27.
Per la mantissa restano quattro byte meno un bit. il primo,
che rappresenta il segno della mantissa (ricordate però che il
primo bit dopo la virgola è sottinteso).
Il numero 5.5 sarà rappresentalo nella memoria dell'Apple
come:
83 30 00 00 00 (HEX)
Quando l'interprete deve utilizzare un numero FP per delle
operazioni trasferisce il conlcnutodclla variabile in unodci suoi
due accumulatori FP. appunto F'ACl cFAC2. Negli accumula-
tori il formalo del numero c lcg;germente diverso: il primo bit
della mantissa viene ripristinalo e il segno diventa un byte
intero che vale SFF se il numero è negativo o SOO se positivo.
Quindi
t- 5.5 - 83 80 00 00 00 00
-5.5-83 BOOOOOOOFF
Le l(K’azioni dei FAC vanno da S9D a SA2 per il FAC 1 e da
SA5 a SAA per il FAC2.
1.0 Siringhe
Nel caso che le operazioni coinvolgano delle stringhe, i byte
deiraccumulatore assumono ovviamente significali diversi. Il
fatto che il contenuto del FAC sia un numero o una stringa
viene indicato dai valore della locazione SII che vale 0 per i
numeri o SFF per le stringhe.
Per le stringhe i parametri sono solo tre: la lunghezza, il byte
basso c il byte allo dell'indirizzo di memoria da cui inizia il
contenute) della stringa. In FACI i tre parametri occupano
rispctiivamenic le locazioni S9D. S9E c S9F.
Conoscendo la funzione dell'accumulatore è possibile utiliz-
zare le routine matematiche dcirinlcrprctc anche dai nostri
programmi in linguaggio macchina, risparmiando cosi tempo
di sviluppo dei programmi c soprattutto spazio in memoria per
il codice.
MCmicfocompuler
- settembre 1985
157
l REM SUL //C TOGLIERE LE RIGHE •••
:■ REM 15 - 20 - 35 - 740 - 750 **-•
l-J Ut = CHR* (13) ♦ CHR* i4)
15 PQT.E 76B.0
2U PRINT U*’‘BRUN SLOT FIMDER. 0800" s IP PEEK I76S) 1 THEM
HOME : END
l'5 PRINT D*''8RUN ROM L . LARO. OBJO"
3<J REM CAMBIA CARATTERE BLANT
35 FOLE 64671. 174s HOME
36 PRINT
4'J HTAB 14
45 MTAB 14
Su HTAB 14
6u HTAB 14
65 HTAB 14
/S HI AB 14
SD HTAB 14
83 HTAB 14
90 HIAB 14
95 POR I =
1 40 HGR
150 PRINT D#’'SLaAD PIC. UNO, A*2000"
155 UTAB (22)5 PRINT "ESEMPI DI HPLOT ’llOR’, USA IL JOVSTICI "
159 REM MODIFICA HPLOT TQlHLlNEi
• lòO POPE 62861.165; POTÈ 62862,48: POPE 62863. 234: POTÈ 62864.2
34: POTÈ 62865.41: POPE 62866.127
169 REM MODIFICA HPLOT
170 POPE 62554,165: POPE 62555.48: POTÈ 62556.234: POPE 62557,2
34: POPE 62558,41: POTÈ 62559,127
250 VTAB <23>: PRINT "PREMI UN TASTO PER CONTINUARE"
300 K - PDL (0) / 255 * 27B:Y - PDL (1) / 255 * 190
309 REM TRACCIA
310 HPLOT 1,Y TO X.V; HPLOT 278. V TD X.V: HPLOT X,1 TO X.Y: HPLOT
X, 190 TQ X. y
319 REM RI TRACCIA
320 HPLOT l,y TO X,V: HPLOT 278,4 TO X.V: HPLOT X, 1 TO X,Y: HPLOt
X. 190 TO X.V
329 REM PREMUTO TASrO"’/A2IERA TASTIERA
330 IF PEET (49152) 127 THEN A - PEET i49168m GOTO 4ou
340 GOTO 300
399 REM COMMUTA FULLSCREEN
400 A = PEEK (49234)
410 FUR I = 1 TO 190: HPLOT 0. I TO 1,1: HPLOT 279.191 - I TO 27
9 - I. 191 - I: NEX1
42.1 POR I = 1 TO 1908 HPLOT o. I TO I.I: HPLOT 279,191 I TQ 27
9 - I. 191 - I: NEXT
425 FOR I » 1 TO 1000: NEXT : REM PAUSA
SO HOME
100 HGR2 ; HGR : HCOLDR> 3
110 PRINT CHR» (4)"BL0AD PIC. DUE, A*2000"
120 A - PEEP (49234):A - PEEK (49237)
150 DX - 175:DY - 51
160 I - 0
200 FOR S - 0 TO 3.14 STEP 0.02:X • SO • COS <S):Y - 50 • SIN
(SI
220 HPLOT DX ♦ X,DY ♦ Y
230 A - PEEK (2241:0 - PEEK (225HC • PEEK (2261
240 POKE 2B672 ♦ I.A: POPrE 20928 + I,B: POKE 291S4 ♦ I.C
250 HPLOT TO DX - X,DY - Y
260 A - PEEK (224):B • PEEK I22S)|C - PEEK (226)
270 POKE 29440 » I.A: POKE 29696 ♦ I.B: POKE 29952 ♦ I.C
280 I - I + 1: NEXT
290 PRINT CHR» ( 4 ) "BSAUETABELLA2, AS7000, L*600
300 TEXT : PRINT 1
VTAB 7: PRINT "NUOVE ROUTINE"
VTAB 8: PRINT "
VTAB 9: PRINT "GRAFICHE PER"
VTAB 10: PRINT "
VTAB 11: PRINT " APPLE "I CHR» (221)1 CHR» (219)1"
VTAB 12: PRINT "
VTAB 13: PRINT "LORENZO SUCCI"
VTAB 14: PRINT "
VTAB 15: .PRINT "D'OBBIISO LA"
VTAB 16s PRINT "
VTAB 17: PRINT "LANGUAGE CARO"
Quesio programma c disponibile su disco
presso la redazione. Vedere l'elenco dei
programmi disponibili e le islruzioni per
l'acquislo a pag. IK4.
Altri comandi ptxo usali, e quindi sacrifi-
cabili, sono wait ($E784/28 byle liberi),
recati (SF3BC/28 byte liberi), savc+load
(SD8B0/50 byte liberi, da verificare), store
(SF39F/29 byte Uberi, già usati perla pros-
sima routine).
Suggerisco di provare a cambiare i byte
S600CeS61 14 coni codici di and oppure di
or. Per portare i bit dalla pagina 2 alla
pagina I bisogna invertire tra loro le istru-
zioni ADC #$20 c SBC#$20. come pure le
istruzioni CLC e SEC.
L'ultima raffinatezza, a cui sto pensan-
do in un contesto più ampio, sarebbe u.sare
parole chiave diverse per avere contempo-
raneamente disponibili l'hplot normale e
quello modificato senza dover commutare
continuamente tra Language Card e ROM
come si deve fare adesso.
Nuovo comando:
PIXEL aexprl,aexpr2:avar
Questa terza routine è un nuovo coman-
do. creato modificando la parola chiave
($DI85-$D189). e lo spazio riservato a
"store" ($F39F-$F3BB). Avar può essere
un numero intero (consigliabile) o un nu-
mero reale; al posto del accetta anche il
Questo comando inserisce nella variabi-
le a cui fa riferimento un numero che é
funzione dello stato del pixel (bit) le cui
coordinate sono "aexprl". “acxpr2”. Se il
pixel è spento ( = 0), "avar" = 0; se è acceso
( = i). "avar"<>0. con valore che dipen-
de dalla posizione del bit nel byte cui ap-
partiene secondo la formula avar=2*
pos X 256-
Avvertenze per l'uso: tutte queste routi-
ne. come spiegalo precedentemente, sono
fatte per funzionare su video monocroma-
tico: inoltre compitare programmi Basic
che usino queste routine può dare risultati
imprevedibili, bisogna provare.
Tracciamenlo supcrvelocc
di linee precaicolate
Questa quarta routine può essere indi-
pendente dalle routine precedenti, non ri-
chiede l'uso della Language Card, essendo
chiamata con una "cali" dopo aver carica-
to in memoria una tabella contenente le
coordinate dei punti estremi di massimo
256 lince, ed è comunque usabile solo in
certe condizioni.
Il risultalo pratico di questa routine è di
"capitalizzare" parte del lavoro fatto dal-
l'inierprcie e salvarlo in una tabella. In
questo modo si risparmia il 75% del tem-
po. Il vincolo maggiore èdaio dal fatto che
la tabella è valida solo per quel singolo
disegno e in quella spinifica parte di scher-
mo in cui è stata disegnata dal programma
Basic che l'ha generata. Ogni tabella occu-
pa 6 x 256 byte, cioè 1 536 byte. Per creare
la tabella bisogna usare un programma Ba-
sic che tracci le linee secondo le proprie
esigenze e che dopo ogni punto c ogni linea
tracciata vada a leggere in pagina zero il
risultato deU’interpretazione e lo salvi in
una zona di memoria lampone. Ho scelto
un blocco diverso per ogni locazione di
pagina zero per poter sfruttare la velocità
deH'indirizzamento indiciz7.ato assoluto,
che fa risparmiare molle islruzioni- Prima
di chiamare la routine bisogna mettere in
$FC il numero di lini» da tracciare
(1..255).
Un ultimo trucchetto grafico, ispiratomi
da Apple Mechanic. sostituisce, in modo
testo, gli spazi vuoti con un carattere pre-
scelto. stendendo un reticolo sullo schermo
non occupalo da lesto. La locazione da
variare è la 6467 1 (SFC9F) e il valore nor-
male è I60(SA0), cioè il blank. Il carattere
impostato è alterabile solo con una poke.
ricommutando sulle ROM oppure spe-
gnendo.
158
MCmicrocompuler n, 44 - settembre 1985
•130 HOME ! TEXT : VTfiB ‘ZZil PRINT "ESEMPI 01 HPLOr DA PAG. t A
PAG. 2"
44i.> REM PAUSA
4Su POR I • 1 TD SOÙOt NEXT
50U REM MODIFICA HPLQT
510 FOIE 62554. lo9: POhE 62555. Os POPE 62556.8,17 POFE ©2557.38:
POPE 62558.61: POKE 62559.185: POKE 62560.244: FOKE 625al.
32: PCD'.E 62562.0: POFE 62563,96
520 REM MODIFICA HPtOT TD(HLINE)
530 PQFE 62867.32: POKE 62868.0: FOIE 62069.97: FOIE 62870.234
540 REM MODIFICA DRAM/XDRAM
550 FOIE 62660,32: POKE 62661.0: POf E 62662.97: PO» E 62a63.234
560 HOME : HGR2 : HER : HCOLDR- 3: VTAB (221: PMINT 'QUESTA E'
LA PAG. 1. LA PROSSIMA E' LA 2"
570 PRINT D»"BLQAD PIC. DUE . A»20O0"
500 PRINT D»"BLDAD EFFETTO. 0BJ3" : FRINÌ D*"BLDAD EFFETTO. OBJò '
589 REM COMMUTA FULLSCREEN/PAG. 2
590 PRINT D*"BLOAD P IC. UNO. A*40o*3" : A - PEEl i49234):A “ PEE»
(49237)
595 X « 11S:V - no
599 REM DISEGNA ROMBO •
600 FOR I - O TO 60: HPLOT X » l.Y - I TO X » I.i ♦ I: HPLOT 23
5 - l.Y - 1 TO 235 - I.V » I: NEXT
605 DX « 175;DV » 51
6i>9 REM DISEGNA CERCHICI
610 PRINT CHR» (7): FOR I - 0 TO 3. 14 STEP 0.02:X - 50 • COS
tl):Y «So » SIN li): HPLOT DX ♦ X.DY ♦ Y TO DX - X.DV Y
: NEXT : PRINT CHR* (7>
619 REM DISEGNA RETTANGOLO
620 FOR I “ 0 IO 30: HPLOT 200. 1 TO 275. I: NEXT
629 REM RIEMPI TUTTO LO SCHERMO
630 POR I = O TO 191: HPLOT O.o TO 279.1: NEXT
640 FOR I - 27B TO 0 STEP - l: HPLOT 0,0 TO 1.191: NEXT
649 REM PAUSA
650 FOR I » 1 TO 10(Xl: NEXT : TEXT : HOME
659 REM TRACCIA LINEE PRECALCOLATE
660 VTAB (221: PRINI "SE VUOI TRACCIARE PIU' VELOCEMENTE .."
670 PRINT D«"BL0ADTABELLA2’ : PRINT D«"BLOAD DRAHLlNE . OBJ<,<"
63<f POKE 252.157: REM SFC=N. LINEE
69u HQR2 : HGR i-PRINl D»"BLOAD P IC . DUE. A*20(X<"
690 REM COMMUTA FULLSCREEN/PAG. 2
700 A - PEE» (49234):A - PEE» (49237)
/u4 REM CHIAMA DRAWLINE AT «Sooo
720 PRINT CHR* (7»J CALL 32768: PRINT CHR» < 7 )
729 REM PAUSA
730 FOR I - 1 TO JOOOO: NEXT
740 lEXT : HOME : FRINÌ "FOIE 64671, 160 PER SCHERMO NORMALE": PO»E
75" PRINT D»"CATAl OR FND
siesZ‘‘disro'‘dJ^^gni ^ahi<J dt'mrm hc.VNO e pìc.DVE. OecomlKohre U
programma rhr gtnera TABELLA 2 fILualo 21.
S HOME : VTAB 24
10 PRINT CHR* (4) "BLDAD PIXEL.0BJ2"
20 POKE 53637.80: PO» E 53638.73: POKE 53639.88: PD»E 53640,69: PO» E
53641.204
100 HGR
110 HCOLOR- 5
120 HPLQT 0.0: CALL 62454
130 FOR I - 10 TO 20
140 STORE I,10lPX7.
ISO PRINT PXV.
IS5 IF PX7. THEN PRINT CHR* <7>i
160 NEXT
170 TEXT
180 LIST 130 - 160
Uuaso .1 - Pr, grammo che prova il nuovo comando PIXEL; prima di lanciarla accorre far girare ROM >
L.CARnnBJII
Commenti
Pcrcommulare tra la ROM eia Langua-
ge Card basta effettuare le seguenti opera-
zioni
ROM LC POKE 49260,0
LC - ROM POKE 49282,0
Attenzione al fatto che sull'Apple He la
locazione 64671 non contiene il Blank per
cui efTettuando la modifica suggerita nel-
l'ultima parte dell'articolo il computer va
in blocco.
Per chi fosse interessalo ad approfondi-
re il discorso sul tracciamento veloce di
disegni predefmiti consigliamo di rileggersi
gli articoli di Roberto Angeletti (MC nn,
35 e 37) sul suo ANNA animation langua-
ge. m
Errata corrige
Nel programma Advenlurc(MC n. 38)c'é
un errore. Per rimediare ecco il consiglio
deU'auton:.
Caricare ADVENTURE, e in modo di-
retto scrivere...
1460 HUN
DEL 1470,1490
DEL 1740,1770
Poi salvarlo con lo stesso nome,
In questo mcxlo ogni volta che si rigi(x;a
un'avventura bisogna fare la ''fatica" di ri-
caricarla. ma in compenso si ha adisposizio-
ne della memoria in più.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
159
Smau!
H giro del mondo
in 91.000 metri quadrati
Smau; chi lo visita farà un entusiasmante
giro del mondo in 91 .000 mq.
Qui infatti troverà tutte le novità
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220 Salone Inremaziona/e
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sistemi per l'in formattea.
la telematica, le comunicazioni,
macchine.
arredamento per l'ufficio
ENTE GESTIONE MOSTRE COMUFFICIO
Quartiere Fiera Milano
19-24 Settembre 1985
Contemporaneamente. 3»EIMU.
Esposizione Internazionale Mobili Ufficio
I Un programma
di CHECKSUM
per ì lettori
Uno dei programmi che vi proponiamo
questo mese, quello di Chccksum. è stalo
appositamente preparalo da Giancarlo
Pezze per MCmierocomputer affinché i
lettori possano copiarci listali esattamente
come vengono proposti dalla rivista. Ciò si
traduce naturalmente in un notevole gua-
dagno di tempo per lutti.
Se date un'occhiuta ai listali dei pro-
grammi "Disk utility'' c "Rubnea 64" no-
terete che in fondo ad ogni linea sono
presenti i due punii seguiti da un numero.
In parole mollo semplici, quel numero va
utilizzato nel modo .seguente: per prima
cosa bisogna introdurre in macchina il
programma di Chccksum c farlo girare. Se
tutte le operazioni danno buon esito, pos-
cura di Tommaso Pantuso
siamo cominciare a battere uno dei pro-
grammi proposti avendo cura di digitare,
dopo ciascuna lìnea. ì due punti seguiti dal
numero di controllo riportato. Premuto il
< Return >. se in fase di battitura abbia-
mo commesso qualche errore o la linea non
è esattamente identica a quella riportata
sulla rivista, il programma emetterà un
suono, verrà prodotto un flash sullo scher-
mo cd il cursore non andrà a capo. In caso
contrario rilroveremo il cursore in posizio-
I CHECK - SUn - PIEnQRV (
I I
I HC flICRaCOMPUTER 1
I I
I 6. PEZZE' I
I I
RESTART : SYS S3072
COLORE DI FONDO 52640 NORM. BLU
COLORE DI BORDO S2635 NORH. BLU
COLORE CARATTERE 52560 NORM. BIA
FLASH IH. ESATTA 52927 NORH. BIA
BORDO IH. ERRATA S304S NORH. SRI
90 PR1NT"3 ■' s F0RJ=S2480T0S31 48i READAi
PRINT’'4t IHmr720ia-B
91 NEXTiIF B< >72018 THENIOOO
00 DATA169.
10 DATA169.000
20 DATAO03.076
30 DATA020, ' ' '
40 DATA172,
SO DATAOOO,
60 DATA043,169
70 DATAOoS.133
SO DATAOOl , 141
90 DATA096,240
200 DATA147,067
210 0ATA<J32,O32
220 DATA032,032
230 DATA032,079
240 DATA032.065
250 DATA146.017
260 DATA006.141
270 DATA200.192
260 DATA096.096
290 DATA096.096
300 DATA096.096
310 DATA059,003
320 DATAZ55,003
530 DATA096,Ù96
34'i DATA136,192
POKEJ.A;B=B+<
1 DAT#
>,096
) DATA005.20B
J DATA096.096
) DATA252,001
) DATA231.Z06
) DATA105.251
> DHTAo76,U61
) DATA032,107
) DATA021.201
) DATA096.096
) DATAI 32,011
' DATAI 60,000
> DATA141 ,052
) DATAOOO, 217
> DAIA254,00'3
) DATAJ44,003
> DATA109,052
) DATA003,165
> DAtAo03,17S
) 0ATA253,OO3
> DATA208,169
1 0ATA232.224
I DATA169,000
' DATA141.032
) DATA0Sa,003
1 DATA254.003
> DATA096,u96
) DATAOOO, 212
> DATA224,00Ù
> DATA208.241
> DATAijg4,212
> DATAOOl, 212
> 0ATA145,032
J 0ATA169, 145
> 0ATA09o,09<
) DATAOOS.OO:
) DATAu20,240
) DATA212.169
I 0ATA212,169
) DATA212,169
) DATAIS5,2U5
) DATAZ0B,173
> PRINT'TJIIIH
) PRINT' iMMf
/ GETA»i IFA»=
002
157
033
«•H UTTO OK '
HAI SALVATO IL PRQBRAMHA (S/N) *•**'
"THEN820
I IFA*-'’S"THENSySS2460sEND
» 1FA»«"N"THENPRINT"«**C0SA ASPETTI '’"iGOTO 89u
I G0T0B20
) P0KÉ43,0!PDKE44,205:P0r.E45,156:P0KE46,207
) PRINT"»«6*"CHRI (34) "CHECK SUM MC"CHR*(34)
CHRF144) "1"CHR*(44) "irrTTiEND
Ki PRINT''3'TAB(248)"ERR0RE DI "B-72018"NEI DATA"
MCmierocomputer
- seliembre 1985
161
nc lale da permetierci di introdurre una
nuova linea.
Aggiungiamo, per quanto riguarda il
programma di Checksum. che quando es-
so viene lancialo, verifica che l'ammontare
di numeri contenuti nelle lince dati sia cor-
retto. inviando un messaggio di errore in
casoconlrario. ed inoltre é prevista la pos-
sibilità di salvare automaticamente su na-
stro la .sola parte in linguaggio macchina
deU'utility — con il nome “Check sum me"
— che potrà poi essere richiamata attri-
buendo al nome l'indirizzo secondario 1
(Load "Check sum me”. I.l). Achi possie-
de il floppy drive, basterà cambiare il pri-
mo ■■ I ■■ che compare nella linea 900 con un
“ 8 ".
Diamo ora un'occhiata al principio di
funzionamento della routine.
Abbiamo largamente parlato in varie
occasioni di come vengono formattati i
programmi nella memoria del Commodo-
re 64. Ogni linea rappresenta un blocco a sé
e. in testa a ciascuno di questi blocchi, è
presente un link (rappresentato dal conte-
nuto di due byte) che serve per concatenare
un blocco al successivo. Dì seguilo comin-
cia la linea vera e propria costituita da
numero ad essa attribuito nella fase di ste-
sura del programma (contenuto in due by-
te) seguito dal token della parola chiave
utilizzala c dai codici ASCII dei vari carat-
teri presenti. 11 lutto si traduce in una certa
sequenza di numeri presenti in memoria di
cui la nostra utility di Checksum va ad
eseguire la somma (escludendo dagli ad-
dendi quelli rappresentati dai numeri con-
tenuti nei due byte di link).
Per fare un esempio pratico, osserviamo
la prima linea del programma Disk utility
di Renalo Trombin e proviamo a verificare
che il numero riportato in fondo ( I.^IO) sia
giusto. Il primo addendo é il numero di
linea 1 (contenuto in due byte. 0-1:
0 X 256 -l- 1 = I ). il secondo è rappresentato
dai token della parola chiave Rem ed è 143.
Di seguito troviamo uno spazio, di codice
32, e 27 asterischi, ciascuno dei quali ha
codice 42 c quindi il loro globale contribu-
to alla somma é dato dal numero
27x42= 1 134. La somma totale è allora:
1 + 143 + 32 -r1134=1310
che é proprio il numero riportato nel lista-
to. Vi facciamo notare che lo spazio tra il
numero di linea c la parola chiave è fittizio
essendo introdotto dal S.O. ogni volta che
viene chiesto li lisiing quindi esso non viene
consideralo nella somma. Per fare un altro
esempio, nella linea 2001 dello stesso pro-
gramma troviamo 274 come numero di
controllo. In questo caso il numero 2001.
essendo suddiviso in due byte, assume in
memoria Taspclto 7-209 e se a questi nu-
meri aggiungiamo 58. che è il codice dei
due punti, otteniamo appunto 274.
Disk utility
ili Remilo Trornhin
Piorene Roechelle iVti
“Disk utility” è un programma di utilità
per il CBM 64 e 1541.
Dando il < Run > al programma com-
pare un menu principale, ma, prima di lale
operazione, ricordatevi di inserire nel drive
il dischetto sul quale si deve operare.
Le opzioni previste da lale menu sono:
- formattazione di un dischetto:
- modifica del NOME;
- modifica dell'ID;
- proiezione dalla scrittura:
- termine del programma.
La scelta delle varie opzioni si ottiene
molto semplicemente agendo sui tasti fun-
zione (FI-F3-F5-F7). Naturalmente, se il
dischetto contiene già dei programmi c si
vuole modificarne solo il Nome o l'ID. il
procedimento di modifica non cancellerà
in alcun modo nessuno dei programmi pre-
senti.
Passiamo ora ad illustrare brevemente le
varie voci che compongono il menu princi-
pale.
hormallazione di.scu
Vi si accede con la pressione di fi c si può
ritornare al menu di partenza premendo il
tasto oppure premendo
Selezionala l'opzione ed inserito il nome
c l'ID da attribuire al disco, aulomalìea-
mcnlc si passa alla fase dì formattazione.
Quando la luce rossa del drive si sarà spen-
ta. si può premere qualsiasi tasto.
Modifica Nome disco
Premendo F3 si accede a questa opzio-
Inscrìlo il dischetto al quale si vuol mo-
dificare il nume, il drive si metterà in fun-
zione. leggerà il nome già presente e io
visualizzerà chiedendo se esso va bene op-
pure no. Rispondendo “y" si ritorna al
menu mentre, in caso contrario, potremo
inserire il nuovo nome senza ID.
Modifica ID disco
Come la precedente opzione: si dovrà
inserire la nuova ID confermando con "y”.
Proiezione contro lu scrittura
Questa opzione consente di proteggere
un dischetto contro la scrittura senza la
necessità di occludere la fessura laterale.
Con un'apposita procedura è possibile
modificare, nella traccia 18 de! settore 0, la
162
MCmicrocompuler o, 44 • settembre 1985
lettera 'A'. Se infatti al momento della
scrittura in tate zona non viene trovata la
'A', ma un altro carattere, non si procede
nelle consuete operazioni e viene segnalato
l’errore "IX CBM DOS V2.6 1541". Si
tenga presenteche formattando di nuovo il
disco si cancella tale protezione.
L'ultima opzione permette infine di usci-
re dal programma.
Elenco variabili
AS: contiene le risposte di conferma e
del menu centrale.
T: variabile ciclo for ... nexl.
F$: per l'opzione "Formattazione di-
sco" contiene il Nome mentre in
fase di "Modifica del Nome" con-
tiene una strìnga di 16 spazi.
iS: per la formattazione contiene l'ID
del disco c per la modifica dcll'ID
contiene "2A".
A: variabile ciclo.
AlS:. contiene singole lettere per 1,'Ocon
il drive.
FIS: contiene Nome del disco da modi-
IDS; contiene l'ID del disco da modifi-
E$; contiene il numero dell'errore del
EMS: contiene il Nome dell’errore.
TS: contiene la traccia dell'errore.
SS: contiene il settore dell'errore.
■ Rubrica 64
Ji Marco Liverani - Roma
il programma che vi propongo é una
rubrica telefonica, ovvero un programma
che permette di archiviare e richiamare da-
ti relativi a nomi, indirizzi, numeri telefoni-
Comc memoria di massa ho scelto i flop-
py disk in quanto ritengo che un program-
ma di questo genere, per poter avere una
certa utilità deve essere particolarmente
veloce e flessibile; c queste caratteristiche
sono riscontrabili, come è noto, più nel
drive che nel registratore. Inoltre l'uso del
registratore risulta più difTìcilc c scomodo
di quanto non possa essere l'uso del drive:
alludo ai continui noiosissimi spostamenti
di nastro e alla possibilità di sovrapporre
involontariamente due (Ile con conscguen-
te perdita di uno di essi.
Ma torniamo al mio programma. Co-
mincerò con lo spiegarne le “modalità d'u-
so". lasciando a dopo l'arduo tentativo di
spiegarne il funzionamento.
Appena dato il RUN comparirà una
schermala di presentazione con il titolo
(Rubrìca 64) scritto in grande al centro (al
numero 64 sono riuscito anche a dare una
cena irìdimensionalìià!). Dopo qualche i-
stantc si passerà ad una schermata di av-
vertenze dove vengono visualizzale alcune
cosette che ho ritenuto utile ricordare ogni
volta che si usa il programma. Battendo il
tasto RETURN si passa al menu principa-
le. A questa schermala si accederà dopo
qalsiasi operazione di lettura o inserimento
dei dati.
Il menu presenta cinque scelte seleziona-
bili tramile la pressione dei tasti funzione:
fi lettura dati; f3 inserimento dati; fS can-
cellazione file; f7 indice file; RETURN fine
lavoro. Analizziamo ciascuna di queste
scelte con ordine.
i) Inserimento dei dati. Subito dopo a-
ver premuto D verrà chiesto sotto quale
<B oftware
lettera vogliamo scrìvere questo file. Per
rispondere basterà digitare la lettera desi-
derala. Quindi verrà richiesto il nome del
file che non potrà superare i sedici caratte-
ri. Infine verrà visualizzalo un messaggio
di OK che richiederà se si può procedere
oppure no. Digitando S (sì) allora si passe-
rà oltre, altrimenti si tornerà ai menu prin-
cipale. Appena battuto S il drive si "mette-
rà in molo" per qualche istante. Innanzi-
tutto c'è da dire, per spiegare cosa sta suc-
cedendo, che quando un file viene registra-
to. il suo nome è inserito in un file-indice
(f.i.) contrassegnato con la lettera sotto cui
si c inserito il file (ad es.; il nome dì un
ipotetico file "MicroCompuier" verrà in-
serito nel file indice "M”), Quindi il drive
innanzitutto cercherà il f.i. della lettera ri-
chiesta. Nel caso che non lo trovi allora
vorrà dire che non sono stati inseriti dati
sotto quella lettera, cosi il computer prov-
vederà a creare tale file-indìceead inserirvi
il nome. Quindi proseguirà col fare inserire
i vari dati.
Nel caso che invece il f.i. esista, il com-
puter lo leggerà automaticamente c se tro-
verà un nome uguale a quello che vogliamo
inserire segnalerà che esso è già presente
sul disco c quindi tornerà al menu princi-
pale.
Si passa quindi alla schermala dell'inse-
rimento vero e proprio dei dati. Per far
questo bisogna ovviamente digitare il dato
e quindi battere RETURN. Attenzione,
però: il limite massimo dì caratteri inseribi-
li per ogni dato è 27. inserito il 27esimo
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
163
164
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
t-
iìtsiliislliliil
„ •»fSSsasiyBn;33lSlsSl5É;!»*SfUjsSUSlUE;£ÌsiU;h;^jKsHÌHil^
MCrrticrocomputer n. 44 - settembre 1985
165
caraticre il computer va a capo da solo.
Dopo aver inserito tutti i dati, il computer
presenterà un altro OK? (S/N), Rispon-
dendo N (no) potremo inserire da capo
lutti i dall, mentre con S (si) provvederà a
gore non esista a verrà segnalato dal com-
puter. Spero di essere stato abbastanza
chiaro in questa rapida e scarna visione
dell'uso del programma, che comunque
con un po' di attenzione c di pratica risulte-
rà estremamente facile da usarc.
Passiamo ora all'Ingrato compito di
spiegare il "funzionamento interno del
programma". Nel complesso è mollo sem-
comprcnsihile, comunque per capire il fun-
zionamento dei file sequenziali su disco
(punto chiave del programma) ritengo ab-
bastanza esauriente quanto c riportato sul
manuale di istruzioni del drive.
Per l'hardcopy ho fatto uso del sotto-
programma apparso su MC n. 36 nella
prova delia stampante Commodore MPS
M2
memorizzare il file su disco e ad inserire il
suo nome nel giusto lllc indice. Terminala
la registrazione tornerà automaticamente
al menu principale.
2) Iattura dei dati. Premendo fi si entra
m questo sotloprogramma. Subito viene
chiesto sotto quale lettera si trova il nome
che cerchiamo. Quindi viene chiesto il no-
me del file ricercalo. A questo punto viene
visualizzalo il solito messaggio per la pro-
secuzione del programma. Anche qui bat-
tendo N si toma al menu, mentre battendo
S SI procederà alla ricerca del file.
Il computer come prima cosa cercherà
nei (Ile ìndice della lettera che abbiamo
inserito, il nome del file che cerchiamo. In
caso che esso non esista, verrà segnalata
tale situazione c dopo qualche istante si
tornerà al menu.
A questo punto ci troveremo di fronte a
tre scelte: tornare al menu, modificare i
dati visualizzati, stampare il contenuto del
video (hardcopy). Nel secondo caso, dopo
aver battuto f3 si procederà come per l'in-
serimento dei dati- NcU'ullimocaso invece
verrà stampata su carta la vidcata c quindi
sì tornerà al menu.
3) Cancellazione dei file. Si accede a
questo sotloprogramma battendo fS. Subi-
to verrà richiesto sotto quale lettera si tro-
va il file che vogliamo cancellare, quindi
verrà chiesto il nome da eliminare. Verrà
quindi visualizzalo il solilo messaggio per
la prosecuzione e battendo S si otterrà la
cancellazione, quindi si tornerà al menu
principale.
4) Indice dei file. Battendo 17 si acce-
de a questo. sotloprogramma. Innanzitutto
verrà chiesto quale file indice vogliamo leg-
gere. ovvero di quale lettera vogliamo l'in-
dicc. Quindi battendo S al solito messaggio
verrà caricato e visualizzato l'indice richie-
sto. In caso che l'indice che vogliamo leg-
plice. tuttavia vi sono alcune cose che po-
trebbero risultare poco chiare.
La prima cosa die salta aH'occhio facen-
do girare il mio programma è che non vi c
ombra di istruzioni INPUT, ma soltanto
di GET. Questo per alcuni semplici molivi:
prendendo carattere per carattere i dati,
posso evitare di accettare i caratteri che
potrebbero in qualche modo creare pro-
blemi (in alcuni casi puramente estetici)
per il corretto funzionamento del pro-
gramma. Inoltre in questo modo posso
prefissare i campi delle stringhe senza do-
verle poi tagliare brutalmente. Questo pic-
colo sotloprogramma (usalo per esempio
dalla linea 540 alla S90) consìste nel leggere
tramite GET il tasto battuto, se é stato
battuto DEL allora lo sì aggiunge alla va-
riabile che contiene tutta la stringa (NS). le
si scrive c si sottrae 2 alla variabile di con-
trollo del ciclo FOR/NEXT nel quale é
mscrito il sotloprogramma: quindi si toma
alla GET. Se invece è stato battuto RE-
TURN (CHR$( 13)) allora si esce dal ciclo
e si prosegue con il programma principale.
Se invece è stato battuto un tasto non com-
preso nella gamma di caratteri concessa
(che generalmente comprende i numeri, le
lettere c pochi altri simtràii dì punteggiatu-
ra) allora si toma alia GET. Altrimenti si
aggiunge il carattere battuto alla variabile
che contiene la stringa, io si scrivee si torna
alla GET.
In caso che sì verifichino errori dovuti al
drive, nel caso cioè che la spia rossa comin-
ci a lampeggiare, bisogna battere RUN /
STOP e RESTORE e quindi digitare
RUN2000 [RETURN]. In questo modo si
entrerà in un sottoprogramma di lettura
del canale di errore del drive e di inizializ-
zazionc dello stesso, dopodiché si tornerà
al menu principale.
Per il resto il programma è abbastanza
Variabili principali
Lt$ Linea continua di 40 curaiien
A Variabile generica di controllo per
cicli FOR/NEXT
NS Nome del (ile
SO Variabile che contiene I se il file
che si sta inserendo è un'aggiunta.
0 altrimenti
LS Lettera sotto cui è inserito un dato
file
AS Variabilcgenericapcnnputdidaii
tramite GET
XS Matrice di variabili che contengo-
no i dati dei file
FE-FS Numero di nomi presenti in un da-
to file indice.
Commenti al listato
IO- 200 Menu principale
200- .100 Schermata di chiusura
300- 750 Inserimento c registrazione dei
dati
300- 359 Inserimento dati preliminari
360- 390 Ricerca file indice desiderato
Se non viene trovalo lo si crea
cxnovo. Altrimenti viene ietto.
Se viene trovato un nome ugua-
lea quello che vogliamo msenre
si toma al menu.
410- 520 Schermata per l'inserimento dei
dati
530- 590 Sotloprogramma per l'inseri-
mento dei dati tramite GET
640- 660 Scrittura file
700- 730 Scrittura file indice
875- 910 Verifica che il file ricercalo esi-
sta. In caso negativo si toma al
920- 930 Lettura (ile
940-1060 Visualizzazione,dati
1200-1400 Lettura indice
1410-1590 Cancellazione file
1600-1810 Schermata di presentazione
1820-1900 Avvertenze
2030-2060 Lettura del canale d'errore del
2130-2280 Sotloprogramma per l'hardco-
py «C
166
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
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Teo Rusconi ha appena
sfatato la leggenda
secondo la quale i floppy disc
sono tutti uguali
Difatti sembrano tutti uguali finché non
si osserva con attenzione il jacket. Qui
termina l'uguaglianza.
La maggior parte delle società costruttrici
sigillano i dischi un punto qui. un punto là.
lasciando parte dei lembi non sigillati.
Prima o F>oi ai lembi accadono cose
naturalissime: si gonfiano, si curvano, si
raggrinziscono... in poche parole si aprono.
Con p)enne, matite, un^ie persino un
ragazzino di quattro anni come Teo può
infilarsi in quegli spazi aperti.
Naturalmente è un danno enorme perchè
se si inserisce qualcosa di molle e slabbrato
nel disc-drive quest’ultimo può incepparsi;
si può rovinare la testina e si possono
perdere i dati. Questo può accadere con ^i
abituali sistemi di chiusura ma non con i
dischetti Memorex che usa un
procedimento esclusivo chiamato
“Solid-Seam Bonding”.
Con questo sistema ogni singolo
millimetro quadrato dei lembi di tutti i
dischi Memorex viene sigillato
ermeticamente, rendendoli più rigidi e più
resistenti.
È un sistema che consente al floppy disc
di sostenere ogni assalto, che impedisce alla
testina di rovinarsi e ai dati di andare perduti.
11 che sta a dimostrare che un floppy disc
Memorex non è uguale a tutti gli altri; è
migliore. E il sistema di saldatura è solo un
esempio della cura infinita con cui viene
prodotto ogni floppy disc Memorex; sia
esso da 8”. da 5 1/4” o il nuovo 3 1/2”.
Questa estrema accuratezza dà la garanzia
che ogni disco Memorex è al 100% perfetto.
La prossima volta che acquistate un
floppy disc - o qualche centinaio ■
- ricordate: non tutti i dischetti
sono uguali...
Memorex vi mette al
riparo da qualsiasi
inconveniente.
20129 MILANO MI
è importante scegli
A Burroughs Company
di Tommaso Pantuso
l 'isio che non à più molto facile trovare
programmi di giochi per il yic 20. </uesio
mese abbiamo deciso di pubblicarne due.
insieme ad un ‘utility, che speriamo facciano
contenti I nostri lettori.
Con il primo programma che vi proponia-
mo. avremo a che fare con i fantasmi, natu-
ralmente invisibili, contro i (inali dovremo
lare attenzione e non cozzaree con il secon-
do potremo giocare a poker, infine un'ap-
propriata routine ci renderà più semplice il
lavoro nella fase di debug dei programmi.
I Ghosts
Isidoro Quaranta - Pagani iSA)
GhosEs è un gioco che gira su di un Vie in
configurazione base.
Inviate i vostri programmi
Alcuni leliorì ci chiedono, nelle loro letle-
re, come sottoporre i loro programmi a MC.
Registrate i vostri lavori su cassetta o di-
sco (se il programma é proprio molto corto
può bastare il semplice listato; certo, la cas-
setta non guasta mai...), corredateli dell'op-
portuna documentazione e spedite il tutto
alla redazione, indicando magari sulla busta
la rubrìca interessata.
Tutti i programmi che arrivano sono esa-
minati ed i migliori pubblicati.
Purtroppo non possiamo restituire, per
ragioni organizzative, il materiale che d vie-
ne invialo, anche in caso di mancata pubbli-
Ricordatevi che migliore é la documenta-
zione. maggiore è la possibilità che il vostro
lavoro venga pubblicato: spiegate quindi
chiaramente il funzionamento del program-
ma ed accludete lutto quella che pensale
possa essere utile (elenco variabili e via di-
cendo). Sopiatiulto non dimenticaiedi indi-
care il computer sul quale il programma gi-
ra. né il vostro nomee indirizzo e. se possibi-
le. il numero di telefono. Indicale anche, per
la retribuzione se il programma sarà pubbli-
cato, luogo edata di nascita, domicilio fisca-
le e codide fiscale (parlila IVA, se la posse-
dete).
Il compenso per i programmi pubblicali
varia normalmente fra le 40 e le I SO.OOO lire,
a seconda della qualità del lavoro inviato:
eventuali programmi di particolare com-
plessità ed interesse potranno essere valutati
al di fuori di questo standard, previ accordi
con la redazione.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
I
Help
Fram eu-o Da Villa - Venezia
Questa routine permette di simulare sul
Vie 20 la funzione di Help che ricorda quel-
la introdotta dalla Commodore sul C 16 e
Plus 4.
I! programma Basic è un caricatore che
posiziona i dati in LM nella pagina zero.
La routine è protetta contro la pressione
contemporanea dei tasti Run/Restore che
tuttavia continuano a svolgere le consuete
funzioni-
li funzionamento dell' Help è molto sem-
plice; quando in un programm
coniralo u
il S.O. —
niralo un errore di qualsiasi tipo, o
e normali azioni intraprese dal S.O
dfhnM^rn'^cuTcMo'^sl^
MCmicrocompuler n. 44 - settemore 1985
171
Quattro computer in ogni
MPF PC - PC/XT^
DIulTEK COmPUTER
Ufficio Vendite:
Via Valli, 28
4201 1 BAGNOLO IN PIANO (RE)
Tei. (0522) 61623 r.a.
Telex 530156
4
tii Maurizio Bergami
Gli arlicoli dedicali al gioco Life, puhhii-
coli .lui inmieri scorsi nvU'amhito della ru-
brica WC^/V«7i/, hanno riscosso un iniere.sse
davvero considerevole, come provano le nu-
merose tenere ricevute .'iull'argonieiuo e so-
praiiuiio i lami programmi di Life, per nule
le macchine, che hanno ben presto iniziato a
giungere in redazione. Quella che siiamo per
preseniurvi è. ovviamente, la versione per
Spectrum de! /amosLtsimo pas.saiempo idea-
lo da John Comvay. Come vedrete il pro-
gramma è piuttosto veloce, e.v.sendo parzial-
mente in linguaggio macchina, e pre.senia
molle caraiierisiiche iniere.s.sanii.
Il secondo programma di (pieslo mese si-
mula una calcolalrice sullo .schermo dello
Spectrum: .sì tratta di una simpatica uiililv,
doluta di un'oitima gra/ìcu. adatta .soprai-
ttilio per essere inserita in programmi più
vasti.
I Lìfe
di Marco tìerni ■ Firenze
Questo Life per Spectrum prevede una
griglia di 1 28 x 88 caselle, per un lutale di
11264; le singole cellule occupano quindi
un quadralo di 2 x 2 pixel. Ho scelto que-
sta dimensione perche è la più piccola che
consente ancora una visione chiara della
singola cella.
Il margine inferiore della griglia è aggan-
ciato al margine supcriore, ed il margine
destro è agganciato al sinistro, cosicché il
piano di Life forma un universo chiuso.
Durante il gioco le ultime due righe dello
schermo indicano il numero della genera-
zione in corso, la percentuale di cellule vi-
ve. il loro numero ed inllnc alcune indica-
zioni sui tasti da premere per ottenere le
varie opzioni disponibili.
Il programma c costituito da una parte
in Basic lunga quasi 9K. che si occupa
dcH'ìnput dei dati, e da un blocco in lin-
guaggio macchina di circa 800 byte diviso
in nove subrouiinc separale fra loro da
istruzioni NOP.
Questo prugramma èdisponibilc su cassetta
presso la redazione. Vedere l'elenco dei pro-
grammi disponibili e le istruzioni per l'ac-
quisto a pag. 184.
Il programma in Basic c piuttosto lungo,
ma può essere ridotto eliminando le opzio-
ni dalla 5 alla 9 del menu principale, c cioè
correggendo le linee da 80 a UH) c cancel-
lando quelle da 1900 a 2780. Tale scelta,
tuilavia. elimina l'opzione "ESEMPI",
che trovo abbastanza inicrcssanlc. Al limi-
le il programma in Basic può essere ridotto
a queste sole quattro istruzioni:
10 RANDOMIZE USR 40644
20 RANDOMIZE USR 40143
30 RANDOMIZE USR 40000
40 GOTO 10
In lai caso. però, per inserire le cellule
della posizione iniziale occorreranno delle
POKE negli indirizzi compresi tra 57616 e
5902.1,
Lo stato dello cellule c conservato in due
tabelle di 1440 byte ciascuna, che si trova-
no in memoria a partire dagli indirizzi
56064 e 57600. nelle quali ad ogni cellula
corrisponde un bit.
Le cellule sono memorizzale con indiriz-
zo crescente da sinistra verso destra e dal-
l'alto verso il basso nspclio alla po.si/ionc
che occupano sullo schcrmo.
La prima subrouiinc in L. M . posiziona-
la dall'indirizzo 40000 al 40I4U. si occupa
della visualizzazione dello stalo delle cellu-
le. Essa controlla lo stalo di 1 1264 bil a
pania' dalla locazione 56064 c per ciascun
bit attivo accende i corrispondenti quattro
pixel sullo schermo: questa operazione c
resa dilTieoliosa dalla complicata organiz-
/tizìonc del display lllc dello Spectrum.
La seconda subrouiinc (da 401.14 a
4064! ) esegue il calcolo vero e proprio del-
la generazione, assumendo come stalo at-
tuale gli I I2M bit già citati c scrivendo i
risultati nella tabella, costituita da un pari
numero di bil. che parte daH'indirizzo
57616. La routine ha anche il compilo di
ricopiare, all'inizio ed alta (ine delle labcl-
le. rispettivamente l'ultima e la prima fila
di cellule in modo da "agganciare" il lato
superiore a quello inferiore dello schermo,
AITavanzarc di ogni gcncrtizione la ter-
za subrouiinc (da 406.58 a 40675) sposta lo
ESEMPIO n.lO -ASIMMETRIA* «ItA 9«n*razlon» n.SS
58 y . a22y.=2504- M . =8760
MCmicracompuier n. 44 - seiiembre 1985
173
•*»»*4**«t
w ÒR « < > INT « T
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IS REM *
20 REM i LIFE •
30 REM • di »
4.0 REM • MRRCO OERNI t
50 REM « t
60 REM
65 LET ROrslia64.: LET V i V »0 ; L
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LET ViP«Pi»0: LET 9en»0; BRICMT
1: POKE 23609>'30: LET ri.a9"0: PO
KE 23540,8
70 BEEP .5,0: BOROER 0: PRPER
0: INK 7: CLS
80 PRINT RT 3,12j"mi”,RT 6,0
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0 3 INI2IR UN NUOUO GIOCO
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5 RGOIUNGI 0 TOGLI CELLULE 6
ESEMPI 7 STAMPO POSIZIONE"'"
8 CARICA POSIZIONE"
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0 INPUT "II* *
100 IF « <1 Qi
MEN 00 TO 70
120 00 TO 90044«200
130 PRINT S1;AT 1,0;HH;AT 1,5;
"U.a"j(" •• ANO LEN STRl^VlV»!) ;w
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140 RETURN
150 If ri*9>>e TMEN RETURN
160 POKE 40649,226: POKE 40652,
219: RANOOMIZE USR 40644: POKE 4
0649,219: POKE 40652,225: LET fi
aosO
170 LET etn-gen-l: LET Viuusvi
Ptn; LET vip*n«vitef: LET vivslN
T (ViUlt/11264*100+.5) : LET »ora
11264>ViU il
180 RETURN
200 LET viteravipcn: LET viptna
Viuit: LET ViUUaUSR 40683: LET
ViVaINT (ViuiÌ/11264*100+.5) ; LE
T »or*11264-viuit
210 RETURN
1120 GO sue 200
1130 IF INKEY»»"»" OR 1NKEY»«"M"
THEN GO SUB 160: 60 TO 70
1140 GO SUB 130
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InOOMIZE USR 40644: REM •*
j DOMIZE USR 40143: REM »«
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1300 REM .
1310 BOROER
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1320 00 SUB 200: 00 SUB 130: PRI
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ANO fia9>0): RANOOMIZE USR 40000
1330 IF INKEY«*"a" OR INKEY»="A"
TMEN BEEP .5,0: LET fLa9=l: LET
9«ns9en4-l: RANOOMIZE USR 40644:
RANDOmIZE USR 40143. GO SUB 200
. GO SUB 130: RANOOMIZE USR 4000
j HNO ria 9 «i I nciN occk .9,10: uu
SUB 150: GO SUB 130: RANOOMIZE
USR 40000
1350 IF rNKEYia"P" OR INKEY«b"M"
TMEN 00 TO 70
1360 00 TO 1 320
è 500 REM » » * ailhMff.MaiaM—a i f i CMI i W
♦ **
1510 RANOOMIZE USR 40656
1520 POKE 40662,219: RANOOMIZE U
SR 40658: POKE 40662,225
1530 PRINT ai; "INIZIA UN NUOUO 0
loco": PAUSE 30
1540 RUN
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LET «al: RANOOMIZE USR 40644: RR
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40716
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1720 LET b«t«a576164(88-«) »16 tIN
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/8))*8: IF posa0 THEN LET pOSaQ
1722 POKE 40731, byie-2S6«INT (b«
ie/256): POKE 40732, INT Cbtìle/25
6): POKE 40734, POS: RANOOMIZE US
R 40730: POKE 40002,219: RANOOHI
ZE USR 40000: POKE 40002,225: RA
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1730 RETURN
/8))*8: IF posa© TMEN LET pOSaS
1752 RANOOMIZE USR 40644: POKE 4
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KE 40732, INT tbyle/256): POKE 40
734, POS: RANOOMIZE USR 40730; PO
KE 40002,219: RANOOMIZE USR 4000
0: POKE 40002,225: RANOOMIZE USR
40716. RANOOMIZE USR 40000
1760 RETURN
1800 IF INKEY* a "rii" OR INKEY*a"M"
THEN GO TO 70
1805 PRINT 81;AT l,2;x;" ";AT 1
,15,y;" "
1810 IF INKEY*a"s" OR INKEY»a"S"
THEN BEEP .5,0: 00 SUB 1720; PO
KE 40785, byle-256*INT (byie/256)
; POKE 40786, INT (byle/2561: POK
E 40788, POS : POKE 40795,198: RAN
DOMIZe USR 40784
1820 IF INKEY»a"r" OR INKEY»a"R"
TMEN BEEP .5,0: 60 SUB 1720: —
E 40788, POS : POKE 40795,134: RRN
DOMIZE USR 40784
1830 IF INKEY*="5" TMEN BEEP *“
,0; LET Xax- (1 ANO : ‘ ’
1750: 00 TO 1800
1835 IF INKEY*aCMR* 8 TMEN BEEP
.05,0: LET xax>(10 ANO X>10); 60
SUB 1750: 00 TO 1800
1840 IF INKEY»a"8" TMEN BEEP .05
,0: LET xax+(l ANO X<128): GO SU
é 1750; 60 TO 1800
1845 IF INKEY»sCMR* 9 TMEN BEEP
.05,0. LET XaX+110 AND X<118): G
0 SUB 1753: 60 TO 1800
1850 IF INKEY*a"7" TMEN BEEP .05
,0: LET yay4.(l ANO y<88): GO SUB
1750: 60 TO 1800
1855 IF INKEY*aCMR» 11 TMEN BEEP
— ~ LET yay4-(10 ANO y<78)
ftn
GO SUB
0 SUB 1750: GO TO 1800
1860 IF INKEY*a"6" THEN BEEP .05
,0: LET yay-il AND y>l): GO SUB
1750. GO TO 1800
1865 IF lNKEY»aCMR* 10 THEN BEEP
.05,0: LET yay-(10 ANO y>10): G
0 SUB 1750: GO TO 1800
1870 RAMCOMIZE USR 40758: REM **
174
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
RISHT 1: CLS ; RftNDOMlZE USR 400
00; LET col. *1,0 „
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0,0; ''AGGIUNGI GO TO 1920
19Ì4 IF INKEY$*"l" OR INKEY$*"T"
TMEN POKE 40795,134: PRINT #1;B
T 0,27;" ",AT 0,0, "TOGLI GO
TO 1920
1916 IF INKEVia"»" OR 1NKEY«="M"
TMEN GO TO 70
1918 GO TO 1912
1920 P RINT 81; “ n c«Uui.a di eoo
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LET xsUAl bC: IF X>126 TMEN GO T
0 1900 _
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LET CO 1*23: GO SUB 2000! LET
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1940 POKE 40785, byte'256«INT (by
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6): POKE 40786, pOS: RRNOOMÌZE US
R 40784
1970 GO TO 1910
. RINT 01;AT l,COt+LEN b$: "
: LET a$aINKEY$
2020 IF aKs"n" OR a«*"M" TMEN GO
TO 70
2030 IF CODE a$=13 AND LEN b»*0
TMEN 60 TO 2010
2040 IF CODE a$*12 TMEN BEEP .1,
0; LET b|*b«(l TO ((LEN bl-1) AN
D LEN b$>0)): PRINT 81;AT 1,C0L;
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O TO 2010
2050 IF LEN b«>3 TMEN PRINT «1;R
T 1, CO i; •' " : GO TO 200©
2060 IF CODE a $*13 TMEN BEEP .1,
0 PRINT 81;RT l,COl.+LEN b$;" " :
RETURN
2070 IF a$="" OR CODE a$<48 OR C
ODE 3$>57 TMEN 60 TO 2010
2080 BEEP .1,0: LET b$*b$4'a$; PR
iNT 81, AT l,COt; INUERSE l;b$: 6
0 TO 2010
2100 REM *
2110 BEEP -
7: BRIGHT 0: INK
2120 PRINT RT ~l 1 _ |Qj,|MipM JMI
6,0," 1 LANCIA RlÌaHtI'^^''^T OAT
TI DEL CMESMIRE"'" 3 MOSTRO 4
CASO 5 LINEE 6 ALIANTI
7 SIMMETRIA 1 8 SIMMETRIA 2"
■" 9 NASTRO 19 10 ASIMMETRIA"
2140 INPUT " C1-10J ";a
2150 IF a<l OR a>10 ÓR aoINT a
TMEN GO TO 2100
2160 POKE 40662,219: RANDOMIZE U
SR 40S58: POKE 40662,225: RANDOM
IZE USR 40658: LET 960*0: LET ft
-jRDER 7; PAPER
NK 1: CLS
3,12; ''ÌSBÌ099’'
A ALIANTI"'" 2 i
39*0
2170 I
I 60 TO 2190+a*10
2200 POKE 58293,1: POKE 58309,3:
POKE 68247,48: POKE 58263,64: P
OKE 56279,128: POKE 58295,128
2202 POKE 58311,128- POKE 58327,
64: POKE 58343,48: POKE 58280,2:
POKE 58296,6: POKE 58360,6
2204 POKE 58376,2: POKE 58313,19
S: POKE 58329,224: POKE 58345,19
2: POKE 58330,64: POKE 58346,192
2206 GO TO 1300
2210 FOR a*128 TO 1200 STEP 320:
POR b*l TO 12 STEP 5
2212 POKE 57617+a+b,36: POKE 576
33-fa-t-b.60: POKE 57649+a 4b . 66 : PO
KE 576e5+a+b,90; POKE 576àl+a+b,
66. POKE 57697+a+b,6©
2214 NEXT b: NEXT a
2216 GO TO 1300
2220 POKE 58327,3; POKE 58343,6;
POKE 58359,2
2222 GO TO 1300
2230 RANDOMIZE : FOR a*0 TO 10+1
NT (200+RND+2C0) STEP 1+INT (RND
+ 8 )
2232 POKE 580S0+a,INT iRND+256)
2234 NEXT a
2236 GO TO 1300
2240 FOR a*58256 TO 58333
2242 POKE a ,255
2244 NEXT a
2246 GO TO 1300
2250 FOR a=0 TO 1000 STEP 30
2252 POKE 57617+a,32: POKE 57633
+a,16: POKE 57649+a,112
2254 NEXT a
2256 GO TO 1300
2260 FOR a *58256 TO 58383 STEP 1
6: rOR b*4 TO 11
2262 POKE a+b,25S
2264 NEXT b: NEXT a
2266 GO TO 1300
2270 FOR a =58256 TO 68383 STEP 1
6; FOR b*2 TO 13
2272 POKE a+b,QS5
2274 NEXT b; NEXT a
2276 GO TO 1300
2280 FOR 3*58256 TO 58383
2282 POKE a , 126
2284 NEXT a
2286 GO TO 1300
2290 FOR 3*58256 TO 58300
2292 POKE a ,255
22'34 NEXT a
2296 GO TO 130®
2300 REM :
2310 60RDER _ . .
RIGHT 0. CLS : PRINT AT 2,6; "STA
MPA POSIZIONE"
2320 INPUT "coBRiento*";a$
2360 LPRINT a$: LPRINT : RANDOMI
ZE USR 40000
2370 60 SUB 130: PRINT 81; RT 1,2
8 ; "
2380 COPY
2390 60 TO 70
2500 REM
2510 CLS
fWljlgM ymy « aia
Ssèè INPUT ^^ito lo ";a$
2530 IF LEN a $ > 10 TMEN GO TO 250
I iW,», '
EFFETTUATO": BEEP 2,'
2560 GO TO “■
2700 REM ««
2710 CLS - I
PAUSE 20
INPUT "Titolo (max 10 car.)
" ; a $
2730 IF LEN a$>10 OR a$*"" TMEN
GO TO 2720
2740 SAUE atCODE 56080,1408
2750 PRINT AT 12,11;" UERIFICA "
2760 UERIFY a$CODE
2770 PRINT 81, "SRLURTAGGIO EFFET
TUATO": 8EEP 2,0; PAUSE 20
2780 GO TO 70
9997 STOP
9998 CLEAR : SAUE "LIFE 2.2" LlN
E 9999: SAUE " U ( e Code "CODE 4000
0,1000; PRINT AT 10, 12; "UERIFICA
UEAIFY UERIFY ""CODE ; ST
OP
9999 CLEAR 39861: PRINT 81;AT 1,
2; "LIFE (S 6/1985 di MARCO BERMI"
: LORD "^CODE ; RUN
MCmicrocomputer n. 44 - seltembre 1985
175
********************************
< «
* CODICI L/M *
* *
********************************
33 16 225 17
127 6
222
213
193
239
235
239
167
197
173
193
237
7 16 244 18 19
35 193 16 227 23^
16 3 17 3 21«
237 176 1 16 3
33 16 219 237 17(
219 33 16 225 17
64 6 2
2 197 6
213 17 48
243 213 17
239 193 16
25 239 193
1 25 239
197 8 2
173 156 213
193 16 242
229 239 225
237 62 209
16 3 25
6 16 197
62 3 233
233 6 7
193 16 234
3 3 1
33 128 224
17 144 224
221 33 16
158
231
126
6 16 197
235 89 157
35 193 16
91 188 36
3 62 3
2 198 9
f<ù 4U 1 60 221
43 1 63 221 233
1 63 221 233 255
63 221 233 3 118
sai ai33 15 73 43
233 16 126 43 1
16 118 40
221
221
221
233
243
233
233
233
233 6
233 3 6
233 3 126
233 243 73
243 126 43
118 43 1
/<0 43 1 68
43 1 63 221
1 63 221 203
63 221 233 16
236 176 158 16
233 6 221 233
0 6 221 233
3 126 43 2
243 73 43 1
235 19 157
235 176 167
238 235 17
193 16 225
221 233 3
221 233 239
233 243 126
243 118 43
73 43 1
43 1 63
1 63 221
63 221 233
235 176 158
221 233 243
221 233 16
■ " ‘ 198
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63 221 233
221 233 3
233 16 73
16 126 43
118 43 1
171 231 62
243 6 221
16 6 221
198 9 221
63 221 233
13 REM *«*«»«*««*»*4'«*»*»«*«*
23 REM * *
43 REM * CALCOLRTRICE *
5.3 REM * *
73 REM * di EROS FORENZI *
33 REM « «
93 REM ««4*«**«***»*»«»»****«
100 LORD •'"CODE
110 REM r' ^
123 POKE 6.12404U5..
133 CLS . PRINT RT 10,5,"FERMR
IL REGISTRATORE": PAUSE 103
143 INK 7: PAPER 3: BORDER 3; C
LET S*B
LS
150 POKE 23639,53:
LET T* "
160 REM L
173 PLOT '
U 144,3. DRRU 3,24
183 PLOT 55,143: DRRU 144,
OT 55,143; DRRU 3,-95
DRRU 144,
DRRU 3,119
DRRU 3,119
DRRU 3,119
DRRU 3,119
DRRU 144,3
DRRU 144,3
DRRU 144,3
.23
190 PLOT 55,48
U 3,95
233 REM ,,
210 PLOT ^STlS'
U 144,0; DRhU ■
220 REM (
230 PLOT
243 PLOT 103,24
250 PLOT 127,24
260 PLOT 151,24
270 PLOT 175,24
280 PLOT 55,71:
293 PLOT 55,95.
330 PLOT 55,119
310 REM
320 PLOT i/r-nw ■o.i.e..
U 148,0 DRRU 0,-123: DRRU
3
330 PRINT RT 2,8; PAPER 6;"
340 PLOT 53,21: DRRU 149,3: DPR
U 3,146: PLOT S4,23: DRRU 149,3;
DRRU 3,146: PLOT 55,19: DRRU 14
9,3: DRRU 0,146; PLOT 56,18 DRR
U 149,0: DRRU 0, 146
350 PLOT 53,149: DRRU 149,0: PL
OT 53.148; DRRU 149.0: PLOT 53,1
47; DRRU 149,0: PLOT 53,146; DRR
U 149,0: PLOT 53,149; DRRU 0,19;
PLOT 54,149: DRRU 3,19: PLOT 23
3,149: DRRU 3,19: PLOT 201,149;
ORRU 0 . IO
360 REM
370 PPINT AT 5 . 8, " =" , RT 5,11,"®
":AT S, 14; "3"; RT S,17;”i";RT 5.2
0; "2"; RT 5,23, "3"
360 PRINT RT 8,17;"4",AT 8,20;"
S",RT 8,23; "6"
390 PRINT RT 11, 17; "7"; RT 11,20
;"8",RT 11,23;"9";RT 14,17;",";R
T 14,20; OUER l."LN";RT 14,23; 0
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430 PRINT RT 8,8;"*";fìT 11,8;"+
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420 PRINT RT 14,14,"t"
430 PRINT RT 14,11;")"
443 PRINT RT 17,7; OUER 1;"SIN"
;RT 17,13; OUER i;"COS";RT 17,13
, OUER l;"TRN";RT 17,16; OUER 1;
"SOR";AT 17,19; OUER 1;"H8S";AT
17,22, OU ER 1, "EXP"
450 REM r —
460 LET
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470 LET X*5: LET '
480 PRINT RT X+3,4
";RT X-3,
490 LET B*sSCREEN* (X,Y)
500 PRINT RT 20,Y-3;" " , RT 23, Y
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510 PRINT RT X,Y; FLASH 3;BS
520 IF IN 31a8 OR INKEY»*"7" TM
EN LET X*X-3
530 IF IN 31=4 OR INKEY*«”6" TH
EN LET X=X+3
543 IF IN 31=1 OR INKEY*«"8" TH
EN LET Y»Y+3
550 IF IN 31=2 OR INKEY$="5" TM
EN LET YsY-3
563 IF X<5 TMEN LET X=S
570 IF X>17 TMEN LET X=17
580 IF Y<8 TMEN LET Y=8
590 IF Y>23 TMEN LET Y*23
600 PRINT RT X,4;“->";RT 20. Y;"
t ■■
610 LET B*=SCREEN$ (X.Y)
620 IF IN 31 = 16 OR CODE i;iNKEY$
)=13 TMEN GO SUB 673
633 LET B$sSCREEN* (X.Y)
640 PRINT RT X,Y; FLASH 1; B$
650 GO T P 480
660 REM ^ —
670 PRINT
176
MCmicrocompuler n. 44 - settembre 1985
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
177
sialo appena calcolalo al poslo di quello
che è servilo come base per il calcolo (che
La quariii subroutinc (da 40658 a 40675)
"uccide" tutte le cellule, alterando lutti i
byte dal 576 16 al 59029. e permeitedi rico-
minciare un nuovo gioco.
La quinta subroutine (da 40678 a 407 1 3 )
calcola il numero di cellule vive nella pre-
sente gcneraTìone.
Le rimanenti quattro, infine, (da 40716 a
40801 ) vengono usale durante l'imput dei
dati.
Uso del programina
Dopo il caricamento appare sullo scher-
mo un menu con nove opzioni;
1 - GIOCO:calcolaevisualizzalegcnera-
/ioni in sequenza continua, al ritmo di una
ogni due secondi circa, finché non viene
premuto il tasto M che riporta al menu
principale.
2 - GIOCO PASSO PASSO; si dilTeren-
zia dalla precedente opzione perché avan-
za di una generazione solo dopo la pressio-
ne del tasto A: inoltre permette di rivedere
la generazione immediatamente preceden-
te con il tasto I.
3 - INIZIA UN NUOVO GIOCO: ucci-
de tutte le cellule ed azzera la generazione.
Non è necessario usarla per vedere gli c-
4 - POSIZIONA CELLULE (CURSO-
RI): con questa opzione si può sellare (con
li tasto S) o resetiare (con il tasto R) la
cellula sulla quale si trova un cursorìno
lampeggiante. Per spostare il cursore si u-
sanoi tasti delle frecce, da soli o in unione a
CAPS SHIFT; nel secondo caso li movi-
mento sarà a passi di dicci caselle alla vol-
5 - AGGIUNGI O TOGLI CELLULE;
permeile di aggiungere c togliere delle cel-
lule specificandone le coordinate rispetto
aH'origi ne posta nell'angolo in basso a sini-
stra del piano.
6 • ESEMPI; consente la scelta fra dieci
posizioni di partenza e rinvia automatica-
mente aH'opzione 2 per la visualizzazione.
7 - STAMPA POSIZIONE: la posizione
corrente viene stampala su una ZX Printer
(o simile), eventualmente con una strìnga
di commento scelta dall'uienie,
8 - CARICA POSIZIONE
9 - SALVA POSIZIONE
Salvataggio del programma.
Per fare una copia di Life seguite questa
procedura;
- date II comando diretto CLEAR
39999
• inserite, con un caricatore decimale
qualsiasi, i codici riportati nel listalo 2 a
partire dall'indirizzo 40000.
- date il NEW
- digitate il programma in Basic (listato
I)
- digitale il comando GOTO 9998 per
salvare su nastro sia il Basic che il L'M.
I Calcolatrice
di Eros Forenzi - Pedemonie I SO )
Questo programma simula il funziona-
mento di una calcolatrice tascabile dotala
delle quattro operazioni, di numerose fun-
zioni scientifiche (seno, coseno, tangente,
radice quadrala, logaritmo, esponenziale e
valore assoluto), della costante pi greco ed
infine di una routine di ricerca frazione,
che, cioè, fornisce la frazione generatrice di
un numero decimale dato in input.
L'uso é ispirato alla filosofia del Macin-
tosh: i tasti vanno infatti "premuti” spo-
stando un cursore sul video. Dal momento
che lo Spectrum non dispone di un mouse
si può utilizzare allo scopo un joystick tipo
Kempston. o, in alternativa, i tasti del cur-
sore; nel primo caso la scelta del tasto viene
confermata con la pressione del pulsante di
fuoco, nel secondo invece con il tasto di
ENTER-
II tasto F provoca la ricerca della frazio-
ne generatrice del numero decimale conte-
nuto nel display: il tasto col simbolo di
copyright permette di cancellare l'ultimo
carattere inserito ed infine il tasto R provo-
ca l'uscita dal programma. Tulli gli altri
tasti hanno un significalo più che ovvio.
Per la routine di ricerca frazione c neces-
saria qualche precisazione: essa infatti è in
grado di trovare solamente le frazioni con
denominatore minore o uguale a 1000.
Il programma utilizza la routine di ON
ERROR pubblicata sul numero 39 di MC
a pagina 141 per evitare il blocco del pro-
gramma in caso di divisioni per zero c simi-
li (errore 6-Number too big). Altri tipi di
errore possono essere trattali sfruttando la
stessa routine, seguendo le istruzioni ripor-
tate nell'articolo che la descriveva.
Procedura di registrazione su eavsetia
- digitale il seguente programmino cari-
catore:
10 CLEAB 59999
20 LOAD
e registratelo su nastro t .ni SAVE "calcor
LINE IO
- date il NEW
- digitate il programma principale (li-
stato 3) e salvatelo dopo il programma ca-
ricatore con SAVE "cale" LINE 100
- dateli NEW
- digitate l'hcx Ioadcr della routine di
ON ERROR e fatelo girare, rispondendo
alla richiesta INDIRIZZO'.’ con il numero
60000 c salvale la routine in coda ai due
programmi precedenti con SAVE "cale
I m" CODE 60000.200.
Suggerimenti
Ecco alcune idee per migliorare il pro-
gramma.
- Rinumerarc il listalo rendendolo non
editabilc. cioè con un numero di linea ini-
ziale supcriore a tlOOO (vedi TuttoSpec-
irum del numero 26); in modo da permet-
tere il caricamento con MERGE di qual-
siasi altro programma Basic con la sicurez-
za di cviiurc sovrapposizioni di lince.
- Inserire il lutto aM'inlcrno di un altro
programma, ad esempio una calcolatrice
come questa andrebbe benissimo con il
programma "Studio di funzioni” pubbli-
calo sul numero 37 di MC.
- Ingrandire l'arca del display ed utiliz-
zare delle cifre più grosse, sfruttando una
delle tante utility di ingrandimento dei ca-
- Usare dei caratteri ridefiniti per le
scritte, in modo da centrarle aU'inlerno dei
tasti. Una buona idea potrebbe essere
quella di utilizzare caratteri più piccoli, ti-
po quelli del Tasword II. MC
178
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
RSCG
Quando il gid<o
si fa seti
"Multipersond': un termine che vi giunge
nuovo perché è stato appena coniato da
Honeywdl.Multipersonaièil nuovo X-Super-
feam, un computer tutto italiarva che entra
nel mondo ddt' 'industry standard' perché
si avvale dei sistemi operativi Unix'"’ e
Xenix'"' che offrono un patri-
monio applicativo molto vasto.
Concepito per servire con-
temporaneamente più utilizzato-
ri intenti a soddisfare
cTiverse, X-Superteam .
connettersi per formare
locale. Quondo il gioco
rio. pensote a X-Supertea
grande computer che
anche sotto il tavolo, se
Conoscere e risolvere insieme.
Honeywell
Honeywel Inlormatior) Systems Italia
4
di Fabio Marzoici
■ Master Golf
di E. Raponi <■ P. Ho/ler
Si traila di una simulazione del gioco del
golf, di cui i due Icilori hanno realizzalo
una versione per il 1500 standard ed una
per quello espanso con il modulo CE-1 51 .
Ciò che distingue la versione espansa da
quella non. e solo la possihiliià di poter
giocare con 9 o I S buche e di poter avere
una classirica sempre aggiornala delle due
gare. I programmi, quindi, dal punto di
vista logico-matematico, sono pcrfella-
mcnic uguali.
Ora immaginate di essere in uno splendi-
do link di erbetta inglese: a 24.1 metri vede-
te una bandierina che sta ad indicare la
posizione della buca. Il tempo è ottimo, ed
il vostro occhio calcolatore vi ha già sugge-
rito che tipo di tiro fare. Scegliete la mazza
perii longshol. Controllate da quale parte
viene il vento e ... date il RUN.
I parametri in gioco non sono eccessivi,
anche se per le prime volte e meglio seguire
la traictiorìa della pallina su di un foglio di
caria disegnando la piazzola di partenza e.
perpendicolare ad e.ssa, lu buca di arrivo.
Dopo lu veloce presentazione, il pro-
gramma fornisce le curattcristtchc della
prima buca: la lunghezza del percorso: la
direzione cardinale: il par e gli eventuali
ostacoli che si presentano. Questi sono
rappresentati da zone d'acqua e sabbia di-
sposto trasversalmente al percorso. Se non
ve ne sono, il programma visualizza la
scritta “O 0"; se invece vi è una zona sab-
biosa. si vedrà la scritta "Sabbia da 270 a
300" che sta ad indicare che la zona comin-
cia da 270 metri e finisce tra .300.
Ora bisogna introdurre i parametri. Co-
me prima cosa si può scegliere che tiro fare:
il tiro n. 1 è il più forte e si usa per le lunghe
distanze: il n.2 si usa per accostarsi al green
(zona verde che circonda la buca); il n.3 e
quello per imbucare.
Ogni tiro deve essere fatto secondo un
Preghiamo i signori E. Raponi e P. Hoffer.
autori del programma Master Golf, di met-
tersi in eonlallo con la redazione
certo criterio aflrnché la simulazione possa
sembrare più reale possibile. Per fare ciò il
programma si serve di alcuni parametri
che controllano i dati immessi. Ad esem-
pio: per il tiro n.l (il più forte), rinclinazio-
ne deve essere compresa fra 10 e 70 gradi
(perchè mettere ad esempio un'inclinazio-
ne di 90 ci farebbe ricadere la pallina sui
piedite la velocità che si imprime alla palli-
na fra 50 e 160 km h.
Dopodiché bisogna indicare in quale di-
rezione mandare la pallina. Questa deve
essere espressa in gradi. Inserendo 0 la pal-
lina si dirigerà di fronte a noi. con +90 alla
nostra destra, con -90 alla nostra sinistra e
con + -1X0 alle nostre spalle. Per comodi-
tà del giocatore e meglio inserire dei valori
compresi fra -180 e +180. anche se il pro-
gramma funziona con qualsiasi angolo.
Il programma liene conto anche di un
certo asse: questo rappresenta la linea di
congiunzione fra la piazzola di partenza e
la buca. Se ci si sposta alla sua destra, la
distanza da esso diventa positiva, se alla
sua sinistra, negativa. Questo concetto va-
le anche per la buca: se la si supera, la
distanza da essa diventa negativa.
Un ultimo fattore determinante per il
gioco è il vento. Questo ha una direzione
fissa per tutta la partita, ma varia la sua
velocità di buca in buca. Con un tiro raso-
terra (il n.3 con inclinazione 0). la iraieito-
ZeiFOR l=>0TO i«e:
GCURSOR l:
GPRINT 127-
POINT IsNEXT 1
Z»-- q":B«='So
ROHOon
RESTORE 990*10
*Q:REflD E»:u*
RMD se: RESTORE
0:FOR 8=n0 9:G-
B:X=e:Y*0:REOO F
>*90t(-l*2Ttx<
239:S=OBS CCiTN Ux
FMD UVT-SONO :
>=K-.5THEN 358
250:T*Jf(2»O«TON O
e;r*T-t:x*x*i:
RETijRN
e: I tSETURN
3001 IF Y<«P0R y>*F
TMEN lS0-20»tr
-Y>01*(Y>03
310: IF X*°n«THEN 3
30
aZeiGCTO 340
saaiREsroRC leee-c
0-l.*I0:PRlNl
"-Oc<luo- ":60TO
340:PR1N7 "'Sabb
:G0T0 130-20
:C=I60:RE TURN
e;Q*5:R*50:S'IB
C=60:R£TURN
28JRETURN
e;Y=Y*l:RETURN
0!X«X*I:y»y*|:
RETURN
0 :X=x*I:R£TURN
«. 339. S
1080:DOTO 'N-,
32.0*, 403
MCmicrocomputer n, 44 - settembre 1985
nu lidia pallina non rìscnic alTaito del vcn-
lo: questo e utile per quando si e vicini alla
buca.
Passiamo ora alla descrizione delle linee
più importanti:
1-7 classìrica delle due gare (punti, tiri,
nome):
70: scella casuale della direzione del ven-
100: azzeramento delle coordinate (che
hanno origine nella piazzola di partenza) e
Icilura dei parametri della buca:
105: variazione della velocità del vento
che si ripete ad ogni buca:
170-210: inserimento dei parametri;
231: qui il programma calcola la distan-
za coperta dalla pallina: la formula Q è
tratta dalla balistica, la R e la -S sono inven-
tate di sana pianta e servono a calcolare i
rimbalzi dovuti aU'inerzia:
234: T è la variabile che contiene il valo-
re esalto dell'angolo per andare in buca:
238: S e invece lo scarto di angolo per-
messo (dato che la buca ha un diametro di
un metro):
250: qui T assume un altro valore; il
tempo in cui la pallina resta in aria; ciò
serve a calcolare I che è Tincidenza del
vento sulla traiettoria della pallina:
260: K e la distanza dalla pallina alla
300: il programma calcola se si è finiti
neirosiacolo:
.330-.M0: SCSi finisce inacqua, si ri-inizia
la buca: se invece ei sic insabbiali, aumenta
il numero di tiri falli:
400-590; stampa delle classifiche e. se
necessario, relativo aggiornamento trami-
le POKE nelle righe !. 2. 3. 5. 6. 7;
610-6.^0; parametri dei tre tiri;
800-87(1; incidenza del vento sulle coor-
dinate:
Ì0(K)-1 170: queste sono le 18 buche del
gioco (che si po.ssono anche variarc).
I TRIS
di Sandro Cosenza (l'E)
Il programma è diviso in due sezioni ben
distinte: una che gestisce l'aLtaeco. ed una
la difesa. La prima viene applicata quando
è il computer ad iniziare, e si basa sudi una
serie di mosse prc-programmate, memoriz-
zate in lince DATA po.sie alfiniziodcl pro-
gramma. che vengono selezionale in l'un-
zione della prima risposta del giocatore.
La prima pedina del computer e sempre
po.sia nell'angolo in busso a sinistra: in tal
modo è possìbile costringere favversario
ad una serie di scelte che lo porteranno alla
sconfìtta, tranne nel caso in cui il PC-1500
sarà costretto a mettersi sulla difensiva e
ad accettare il pareggio.
Tranne che in qucsl'ullima circostanza.
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1905
181
comunque, il computer sarà sempre il vin-
citore almeno alla sua quarta mossa.
La seconda sezione, quella difensiva, sa-
rà invece applicata quando sarà il giocato-
re a fare la prima mossa oppure, come già
visto, nell'unica occasione di pareggio pos-
sibile se la partita viene iniziata dal compu-
ta sua prima risposta sarà, in questo
caso, nel centro (se possibile), altrimenti
verrà scelta la casella in basso a sinistra. Le
scelte successive saranno dettate dalle se-
guenti regole, in ordine decrescente di prio-
rità; la mossa sarà fatta nella casella che:
I ) permetterà al compurer di fare imme-
diatamente Iris;
2) impedirà a sua volta aH'avversario di
vìncere con la mossa successiva;
3) metterà in (Ila due pedine del compu-
ter permettendogli, in una mossa successi-
va. di fare tris.
In quest'ultimo caso verrà data la prece-
denza alle combinazioni, nell'ordine: verti-
cali. orizzontali e diagonali.
II pareggio è riconosciuto in caso di im-
possibilità di muovere (sia per il giocatore
che per il computer) o di applicazione dì
tutte e tre le regole sopra elencate.
Dopo aver fatto partire il programma
con un RUN o DEF A. battere a richiesta
del computer il numero di partite che si
intendono giocare c l'autore della prima
mossa della partita. A questo punto sulla
sinistra del display apparirà la classica
scacchiera del tris, dove le nostre pedine
saranno indicale con un puntino, mentre le
altre saranno rappresentate tramite il
riempimento completo di una casella. Sul-
la destra ci sarà la scritta "TOCCA A TE",
che indicherà il nostro turno di gioco.
La mossa dovrà essere inserita con un
numero di due cifre (ognuna delle quali
compresa fra I e 3). in cui la prima sarà il
numero della colonna c la seconda quello
della riga che individueranno la casella da
noi scelta (ad esempio. 31 indica la casella
in basso a sinistra).
Alla fine delle partite richieste, verrà vi-
sualizzato il numero di partite vinte dal
computer c quelle pareggiate, e verrà ri-
chiesta una nuova serie di partite.
Analisi del listato
10-35 DATA riguardanti la strategia
di attacco
37-45 inizializzazioni
50 riconoscimento della strategia
da adottare
60 inizio strategia di attacco
70 riconoscimento caso possibile
pareggio
75 scelta gruppo di mosse
80 scelta mosse specifiche
90-100 riconoscimenlovittoriacchiu-
sura ciclo
200-280 cambio in strategia di difesa
500-510 inizio strategia difesa
520-580 scelta mossa sulle diagonali
600-650 scelta mosse sulle orizzontali o
verticali
660 riconoscimento pareggio
670-680 casi speciali delle diagonali
690-700 operazioni in caso di pareggio
1000 routine di visualizzazione gri-
glia gioco
1010 inizio routine colloquio gioca-
tore
1015-1017 operazioni riguardanti vittorie
e pareggi
1020-1035 Input mossa giocatore
1050 memorizzazione mossa gioca-
2000
3000
4000
.5000-5040
conversione numero casella
riconoscimento convenienza
mosse
DATA per la ricerca mosse su
diagonali
chiusura del ciclo di partite.
I comandi Basic
relativi all'uso del linguaggio macchina
Ci occupiamo, questo mese, dei comandi propri del linguag-
gio Basic del PC- 1500 che sono in relazione con l'impiego del
linguaggio macchina del pocket.
Quasi tulle le informazioni che daremo NON sono presenti
sul manuale in dotazione con il PC-I500. ma possono essere
riscontrate sul Technìcal Rcfcrence Manual della macchina.
NEW n
Questo comando cancella tutta l'area dati e programmi del
Basic, e fìssa ail'indirizzo n (se possibile) il top dell'area pro-
grammi. Se n=0. il Top Basic Program vale 40C5H perii PC-
1500 standard, oppure 38C5H per l’espansione CE-I55.
Se viene omessa l’opzione n. il comando pulisce l'area pro-
grammi e dati del Basic, senza modificare i puntatori alla TBP.
STATUS n
STATUS 0: equivalente aU'isiruzionc MEM
STATUS I: fornisce i byte occupati dal programma Basic.
STATUS 2: indica l'ultimo indirizzo occupato dal program-
ma Basic.
STATUS 3: fornisce l'indirizzo di inizio dell'area di memo-
rizzazione delle variabili.
STATUS 4: contiene il numero di linea appena eseguila da
un programma Basic.
PEEK S nn
Il comando PEEK nn restituisce il valore presente nella
locazione di memoria nn (es: PEEK &1000 PEEK 4096). Se è
presente il simbolo la lettura nella memoria viene efTettuata
sul banco alternativo dei 64K RAM.
PEEK ff nn.nl,n2,...
Il comando permette di scrivere in memoria, dalla locazione
nn in poi, i byte ni. n2, ecc. L’opzione S fa riferimento al banco
alternativo di memoria.
CALL nn
Con questo comando è possibile lanciare l'esecuzione di un
programma in linguaggio macchina, con partenza daiì'indirìz-
CALL nn, variabile
Se la variabile è numerica (in un campo da -32768 a 32767):
1. il valore della variabile viene trasferito nel registro HL.
2. viene lanciato il programma in linguaggio macchina dal-
l'indirizzo nn.
3. se ilcarry è settato al momento del ritorno dal programma,
il valore di HL viene trasferito nella variabile.
Se la variabile non è numerica:
1. l'indirizzo di partenza della variabile viene trasferito nel
registro HL. e la dimensione della variabile neiraccumulaiorc.
2. viene eseguito il programma in linguaggio macchina dal-
l'indirizzo nn.
3. se il carry è settato al momento del ritorno dal programma,
la variabile stringa la cui lunghezza è contenuta nell'accumula-
tore viene trasferita nella variabile, a partire daH'indirìzzo HL.
CSAVEM "nome file’': nnl, nn2, nn3
I dati contenuti dall'indirizzo nn I all'indirizzo nn2 verranno
salvati su nastro con il nome indicato. Se é presente anche nn3,
il programma verrà automaticamente eseguito a partire da nn3,
quando sarà ricaricato da nastro.
CLOADM "nome file”: nnl
II file in codice macchina indicato nel "nome file” verrà
ricaricato in memoria a partire dalla locazione nn. Se nn non è
specificato, il file verrà caricato nella stessa zona dacui era stato
salvato.
182
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
La MT 290 si propone sicuramente come il
prodotto più flessibile per chi deve offrontare le
più svariate esigenze di stampa. Ciò è dovuto alle
sue particolari caratteristiche: 200 Cps in Data
Processing e 50 Cps in Word Processing con la
possibilità di essere equipaggiata con caricatori
automatici di fogli singoli o inseritori frontoli ed
automatici di fogli singoli. In pratica la MT 290 è
una stampante di elevoto livello professionale e la
sua capacità di produrre elevati
volumi di stampa ne è la riprova.
Questa serie di eccezionali
caratteristiche non
compromettono il favorevolissimo
rapporto prezzo/prestazioni tipico
di tutta la gamma Mannesmann
Tally. Infatti la MT 290 pur
posizionandosi tra le stampanti di
medie prestazioni conserva una
quotazione estremamente
competitiva che le consente
i'appeliotivo di Low Cost.
20094 Cof#co (MI) - Vio Codomosto, 3
Tel (02) 4S02850/855/860/866/870 - Telex 311371 Tolly I
00137 Roma - VlQ I. Del Lungo. 42 - Tel (06) 82784S8
10099 Son Mauro <TO) - Via Cosale. 308 • Tel (011) 8225171
40050 Montevegllo (80)- Via Einstein, 5 -Tel (051)632508
Tutte
le garanzie
V de l a 1
Elenco
del software
disponibile
su cassetta
o minifloppy
Per ovviare alle difficoltà
incontrate da molti lettori
nella digitazione dei listati
pubblicati nelle varie
rubriche di software sulla
rivista. MCmicrocomputer
mette a disposizione i
programmi più significativi
direttamente su supporlo
magnetico. Riepiloghiamo qui
a fianco i programmi
disponibili per le varie
macchine, ricordando che i
titoli non sono previsti per
computer diversi da quelli
indicali.
Il numero della rivista su cui
viene descritto ciascun
programma è riportato
nell'apposita colonna:
consigliamo gli interessali di
procurarsi i relativi numeri
arretrati, eventualmente
rivolgendosi al nostro Servizio
Arretrali utilizzando il
tagliando pubblicato in fondo
alla rivista.
I Per l'ordinazione inviare l'imporlo (a
mezzo assegno, c/c o vaglia postale)
I alla Technimcdia srl. Via Carlo Per-
I ricr 9. 00157 Roma.
Le cassette utilizzale sono Basf C-60
Compuseile II; i minifloppy sono
Basf singola faccia singola densità.
184
MCmicrocomputer
settembre 1985
di Pierluigi Panutizi
In qucslo niinicrfi ptihblichiunin un prò-
prummu di un no.uro Iviuirv. upporeiuvmvn-
le mollo grande, ma in realiù dolo dall'unio-
ne di tpiaiiro pani fondameniuli aceexsihiU
da un menu principale.
Si traila di qualiro iililily nel campo del-
l'eleiironica: la prima con.scnie la iahida:io-
ne di valori EIA ÌO“n. in hase uU'operanone
VI/ udi valori ! parallelo, serie, paniiori. /re-
i/iienze di risonanza, ecc.i.
La .seconda invece con.venie di coniare e
raggruppare per valore i componenii di un
circiiiio. niienendo l’ordinameiiio dei valori
La terza permeile al no.siro culcolalore di
.simulare una calcolairice elei ironica ed infi-
ne la eiuaria con.senie il iracciamenlo p.seu-
do-gralico de! modulo e delta fase di una
/unzione comples.sa. dà che in gergo si ehia-
nia il " diagranimu di Bode".
lui.sciamo duntpie la parola allenare, non
prima però di aver fallo alcune piccole con-
Sella riga 70 compare la funzione
FSPCS. che eon.senie il posizionunienio a.s-
soluto de! cursore e corrisponde alla sequen-
za" ESC = re" dove"r" e"c" sonorispeni-
vumenie i valori di riga e di colonna aumen-
laii di 32 della posizione in cui si andrà a
.Slampare un caranere nel video.
Per quanto riguarda il valore LCC defmi-
10 nella linea W ed usalo più volle con l'i-
struzione " Poke" po.ssiamo dire che può es-
sere iranqiiillamenie Ira.vcurato. .salvo ap-
portare le dovute modifiche a seconda de!
pi'rsonui di cui si dispone.
Elepack:
un pacchetto per Pelettronica
dì Ma.ssimn Corinuidesi
Falconara (AN)
Il pacchetto qui presentato, composto
da un gruppo di quattro routine distinte, é
stato realizzalo per fornire ausilio nella
elettronica applicata dagli hobbysti: so-
vente. infatti, ci si trova nella necessità di
disporre di utility pratiche c di facile uso al
fine di realizzare o dimensionare un circui-
to elettronico. ELEPACK è concepito
proprio per questo tipo di problemi. Il pro-
grama è redatto in Mbasical line di preser-
vare la irasportabililà e. per quanto possi-
bile. la facilità di modifica a seconda delle
particolari esigenze.
Una volta lanciato, il programma pre-
senta il menu principale composto da
quattro opzioni:
1 - Tabelle di valori EIA 10%
2- Toializzatore di componenti
3- Calcolatrice
4- Diagrammi di Bode
9-Finc programma
che. a parte l'evidente opzione 9. vengono
qui di seguito descritte singolarmente.
I - Tatwlle RIA al 10%
Ne! dimensionamento di reti elettriche
passivetreli RC. l.C. ccc.) occorre talvolta
determinare il valore di due componenti il
cui prodotto, o rapporto, o somma, ccc..
sia il più possibile prossimo ad un valore
predeicrminaio: è questo il caso di reti RC
di multivihratori. reti LC di circuiti riso-
nanti c simili.
Sapendo che in commercio sono per lo
più reperibili componenti RLC i cui valori
ricadono entro la serie EIA standard al
10% di tolleranza (E12). ci si trova a dover
scegliere quei valori dei componenti reali
che meglio approssimano i dati di proget-
to. Si può in tal caso ricorrere alla prima
routine del pacchetto (linee .330-730) per
avere in video una serie di tabelle numeri-
che oiienuic da tutte le possibili coppie di
valori E12applicando tra loro le operazio-
ni matematiche che più comunemente si
incontrano nella progettazione di circuiti
analogici.
L'insieme delle tabelle visualizzabili è
presentato nel soilomenu della routine;
I paralleli 2 scric
ì pari, di tens. 4 prodotti
5 rapporti 6 freq. nalur.
7 freq. rison.
Queste tabelle permettono, a pane il fat-
tore di scala variabile di caso in caso, di
selezionare la coppia di componenti otti-
male.
Per semplicità di scrittura delia routine e
cercando di minimizzare l'impegno di me-
moria centrale, i calcoli vengono effettuati
ogni qualvolta si seleziona una particolare
voce del sotto-menu, ciò inoltre agevola
l'inserimento di ulteriori tabelle senza pe-
raltro penalizzare troppo la velocità di ese-
cuzione qui non particolarmente impor-
si noti come la generazione della tabella
dei partitori, ove viene richiesto il valore
della tensione di ingresso, non è "a prova
di errore" a causa della natura necessaria-
mente formattata che assume la presenta-
zione in video dei risultati; sarà pemó ri-
chiesta una ecrtuuucn/.lonc nella scelta del
valore introdotto al fine di non compro-
mettere la leggibilità della vidcala.
2 - Totalizzatore di componenti
Compresa dalla linea 770 alla linea 1260.
questa routine risponde alla necessità pra-
tica di determinare, dato un circuito elet-
tronico che si intende realizzare, quanti e
quali sono I componenti simili tra loro;
esempio quanti sono i rcsistori da I kohm.
u quanti sono i condensatori da 4.7 nF.
Il loializzaiore acizclVà i valori dei singoli
componenti (non necessariamente valori
standard e comunque senza unità di misu-
ra) in qualsia.si succe.ssione. presentandone
poi la lista ordinata su valori crescenti in-
cludendo il numero delle unità presenti per
ogni valore.
Dato il numero relativamente basso dì
componenti che possono far parte di uno
schema anche complesso, non è stato im-
piegato un metodo evoluto per effclluare il
sorl dei valori. Inoltre, benché sarebbe
probabilmente stato utile, la routine non è
stala dotata delia possibilità di differenzia-
re. ad esempio, tra rcsistori di differente
waliaggio 0 natura: ciò deriva dal fatto che
ogni singolo componente può essere de-
scritto soltanto da un numero, che natural-
mente c bene far coincidere col proprio
valore caratteristico (es. la resistenza nel
caso di un resisiorc).
A lista conclusa, il totalizzatore può ese-
guirne una copia su stampante.
3 • Calcolatrice
Si tratta di una routine che consente di
MCmicrocomputer a 44 - settembre 1985
186
MCtnicrocompuler n. 44 - settembre 1985
MCmicrocompuler
• settembre t985
complesso che valuta, in un prefissalo in-
tervallo di frequenze, i valori in modulo e
fase assunti da una espressione algebrica.
Una volta attivata, la routine richiede
l’introduzione della espressione numerica
che — tipicamente -- descrive una rete
RLC di CUI si intende studiare randamenlo
in modulo e fase della funzione di trasferi-
mento in funzione della frequenza. Tale
espressione può fare uso di parentesi, dei
normali operatori aritmetici c dclfopcra-
lore "S” che qui sta per "parallelo tra". I
singoli componenti della rete vengono in-
trodotti nella forma: "Xnnnn", in cui "X”
indica il tipo di componente (può variare
tra R. L 0 C) od "nnnn" il suo valore
espresso con numero intero, decimale o in
notazione esponenziale.
L'espressione da studiare può essere
proseguita su più linee semplicemente in-
viando un "return" quando si desidera an-
dare a capo (anche nel mezzo di un compo-
nente): l’espressione infatti viene con.side-
Ncl caso non siano stati rivelali errori, la
routine richiede Tìnlroduzionc degli estre-
mi dcH’inlcrvallo di frequenze entro cui poi
verrà elTetluala la scansione (lineare o lo-
garitmica) in ogni punto della quale vengo-
no calcolali modulo e fase.
Il calcolo numerico, eircltuato sui 70
punti delia scansione e provvisto di sue
proprie (teoricamente inutili) segnalazioni
di errore, termina con la presentazione dei
valori minimo c massimo riscontrati sia
per il modulo che per la fase.
Si debbono ora introdurre i parametri
richiesti per la graficazionc dei risultali.
Tali parametri (massimoc minimo dell'or-
dinaui nel grafico sia per il modulo che per
la fase) possono essere introdotti da tastie-
ra a seconda della zona di grallco che si
intende osservare, oppure si può optare di
scegliere quelli ottenuti dal calcolo al fine
di far occupare alle curve di modulo e fase
tutto lo spazio utile nel graHeo: ciò viene
ottenuto rispondendo con un seni plico "re-
rata icrmìnala solo quando si introduce il
carattere "(a ". Si noti che. data la struttu-
ra dell’algoritmo adoperato, qualora oc-
corra introdurre costanti reali o immagi-
narie. si può fare rìspeilivamente uso di
resistori cd induttori di opportuno valore.
Introdotta l’espressione, questa volta
controllala al line di verificarne la corret-
tezza formale. La presenza di errori di for-
mato (parentesi non accoppiate, carattere
non riconosciuto, dato numerico non rico-
nosciuto ed altri) viene segnalata all’opcra-
lore e la routine si predispone per riprende-
re da capo con l'immissione della espres-
lum" alle richieste dei valori inferiori di
graUcazione.
La routine procede poi con la costruzio-
ne de! grafico, separando due scale in ordi-
nata per moduloc fase c riportando i valori
estremi dell’intervallo delle ascisse. Con-
temporaneamente. in basso, è presentato
anche un sotto-menu in forma compatta;
"C/F/G/S/E/M 7
che indica, rispettivamente per ogni lettera
selezionabile, la richiesta per una Copia su
stampante del contenuto del video. la pre-
sentazione dei valori numerici di modulo e
fase per ogni Frequenza discreta interessa-
ta dalla scansione. la ripetizione del Grati-
co con altri valori per i parametri di grafi-
cazione. la ripetizione della Scansione su di
un altro intervallo di frequenze, la ripeti-
zione della introduzione di una nuova E-
spressione, il ritorno al Menu principale.
La presentazione dei valori numerici
puntuali (opzione L') viene effettuala mo-
dificando leggermente la vidcaia e facendo
apparire — suH'assc delle frequenze un
cursorino. spostabile a destra c a sinistra
con i tasti controllo cursore (sinistra per
BSc destra per SO), la cui posizione indica
a quale ascissa (pure prcsenluia numerica-
mente) sono riferiti i valori di modulo e
fase riportali. Il ritorno al sotto-menu av-
viene con la pressione del tasto "home"
(VT),
La opzione di .stampa è piuttosto lunga
da eseguire: ciò deriva dal fatto che l’esi-
guità dello spazio RAM a disposizione
non mi ha permesso di implementare una
routine più veloce, ma che impegnava un
maggior numero di locazioni di memoria.
Note generali
Dato che Mbasic. una volta caricalo,
mette a disposizione dcll'utenie .^09.79 byte
c che Eiepack.has occupa, su disco. ,70K di
memoria, si nota come non ci sia più tanto
spazio a disposizione. Questo motiva l’uso
estensivo delle variabili intere, il frequente
riutilizzo di arce RAM già dimensionate c
non più necessarie c la stesura tipicamente
non strutturata del programma (esempio
la Calcalairice). pur cercando il più possi-
bile di conservare una clasiiciià di imple-
mentazione ponendo (cs. Diagrammi th
Bade) certi parametri utilizzali spesso, sot-
to forma di variabili definite all’inizio delle
rispettive routine.
La function FNPCS alla linea 70. è la
funzione di spostamento del cursore nella
posizione IR%.IC% (riga, colonna) sullo
schermo. La variabile LCC alla linea 80
contiene invece l’indirizzo della locazione
di memoria entro cui la gestione dello
schermo va a cercarsi il carattere da impie-
gare come cursore, per cui le varie "POKE
LCC. nn" non fanno altro che dcHnire il
carattere ASCII "nn" come visualizzazio-
ne del cursore. La PRINT alla linea 6450
presenta invece il cursorino della opzione
F del diagramma di Bodc.
La lìnea 6560 abilita nella stampante il
modo "qualità lettera" e fissa la spaziatura
verticalesu 6 LPI e quella orizzontale su 10
CPI: i carailcri di controllo impiegali sono
quelli riconosciuti dalla Honeywcli
SI ICQ.
Un vezzo: i vari "max" e "max ’84" non
fanno altro che rivelare (purtroppo) una
volta di più la eccessiva stima che ho di me
stesso. mC
MCmicrocomputer n. 44 - settembre 1985
189
gld* IL BKTTEGQNE di felice pagnani _ ^
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•TA' LECCENOO L’ELENCO *
NTII SEGNALIAMO
ACCESSORI ;
PAL/2Ò PÀL PROORAMA
0 CONCETTO DI PORTATI
■trucchi del CP/M
a CI
di Pierluigi Panunti
Le funzioni dei BDOS
Dopo aver vhio nelle scorse puniate il
significalo di lerniini mollo importanti quali
Ì'FCB I File Coiiirol Block). l'AB i Alloca-
tion Block), le DE f Directory Entry/, sia-
mo ora in grado di continuare il nostro di-
scorso sulle varie funzioni del BDOS. nelle
quali, come vedremo, applicheremo più volle
le nozioni p'i qui apprese.
Coniinuiamo perciò la carrellala sulle
funzioni, partendo dal punto in cui ci erava-
mo fermali nel numero 39 di MC. xuhilo
dopo aver parlalo della funzione numero 13:
eccoci dunque giunti alla ...
Funzione 14: Sclccl logicai Disk
Questa funzione, come si può facilmente
dedurre dal nome e conoscendo ormai co-
me sono siniiturate le chiamate al BDOS.
permette di considerare come disco di dc-
fault quello indicato nel registro E. all'alto
della ehiamata alla funzione stessa.
Il fatto di stabilire in tale modo il disco
di defaull. comporta che tutte le successive
chiamale a file senza la specificazione del
disco si riferiranno dunque a quello di de-
faull: ciò è comunque by-passabilc sempli-
cemente indicando il disco sul quale si tro-
va il file in questione, senza aver la necessi-
tà di selezionare "quel" disco particolare
con una Sclccl Disk: ancora una volta il
CP 'M si preoccuperà di ciò per noi.
Nel caso di questa funzione il valore
posto nel registro E corrisponderà ad un
disco secondo la cornspondenza:
Valore di E disco selezionato
come defaull
0 A
1 B
2 C
Ì6 P
Vediamo ora alcune eventuali risposte
del CP M a nostre errate richieste; inizia-
mo dalla più banale c cioè la selezione di un
disco inesistente. In (al caso il Sistema O-
pcralivo ci presenterà la ben nota segnala-
zione
BDOS Err on H: Select
se avevamo posto il valore 7 nel registro E e
supponendo che il nostro sistema non di-
sponga di cosi tanti dispositivi magnetici!
L’utente del CP.'M ben sa che in risposta
ad una pressione di un tasto (ad esempio
RETURN) al messaggio di cui sopra si
avrà automaticamente un warm-bool con
conscguente perdita del controllo del no-
stro programma, a meno di fortunosi “re-
covery" più volte citali neH'ambilo della
rubrica.
Per ovviare a tale inconveniente convie-
ne "all'interno del programma" porre il
controllo sul disco che l'operatore vuole
come defaull. che in casi erronei, non effet-
tui la chiamata alla funzione, ma salti ad
un'apposita routine che ad esempio richia-
mi l'attenzione dciropcratore maldestro,
con un messaggio convincente cd imperati-
vo al tempo stesso -,
Altro problema ben più grave può verifi-
carsi quando aU'inlerno del BIOS sono
presenti le tavole logiche relative ad un
certo disco logico che però non esiste fisi-
camente: facciamo un esempio.
Supponiamo di avere un personal com-
puter dotalo di un solo floppy, ma che può
essere viceversa collegato ad altri floppy
disk, come future espansioni: con tutta
probabilità nel BDOS saranno già presenti
le tabelle relative a future espansioni.
Ecco che perciò selezionando un disco
■■|ìsieamcnle'’non presente il BDOS non se
ne accorge; i guai verranno magari dopo,
quando si tenterà un accesso ad un tale
fantoma Lieo disco: se il BIOSc viceversa al
corrente che tale disco non esiste in realtà,
allora provvederà a segnalare errore al
BDOS. che perciò mostrerà un messaggio
di errore, che stavolta sarà
BDOS Err or> H: Baci Sector
A questo punto, a differenza dei caso
precedente, abbiamo due possibili "scap-
- premendo RETURN, il BDOS ignorerà
l’errore c tenterà di proseguire con i dati
apparentemente letti dal disco fantomati-
co (c ovvio che bene che vada si tratterà del
contenuto di un settore letto in precedenza,
altrimenti della volgare "garbage” in
tal modo però si sarà mantenuto il control-
lo del programma.
- Premendo invece Conirol-C si avrà l'or-
mai consueto warm-boot con conscguente
perdita del programma.
Ultima considerazione da farsi è che la
funzione in esame non fornisce alcuna ri-
sposta al programma chiamante (come in-
vece fanno molte altre funzioni, specie
quelle in cui ci possono essere errori); nel
caso in cui il controllo rimanga al pro-
gramma chiamante allora saremo sicuri
che il disco logico selezionalo avrà almeno
le sue tabelle airintcmo del BIOS: eventua-
li errori successivi, come visto, ci mostre-
ranno un'eventuale scelta errata del disco
di dcfaiilt.
Funzione 15: Open File
Eccoci dunque ad una funzione molto
importante, senz'altro fondamentale quan-
do si devono manipolare dei file; essa per-
mette di aprire un certo file sia per leggerlo
che per scriverlo, indifferentemente.
AU'auo della chiamala la coppia di regi-
stri DE deve puntare alla zona di memoria
dove abbiamo posto l’FCB del file deside-
ralo: in particolare con tale insieme di by-
te. lo ricordiamo, andiamo a fornire al
CP/M tutte le informazioni fondamentali
riguardanti il file su cui desideriamo lavo-
rare.
In particolare comunicheremo al CP. M:
- il numero dell'ulenle (user number) ed il
disco logico su cui risiede il file:
- il nome del file (filename) ed il suo tipo
(type).
Ricordando la struttura dell'FCB. solo
queste indicale sono le informazioni da
fornire: i rimanenti byte potranno essere
posti a 0. in quanto in questa sede non
prendono parte al meccanismo di apertu-
Come risposta aH'operazionc di apertu-
ra. avremo un certo valore neiraccumula-
toro A.
Un valore pari ad FFH indicherà che il
BDOS non è stato capace di trovare la
Directory Entry relativa al file dell'FCB.
Viceversa un valore pari a 0. l. 2 o 3 indi-
cherà un esito positivo per l’operazionc-
Vediamo dunque il significalo di tali va-
lori. analizzando più da vicino il compor-
tamento del BDOS per elTctio della chia-
mala alla routine.
In base al valore del disco logico, la rou-
tine cerca nella directory il file ed il tipo
specificalo nell'FCB.
Come siamo abituali a fare in alcuni
casi, anche ora si può avere a che fare con
nomi “ambigui” di Ilice cioè contenenti dei
MCmicrocompuler n, 44 - settembre 1985
191
Dovunque l'energia elettrica
debba essere fornita sempre
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appositamente studiate per
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qualunque essa sia
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al posto di alcune lettere del nome
stesso.
Infatti se in alcune posizioni riservale al
lllenamc poniamo dei "T. allora il BDOS
cercherà il primo file concordante con il
nome ambiguo indicalo.
In lutti i casi però, se il nomee o il tipo
risulteranno più corti di. rispctiivamcme. 8
c 3 earailcri. allora bisognerà impostare
dei "blank" di riempimenio.
1 ti base a queste considerazioni potremo
impostare nell' FC'B dei nomi tipo:
- P??P0t<trb TXT
- FILENAMEiJfeb-
- ?????????’?
Nel primo caso il BDOS cercherà nella
directory un file il cut nome è di 5 lettere e
di tipo ”TXT" ed in particolare si fermerà
al primo il cui nome rispecchia Icspcciftchc
ad esempio se nella directory ei sono i se-
guenti file
PIPPO
PIPP03.TXT
PlPPO.TXT
P88PO.TXT
il BDOS SI fermerà al file PIPPO.TXT.
Mentre nel secondo caso non c'é nulla
da dire, il terzo è mollo interessante, in
quanto ci consente di aprire il primo file in
assoluto presente sui disco.
C'è da notare (e questo lo diciamo per gli
■'smanellomani" ...) che il BDOS. durante
la ricerca di coincidenza del nome contenu-
to ncN'FCB con quelli della directory, ac-
cetta pure i cosiddetti caratteri "non grafi-
ci" nonché le minu.scole: in parlicoiare per
quest'ultimo particolare, i file "PIPPO" c
"pippo" sono diie jìli’ differenti dal mo-
mento che i caratteri ASCII componenti
sono diversi nei due casi.
Bisogna dire che però per poter scrivere
il nome di un file in minuscolo sì deve per
lorza operare in linguaggio macchina: in-
fatti quando da tastiera impostiamo un
nome di file in minuscolo, il modulo CCP
lirowedcrà aulomalicamcnle a tradurre
uitli i caratteri in maiuscolo impedendoci
di raggiungere il file desideralo.
Analogamente, se il file contiene carat-
teri di controllo, allora da tastiera diventa
impossibile se non difficilissimo poterli im-
postare e soprattutto "inviarli" al BDOS.
Ci dedicavamo appunto agli "smanctto-
mam" in quanto l'uso di caratteri di con-
trollo può servire come deterrente all’inde-
bita manipolazione di file importanti, da
tastiera.
Finora abbiamo trascuralo un altro
campo su cui il BDOS controlla la coinci-
denza. il numero di exieni. che normal-
mente é meglio porre a 0: se però in un file
pariicolamienle lungo sappiamo che l'in-
formazione che ci interessa sì trova in un
certo cxlent allora possiamo senz’altro
specificarlo nctl'FCB. per saltare diretta-
mente a tale parte del file.
Altro funambolismo che c possìbile
compiere è l'apertura multipla di uno stes-
so file: in questo caso c'é bisogno di tanti
FCB quante sono le chiamale in apertura c
addirittura i vari FCB potranno riferirsi
sia ad exieni dilTcronii come pure allo
"stesso" exieni; il tutto però conviene sol-
tanto se SI devono effelluare letture indi-
pendenti. Tornando al nostro "singolo"
file da aprire, una volta che il BDOS l'ha
trovato nella directory, copierà l'elenco de-
gli AlliKalion Blocks <AB| usati dai file,
ponendoli nell'apposito spazio all'interno
deH'FCB, pronti per essere usali dal pro-
gramma.
Il valore clic la routine fornisce ncH'ac-
cumulaturc non è altro che il numero rela-
tivo della directory entry, relativa al file
desiderato, ncirumbilo delle 4 Ielle dalla
routine Stessa: in particolare, ricordando
che il CP M gestisce settori logici di 128
byte, avremo 4 directory entry nel bufl'cr
del settore ed il valore posto nell'accumu-
latore indica appunto il numero d'ordine
nell'ambito dei 128 byte.
Deilochc tale informazione viene forni-
ta pruiicumcnic da tutte le funzioni che si
riferiscono ad un file, mediamente interes-
serà soltanto verificare l'avvenuta apertu-
ra del file inicrcssuio. indicata da un valore
in A diverso da FFH.
Funzione 16: dose File
Ecco dunque tu funzione duale della pre-
cedente. nel senso che é la funzione che
consente di terminare l'elaborazione su di
un determinato 11 le "chiudendolo" ad ullc-
rion operazioni; se il file era stalo aperto
solo per leggerlo, al limite non sarebbe
nemmeno necessario richiuderlo, in quan-
to al CP M non interessa. Viceversa per
quanto riguarda l'MP M (che ricordiamo
trattarsi della versione mullì-utcntc dei
CP'M) allora si devono chiudere lutti i file
aperti indifferentemente dalle operazioni
svolte su di essi.
L'esito dcH'opcruzjonc di chiusura sì ha
come al solilo in base al valore posto dal
BDOS nell'accumulatore: valori tra 0 e .1
indicano una corretta operazione, mentre
un valore FFH indica che il file non è stalo
chiuso-
Analìzziamo ora con attenzione cosa fa
il BDOS all'atto della chiamata alla fun-
zione 16.
In particolare quando si chiude un file su
cui erano stati scritti dei dati, allora il
BDOS copierà l'attuale contenuto dcl-
l'FCB nella directory, andando a modifi-
care la directory entry già esistente in pre-
cedenza.
Inoltre ncordiamo che il BDOS non ef-
fettua la scrittura deil'"ultimo record" del
file durante tale chiusura: in particolare si
dovrà riempire opportunamente tale ulti-
mo record, scriverlo su disco per mezzo
della funzione di "Wriie" (che vedremo
prossimamente) ed infine chiuderemo il fi-
le stesso.
Ne] caso che il file creato sia un file dì
testo contenente caratteri ASCII (secondo
lo standard CP'M). allora dei record in-
completi potranno essere riempili di carat-
teri di "end of file" (lAH). che il CP M
appunto riconosce come tali. MC
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]d. 382 64K RAM • vidiD 2A'80 > 1 disco ttinch. do 8 Ub - 1 floppy do 1 Ub
id 382/M2 l2flX RAM Coup. MP/M por 2 uignii
id. 382/M4 25G RAM Conp MPiM pei 4 ulenli
GALAXV sello 480
Mod, 480 MK RAM • video 24>80 ^ 1 disco ivinch. de 1D Mb • ì floppy do I Mb
OAIAXY sm 380
Mod 002 ‘ 1 Floppy do 1 MO • 34K Rtio • Video 24<80 < disco do 20 M8
Teunnele eggeinuvo pei Mod /M2-M4
Hond Disk PHQENX
PHQENX 5 SMb - 3 sistnni opeielni |Dos CPfM - Pescali - sollweie e
inleifaccia pei APPIÈ e coeipalibllr
PKOENXIO -Cone Mod. 5 con 10Mb
PHQENX 10/PC Coste Mod. 1Q - pei lOM Peisonsl Conpulei
PHQENX IS ' costa S con ISMb
:b-HD 27 Mb
0 BUXb RAM'FD 400 Kb HD 02 MB. 8 cenali RS232
CS300 UNIX V . MC8B010 ^ 1024 KbRAM-FO 1.3 Mb -HO S2 Mb 8 cenali
RS232
CS400 UNIX V MC68010 - 4000 KbRAM-FD 400 Kb.-HD 140 Mb. Dels
Slieasiei 32 MB
Ila preiei pei lb’2.100 Nie
Schede pei Apple II
Saeen leasiei 80 - Scb. 80 colonne cosipebbile CP/M pascal spieadsheel basic
I pimi nssiei III - Inleit. pei slosipanli gioliche
Seiiel inisilaci RS 232 - OAUD RATE seleiionabde compaiibile CCS 7710
DATA SOUTH (U.S.A.)
(im S^i Sp A.
fu rmn n - 23124 mno
D.S. 180 Slanpanle sonale 180 cps giolica buttai 2X
D.S. 220 220 CPS lioscinanenlo coita Iniione e lioltoie
TX51B0 Slanpanle e naiiice di aghi 132 colonne (Imo a 217) 180 C.p.s.
Nola 1 1 2000 lue
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Oigiiil fiyoipimnl SpA.
If.h fslriì TtsU mg. If. Ssiii 105 ■ 20392 CniseOe Bilsim /MI)
SISTEMI HAINBQW IIXI''
PC100-P7 Modulo di sislena « 10 Mb Wincbesler
PCIOO'XA Package sys PC100« CP/M « MS-DOS
PC100-XB Package sys PC1D0^ MS-DOS
PC1DM-S2 Package Sysient Docision Making. 2
PC1PS-G3 Package Syeiesi geslionali 3
RAINBOWIOOOESUE OPZIONI
PC100-B7 Modulo salone
PC100-BA Package sys PCIOOB. CP/M « MS-DOS
PC100-BB Package sys PCIOOB. MS-OOS
PC1DM SO Package Syslem Oecision Making 0
PC10M-S1 Package Syslem Detision Meking 1
PC1PS-G1 Package Syslem geslionale 1
PC1PS G2 Package Syslem gesnonale 2
PC1XX-AK Adattai, espone RAM pei PC10DA (')
PC1XX-BB Modulo di espans. pei cononicailoni
RCD60-BA SMb npgiade tal per PC100-B7
HCDSO-BB SMb upgi. kitt-QVCBB-AS pei PCIOOA (**)
RCDS1-BA 10Mb upgiede kil pei PC1O0-B7
RCDS1-BB 10Mb upg. kh DVCG6-A3 pai PCIOOA |"|
RXSQ XA Floppy dac duale addismnale
OPZIONI COMUNI A RAINBOW 100B E 1l»+
PC1K1-B1 Couniiy kii lialia
VR201-A Monlloi bianco a neio 12 pobicl
PROFESSIONAL 3S0 E SUE OPZIONI
PC350-02 Modulo di sisteina PRO 350
PC3SC-IC Package sys Pio 350. SMb. CTS-300
PC3SC-IP Package sys Pio 3S0. SMb. PJDS
PC3SC-IR Package syi Pro 350. SMb. RMT
PC3S0-IC Package sys Pio 350. 10Mb. CTS-300
34.910.000
59.820.000
355000
150 000
26S.OOO
3.700.000
4.600.000
6.800.000
ye sys Pie 380. lOMb. RT-11
PC38E-IR Package sys Pio 300. 33Mb. RT-11
VC241-B Eslensione menoiia gialica Piu 300
MSC11CK Memoiia RAM da 256 Kb
PC3K1-BA Couniiy kii USA
PC3K1 01 Couniiy Kil lialie
RCD51-A Disco Winchasiei 10 Mb • canliollei
VR201-C Moniloi losloio ambia 12 poUici
VR241-AI Moniloi a eoloii 13 pollici
VT220-A3 Teiminate video allanum. b/n 12'
VT220-B3 Taminale video allanum. veide 12'
VT220-C3 Terminele videe alfinun ambra 12'
PC38E-IP Package sys Pio 380. 33Mb. P/OS
ORAGON 32
ORAGON 64
Conliolei pei 4 disk dnve
Cabinel con 1 disk drive
Cabinei con 2 disk drive
Coppia joystick
Cavo per stamparne paiallela Cenlionics
m Pii. 1/2 - 20094 Aisage m
EDICONSULT srl
(omsuu
Vk Hosmi. 3 - 20352 - ATan/a
450.000
599.000
140.000
1.230.000
1.360.000
2.925000
3.100.000
2 . 010.000
2.135.000
390.000
410.000
1 . 200.000
mal compulsi - CPU ZOO. 164Kb RAM • 2 floppy 1 700 Kb end. t
1 llcppy 700Ke1 disco 10Mb
Le scritture più importanti richiedono
stampanti silenziose che sappiano dare
ai contenuti la forma più adeguata.
Alla massima velocità consentita dai tempi.
L'importanza di ciò che scrivi dipende anche da
come lo scrivi; le possibilità di comprensione
immediate dei messaggi del tuo personal dipendono in
larga misura da come questi vengono trascritti,
composti, presentati.
ionarì
:kard,y
a ^
1 qui adottate^^^®
Sistemi di scrittura rivoluzionari
Per questo la Hewlett-Packard, .
all’avanguardia neH'eletlronica
mondiale, e leader nel settore
delle stampanti per personal
computer ha creato dei veri e
propri sistemi di scrittura che
rivoluzionano le tecnologie fin qui a
Come la stampante professionale LaserJet, che
introduce per la prima volta tutti i vantaggi della stampa
laser; caratteri e grafica di alta qualità, possibilità di
utilizzare tipi diversi di caratteri, elevata velocità, fun-
zionamento silenzioso, affidabilità.
LaserJet è una stampante laser da tavolo in grado
di realizzare otto pagine al minuto, con più tipi di
caratteri nella medesima pagina e con ampie possibilità
grafiche.
E come la stampante ThinkJet che grazie alia sua
tecnologia a spruzzo di inchiostro stampa velocemente
e silenziosamente lettere e grafici.
Compatibili con altri personal
Potrai usare le stampanti HP col tuo personal, an-
che se non hai un HP.
Infatti sono compatibili
con tutti i principali
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Mod XT2-2SS Kb • 2 Doppy da 3&0K * lasbeia « vileo * iianpanio ■ adiliaiore
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Mod.XT 3'2S6Kb * 1 floppy da 360K * I disco fitto da IDMb * lasMio vidto-
sianpanle odaltiloie ndoo slanpanle per CHNiniuzioni aiioEione
121 K RAM. 1 floppy 3G1IK. 1 disco fisso di 10 Mb video, lasneii. slanpanio SO
pi. adatiaioio pei eofunieanoni aiineiono odia video sisap Mod. XT
120 K RAM. 2 diseboni da 360 K 2 dudil fasi da 10 Mtyti. sianpaine 80 cps.
adatlalore video stmp.. video. Issileii
PC AT 2S6K 1 fbppT 1.2 Mb - video nonociiiaalico lasbeia - idalt. video
PC AT 2S6K 2 floppy 1.2 Mb - video boiociomiico lasbeia idoli, video
PC AT Mod Illeso S13K 1 floppy li Mb - 1 disco fisse da 20 MO lasbeia
ideo idati video
PC ATS12K1 floppy 1.2 Mb • lastcra ' video e idoli, ndio " 2 dischi fissi da 20
MO
DOS 3.0
Snapaeto 80 cps
Video eoloii base
Video csloii
Vrieo coloie iiaiuaio
Video coloii professionale
Petsonal Conpaioi Podaiile 206K 2 floppy de 360Kb
DOS 21
16-266 K TSM - 2 onnilloppy de OOOK CCP/M - Oasic 16 Od
16 512 K Como 16 -266
36-2S6K RAM-1 Wincbesui UNR^I noiilloppy OOOK 16 Od
36-612K come 36-266
46-512K Wineheslei 20 M6 - 1 ninilloppy da 600 K - 16 bil
Video ‘ laslaia co
6404 ViDEOCOlDRI
Slaapente 3181
Slanpanle 3184
Slanpame 3186
Slanpanle a naigbeiila
5IS.12 600 Kb modloidir 6' * 12 Mb Wincbestai 5'
6IS.24 600 Kb mnilloppy 6* < 24 Mb Wincfiesler 6'
SODO SX
6SX.12 600 Kb iiinifloppy 6' < 12 Mb Winchesiei 6'
5$X 24 600 Kb eiinifloppy 6' ' 24 Mb Winchisiei 6'
6SX.32 eoo Kb ninifloppy 6' * 32 Mb Wincbeslei S'
8000 SX
6.000.0M
6.800 000
8 700 000
0600.000
11.600.000
1.660000
3700 000
1 000.000
1. 660000
2.400.000
2 700000
8SX.121 Mb floppy 8' * 12 Mb W
8SX24 1 Mb floppy O' • 24 Mb W
0SX.34 1 Mb floppy 8' • 34 Mb W
eSX72 1Mb floppy 8- *72 Mb W
» 6'
MP1SHT 612K. 80106
MP16MT lieb. 80186
TBU 45EOSA 80MB 'stend-aloiio'
TBU 4660 imogniQ 60MB poi 84011840
IO RES6ARCH - (G.B.)
ADS. Mi tri
Va G. AmeSai 31 ■ BBU3 Usai
PUTTO - Scheda gesliona coleie poi SiiinsfVicloi - 16 colon - T66 ‘ 576 pisef
ùmkii InlomilKS - Va Ganai. B 2BI4S Miìnii
Sislona floppy 3030
Salone p dachi 3030
Salone nultiolenti
JOYTECH (Taiwan)
Ikclnm Bitiees ut
Kie UbMi CuniHlm 43 ■ 00173 Boa
13.600.000
16400.000
10.060.000
16.040 000
17.670.(100
21 . 200.000
30.000.000
14610000
10.620000
22940.000
26.040.000
12.630000
16.240.000
20600000
26.360000
13.670.000
17.380.000
21.800.000
27.600 000
4.660 000
6410.000
6.240.000
2200000
3.2M.OOD
3 700 000
da 4 630.001
de 8.690000
da 13222000
hippy, scheda giabca RGO.
M243 ce
u) IO M
en ditto 20 M
Plollei 8 cidon PI 200
co egginnliyo 19 M o M243
co aggiuniivo 20 M o 243
Tiiminaia inielligonlo RT 20 pei M 243
M 343 1264 t. ndeo cehii. giafice 2 llpppv>1.2 Mb)
M 60 MARK 41
M 66 MARK 41fcel0f
d. PC(2 - a
d PC/XT -
le PC/1 con
le PC'1 co
I lOS M
ne 260K |0K RAM. oiokigio. inlerìactia sonale c paiiHsial
Scheda nidlduitneie 3R4K (cene scheda 2S6K. con 126X RAM)
Linu Lifliiia A Apple conpafibdi |DDS o PRODOS)
Mod LP4B/T1 - 40K RAM
Mod LP/64TI 64K RAM
Mod P2-64/TI - 64K RAM. 6602^280
Mod. P2-64/TS - cono P2-e4/TI con lasbeia separala
Mod E64/TI 64K RAM. 80 ndenne. PRODOS
Med. E64/TS enne 664/T1 con lastara sepoiale
Sislani
Sunti t - Lithios P4B/FI « 1 dina ■ nondoi Phdips PCT 1204
Sianor 2 - come Slanoi 1 con Udini P2-E4/TI
Sunai 3 - Idhias P2-64T1 « I dnve < nonilov - stanpanlo LO 120 cps
2703.000
3000000
4 600000
280000
362000
640.000
680000
6901190
690000
7SO.ODO
060000
CMUtbn f«i arm ndw unioli
kM. MflUSt > IBM PC
Med. MOUSE - PAINT pv IBM PC (n(t. utk»)
MULTITECH (Formosa)
OigUth/I
V.VtlL2S- 4161! Btfitìt ■ Aim (K)
BS.3 Inlerficcii RS232
FOI 3 lintrltCM pM 2 Ditk Dmt
FOOD Oappa Dot Orna pu MPF-IN
PC S22 MPF PC/S22 - 2S6K RAM • 2 FDO < 3B0
PC S22 MPF PC/U2 - 640K RAM • 2 FDO > 300
PCS2XT MPF PC-52/XT 2B6K RAM 360K ' 10MB
niSSXT MPF PC-SS/XT B40K RAM 3B0K - IDMt
-ETI MPF PC-ET 1 msiona tpeeiite dal PCSS2 an Moimor Atiitsm Rial.
IS'«ngtilu 1024>7BB piul
MER'PCI Schedi tipH»M di I2B (3S4K) > PC
MFB-PC2 Schida nllHOTlim 128 |3B4K| > PC
ACA-PC Schedi cet 2 RS232 > PC
MDA.PC Schria Memmuliu • PC « CENTRONICS
CGA-PCI Scindi grilìufcaliHg < IBM-PC ile.
IV Moiller 12' Filler Verdi MUlTnCCH Alla Rii. - Aiti Rifl.. Biiciilanii
lA MiniiH 12' Feilen AbMi MUITTTECH Alt Rii. - Arni RiA. BeicManie
MOM'PC Mmitoi tr MULTITECH MonocienaDa a linga Pimtlenti. Baia-
lame < PC
CVM PC Mmnsi ir MULTITECH. celon > PC
MHM 10 MoMei 10' MULTITECH SpeciiL 1024>75B di riulniimi. Inferi
PI 08 (era)
HMGA-PC Scheda Graia ad Ahi ritelioioM(1024>76B| MirrocroBilica alene
12 DKV 1 Menasf ir Fnlr>ri Verdi DK AR.
12 DKA 1 MeoilBr ir Feiferi Anbri OR AR.
FDD4 Fteppf Dnk-Orie S.L FDIOO MULTITECH
FOGO Fleppr Oitk-Orna S.l. DK
10-34 Siiteen Xebec 10Mb per MPF-III/IV
10-34H Sinea Xebec H 10Mb per MPF-lllilV
10-3400 SifliM Xebec OWl 10Mb per MPF-III/IV
30-34 SittiM Xebec 30Mb per MPF-IIIIIV
30-34T Sinm Xebec 30Mb « uetnel de OGMb di bacb-qi per MPF-IIIIIV
10-PC Sóleaii Xebec 10Mb per MPFIIBM-PC
IO-POI SUleu Xebec H 10Mb per MPFilBM-PC
10-340 Sifliu Xebec OWL lOMb per MPF/IBM PC
30-PC Simeau Xebec 30Mb per MPFfIBM-PC
30-Pa SistsM Xebec 30Mb « tsminel de B6 Mb di baet-ep per MPFH6M-PC
MAK 2 Tiitiici MULTITECH > APPLE me.
MAK-PC Tuberi MULTITECH < IBM-PC eie.
M«ebM FB2 A 00 cM. 120 CPS
Mrciabria 04 132 cel 200 CPS Perriela
MicraltBi1S2B0eti1SI} CPS ParMMi
Mrcrebei 84 132 Cai 200 CPS Senili
870.000
2190.000
1.220.DW
2.390.000
Microliee102 BO Gel 180 CPS Seriali
Micrelina 193 132 Cai. 160 CPS PirMWa
Mtcreliae 193 132 tal. 160 CPS Seriali
OKI 2300 132 uL 300 CPS
OKI 24)0 132 al 300 CPS NLQ
OKI MATE20 - 89 col. 80 CPS - alari
M10 -24K RAM
PLIO rucroplenif par MIO
MC10 laDitic cen|dar per MIO
EipamieM OK per MIO
M24 billecpi 20BK RAM - lida no
M2I biUrwrt 20BK RAM - Videe m
Med. ESW 102 RO Slaiip i nargherita 17 api bid. biHir 4K
Med. ESW 103 KSR Stanpanla e urgharita 17 tpi M biKar 4K ' lanieri
Med. ESW 3000 RO Sletrqnme a aurghirila 30 epa bid Birllir 4K
Med ESW 3000 K - Siievieie a marghetiii-anaBo da 43 cn
30 C.P4. ili periBma pradispecia per eu di laniera
11 porle
11 pone
11 poni
I. Il pone
CS012D/012Kf21MBf0 pene. Temnali Onri. UNIX III
C0012DI012K/40MB/S porta. Tetintala Ootl UNIX III
C0012V1/012KI21MB/0 pone. Taneinale Otiyi. UNIX III
C0Q12V1/012Kf40MBf0 porta. Tamettala Onyx. UNIX III
CO0l2V1|1024Kf4OMB/11 pane. TetaBOli Onyi. UNIX III
Espaesiotie 0)2K|S porta
Oibortte 1 (ponalRa 64K RAM. taniera. lidio 0'. 2 rruniHo^y 200K. Hiliflica.
CPiM. WerdStet. MBatic. CBictc. SoparCale}
Scaeo Pec (ogride 80 cetoeris)
Dsborne Encnitie Iportatii 12BK RAM. tasbcti ntee 7'. 2 unifloppir 200A 2
RS232. IEEE 4B8-CentrerHa CPfM piai WardStar. MBnic. CBeiic.
SoparCale. Peratial Piati)
Dsbemi Enate 128-01 loltn penatila. 120K RAM. LCD. tainilloppy 360K.
imertaca. ilieeitlaliire. MS-DOS)
DtbeiM Eoare 126-02 |ce« 120-01. 2 t«iiillapp« 360K)
Oibome Eoate 206-02 |cea 120-02 206K RAM)
Dibeme Eeare 206-02-MA (ceree 206-02. adattalore CRT enerta)
Dtbom Eoure 012-02 |coan 206-02. 0I2K RAM)
Dsbome Errare O12-02-I4A (coree 012-02. adaitiiote CRT onera)
Modale aggiuntila 128K RAM (pei 126-01 e 120 02)
Adatiaioie per CRT aneti»
Dibome Viien (paniiBa. 64K RAM. lidn T. 2 niHlloppy 400A iniaileece.
CPfM. WordSlii. MBitic. SuparCali Oiboard. Media Manar. Deudabon.
TunKeyl
1.300.000
17MI.0D0
1 820.0INI
5.350.000
0.700.000
790.000
1 . 000.000
374.000
703.000
160.000
0.226.000
4 774.000
2 . 200.000
2.000.01»
2.700.000
13.126.000
17.300.000
14900.000
19.000.000
16.360.000
19.360.000
20.900.000
23.900.000
2900D 000
19.900.000
23900.000
20.900.000
26 600.000
29.90Q.UO
6.5UI.0II0
3100.0D0
4000.000
4.400.DDO
4.700.000
4.996.000
6200.000
5.496.000
600.000
650.000
640.000
La Jiiiova Slampaiile
IVolVssionale IBM 4201 è. stala
sliidlala |)ro[)rio per il IVrsonal
(lompuler IBM: è così pìccola da
stare su (jualsiasi scrivania e da
andar bene per qualun(jue tasca, e ti
consentirà di sfruttare al massimo le
«grandi potenzialità della parola
scritta.
K infatti una stampante versatile,
ad alta velocità e dalle caratteristiche
tecniche nìolto avanzate. Kcco cosa
può fare:
Funzioni differenziate: è in
"rado di stampare note e rapporti
per segretarie, memo per dirigenti.
schemi per il direttore delle vendile,
reliizioni di lavoro per tecnici e
scienziati. K se vuoi usare le sue
funzioni grafiche, riprodurrà
pt‘rfetlament(* i tuoi disegni.
Velocità differenziata: la nuova
Stampante Professionale IBM può
facilmente caml)iare velo(“ilà
secondo le tue esigenze. 40 caratteri
al secondo (cps) per documenti di
alla (jualilà, 100 caratteri per lesti e
200 p<*r normali lavori di stampa.
Stiimpa differenziata: tre ‘"modi
lesto” che producono f ino a 18
comhiniizioni di stili di stampa.
Puoi scegliere fra un ampia gamma
g
Da oggi c’è una nuova
stampante per il tuo
Personal Computer IBM.
2
i
I
5
l
I
!
(li caralteri e di simboli, che li
permellono di lavorare in molle
delle lingue europee, ulili/zando
anche particolari simboli tecnici.
i^Kii perfino creare un alfabeto fatto
da le, con lutti i simboli che li
seivono per il tuo lavoro.
Alimentazione differenziata
per la carta; la Stampante
Professionale utilizza sia moduli
continui che fogli singoli.
Ma, diversamente da altre stampanti,
non devi cambiare il cassetto per la
carta tutte le volte che cambi
formato.
Infatti, c’è una
fessura nella
parte anlc'riore, attraverso la (piab'
|)UOÌ inlroduiT(‘ carta da lettere e
buste, p(‘r avere stampe immediate*.
E infine il prezzo.
Il costo di acquisto e di esercizio di
questa stampante IBM è
proporzionale alle sue dimensioni:
mollo ridotto.
Se vuoi avere più informazioni, vai
dal Concessionario IBM Personal
Computer (gli indirizzi sono sulle
Pagine Gialle), K un vero esperto.
IVr < 'itìsulrn/ii CI ai'i|uÌMÌ.
[meli aiii-hf riMilcjiTli al Ni-;:ii/i<i
IliM Onlromilanaci al luci
Kapiirc-M'iìlaulc- ll$\l.
IBM
OXY Iti Ptonw 1 ptni
OXY BOO nwM 8 pem
QXY B80 Ptomr 8 ptoat coai
DXY 980-Pliint(8K>M A3 h
SCALA (Taiwan)
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Vè UhUo CimtiàK 4S ■ IÙI73 Bt
880.DN
1.S00800
2 . 200.000
16000T SUSY5 XT COMPATIBILE
1S016T SUSYÌ COH 16D00T ■icaaBdiimOiSOOKeid.lipeitaln
1601 rr SUSY5 caw 16DOOT M CM i HtppT Al 360K I n WiNtaitir di 1 DMB
16263 Grtfica e«lan RGB o ittiii B/N VidntgaiiatilD
16268 sdiadi cohn con poni pttiloia.
16266 R6232 1 porti ttriile.
16256 R6232. 2 podi nràll.
16257 kMi conltilo Boppi'di6‘1f4iBeflflippy di3* 1/2 (RneiAannàl
16268 tdiodi gufici Bonocroaulici IfO HniMoi nn. II. con podi pinliii
16259 ickida tono anocrowMi.
16260 schidi nlltfinroni da 2S6K iin. 1 podi patiOoli, 2 lariilL oroiogn.
Zm RAM.
or. 384K. 1 pirriaRi. ma nrialt. orologio •
16262 sc6ada Nei-Worli par Honaniro ^ CPU in di laro.
16268 ichida Baracoa Modo* 300 Band COH Y21
16265 uhoda AO/DA. 12 bri A/0 > 16 canali. 0/A > I canati.
16266 tdndl A/0 D/A S 1/0 • bit A/D • 8 canali D/A < 2 anali.
16267 Kboda Hdta SUSY5 PC IBM awpaiibilo. upandibili a 256K nn raro
RAM. 8 Siali.
16268 nhada ndn SUSY5 XT IBM ciapalAile. icpaoìbda a 256K an loro
RAM 8 Sloll.
16269 adamiari tiaapama un Gom I/O
16270 uhada ROM c» toccali
16272 Kbada ROM ape protetpi can 6 toccali nob.
16273 ichida prololipi 34 cu 11 ai.
16274 prograiMiioia di EPRDM. 2716. 32 64. 12B acc. 12BK di ballai.
16271T ubadi iwHifanrioni da S12K. gau I/O
16276 PG Bui Edandar 16 bit
16277 PG Boi con 1 2 alai e con i coruatloii A aliwiiliiiona.
1627B nbada di aipanaone da 5I2K un im RAM
16279 Add'OO pad par Khada Hlliluntiani tipo 16260
16280 achada di upantioni da 256K un tato RAM
16250 laiiiaii
16250X tattara
16296 abwnuien da 135 Walt un Fan
4026 | 0 |«id nn iduiaiia amonniro o floitng. Appli 2E/IBM coopaiibio
FP40260 un laoco alloca a grosa inpugniluia.
NEW eproa ptograiEMi
I6264T aMdaa ba> 1200 band latadialing-HtMnng
1048A SUSY 2 48K CPU 6501. aaniucala/uianido. pad lunaorka
1048FK SUSY 2 48K con tuli hrnnoni e pad nariaiiea
1084A SUSY 2 68K un pad namann a lidi luiuioni. llin. da 5 A
EP064 SUSY 2E litliafi eiacula, lasii luntiana |A|qdo 2E U.SjI. conpatibiia)
EC164 SUSY 2E bpo daidaid lApplo 2E U SA napiubde)
FX2001 SUSY 2E grana colari & nona. (Appio 2E USA coaiiiatMe)
2048FK ichadi audra SUSY 2 48K n laceob
2064A ichida raadra SUSY 2 64K lu taccali
6001 Disk drin card
60010 0/Sidi ni drin card
6002 EPSON rnlKtaccn parallela canta un
6003 langiiaga card
6004 lalagar end
6005 2-60 CP/M card
6606 80>24
60D6S 80>24
6007 flS 232 card
16K RAM oipaabon
Apple paralW card tipo Caniraniu
in 32K RAM e miarlaccia Canironici
1.612.500
2360.400
5820.800
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79400
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09.300
202.0110
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0018 Intarficey IE489 card
6020 Spaach & Spadif « driebena 5 pollici
6022 128K RAM Mari urd
6023 6908 urd
6025 Mede arXHi 0.9 5P W/S
6027 WId card dòn par iblacu piagranM
6032 Pai ord W/Madalalar
6035 AD/DA Card 8 bà riiaL 50 auac laiipa/cai».. D-I5a. I aal »
6039 EPROM Wrilir 2716/32/64
6101 13/16 Saclar «ai urd
6102 RVB Card I CiUa
6103 Nka Piint urd
6104 AccaRaratar card
6105 Saper grap/ik card a 64X RAM
6106 RS232 C Card
4001 Kapbrd per 1048
4001A Kipbrd. par 1049A
4001 FX Karbrd. par 1064
4002T Switc. pmn anpplp 5A
4003 Ciu par 1048
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4004 RF Maddaiar
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4009T Oesk lap jetraKi
4009QJa(stick aula quii lira
40O9V Jarabci iMai
4010 Taach TiWa
4014 FAN
4014P Cnafaig fan W/Cible
401Sljglti pan H. Raa W/S
4016 Graphic tibia
4021 Enaedenl Pati
4022 Madu gilaHi COH
4024 4 parte aaiendar
4490Ke«brd. Mutlilich SUSY 2
4491Kipbid. MuHilech SUSY 5 5
TP201 Taach Pad
TP301 Taach Pad S Jarstici - 2 à 1
5001 Disi Drin sha 5* 1/4 35 iracu
Nata: tt ’ in 2000 ± SS
S.C.RR. Smith Corona Marchand (U.S.A.)
7iMr Sft
Vm Mtàaim da/ Hiftsi, 127 - BBISS Amh
S larapantr
92901 - Mcd. Don ad aghi 80 Cai. graliu. pardlela. Cantianics 90 epa
82903 Mad. 0200 ad aghi NEO 80 Cai. graliu. patalila. Canlianiu - Serrale
RS232 160 epa
82904 - Mad. 0300 ad aghi NLO 132 Col gniiu. parallela. Cenitoniu a Sanale
RS232 160 epa
S.E.I.
Din Disi Sjlà.
Vnh ligmii Domai S ■ 20I4S AMna
Minilat per PC I8M
letninale video per PC IBM
Monilot coloti grafica per PC IBM
Ternmili video Ulori gialica per PC IBM
Tenunale video colan gralm IBM AT
SEIKO
fOtOm SfA
Vn lime 41 2X199 Seao S. Biamai (MI)
Sene 8600 per monaulaiui UBposto da;
128 KB - 1 posto ri tavola da 655 Kh - 1 HardihsklIIMb-l eapdiinemonel28l(h
Sane 6600 per ndiiuiaius - 128 Kb - 2 posti lavoio 1 floppy 6U Kb - 1 Hard disi 2
Esp dieenona 128 Kb
Pena i6 Ianni siwdeeieiitare
68.400
191.001
95.701
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SVI 005
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Menitgi colon 14' (40 ceienu)
896.000
MS 1O00
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se 1200
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STAR EUROPE
cuma s.fA.
V.H etnea, m - mi M-lm
STAMPANTI
DP-8240 40 col 80 CPS
607.000
SG10 -l28cps2Kba1lei -B0C<l NIQ
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SU 10 - 200 epa 2K bellai 80 Col NLO
1 790.000
SH 15 - 200 epa 16K buKer - 136 Gel. NID
2.190.000
Pnenvpe lOaiay Weal) 18 epa
1.366.400
STX-BO 00 col 60 epa
544.000
TANOV RADIO SNACK (U.S.A.)
mms P.atS.a¥ sondi. S - W2S Mdm
SeCBS Pji! Prm Missie. 3S 33100 Oditi
mseiOi - Vith Clan Pina iS. BBI44 Pimi
supesmwc ■ m Mm/i 22S - 20m MiUte
H S.S - Ifn Cenni U - SStBB Metsm
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1.380.000
Med 100 24 K
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Med. 100 BK con Mediai
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Med 100 24KconMedein
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8K RAM par Med. 100
180.0N
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Jey Stick
37.000
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4.000000
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Sebeda giilica
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OT-I Tarninel
1.704.000
SNA773270
1 400 000
riienrie niM Md. VI 4100
TsnBMle «dw ned 4290 BASE
leniiiiile ndn atod. VI 4200 S E«Iki«u II/ADM34/VmpoiWDlOQ
Itrainale video md. VT 4200 B Eniaiioni TVI 912B/TVI 920/TVI 925
TemiMle video mod VT 4200 C Enutanonl AttSI 3.03/VT52ÌVTI32 IIKE
Teininali video nod VT 4200 D Enolenoni ADM 3A77Vmi|»inlfN21 S00JVT52
la niidv;lone|
I rìsolezionel
I liioiutione por PC I0M|
Sioinpanle TEICDM CPA BOP - 130 col - 130 c/ml (I/F peialleio)
Staopania TEICDM CPA 003 00 col - 130 c/tet |I/F uiialo)
Slaiapanta TEICOM CPB OOP 80 col 130 CPS - mi parallele per IBM PO
lalerlKCB per adaneoemo siaiqiann JUKI MITSUI-CPOO
TC IFAPP01 Isierleccia adapiei pei Apple II Ile e uapeiiWi
TC IFAPP12 liKertaccia giaiiea per Ap^ Il Ila e coapaliMi
TC IFCCO01 Boiler OKI) eilemo CTX - CTX
TC IFHP IO hiarìiKli lEEEdBO (KP-IB) • CTX
TC IFSC001 Intarlicela sanale esiarna RS232C 20nA - CTX {8Db|
iB CTX per Cenndero. 84 e VIC 20
:ia CTX pei SPECT 187T48
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01 901 Peitonal Coiniiiiai T300 Tastiere * CPU 192 Kb - Umib 2 EOO
840 Kb<2t (Meri.
01811 - Heid Disk 10 MB slim line
01808 Video voide 12' 040-800 bou - 00 chrs<28 linea
01808 Video colon M4' 840-800 boia - 80 tìiis<28 buie - 8 celan
BI803 M
81815
81818 - DaielTiM ded
81507 Adaltatoia gntieo - 1 - 640-500 pei nonociea Ischadal
01504 Adaltsloio gnbeo - 2 ■ 0 ctlori in Add. Adan. Sul 1
91816 - Adanaioie Pelona pei Video Coleri ir* 2 - 266 Colorì
61847 Slanpanle 60 col. 125 epa - gialice
01890 Siampanio 132 col 128 cps • gralica
02410 Sisl Op. CP/M - 86 C/CBASIC - 86
82414 Sisi Op MS 00$ 20 CET-BASIC 16
81 234 Peiseiial Cinapelei porlslio T1 1 00 - videe cnsialli ligaidi - 286
Kb RAM - 1E0D 3.8' 720 KB
81238 FD8 addinenale eslome da 3* K ■ 720 KB
1.100 000
UOOOOO
1.300 000
1 200000
1 200.000
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8.800.000
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173.000
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E POCKET COMPUTER
PROGRAMMAOIlt
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mPASS - Pju Sii ¥. BOmle. S - 20123 ■ SICOO - P.m P. Mim 30 - 33100 Uiin
mSHBA - m C Pinti 45, S1I44 Bau - SmOlOaillC - Ohau 220 - 20120 AFitow
H.S.S Và Cenuii II - OOIW «mim - O.S.S l/ii Cmm 11 - OOm Missili
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PC4
Intiileccii leg. pii PC4
Piimei per PC4
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ViligiBi pK PC2
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il grande standard
scelto da Toshiba.
TOSHIBA HA SCELTO MSX
Toshi&a ha creduto firt dall inizio neH’enorme
poiertziale dello standard MSX. La creazione
di urKi standard rappresenta un modo nuovo
di intendere la filosofia degli Home Computer.
Lo standard MSX rende infatti compatibili tra
di loro lutti I computer progettati secondo le
carattenstiche dello standard MSX consen-
tendo COSI a computer, software e peritenche
di marche diverse, ma sempre appartenenti
alla grande famiglia MSX. di lavorare insieme
senza alcun adattatore.
Il basic MSX è il linguaggio di programmazio-
ne comune a tutti i computer MSX; i program-
mi scritti oggi e In .futuro per gli elaboratori
MSX saranno cosi necessariamente compati-
bili con i computer di oggi e di domani ed
altrettanto sarà per le unita periferiche.
MSX significa in definitiva che 40 Case di
hardware americane europee e giapponesi -
TOSHIBA in testa - e tutte le principali
software house - metteranno a disposizione
software perfettamente compatibile, creando
cosi in breve tempo la più gigantesca bibliote-
ca di software mai realizzala prima d'ora e
che non diventerà mai obsoleta.
COSA TI OFFRE TOSHIBA HX-10
Hardware completo ed economico
Il Toshiba HX-10 è caratterizzato da elevata
velocità (il microprocessore Z-80A funziona a
3,6 MHz), da ampia memoria (64 K di RAM
con notevoli possibilità di espansione). La
tastiera molto funzionale presenta 73 tasti con
ben 4 simboli grafici per ogni tasto alfanumeri-
co. SuH'unità è inoltre già presente la intertac-
cia parallela per stampante/plotter - e questa
è una grossa economia di partenza - nonché
le uscite in radiofrequenza e PAL videocom-
posito e AUDIO per collegarsi a TV e monitor.
Due porte per espansioni o per memorie
supplementari lasciano un ampio margine per
il potenziamento. L'uscita per il registratore e
Oue prese per Joystick completano l'hardwa-
re di base.
SOFTWARE DA GRANDE PERSONAL
Il sistema operativo MSX consente di far girare sul Toshiba HX-10
quattro grandi programmi Toshiba: T-PLAN, un polente tabellone
elettronico in grado di efietluare m un lampo i calcoli più utili e più
lunghi, quelli delle pianificazioni commerciali e linanziarie dove la
variazione di un dato obbliga spesso a ncalcolare un grande numero
di valori.
T-GRAPH. che permette di tracciare diagrammi e grafici di tutti i tipi
in modo semplice e veloce e di stamparli quindi per mezzo del
plotter T-PAINTER. per disegnare qualsiasi soggetto con l'aiuto del
joystick, godendo di molti "attrezzi " come il compasso e ii pennello.
BANK STREET-WRITER, un versatile elaboratore di lesti che vi
permette di scrivere, correggere, impaginare, tagliare, allun-
gare qualsiasi lesto ottenendo rapidamente la stampa su
carta. Olire a questi sono già disponibili più di 40
programmi: oltre alte applicazioni scientifiche, matema-
tiche. finanziane e tecniche, il discorso software
investe anche i giochi. I giochi che offre HX-10 sono
impegnativi perchè la CPU è veloce e sono affasci- /-
nanii grazie alla splendida grafica multiscenario a 3 dimensioni
caratteristica dell MSX. A proposito di grafica lo HX-10 Toshiba ha
una grafica a 16 colon con una risoluzione di 256 X 192 punii e
consente di realizzare sino a 256 sprile diversi. Le capacità del
sistema operativo MSX c^nno inoltre la possibilità di creare senza
difficolta animazioni e giochi direttamente in BASIC
MANUALE DI ISTRUZIONI DEL COMPUTER E
MANUALE DEL BASIC MSX ENTRAMBI IN ITALIANO
HX-10 . è lo strumento ideale per imparare a progranffllle in BASIC.
Il manuale del BASIC MSX In italiano fornito a corredo del computer
Toshiba - HX-10. vi condurrà attraverso facili
^ esempi e chiare descrizioni all apprendimento di
4W1* questa nuova lingua universale.
La costruzione cosi di disegni e di brani musicali o
di suoni vi consentirà di realizzare i primi giochi
dettati dalla vostra fantasia. Problemi scientilici o
3 J i tecnici ,o gestionali saranno facilmente risolti con
/ HX-10 e il suo manuale BASIC.
MELCHIONI
il futuro ci appartiene
consolle per videogames.
Registratore a cassette TOSHIBA KT-P22
Tutti i comandi, incluso il
conlaglri, sono situati
sulla parte superiore.
^ _ (inwrpora un sistema
~"~- T sensore di rumore che
- ■■ É ferma automaticamente
la registrazione In
assenza di segnate in
Alimentazione a batterie
0 per mezzo di un
alimentatore esterno.
Questo plotter a costo
contenuto può essere
utilizzalo sia per eseguire stampantina, disponend'
Toshiba MX-10 può essere collegato anche a un semplice televisore.
stampante a matrice di punti
TOSHiBA HX-P550
Testina ad alta
resistenza, raggiunge una
velocitaci tOScps.nala
possibilità di emulare le
132 colonne e accetta sia
il foglio singolo sia la
carta a modulo continuo.
La HX-P550 è inoltre
Hr compatibile con attre
unità di standard diverso
Wff dall'MSX, ma dotate di
V intertacciastandard
r Centronics.
Unità a dischi
TOSHiBA HX-S1 01
L'unità a dischi da 3,5
potlici e 320 Kbyte
conferisce a questo
computer grandi doti
professionali.
Con Toshiba HX-10 potrai sfruttare subito tutta la potenza dell'MSX,